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aprile 2000
Siamo dei creatori

Siamo dei creatori

Mary Ellen Smoot
Presidentessa generale della Società di Soccorso

Create delle case piene di amore e di serenità; soccorrete i sofferenti; create delle testimonianze durature sulle verità eterne in noi e negli altri.

Mary Ellen Smoot

Siamo tutti creatori. Stiamo attraversando un ponte che collega il vecchio millennio con il nuovo. È un momento emozionante e significativo. Questi sono i giorni che i profeti hanno visto nelle loro visioni. Questa è un'epoca di fede, di occasioni e di prodigi.

Mi meraviglio quando penso a questo mondo così ricco di bellezza, così perfetto nel suo funzionamento. Questo mondo fu creato da Gesù Cristo sotto la guida del nostro Padre celeste. La Creazione è una delle caratteristiche che contraddistingue Dio. Egli prende della materia senza forma e vuota e la modella in stelle, pianeti e sistemi solari. «E mondi innumerevoli ho creato»1 Egli ci dice.

Fratelli e sorelle, noi siamo figli di Dio. Non dovremmo essere impegnati nell'opera di nostro Padre? Non dovremmo anche noi essere dei creatori?

Voi potreste dire: «Io non sono creativo». Sono qui a dirvi che lo siete. Avete mai fatto sorridere un neonato? Avete mai insegnato a qualcuno a perdonare? Avete mai digiunato e pregato per coloro che sono ammalati? O aiutato qualcuno a imparare a leggere? O preparato una serata familiare? O organizzato una riunione di famiglia? Forse in qualche modo avete sentito di dover fare qualcosa per la sorella o la famiglia che visitate come insegnanti, qualcosa che ha cambiato un po' la loro vita. Se avete fatto alcune di queste cose, siete stati creativi.

La materia prima della creazione sta intorno a noi. Come ha insegnato il presidente David O. McKay: «Siamo degli scultori, e davanti a noi abbiamo le nostre anime da scolpire. Ognuno sta intagliando la propria».2

Credo che tutti noi scolpiamo le nostre anime e quelle degli altri ogni giorno. Decidiamo di fare delle anime «pure e caste»; di creare delle case piene di amore e di serenità; di creare dei mezzi per soccorrere i sofferenti; di creare delle testimonianze durature sulle verità eterne in noi stessi e in coloro che ci stanno accanto.

Di recente ho fatto visita alla famiglia di una giovane madre morta dando alla luce il quinto figlio. Mi aspettavo di trovare angoscia, invece ho trovato speranza e forza d'animo. Suo marito ha fatto tesoro di tutti i momenti trascorsi insieme. I loro figli hanno compreso il piano di salvezza e hanno dimostrato di sapere che potranno stare di nuovo con la loro madre per sempre. Ella non è mai stata troppo occupata per coloro che le stavano a cuore. In giovane età questa sorella aveva servito come presidentessa della Società di Soccorso, ma aveva sempre messo al primo posto il suo matrimonio e la famiglia.

Mentre parlavo con la madre di questa donna, ella mi ha fatto notare che il primo obiettivo di sua figlia era stato di far diventare le sue figlie delle donne rette. Anche se era morta quand'era ancora giovane, aveva già stabilito un esempio di rettitudine per la sua posterità.

La Presidenza generale della Società di Soccorso, sotto la direzione dei dirigenti del Sacerdozio, ha creato una Dichiarazione per le sorelle della Società di Soccorso di tutto il mondo. Questa dichiarazione ci ricorda chi siamo, e la Riunione di miglioramento domestico, familiare e personale è stata istituita per sviluppare tutte queste capacità.

Riusciamo a riconoscere nella nostra vita le possibilità di creare? Apprezziamo i doni, i talenti e gli spiriti scelti che Dio ci ha dato? Condividiamo con gli altri le creazioni del nostro cuore, della nostra mente e delle nostre mani?

Un'altra madre, consigliera della presidenza di una Società di Soccorso di palo, malgrado fosse afflitta da gravi problemi di salute, ha creato uno straordinario progetto di servizio all'interno del suo palo. Tramite il digiuno e la preghiera sono avvenuti dei miracoli e le sorelle del palo hanno creato qualcosa di straordinario per coloro che erano infreddoliti, affamati e ammalati.

Chissà quante vite sono state benedette grazie a una donna che non si è fermata a pensare alle sue afflizioni, ma che invece ha creato questo modello di servizio, un tributo alla compassione e alla nobiltà dello spirito umano.

Questa storia si ripete ogni anno ad opera di migliaia di fedeli membri della Chiesa. A giugno dello scorso anno il Vescovato Presiedente ha distribuito una lettera nella quale si suggeriva che chiunque avesse il desiderio di contribuire ad alleviare le sofferenze dei rifugiati del Kosovo poteva fare delle trapunte da mandare al Centro per i Servizi umanitari della Chiesa per l'inoltro. Il nostro intento era quello di raccogliere e spedire 30.000 trapunte.

Ne abbiamo ricevute più di 125.000. Queste trapunte non solo sono state inviate a coloro che stavano soffrendo nel Kosovo, ma anche alle vittime delle calamità verificatesi in Turchia, Venezuela, Messico e altri paesi, fra i quali il Mozambico e lo Zimbabwe.

L'anno scorso ho avuto il privilegio di andare nel Kosovo dove ho personalmente avvolto tra quelle trapunte bambini e donne grati e con gli occhi pieni dalle lacrime. Abbiamo scoperto che grazie a questa grandiosa organizzazione possiamo creare nelle nostre famiglie, con gli amici e i vicini, delle occasioni di servire e assistere il prossimo in ogni parte del mondo. A nome della Società di Soccorso e dei Servizi umanitari della Chiesa possiamo essere dei creatori. Non è forse emozionante?

Dobbiamo chiederci: che cosa creerò con la mia vita? col mio tempo? col mio futuro?

Innanzi tutto, andate dove vi dirige lo Spirito. Siate costanti e ascoltate. Il vostro Padre celeste vi guiderà se vi avvicinerete a Lui. Studiate e ponderate le sacre parole dei profeti antichi e moderni, e lo Spirito vi parlerà. Siate pazienti, chiedete con fede, e riceverete guida nei vostri sforzi per creare qualcosa.

In secondo luogo, non abbiate paura di fare degli errori, e come uno scultore cominciate a dar forma alla vostra vita. Amo il modo in cui Rebecca rispose al servo di Abrahamo che era andato a cercare una moglie per Isacco. La scelta cadde su Rebecca. La sua risposta fu semplice e diretta: «Sì, andrò»3 disse.

Rebecca avrebbe potuto rifiutare. Avrebbe potuto dire al servitore di aspettare finché non avesse salutato tutti o non avesse avuto un nuovo guardaroba, fino a che non fosse dimagrita un po' o il clima non fosse migliorato. Avrebbe potuto dire: «Come mai Isacco non è riuscito a trovare moglie in tutta la terra di Canaan?» Ma non lo fece. Ella agì, proprio come dovremmo fare noi.

Il tempo di rimandare è finito. Cominciate. Non abbiate timore. Fate del vostro meglio. Certamente farete degli errori. Chiunque li commette. Imparate da essi e andate avanti.

Terzo, sostenete gli altri lungo il cammino. Ogni persona su questa terra è unica. Ognuno di noi ha interessi, talenti e capacità diversi. Siamo tutti a un diverso livello fisicamente, spiritualmente ed emotivamente.

Infine, rallegratevi. Creare non è un lavoro duro. La creazione scaturisce dall'amore. Quando facciamo quello che ci piace, gioiamo di ciò che facciamo.

Se siete infelici, se vi sentite stanchi, turbati o delusi, posso chiedervi di provare a fare qualcosa? Invece di pensare solo ai vostri guai, dedicatevi alla creazione di qualcosa di importante, qualcosa che abbia un significato eterno. Nutrite una testimonianza, rafforzate il vostro rapporto con una persona, siate servizievoli, andate al tempio.

Leggete «La Famiglia: Un proclama al mondo» e la «Dichiarazione della Società di Soccorso»: impegnatevi a vivere secondo i loro insegnamenti e ad onorarli.

Noi siamo un popolo gioioso. Stiamo vivendo uno dei momenti più importanti della storia di questo mondo. Questo non è un periodo in cui esitare o scoraggiarci. Il presidente Gordon B. Hinckley ci ha dato il seguente suggerimento: «Smettiamo di cercare quali sono le difficoltà e godiamoci quello che abbiamo».4

Prego che come santi degli ultimi giorni possiamo essere impegnati nell'opera del nostro Padre e creare qualcosa di più nella nostra vita. Qualunque sia la nostra situazione, possiamo pregare come fece Isaia: «O Eterno, tu sei nostro padre, noi siamo l'argilla; tu, colui che ci formi; e noi siam tutti l'opera delle tue mani».5 Possano la nostra opera e la nostra gloria riflettere le Sue. Questa è la mia umile preghiera, nel nome di Gesù Cristo. Amen.

NOTE

1. Mosè 1:33
2. Francis M. Gibbons, David O. McKay, Apostle to The World (1986), 288.
3. Genesi 24:58
4. Standing for Something: Ten Neglected Virtues That Will Heal Our Hearts and Homes (2000), 101.
5. Isaia 64:8.

 
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