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aprile 2000
«Perché mio Padre mi ha mandato»

«Perché mio Padre mi ha mandato»

Anziano Loren C. Dunn
Membro dei Settanta

Un padre ha successo quando guarda avanti e accetta la sua responsabilità di padre, quando sa dare affetto, quando prega e fa ciò che può per la sua famiglia, senza arrendersi mai.

Anziano Loren C. Dunn

Ero in un aeroporto molto affollato e là, in mezzo alle tante persone che aspettavano di imbarcarsi sul proprio volo, c'era un padre inginocchiato accanto al figlio che cercava di aiutarlo a mangiare un cono gelato, poiché il bimbo era troppo piccolo per reggerlo da solo. Il bambino aveva bisogno di aiuto anche perché indossava una tutina imbottita che, se da un lato lo scaldava, dall'altro gli rendeva impossibile muovere bene le braccia. Pensai tra e me e me: Che bravo papà!

Non dovrebbero esistere per noi parole più importanti di padre e madre; è della parola Padre che vorrei parlarvi oggi. Non si tratta soltanto di come essere un buon padre. C'è una gran quantità di libri e di buoni suggerimenti riguardo a questo, anche quelli dati oggi a questa conferenza. Io vi voglio parlare dell'impegno di essere un buon padre.

La storia del vangelo di Gesù Cristo, da Adamo ed Eva al tempo presente, dedica tanto spazio al padre, alla madre e alla famiglia. Nelle pagine introduttive del Libro di Mormon troviamo il grande profeta Nefi che racconta le sue prove e benedizioni rendendo omaggio prima di tutto a suo padre: «Io, Nefi, essendo nato da buoni genitori, ho dunque ricevuto qualche istruzione in tutto il sapere di mio padre; e avendo visto molte afflizioni nel corso dei miei giorni, nondimeno, essendo stato grandemente favorito dal Signore durante tutti i miei giorni; sì, avendo avuto una grande conoscenza della bontà e dei misteri di Dio, faccio dunque una storia delle mie azioni nei miei giorni».1

Anche Enos riconobbe prima di ogni altra cosa la preparazione ricevuta dal padre: «Ecco, avvenne che io, Enos, sapendo che mio padre era un uomo giusto, poiché mi aveva istruito nella sua lingua e anche nella disciplina e negli ammonimenti del Signore, e benedetto sia il nome del mio Dio per questo».2

Quando il profeta Joseph Smith ricevette la visione dell'angelo Moroni, gli fu detto di riferirlo prima a suo padre, il quale poi gli confermò l'autenticità della visione e disse a Joseph di seguire le istruzioni di Moroni. Anche nella restaurazione del Vangelo il Signore non ha separato il figlio dal suo retto padre.

Il Salvatore del mondo, nel darci una definizione del significato del Vangelo in 3 Nefi, capitolo 27, dice semplicemente che Suo Padre Lo mandò a adempiere il piano di salvezza e a donare la Sua vita per la salvezza del genere umano. L'amore fra il Padre e il Figlio era così perfetto che il Salvatore lo dichiara come prima ragione per la quale Egli venne sulla terra e soffrì per noi nel Giardino del Getsemani e sulla croce.

Il Vangelo ci è stato dato per insegnarci che cosa dobbiamo fare in qualità di padri e madri, e pare che quando le famiglie sono complete possiamo fare meglio le cose giuste e dire che la prima ragione per la quale le facciamo è: «Perché mio Padre mi ha mandato»3 oppure perché mio padre mi ha mostrato la via.

Ho avuto l'onore di lavorare con i missionari della Chiesa per più di tre decenni e so che molti di loro sono stati in grado di superare i primi minuti, ore e giorni della loro missione grazie ai loro padri e alle loro madri. Ricordo l'esperienza fatta da un bravo giovane che trascorreva la vita in una fattoria, proprio come suo padre. Quando partì per la missione tutto gli sembrava così strano. Troppa folla, niente spazi aperti. Desiderava disperatamente tornare a casa. Infine il presidente di missione concesse al missionario di telefonare a suo padre. Il padre lo ascoltò pazientemente mentre il figlio gli parlava della sua nostalgia di casa, poi il padre gli parlò in modo che il figlio potesse capire. Gli disse fermamente, ma con amore: «Figlio, cerca di essere un coraggioso cow-boy». Il giovane capì esattamente che cosa ciò voleva dire, e ora sta perseverando mentre lo spirito della missione sta entrando nella sua vita. Egli sa che suo padre non smetterà di sperare in lui.

Innumerevoli sono i giovani che, nei primi giorni di lontananza da casa per motivi di studio o altro, non si sono arresi e non sono ritornati a casa grazie alla buona influenza dei loro padri e delle loro madri.

Quando trentadue anni fa fui chiamato a questa posizione e venni messo a parte dal presidente David O. McKay, ricordo che dopo aver parlato di quello che ci si aspettava da me egli mi chiese di servire in questa chiamata in maniera tale che mio padre ne sarebbe stato soddisfatto. Questa richiesta è un impegno per tutta la vita. Il presidente McKay conosceva mio padre, che fu presidente di palo per vent'anni, e io considero mio padre uno dei più grandi uomini che abbia mai conosciuto. Fui consapevole per la prima volta di quanto ero importante per mio padre e di come il Salvatore è reale, quando lo ascoltai pregare per noi nelle preghiere familiari.

Ci possono essere delle eccezioni, come la morte o altre gravi circostanze, ma oggi abbiamo bisogno di padri che si impegnano ad essere padri a qualunque costo, che assumono questa responsabilità e la svolgano fedelmente. Possa ognuno di voi essere un punto di riferimento per tutti coloro vi seguiranno. Se nella vostra vita non vi è stato dato un'esempio, allora siatelo voi; fate in modo che tutto inizi con voi, se nessun altro ha iniziato. Se nella vostra casa non tutto è perfetto, fate che la perfezione cominci con voi.

Il presidente Harold B. Lee disse che volgere i cuori dei figli verso i padri e dei padri verso i figli non si riferiva soltanto al lavoro per i morti, ma si riferisce anche a noi viventi e all'importanza di mantenere intatti i rapporti familiari in questa vita.4

Termino con le parole del poeta Edgar A. Guest che scrisse di un uomo comune, un padre, e della sua famiglia. Le ultime parole della sua poesia dicono: «La lode che riceverà, se una lode è necessaria, è che egli ebbe successo come padre».5 Un padre ha successo quando guarda avanti e accetta la sua responsabilità di padre, quando sa dare affetto, prega e fa ciò che può per la sua famiglia, senza arrendersi mai.

Possa il sacro nome del nostro Padre celeste venire usato con riverenza nelle nostre case.

Possa il nome di padre implicare quel genere di amore e di fiducia che porta pace, speranza e buona volontà.

Voglio ora aggiungere la mia testimonianza della veridicità di quest'opera a quanto è stato detto da questo pulpito durante questa grande conferenza. Mi è sembrato di trovarmi insieme con il profeta Joseph nel Bosco Sacro, quando gli apparvero il Padre e il Figlio. Mi è sembrato di trovarmi insieme con i Santi di Kirtland, quando il tempio del Signore fu accettato e dedicato. Ho ricevuto le mie alleanze a Nauvoo. Mi sono inginocchiato nel cimitero di Winter Quarters mentre una persona a me cara veniva sepolta. Ho anch'io alzato il braccio per sostenere Brigham Young come presidente della Chiesa. Mi sono trovato sull'Ensign Peak insieme a fratello Brigham il giorno del suo arrivo nella valle, quando egli volse lo sguardo sull'ampia distesa di territorio che aveva già visto per rivelazione e sapeva, grazie a tale esperienza, dove si doveva costruire il tempio. So che questo lavoro è vero. So che Dio vive. So che Egli vive. So che Dio vive. So che Gesù Cristo è il nostro Redentore e il nostro Salvatore, che il profeta Joseph vide quello che disse di aver veduto, che Gordon B. Hinckley porta le chiavi di questo grande lavoro oggi, che questo è il vangelo di Gesù Cristo. Nel nome di Gesù Cristo. Amen.

NOTE

1. 1 Nefi 1:1.
2. Enos 1:1.
3. 3 Nefi 27:13
4. «Preparing to Meet the Lord», Improvement Era, febbraio 1965, 123­124.
5. «Old Man Green» da Collected Verse of Edgar A. Guest (1934), 560.

 
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