Anziano James M. Paramore
Membro dei Settanta
Potete fare tanto bene che vi stupirà vedere quanto sarete cambiati e quanto vedrete cambiare gli altri.
Rivolgo il mio saluto a voi, sacerdozio della Chiesa qui sulla terra. È un onore stare alla vostra presenza questa sera. La fratellanza di cui godiamo qui e in tutto il mondo è una cosa meravigliosa. Alcuni anni fa mi trovavo nell'ingresso principale dell'Edificio Amministrativo della Chiesa in attesa dell'ascensore, quando vidi tre uomini entrare e chiedere all'addetto al banco informazioni: «È qui che stanno i fratelli?» L'addetto sorrise e io pensai: «Questo è davvero un bel saluto».
Dovunque vado siamo fratelli. È una cosa istantanea. È una cosa rassicurante. Torno a casa dopo aver svolto ogni incarico ringraziando Dio per questa fratellanza e per l'amore e le buone opere che vedo. Amici miei, siete persone incredibili.
Uomini del sacerdozio, ricordo la storia di un insegnante il quale, alla riapertura delle scuole in autunno, chiese ai suoi allievi cosa avessero insegnato loro i loro padri durante le vacanze estive su come diventare autosufficienti. Dopo aver ascoltato alcuni resoconti, l'insegnante chiese a Johnny cosa avesse fatto suo padre. Johnny rispose: «Mio padre mi ha insegnato a nuotare. Mi ha portato al largo, nel bel mezzo del Lago Utah, quindi mi ha gettato in acqua e mi ha detto di raggiungere a nuoto la riva». «Davvero!», esclamò l'insegnante; «c'è voluto un bel coraggio!» Johnny rispose: «Non è andata poi tanto male dopo che sono riuscito a uscire dal sacco». Ebbene, miei giovani amici, la vita sarà sempre una sfida, ma il nostro Padre nei cieli ci ha dato i mezzi per superarla sani e salvi. Parliamone per alcuni minuti.
Il Signore vuole che facciate la più grande di tutte le esperienze durante il viaggio che fate su questa terra. Questo può essere un viaggio meraviglioso, pieno di migliaia di fantastiche esperienze e conferme spirituali, se troverete la via giusta attraverso le molte scelte che dovrete fare lungo il percorso. La strada prescritta dal nostro Padre in cielo è segnata chiaramente, ma gli schemi e le vie del mondo possono ingannarvi; ma ricordate, «voi siete una generazione eletta, un real sacerdozio» (1 Pietro 2:9). Voi siete il mezzo tramite il quale la verità, la bontà e la vita eterna saranno fatte conoscere a tutto il mondo. Noi tutti partecipiamo a questa impresa. Come il Signore disse a Joseph Smith nel 1831, voi avrete bisogno di «un cuore ed una mente ben disposta» (DeA 64:34).
Miei cari giovani, la vita è eterna. Il Signore Gesù Cristo e i Suoi servi danno speranza e portano testimonianza al mondo che il viaggio che compiamo ci porta dalla presenza del nostro Padre sulla terra, e quindi di nuovo a Lui, alla nostra dimora eterna per vivere per l'eternità. Noi proclamiamo questa buona novella al mondo. È un messaggio supremo di vita eterna e di rapporti eterni, di matrimonio eterno e di famiglie eterne. Nulla può trascendere il suo significato, il suo valore e la sua promessa. Forti di questa conoscenza e di questo amore, possiamo contribuire a trasformare le speranze e i sogni e aiutare gli altri a trovare le verità eterne e la pace interiore, e la sicurezza che questo ci porta.
Per esempio, considerate il mio amico Bob e le cure che egli dedicò a un anziano che aveva il vizio del fumo. Quasi ogni mattina egli si incontrava con un componente del suo quorum e pregava con lui per aiutarlo a liberarsi di questo vizio e poi gli dava un pacchetto di mentine o di gomma da masticare per aiutarlo durante il giorno. Dopo qualche tempo, Bob vide quest'uomo e sua moglie tenersi per mano all'altare del tempio, suggellati per l'eternità. Qual era la causa di quel cambiamento? Cosa aveva potuto realizzare un tale obiettivo? Il Vangelo e «il cuore e una mente ben disposta».
Miei cari giovani, consentitemi di esprimere alcuni concetti che vi aiuteranno ad avere «il cuore e una mente ben disposta». Primo, noi proclamiamo al mondo, come imparò Joseph Smith jun. nel più importante avvenimento degli ultimi giorni in quel bosco, in quel sacro giorno, che c'è un Dio e che Egli ha mandato il Suo amato Figliolo per stabilire l'importanza di questo viaggio sulla terra e ritorno. Egli ha formulato un piano per poter compiere con successo questo viaggio. Il seguente consiglio è impartito nelle Scritture: «Confidati nell'Eterno con tutto il cuore, e non t'appoggiare sul tuo discernimento» (Proverbi 3:5). Le teorie degli uomini saranno sempre presenti, ma esse non contengono la promessa di vita eterna e neppure di pace su questa terra. Riponete tutta la vostra fiducia nel Signore. Le Sue Scritture e i profeti viventi portano testimonianza di Lui e indicano la via.
Secondo, Dio, tramite Suo Figlio Gesù Cristo, ha posto dei confini. Questi confini sono i comandamenti che Egli ci ha dato per aiutarci a compiere sani e salvi questo viaggio. Quando, con il cuore e una mente ben disposta, obbediamo a questi comandamenti, subiamo un processo di cambiamento che modifica il modo in cui pensiamo, il modo in cui sentiamo, il modo in cui vestiamo, il modo in cui viviamo, ciò che mangiamo e beviamo, il modo in cui serviamo gli altri. Come disse Alma il Giovane, «Essi diventano delle nuove creature» (Mosia 27:26). Questi confini ci proteggono, sono indispensabili per un viaggio sicuro.
Quando avevo cinque anni mia madre mi aiutò a conoscere questi confini dicendomi quasi ogni giorno: «Jimmy, non andare vicino alle sabbie mobili», che si trovavano a qualche centinaio di metri da casa nostra. Ebbene, indovinate che cosa facevano Jimmy e i suoi amici? Andavamo vicino alle sabbie mobili e, mentre ci avvicinavamo sempre di più, uno dei miei amici camminò su quella sabbia un pochino più bagnata e più scura di colore. Sembrava un punto sabbioso come tanti altri. All'inizio non riusciva a muovere i piedi, e tutti noi ridevamo. Poi cominciò ad affondare sempre più nelle sabbie mobili, senza riuscire a muoversi. Infine fu preso dal panico. Non riusciva assolutamente a uscire dalle sabbie mobili e cominciò ad urlare. Tutti andammo di corsa verso la casa di un mandriano, gridando a più non posso. Il mandriano immediatamente afferrò una corda e corse con noi dal bambino che ormai era immerso nelle sabbie mobili fino ai fianchi. Egli rapidamente prese al laccio il bambino e, mentre noi tenevamo la corda, egli pose un tronco sulle sabbie mobili, e camminandovi sopra poté trarre in salvo il bambino.
Quando superiamo i confini stabiliti dal Signore impariamo una cosa: ci troviamo spesso in una specie di sabbie mobili. Le vie del mondo sono spesso come le sabbie mobili e possono essere altrettanto distruttive. Cercano di attirarci fuori dai limiti stabiliti dal Signore: i Suoi comandamenti. Le vie del mondo (prendere la droga, bere, fumare, convivere senza essere sposati, ascoltare certa musica, eccetera, eccetera):
sembrano molto attraenti
sembrano essere il normale modo di vivere
sembrano essere accettate da tutti e
sono celebrate alla televisione, nei film, su Internet, nelle videocassette, eccetera, eccetera.
Queste cose ci portano fuori dei confini che il Signore ha stabilito. Quando ne cadiamo vittime ci portano alla disperazione, alla cattiva salute, alle difficoltà economiche e ad altri problemi.
I confini stabiliti dal Signore sono enunciati nel vostro opuscolo Per la forza della gioventù. Si tratta di regole molto chiare, di grande beneficio per chiunque le segua. Andiamo nel mondo come missionari e membri della Chiesa per aiutare le persone a conoscere e apprezzare i comandamenti, ossia i confini stabiliti dal Signore. Se lo facciamo con «il cuore e una mente ben disposta», o in altre parole con energia, gioia ed entusiasmo, come fa il presidente Hinckley quando va in giro per il mondo, diventeremo persone diverse, piene di gratitudine e riconoscenti di ogni occasione di cui possiamo approfittare.
Terzo, giovani o vecchi che siate, cominciate avendo chiara nella mente la meta che volete raggiungere. Dove vorrete trovarvi a diciannove anni o quando andrete in pensione? In missione? Prendete questa decisione stasera stessa. Vi prometto che essa cambierà la vostra vita e quella degli altri, poiché Dio vi guida quando siete in missione. Tutto ciò che Egli richiede è «il cuore ed una mente ben disposta». Potete fare tanto bene che vi stupirà vedere quanto sarete cambiati e quanto vedrete cambiare gli altri.
In una riunione di testimonianza che tenemmo a Bari, immaginate la mia sorpresa quando un giovane si alzò e disse: «Se non fosse stato per i missionari, ora io non ci sarei». Egli quindi spiegò come sua madre e i suoi nonni erano stati trovati a Parigi, in Francia, dagli anziani Ben Walton e James Paramore trent'anni prima. Dopo molte riunioni la famiglia fu battezzata. Ora il loro figlio era in missione. In seguito seppi che nel corso degli anni più di centosettanta persone erano state battezzate nella Chiesa da quella famiglia. Io avevo avuto il privilegio di svolgere una missione e quei due anni e mezzo furono cruciali per la mia testimonianza; non trovo parole sufficienti per ringraziare Dio.
Porto testimonianza che Dio vive, che Suo Figlio è il Redentore, che questo vangelo riverserà grandi benedizioni su tutti gli uomini. Prego che possiamo tutti
Confidare in Dio e in Suo Figlio
Vivere entro i confini che Essi hanno stabilito
Cominciare tenendo presente la meta che vogliamo raggiungere con «il cuore ed una mente ben disposta».
Ricordate che il Signore ha detto: «Poiché io onoro quelli che m'onorano» (1 Samuele 2:30). Possa il nostro viaggio essere tale. Nel nome di Gesù Cristo. Amen.