Presidente Thomas S. Monson
Primo Consigliere della Prima Presidenza
Nella vita dei giovani di oggi infuria una battaglia che avrà importanti conseguenze. In parole semplici è la lotta tra il bene e il male.
Il 16 luglio 1945 la nave della marina statunitense
Indianapolis partì dall'Arsenale Militare di Mare Island, in California, per consegnare un carico segreto nell'isola di Tinian, nell'Arcipelago delle Marianne. Il carico consisteva di attrezzature molto sofisticate che potevano porre fine alla seconda guerra mondiale e a tutte le sofferenze, dolori e morte che l'accompagnavano. La nave consegnò il suo carico il 26 luglio e quindi riprese il viaggio senza scorta verso Leyte, nelle Filippine.
Poiché viaggiavano in acque ostili nel Mar delle Filippine, il capitano poteva, a sua discrezione, seguire una rotta a zig-zag per prevenire l'avvistamento e l'attacco da parte del nemico. Egli mancò di osservare questa manovra difensiva. Proprio prima di mezzanotte del 29 luglio 1945, mentre navigava verso il golfo di Leyte, il pesante incrociatore fu avvistato da un sottomarino nemico. Evitando facilmente di essere individuato, il sommergibile emerse all'altezza del periscopio e lasciò partire sei siluri da millecinquecento metri. Quando i siluri colpirono l'obiettivo fecero esplodere le munizioni e il carburante della nave. La deflagrazione fece saltare in aria la prua del pesante incrociatore e distrusse completamente la plancia di controllo. Poiché mancava l'energia necessaria il radiotelegrafista non poté lanciare l'SOS. L'ordine di abbandonare la nave, quando venne, dovette essere dato a voce poiché il sistema di comunicazione non funzionava. Appena dodici minuti dopo essere stata colpita dai siluri, la nave alzò la poppa per più di trenta metri nell'aria e affondò rapidamente nelle profondità del mare.
Dei quasi milleduecento uomini dell'equipaggio circa quattrocento persero la vita a causa dell'esplosione o affondarono con la nave. Circa ottocento sopravvissero al naufragio gettandosi in acqua.
Quattro giorni dopo, il 2 agosto 1945, il pilota di un aereo Lockheed Ventura, in missione di pattuglia, notò un'insolita macchia d'olio sulla superficie dell'acqua e la seguì per 25 chilometri. Quindi l'equipaggio dell'aereo avvistò gli uomini che erano riusciti a sopravvivere all'affondamento dell'Indianapolis.
Ebbe inizio un'operazione di soccorso su vasta scala. Numerose navi si affrettarono a raggiungere la zona e furono inviati degli aerei per paracadutare cibo, acqua e medicinali. Dei circa ottocento uomini che si erano gettati in acqua soltanto trecentosedici rimanevano in vita. Il resto era rimasto vittima del mare infestato dagli squali.
Due settimane dopo finiva la seconda guerra mondiale. L'affondamento dell'Indianapolis, chiamato «l'ultima grande tragedia navale della seconda guerra mondiale», ora è una leggenda.
Vi sono delle lezioni che possiamo imparare dalla terribile esperienza fatta dall'equipaggio dell'Indianapolis? Quegli uomini si trovavano davanti al pericolo. Il pericolo incombeva su di loro. Il nemico era in agguato. La nave continuava a procedere ignorando la raccomandazione a navigare a zig-zag ed era perciò una facile preda. Il risultato fu la catastrofe.
Il giorno dopo la partenza dell'Indianapolis per Leyte, mi arruolai nella Marina degli Stati Uniti. Nel centro addestramento reclute della Marina di San Diego, in California, fui sottoposto alla dura disciplina dell'addestramento di base e dell'intensa preparazione al combattimento.
Venne finalmente il primo giorno di libera uscita. Fummo informati che tutti quelli che sapevano nuotare potevano prendere l'autobus per andare a San Diego. Quelli che non sapevano nuotare dovevano rimanere nella base per imparare. Quanto ero felice di saper nuotare, cosa che avevo imparato tanti anni prima! Poi venne un ordine inatteso. Noi che avevamo risposto di saper nuotare fummo condotti non all'autobus che era in attesa, ma alla piscina della base. Ci fecero radunare all'estremità della piscina dove l'acqua era profonda e ci fu detto di spogliarci e di saltare in acqua uno alla volta e raggiungere a nuoto l'altra estremità della piscina. La maggior parte del gruppo lo fece senza difficoltà, e quindi tornò con gioia all'autobus in attesa di partire per San Diego. Ma c'erano anche alcuni che non avevano detto la verità; che avevano risposto di saper nuotare mentre in realtà non era vero. Per loro il sottufficiale che ci comandava aspettava sino a quando erano sul punto di annegare dopo essere andati sott'acqua diverse volte, prima di allungare una canna di bambù per tirarli in salvo. La lezione che imparai? Dire la verità. Dire la verità può salvarvi la vita se vi trovate davanti al pericolo.
Durante il viaggio attraverso questa vita qualche volta ci troviamo davanti al pericolo. C'è una cartina stradale che può condurci alla salvezza? Vi sono persone alle quali possiamo rivolgerci per chiedere aiuto?
Consentitemi di indicarvi, questa sera, sei cartelli che vi guideranno alla salvezza se vorrete leggerli e seguirne le istruzioni. Questi cartelli sono:
1. Sceglietevi dei buoni amici.
2. Cercate la guida dei vostri genitori.
3. Studiate il Vangelo.
4. Obbedite ai comandamenti.
5. Servite con amore.
6. Pregate con uno scopo.
Nella vita dei giovani di oggi infuria una battaglia che avrà importanti conseguenze. In parole semplici è la lotta tra il bene e il male.
Dal lontano passato Moroni ci rivolge questo consiglio: «Poiché ecco, lo Spirito di Cristo è dato a ogni uomo, affinché possa distinguere il bene dal male; vi mostro pertanto la maniera per giudicare; poiché ogni cosa che invita a fare il bene, e a persuadere a credere in Cristo, è mandata mediate il potere e il dono di Cristo; pertanto potete sapere, con conoscenza perfetta, che è da Dio.
Ma ogni cosa che persuade gli uomini a fare il male, a non credere in Cristo, a rinnegarLo e a non servire Dio, potete allora sapere con conoscenza perfetta che è dal diavolo».1
Consentitemi di dire qualche parola su ognuno dei sei cartelli stradali che ho menzionato per invitarvi a tenervi lontani dal pericolo.
1. Sceglietevi dei buoni amici. Gli amici contribuiscono a determinare il vostro futuro. Tenderete ad essere come loro e ad andare dove essi scelgono di andare. Ricordate: la via che seguiamo in questa vita conduce alla via che seguiremo in quella a venire.
Da un'indagine svolta in alcuni rioni e pali della Chiesa abbiamo appreso un fatto molto significativo: le persone i cui amici si sposano nel tempio di solito si sposano anch'esse nel tempio, mentre le persone i cui amici non si sposano nel tempio di solito non lo fanno neanche loro. Lo stesso avviene anche per il servizio missionario a tempo pieno. L'influenza degli amici risulta essere un fattore dominante, equivalente agli ammonimenti dei genitori, agli insegnamenti ricevuti in classe o alla vicinanza a un tempio.
Gli amici che scegliete o favoriranno o impediranno il vostro successo.
2. Cercate la guida dei vostri genitori. Vostra madre, vostro padre, tutti i vostri parenti vi vogliono bene e pregano per la vostra eterna felicità. Padri, siate d'esempio ai vostri figli. Mostrate loro la via che possono percorrere. Camminate accanto a loro in rettitudine e in fede.
Siate cauti nell'emettere giudizi. In un libro di testo delle scuole medie ho letto una storia che conferma la saggezza di questo consiglio. In una grande fabbrica piena di macchinari, gli operai, per avere successo, dovevano lavorare in squadra. La squadra addetta al funzionamento di una particolare macchina era svantaggiata perché un operaio spesso arrivava in ritardo. Il caporeparto, dopo molti rimproveri, disse a quell'operaio: «Se vieni in ritardo ancora una volta, considerati licenziato!»
Proprio il giorno dopo l'operaio era di nuovo in ritardo. Fu chiesto alla classe: «Cosa fareste al posto del caporeparto?»
Circa metà della classe rispose: «Terrei fede alla mia parola e lo licenzierei». Il resto della classe ebbe compassione e rispose: «Gli darei un'altra possibilità». L'insegnante dette quindi egli stesso la risposta giusta: «Gli chiederei perché era in ritardo. Il suo ritardo poteva essere pienamente giustificato».
3. Studiate il Vangelo. Gesù ci rivolge questo invito: «Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati, e io vi darò riposo.
Prendete su voi il mio giogo ed imparate da me, perch'io son mansueto ed umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre».2
In questa dispensazione il Signore ha dichiarato: «Cercate nei migliori libri le parole di saggezza; cercate l'istruzione, sia con lo studio, sia pure con la fede».3
Sviluppate il desiderio di conoscere il Signore, di capire i Suoi comandamenti e di seguirLo. Se lo farete, le ombre della disperazione spariranno davanti ai raggi della speranza, il dolore cederà alla gioia e l'impressione di essersi smarriti tra la folla della via svanirà, sostituita dalla sicura certezza che il nostro Padre celeste si ricorda di ognuno di noi.
4. Obbedite ai comandamenti. Decidete fermamente di seguire il Signore. Imparate a conoscere la Sua parola e a metterla in pratica.
Un giovane detentore del Sacerdozio di Aaronne, attivo negli Scout, riassunse il principio della scelta quando un comitato prese in esame il suo avanzamento a un grado superiore negli Scout. Gli chiesero che cosa lo scoutismo faceva per lui, ed egli rispose: «Mi induce a fare le cose che devo fare e mi impedisce di fare le cose che non devo fare». Naturalmente fu promosso.
Un altro memento è l'adagio: «Non potete essere nel giusto quando fate le cose sbagliate e non potete trovarvi nel torto quando fate le cose giuste». Per citare le parole di un noto inno:
Scegli il ben se a decidere ti trovi;
sol nel ben lo Spirito è con te,
a guidare i passi che tu muovi,
se come fine il ben tu hai.
4
Il presidente George Albert Smith, ottavo presidente della Chiesa, ci ha dato questo consiglio: «Rimanete fermamente dalla parte del Signore».5
5. Servite con amore. Dalla trasmissione «La parola e la musica» riceviamo questo consiglio: «Abbiamo verso noi stessi l'obbligo di scoprire i nostri talenti, di approfittare di ogni buona occasione e farne partecipi gli altri. Abbiamo verso i nostri familiari, amici e vicini quello di usare le nostre capacità in maniera proficua. Anche quando ci sentiamo scoraggiati, soli o qualche volta inutili, dobbiamo ricordare che Dio ha dato a ognuno di noi un grande potenziale. Tutti abbiamo un ruolo in questa vita e nella vita di coloro che amiamo».6
Gesù fu il massimo esempio di servizio. Si diceva di Lui che Egli andava attorno «facendo del bene».7 Facciamo noi altrettanto, fratelli miei? Le occasioni che abbiamo sono molte, ma alcune sono momentanee, fuggevoli. Fratelli, quale grande gioia provate quando qualcuno ricorda i consigli che avete impartito, l'esempio che gli avete dato, il principio che avete esposto, l'influenza che avete esercitato per indurre un'altra persona a fare il bene!
Dirigenti dei giovani, ricordate il consiglio dato dall'apostolo Paolo a Timoteo: «Sii d'esempio ai credenti, nel parlare, nella condotta, nell'amore, nella fede, nella castità».8 Vescovi, mettete degli uomini meritevoli e retti a capo del Sacerdozio di Aaronne. Gli stessi requisiti sono necessari per quanto riguarda i capi-scout.
Nessuno può essere chiamato a lavorare con i giovani sino a quando il suo certificato di appartenenza non è pervenuto al vescovo; inoltre nessuno viene chiamato a lavorare negli Scout sino a quando non è debitamente registrato presso il consiglio direttivo dello scoutismo e le sue qualifiche meritano che lo si prenda in considerazione per una chiamata. Questa procedura è stata esposta molte volte, tuttavia i lupi continuano a entrare nell'ovile con l'intenzione di distruggere il gregge. Il presidente Hinckley mi ha chiesto di dare risalto a queste disposizioni questa sera.
6. Pregate con uno scopo. A Dio tutte le cose sono possibili. Uomini del Sacerdozio di Aaronne, uomini del Sacerdozio di Melchisedec, ricordate la preghiera che il profeta Joseph disse nel bosco che noi chiamiamo sacro. Guardatevi attorno, e vedrete i risultati dell'esaudimento di quella preghiera. La preghiera è la fonte della forza spirituale. La preghiera è il passaporto per la pace.
A differenza dell'incrociatore Indianapolis, se dovessimo trovarci nel pericolo, la nostra energia non scomparirà né verrà meno, poiché è quella che ci lega a Dio, nostro Padre celeste. Egli ci aiuterà, purché Gli diamo la possibilità di farlo.
Ricordo un'esperienza che feci alcuni anni fa. Il nostro gruppo di amici era impegnato in un trekking su robusti cavalli Morgan. Arrivammo in una radura attraverso la quale scorreva un bellissimo ruscello dalle acque fresche e chiare. Nessun cerbiatto avrebbe potuto desiderare un posto migliore. Tuttavia era in agguato un pericolo. Il cerbiatto è molto attento. Può individuare il minimo movimento dei cespugli circostanti; può udire lo spezzarsi di un ramoscello e discernere l'odore dell'uomo. È vulnerabile soltanto da una direzione: dall'alto. Su un grosso albero i cacciatori avevano costruito una piattaforma che dominava quel luogo incantevole. Anche se in molti luoghi è illegale, il cacciatore colpisce la preda quando essa viene a mangiare e bere. Non c'è nessun rompere di ramoscelli, non c'è nessun movimento che disturbi la quiete, nessun odore rivela la presenza del cacciatore. Perché? Perché lo splendido cerbiatto, nonostante i suoi sensi altamente sviluppati per individuare il pericolo imminente, non ha la capacità di guardare verso l'alto e di individuare così il nemico. Il cerbiatto si trova davanti al pericolo. L'uomo non ha questi limiti. La sua più grande sicurezza sta nella sua capacità e nel suo desiderio di guardare verso l'alto, di guardare a Dio e vivere.9
Scrisse il poeta:
«Ma, capolavoro di tutte le Tue meravigliose opere,
elemento supremo di tutto il tuo piano,
Tu hai messo nel cuore dell'uomoil desiderio di raggiungere il cielo».
10
Fratelli, siamo preparati ad affrontare il viaggio della vita? Il mare della vita a volte può diventare turbolento. Le ondate dei conflitti emotivi possono infrangersi tutto attorno a noi. Tracciate la vostra rotta, siate cauti e osservate tutte le misure di sicurezza.
1. Sceglietevi dei buoni amici.
2. Cercate la guida dei vostri genitori.
3. Studiate il Vangelo.
4. Obbedite ai comandamenti.
5. Servite con amore.
6. Pregate con uno scopo.
Se lo farete, navigherete con sicurezza attraverso gli oceani della vita e arriverete al vostro porto di destinazione sì, il regno celeste di Dio. Allora, come marinai di questa vita terrena, potrete udire l'applauso: «Va bene, buono e fedel servitore . . . entra nella gioia del tuo Signore».11
Prego fervidamente che possiamo godere di questa benedizione. Nel nome di Gesù Cristo. Amen.
NOTE
1. Moroni 7:16, 17.
2. Matteo 11:28, 29.
3. DeA 88:118.
4. «Scegli il ben», Inni, No. 148.
5. Conference Report, ottobre 1945, 118.
6. «Finding a Niche», 15 febbraio 1998, trasmissione La parola e la musica.
7. Vedi Atti 10:38.
8. 1 Timoteo 4:12.
9. Alma 37:47.
10. Harry Kemp, «God the Architect», The World's Great Religious Poetry, a cura di Caroline Miles Hill, 1923, 211.
11. Matteo 25:21.