The Christus statueChiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni Cerca | Commenti | Cartina | Aiuto | Siti nazionali |
Home Broadcast General Conference Archives
Conferences
aprile 1998
Siete stati salvati?

Siete stati salvati?

Anziano Dallin H. Oaks
Membro del Quorum dei Dodici Apostoli

Secondo l'uso che ne fanno i Santi degli Ultimi Giorni, le parole salvato e salvezza hanno almeno sei significati diversi.

Anziano Dallin H. Oaks

Cosa rispondiamo quando qualcuno ci chiede: «Sei stato salvato?» Questa domanda tanto frequente nella conversazione di alcuni cristiani può lasciare interdetti i membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, poiché non fa parte del nostro normale linguaggio. Abbiamo la tendenza a parlare di salvezza come di un evento futuro, piuttosto che come di una cosa che è già stata conseguita.

I bravi cristiani qualche volta attribuiscono significati diversi ad alcuni termini fondamentali del Vangelo come salvato o salvezza. Se rispondiamo secondo quello che chi ci interroga probabilmente ha in mente quando chiede se siamo stati «salvati», la nostra risposta deve essere «sì». Se rispondiamo secondo i vari significati che attribuiamo alle parole salvato o salvezza, la nostra risposta sarà un «sì», oppure un «sì, ma a certe condizioni».

I

A mio avviso, secondo ciò che intendono i buoni cristiani quando parlano in questi termini, siamo «salvati» quando proclamiamo o confessiamo sinceramente di avere accettato Gesù Cristo come nostro personale Signore e Salvatore. Questo significato deriva dalle parole che l'apostolo Paolo rivolse ai cristiani del suo tempo:

«Perché, se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore, e avrai creduto col cuore che Dio l'ha risuscitato dai morti, sarai salvato . . .

Infatti col cuore si crede per ottener la giustizia e con la bocca si fa confessione per esser salvati» (Romani 10:9­10).

Per i Santi degli Ultimi Giorni le parole salvato e salvati in questo contesto evidenziano un rapporto di alleanza con Gesù Cristo, che consente all'uomo che si mostra obbediente di essere salvato dalle conseguenze del peccato. Ogni sincero Santo degli Ultimi Giorni è «salvato» secondo questo significato. Infatti ci siamo convertiti al vangelo restaurato di Gesù Cristo, ci siamo pentiti, siamo stati battezzati e rinnoviamo le alleanze fatte al battesimo prendendo il sacramento.

II

Secondo l'uso che ne fanno i Santi degli Ultimi Giorni, le parole salvato e salvezza hanno almeno sei significati diversi. Secondo alcuni di questi significati la nostra salvezza è assicurata ­ noi siamo già salvati. Secondo altri significati la salvezza deve essere indicata come un avvenimento futuro (vedi, ad esempio, 1 Corinzi 5:5) o come condizionata da un avvenimento futuro (vedi, ad esempio, Marco 13:13). Ma in tutti questi significati la salvezza si ottiene in e tramite Gesù Cristo.

Primo, tutti gli esseri mortali sono stati salvati dal rimanere nella morte tramite la risurrezione di Gesù Cristo. «Poiché, come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saran tutti vivificati» (1 Corinzi 15:22).

Per quanto riguarda la salvezza dal peccato e dalle conseguenze del peccato, la nostra risposta alla domanda se siamo o non siamo salvati è «sì, ma a certe condizioni». Il nostro terzo Articolo di fede stabilisce tali condizioni:

«Noi crediamo che, mediante l'espiazione di Cristo, tutto il genere umano può essere salvato con l'obbedienza alle leggi ed alle ordinanze del Vangelo» (terzo Articolo di fede).

Molti versetti della Bibbia proclamano che Gesù venne per togliere i peccati dal mondo (vedi, ad esempio, Giovanni 1:29; Matteo 26:28). Il Nuovo Testamento fa spesso menzione della grazia di Dio e della salvezza mediante la grazia (vedi, ad esempio, Giovanni 1:17; Atti 15:11; Efesini 2:8). Ma contiene anche molti comandamenti specifici riguardanti il comportamento personale e molti riferimenti all'importanza delle opere (vedi, ad esempio, Matteo 5:16; Efesini 2:10; Giacomo 2:14­17). Inoltre il Salvatore spiegò che per essere salvati dobbiamo perseverare sino alla fine (vedi Matteo 10:22; Marco 13:13).

Confidando negli insegnamenti della Bibbia nel loro insieme, e grazie ai chiarimenti ottenuti tramite le rivelazioni moderne, noi portiamo testimonianza che la nostra purificazione grazie all'espiazione di Cristo è condizionata dalla fede del singolo peccatore, fede che si manifesta mediante l'obbedienza ai comandamenti del Signore di pentirci, farci battezzare e ricevere lo Spirito Santo (vedi Atti 2:37­38). «In verità, in verità io ti dico», spiegò Gesù, «che se uno non è nato d'acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio» (Giovanni 3:5; vedi anche Marco 16:16; Atti 2:37­38). Pertanto, come credenti che hanno già compiuto la nuova nascita richiesta, i Santi degli Ultimi Giorni possono dire di essere già stati salvati condizionatamente dal peccato, ma che non saranno salvati completamente sino a quando non avranno portato a termine la loro prova terrena con il necessario continuo pentimento, la fedeltà, il servizio e la perseveranza sino alla fine.

Alcuni cristiani accusano i Santi degli Ultimi Giorni che danno questa risposta di negare la grazia di Dio, asserendo di potersi meritare da soli la salvezza. Noi rispondiamo a questa accusa con le parole di due profeti del Libro di Mormon. Nefi dichiarò: «Poiché noi lavoriamo con diligenza a scrivere per persuadere i nostri figlioli . . . a credere in Cristo e a riconciliarsi con Dio; poiché sappiamo che è per grazia che siamo salvati, dopo aver fatto tutto ciò che possiamo fare» (2 Nefi 25:23). E cos'è «tutto ciò che possiamo fare»? Sicuramente comprende il pentimento (vedi Alma 24:11) e il battesimo, osservare i comandamenti e perseverare sino alla fine. Moroni implora così i suoi lettori: «Sì, venite a Cristo, e siate perfetti in Lui, e rifuggite da ogni empietà; e se rifuggite da ogni empietà e amate Dio con tutta la vostra forza, mente e facoltà, allora la sua grazia vi sarà sufficiente, cosicché mediante la sua grazia possiate essere perfetti in Cristo» (Moroni 10:32).

Non siamo salvati nei nostri peccati e, come sarebbe se fossimo salvati incondizionatamente confessando Cristo, e quindi inevitabilmente commettendo peccati per tutto il resto della vita (vedi Alma 11:36­37). Siamo salvati dai nostri peccati nascendo di nuovo e di nuovo ancora, rinnovando ogni domenica il nostro pentimento e purificandoci tramite la grazia di Dio e il Suo benedetto piano di salvezza (vedi 3 Nefi 9:20­22).

La domanda se una persona è stata salvata viene formulata qualche volta significando se questa persona è «nata di nuovo». «Nascere di nuovo» è un passo molto conosciuto sia della Bibbia che del Libro di Mormon. Come abbiamo fatto notare in precedenza Gesù spiegò che, a meno che un uomo «nasca di nuovo» (Giovanni 3:5) d'acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio (vedi Giovanni 3:5). Il Libro di Mormon contiene molti insegnamenti sulla necessità di «nascere di nuovo» o «nascere da Dio» (vedi, ad esempio, Mosia 27:24­26; Alma 36:24, 26; vedi anche Mosè 6:59). Così come noi capiamo queste Scritture, la nostra risposta se siamo nati di nuovo è chiaramente un «sì». Siamo nati di nuovo quando abbiamo istituito un rapporto di alleanza con il nostro Salvatore nascendo di acqua e di Spirito e prendendo su di noi il nome di Gesù Cristo. Possiamo rinnovare questa rinascita ogni domenica, quando prendiamo il sacramento.

I Santi degli Ultimi Giorni affermano che coloro che sono nati di nuovo in questa maniera sono generati spiritualmente figli e figlie di Gesù Cristo (vedi Mosia 5:7; 15:9­13; 27:25). Nondimeno, per godere delle benedizioni pertinenti a questa condizione di nati di nuovo, dobbiamo continuare ad osservare le nostre alleanze e perseverare sino alla fine. Nel frattempo, tramite la grazia di Dio, siamo nati di nuovo come nuove creature, con nuovi genitori spirituali e la prospettiva di ricevere una gloriosa eredità.

Il quarto significato dell'essere salvati è la salvezza dalle tenebre dell'ignoranza di Dio Padre e di Suo Figlio Gesù Cristo e dello scopo della vita e del destino degli uomini e delle donne. Il Vangelo fattoci conoscere tramite il ministero di Gesù Cristo ci ha dato questa salvezza. «Io son la luce del mondo», dichiarò Gesù; «Chi mi seguita non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita» (Giovanni 8:12; vedi anche Giovanni 12:46).

Per i Santi degli Ultimi Giorni essere «salvati» può anche significare essere salvati o liberati dalla seconda morte, ossia dalla morte spirituale finale mediante la sicurezza di un regno di gloria in un mondo a venire (vedi 1 Corinzi 15:40­42). Proprio come la risurrezione è universale, noi affermiamo che ogni persona vissuta sulla faccia della terra ­ eccetto poche ­ hanno la sicurezza della salvezza in questo senso. E nelle rivelazioni moderne leggiamo:

«E questo è il Vangelo, la buona novella . . .

Che Egli [Gesù] venne nel mondo per esser crocifisso per il mondo e per portare i peccati del mondo e per santificare il mondo e per purificarlo da ogni ingiustizia;

«Affinché per Suo tramite tutti coloro che il Padre ha dato in Suo potere e creati per Lui possano essere salvati;

Egli che glorifica il Padre e salva tutte le opere delle Sue mani, eccetto quei figli di perdizione che rinnegano il Figlio dopo che il Padre Lo ha loro rivelato» (DeA 76:40­43; corsivo dell'autore).

Il profeta Brigham Young spiegò questa dottrina quando dichiarò che «ogni persona che non perde la propria occasione di salvezza a causa del peccato, diventando un angelo del demonio, risorgerà e erediterà un regno di gloria» (Insegnamenti dei presidenti della Chiesa: Brigham Young, 288). Questo significato del termine salvati nobilita tutta la specie umana tramite la grazia del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. In questo senso della parola tutti devono rispondere: «Sì, sono stato salvato. Gloria a Dio per il Vangelo e per il dono e la grazia di Suo Figlio!».

Infine, con un altro significato familiare e proprio dei Santi degli Ultimi Giorni, le parole salvato e salvezza sono anche usate per indicare l'esaltazione o la vita eterna (vedi Abrahamo 2:11). Questa salvezza qualche volta è chiamata «pienezza della salvezza» (Bruce R. McConkie, The Mortal Messiah, 4 voll. [1979­1981], 1:242). Questa salvezza richiede più del pentimento e del battesimo per mano del sacerdozio prescritto. Richiede anche che facciamo delle sacre alleanze, compreso il matrimonio eterno nei templi di Dio e la fedeltà a quelle alleanze perseverando sino alla fine. Se usiamo la parola salvezza nel senso di «esaltazione», è prematuro per chiunque di noi dire di essere «stato salvato» in questa vita terrena. Questa gloriosa condizione può soltanto seguire il giudizio finale di Colui che è il grande Giudice dei vivi e dei morti.

Ho suggerito che la risposta breve alla domanda se un membro della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni è stato salvato o è nato di nuovo deve essere un fervido «sì». Il nostro rapporto di alleanza con il Salvatore ci pone in quella condizione di «salvati» o «nati di nuovo» intesa da coloro che fanno questa domanda. Alcuni profeti moderni hanno usato «salvezza» o «salvato» anche con questo stesso significato. Il presidente Brigham Young dichiarò:

«Ogni giorno abbiamo bisogno della salvezza e della presenza dello Spirito Santo per stare su terreno sicuro . . .

Voglio la salvezza subito . . . La vita ci è data perché la accettiamo oggi, e non perché aspettiamo il Millennio. Prendiamo la strada giusta per salvarci oggi» (Discorsi di Brigham Young, 15­16). Sullo stesso concetto il presidente David O. McKay dichiarò: «Il vangelo di Gesù Cristo rivelato dal profeta Joseph Smith è davvero in ogni senso il potere di Dio per la salvezza. È la salvezza quaggiù oggi ­ subito. Dà ad ogni uomo la vita perfetta, e subito, oltre che nell'aldilà» (Gospel Ideals [1953], 6).

III

Concluderò trattando un'altra importante domanda che viene spesso posta ai membri e ai dirigenti della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni: «Perché mandate i missionari a predicare agli altri cristiani?» Questa domanda qualche volta è fatta con curiosità, altre volte con risentimento.

L'esperienza più memorabile che ho fatto con questa domanda ebbe luogo alcuni anni fa in quello che allora si chiamava Blocco Sovietico. Dopo molti anni di ostilità verso la religione da parte dei regimi comunisti, a quei paesi improvvisamente e miracolosamente fu concessa una certa misura di libertà di religione. Quando si aprì quella porta molte confessioni cristiane mandarono là i loro missionari. Per preparare il terreno all'invio dei nostri missionari, la Prima Presidenza inviò dei membri del Quorum dei Dodici Apostoli a incontrare capi di governo e ecclesiastici di quei paesi. Il nostro incarico era quello di presentarci e spiegare cosa avrebbero fatto i nostri missionari.

Io e l'anziano Russell M. Nelson facemmo visita al capo della Chiesa Ortodossa in uno di quei paesi. Era un uomo che si era adoperato per tenere viva la luce del Cristianesimo durante gli oscuri decenni della repressione comunista. Annotai nel mio diario che egli era un uomo cordiale e generoso che mi aveva colpito profondamente come servitore del Signore. Dico questo in modo che non pensiate che nella nostra conversazione, che durò quasi un'ora, ci fosse mai, in qualche misura, un atteggiamento di arroganza o di contesa. Il nostro incontro fu piacevole e cordiale, pieno della buona volontà che deve sempre caratterizzare le conversazioni tra gli uomini e le donne che amano il Signore e cercano di servirLo ognuno secondo la sua conoscenza.

Il nostro interlocutore ci parlò delle attività della sua chiesa durante il periodo della repressione comunista. Descrisse le varie difficoltà che la sua chiesa e il suo lavoro incontravano emergendo da quel periodo e cercando di riacquistare la posizione occupata in passato nella vita del paese e nel cuore della popolazione. Ci presentammo e spiegammo le nostre convinzioni fondamentali. Gli spiegammo anche che presto avremmo mandato dei missionari nel suo paese e gli descrivemmo il lavoro che essi avrebbero svolto.

Egli chiese: «I vostri missionari predicheranno soltanto ai miscredenti oppure cercheranno di predicare ai credenti?» Rispondemmo che il nostro messaggio era per tutti, credenti e non credenti. Gli indicammo due motivi di questa risposta: una era una questione di principio, l'altra una questione pratica. Gli dicemmo che noi predichiamo ai credenti oltre che ai miscredenti perché il nostro messaggio, quello del vangelo restaurato, dà un importante incremento alla conoscenza, felicità e pace di tutta l'umanità. Per quanto riguarda l'aspetto pratico, noi predichiamo ai credenti oltre che ai miscredenti perché non siamo in grado di distinguere gli uni dagli altri. Ricordo di aver chiesto a quel venerando dirigente: «Quando lei si trova davanti a una congregazione e guarda i volti dei presenti, è in grado di notare la differenza tra coloro che sono veri credenti e coloro che non lo sono?» Le sue labbra si piegarono in un sorriso ed io mi resi conto che aveva capito il punto cruciale della questione.

Tramite i missionari e i membri della Chiesa il messaggio del vangelo restaurato si diffonde in tutto il mondo, presso i Cristiani e i non cristiani. Ai non cristiani noi portiamo testimonianza di Cristo e diffondiamo i principi e le ordinanze del Suo vangelo restaurato. Facciamo lo stesso con i Cristiani. Anche se i Cristiani sono stati «salvati» nel ristretto senso familiare di cui abbiamo parlato, noi insegnamo che c'è ancora molto da imparare e molto da conoscere. Come il presidente Hinckley ha dichiarato recentemente, «noi non discutiamo, non facciamo dibattiti. Noi in effetti diciamo semplicemente agli altri: ÐPortate tutto quanto di buono avete e lasciateci vedere se possiamo accrescere questo patrimonioð» («The BYU Experience», BYU Devotional, 4 novembre 1997).

La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni offre a tutti i figli di Dio la possibilità di conoscere la pienezza del vangelo di Gesù Cristo così come è stato restaurato in questi ultimi giorni. Noi offriamo ai figli di Dio il privilegio di ricevere tutte le ordinanze di salvezza e esaltazione.

Invitiamo tutti ad ascoltare questo messaggio, e invitiamo tutti coloro che ricevono la testimonianza di conferma dello Spirito a metterlo in pratica. Queste cose sono vere. Io ne porto testimonianza, nel nome di Gesù Cristo. Amen.

 
© 2009 Intellectual Reserve, Inc. Tutti i diritti riservati.   Informazioni sui diritti e l'utilizzo.  Norme sulla privacy