Anziano Richard E. Turley sen.
Membro dei Settanta
Questa meravigliosa restaurazione ci aiuta a riconoscere le teorie degli uomini e i sistemi di vita che . . . non sono graditi al Padre celeste.
Circa dieci anni fa io e mia moglie passammo la maggior parte di una domenica con un giovane laureato dell' Università di Harvard. Questo giovane era venuto a Salt Lake City per vedere se la Chiesa era vera. I suoi genitori, che abitavano nella Nuova Inghilterra, gli avevano detto che stavano ricevendo le lezioni dai missionari e si preparavano per il battesimo. Egli aveva chiesto loro di rimandare fin quando fosse venuto a Salt Lake City. Durante la visita guidata della Piazza del Tempio e delle altre strutture della Chiesa, aveva chiesto di poter parlare con qualcuno che avesse anche una conoscenza scientifica e tecnica. Gli fu suggerito il mio nome, e io quindi ricevetti una sua telefonata.
All'epoca avevamo poco tempo libero e l'unico giorno che potevamo dedicargli era la domenica. Gli avevamo detto che, se avesse voluto vedere un quadro di vita mormone, saremmo stati felici di passare la giornata con lui. Passammo insieme a lui una bella giornata interessante. Lo portammo ad assistere a due riunioni sacramentali, una in cui due degli oratori erano mio figlio e mia nuora, l'altra in cui avremmo parlato io e mia moglie. Appena entrati nella cappella in cui noi dovevamo tenere i discorsi, ci venne incontro il vescovo che ci portò velocemente nel suo ufficio per una riunione di preghiera. Tutti quanti, incluso il nostro giovane amico, ci inginocchiammo intorno alla scrivania del vescovo e il vescovo stesso offrì un'umile e spontanea preghiera.
Dall'ufficio del vescovo andammo direttamente in cappella. Chiedemmo a una giovane coppia nella seconda fila se il ragazzo poteva sedere al loro fianco. Sia io che mia moglie parlammo del Libro di Mormon, che era l'argomento ideale, specialmente per quel giovane, che era stato invitato a leggere questo libro.
Dopo la riunione venne a casa con noi, dove ci aspettava una deliziosa cena preparata da mia moglie. Passammo il resto della serata condividendo con lui la nostra testimonianza del Libro di Mormon, di Gesù Cristo e della restaurazione della Sua chiesa. Il giorno dopo tornò a Boston.
In seguito avemmo l'occasione di parlare ai suoi genitori. Egli aveva loro detto che la Chiesa Mormone era vera. Inoltre, grazie allo studio del Libro di Mormon, i suoi dubbi su Gesù Cristo si erano dissolti.
Avevamo saputo che si considerava un agnostico, che pensava che fosse impossibile conoscere l'esistenza di Dio se non attraverso un'esperienza diretta. Fortunatamente la sua visita a Salt Lake City gli aveva dato una personale esperienza e la possibilità di osservare una tipica giornata di una famiglia appartenente alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Non avrebbe però potuto arrivare alla conclusione che Gesù è il Cristo solo attraverso queste osservazioni.
Al termine del suo studio del Libro di Mormon avrebbe trovato la chiave più importante per sapere se il Libro di Mormon è vero oppure no, se Gesù è il Cristo o meno; anzi, avrebbe trovato la chiave per scoprire la verità di tutte le cose. Moroni, nel suo ultimo capitolo, dice: «Mediante il potere dello Spirito Santo voi potrete conoscere la verità di ogni cosa» (Moroni 10:5).
Nel corso degli anni ho imparato che è solo attraverso il potere dello Spirito Santo che possiamo ridurre il divario tra incertezza e certezza. Questo spiega perché Gesù disse a Pietro quelle famose parole in Cesarea di Filippo. Gesù aveva chiesto ai Suoi discepoli: «E voi, chi dite ch'io sia?» (Matteo 16:15).
E Pietro rispose: «Tu sei il Cristo, il Figliuol dell'Iddio vivente» (Matteo 16:16).
A questo Gesù rispose: «Tu sei beato o Simone, figliuol di Giona, perché non la carne o il sangue t'hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è ne' cieli» (Matteo 16:17).
In altre parole il Padre rivelò a Pietro, proprio come lo rivela oggi a noi, attraverso lo Spirito Santo che Gesù di Nazaret, il Suo beneamato Figliolo, e il più obbediente, era ed è effettivamente il Messia tanto atteso, Colui che tutti i profeti avevano predetto fin dalla fondazione del mondo.
Pensando a quel ragazzo di Boston, ho anche pensato a tutti quegli altri giovani che stanno cercando, ma ancora non sanno come trovare, le risposte alle molte domande della vita. I giovani, come ognuno di noi, non vivono sotto una campana di vetro e sono quindi soggetti, come diceva l'apostolo Paolo, ad «ogni vento di dottrina». Nell'epistola di Paolo agli Efesini leggiamo perché il Signore ci ha dato apostoli, profeti e altri dirigenti e insegnanti ispirati: «Affinché non siamo più de' bambini, sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina, per la frode degli uomini, per l'astuzia loro nelle arti seduttrici dell'errore» (Efesini 4:1114).
Quanto sono grato ai profeti antichi e moderni che ci aiutano a renderci conto dell'astuzia di chi pratica le arti seduttrici dell'errore!
Il profeta Isaia vide in visione i nostri giorni e, parlando a nome del Signore, disse: «Ecco ch'io continuerò a fare tra questo popolo delle maraviglie, maraviglie su maraviglie; e la saviezza de' suoi savi perirà, e l'intelligenza degl'intelligenti di esso sparirà» (Isaia 29:14).
Questa meravigliosa restaurazione ci aiuta a riconoscere le teorie degli uomini e i sistemi di vita che, anche se legalmente e socialmente accettabili, non sono graditi al Padre celeste. Se un agnostico può giungere ad avere fede grazie alla promessa di Moroni, anche altri possono arrivare a comprendere perché siamo su questa terra. Nel libro di Mosè che ci è stato restituito, il Signore risponde alla nostra domanda per quanto concerne lo scopo della terra:
«Mosè invocò Iddio, dicendo: Dimmi, Ti prego, perché queste cose sono così, e con che cosa Tu le hai fatte?»
«Dio disse a Mosè: Io ho fatto queste cose per il mio proprio scopo» (Mosè 1:30-31).
«Poiché ecco, questa è la mia opera e la mia gloria fare avverare l'immortalità e la vita eterna dell'uomo» (Mosè 1:39).
Abbondano le teorie che minimizzano la posizione dell'uomo sulla terra. Nel resoconto di Mosè egli stesso pensa, dopo aver visto le creazioni di Dio, che l'uomo è nulla; ma Dio gli fa capire che l'uomo è tutto.
Un altro esempio e motivo di riflessione è il Proclama sulla famiglia che i Fratelli hanno emanato nel 1995, che delinea molto chiaramente lo scopo dell'uomo e ciò che Dio si aspetta da lui.
Mentre le nazioni della terra spendono ogni anno miliardi per conoscere meglio lo scopo della terra e della sua galassia, la risposta è proprio qui. La terra fu creata per l'uomo, per aiutarci a ottenere l'immortalità e la vita eterna. I dettagli della Creazione sono senza dubbio interessanti, ma al primo posto c'è per noi la necessità di conoscere meglio il nostro Creatore e accettare il Suo invito a seguirLo, in modo che anche noi possiamo raggiungere appieno il nostro potenziale.
Lo Spirito ci aiuterà nel nostro tentativo di ridurre divario fra incertezza e certezza. Gesù Cristo è la nostra luce (3 Nefi 18:24). Seguiamo questa radiosa luce e invitiamo gli altri a fare altrettanto. Nel nome di Gesù Cristo. Amen.