Presidente Gordon B. Hinckley
Possano le cateratte del cielo aprirsi e le benedizioni riversarsi su di noi come popolo che cammina con coraggio e fede al cospetto del Signore per compiere la sua eterna opera.
Da dove sono seduto, noto in prima fila nel tabernacolo un gruppo di Indiani Otavalo provenienti dagli altopiani dell'Ecuador. Voglio esprimere la mia gratitudine a queste meravigliose persone, a questi fedeli Santi degli Ultimi Giorni che sono venuti da molto, molto lontano per partecipare insieme a noi questa conferenza. Vi ringrazio sinceramente, fratelli e sorelle.
Nel caso che non sappiate dove si trova Otavalo, andate a Quito, quindi attraversate l'Equatore e arrivate ai villaggi degli altopiani tra le grandi montagne dell'Ecuador; là troverete questo popolo pacifico e meraviglioso.
Alla conclusione di questo grande raduno i cui atti sono stati trasmessi in tutto il paese e al di là del mare, esprimo con umiltà e gratitudine il mio profondo apprezzamento per tutti coloro che vi hanno partecipato, compresi coloro che ci hanno ascoltato. Il canto è stato meraviglioso; le preghiere ispirate. I discorsi sono stati preparati e tenuti secondo i suggerimenti del Santo Spirito. Abbiamo gioito insieme con il cuore pieno di gratitudine. Ora è nostro dovere e responsabilità, tornati alle nostre case, tradurre in azioni nella nostra vita quotidiana i principi di cui abbiamo udito parlare.
Per concludere desidero fare un annuncio. Come avevo dichiarato in precedenza, durante gli ultimi mesi abbiamo viaggiato in lungo e in largo tra i membri della Chiesa. Abbiamo incontrato molte persone che possiedono pochi beni di questo mondo, ma che hanno in cuore una grande e ardente fede in questo lavoro degli ultimi giorni. Essi amano la Chiesa. Amano il Vangelo. Amano il Signore e vogliono fare la Sua volontà. Pagano la decima, per quanto modesta sia la somma. Compiono immensi sacrifici per andare al tempio. Viaggiano per lunghi giorni ogni volta su autobus sgangherati, su vecchie navi. Risparmiano il loro denaro e rinunciano a tante cose per poter compiere questo viaggio.
Hanno bisogno di templi più vicini alle loro case templi piccoli, belli e pratici.
Di conseguenza colgo questa occasione per annunciare a tutta la Chiesa un programma che prevede la costruzione immediata di circa trenta piccoli templi. Saranno costruiti in Europa, in Asia, in Australia, nelle Isole Fiji, nel Messico e nell'America centrale e meridionale e nell'Africa, oltre che negli Stati Uniti e nel Canada. Saranno in grado di fornire tutte le necessarie ordinanze della casa del Signore.
Non sarà un'impresa da poco. Nulla sia pur lontanamente simile a questo è mai stato tentato in passato. Questi templi si aggiungeranno ai diciassette edifici attualmente in costruzione in Inghilterra, Spagna, Ecuador, Bolivia, Repubblica Dominicana, Brasile, Colombia; a Billings, nel Montana; a Houston, nel Texas; a Boston, nel Massachusetts; a White Plains, nello Stato di New York e ad Albuquerque, nel Nuovo Messico; e templi più piccoli a Anchorage, in Alaska; a Monticello, nell'Utah, e a Colonia Juárez, nel Messico. Questo aggiungerà in totale quarantasette nuovi templi ai cinquantuno attualmente in funzione. Penso che faremo meglio ad aggiungerne altri due, per portare il loro numero a cento per la fine di questo secolo, quando saranno trascorsi duemila anni «dalla venuta del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo nella carne» (DeA 20:1). Nell'esecuzione di questo programma ci muoviamo a un ritmo mai veduto in passato.
Per il momento non indicherò le città in cui sorgeranno questi templi. I presidenti di palo saranno informati man mano che avremo il terreno necessario. Sono sicuro che i membri della Chiesa si lasceranno andare a molte congetture sulla possibilità che un tempio sia costruito nella loro città.
Se le ordinanze del tempio sono un elemento essenziale del Vangelo restaurato, e io porto testimonianza che è così, allora dobbiamo fornire i mezzi con i quali esse possano essere celebrate. Tutto il lavoro che svolgiamo nel campo della genealogia ha come scopo il lavoro di tempio. Non c'è nessun altro scopo per cui lo facciamo. Le ordinanze del tempio diventano le benedizioni supreme che la Chiesa ha da offrire.
Posso soltanto aggiungere che quando questi trenta o trentadue templi saranno stati costruiti, ve ne saranno altri ancora.
Possa Dio benedire i fedeli Santi degli Ultimi Giorni. Possiate prosperare nell'osservanza dei comandamenti. Possiate tutti essere onesti e anche generosi nel pagamento delle decime e delle offerte, e possano le cateratte del cielo aprirsi e le benedizioni riversarsi su di noi come popolo che procede con coraggio e fede al cospetto del Signore per compiere la sua eterna opera.
Mi ha molto commosso il discorso di fratello Ronald Poelman sulla decima. Quando eravamo ragazzi, io e lui vivevamo nello stesso rione. Avevamo lo stesso vescovo. Essendo ragazzi, pagavamo una piccola decima, e il Signore, ne posso rendere testimonianza, ci ha benedetto durante gli anni che sono trascorsi da allora. Vedo con gli occhi della mente la sua cara madre inginocchiata insieme ai suoi figli per implorare il Signore e ringraziarLo per il grande privilegio che avevano di donare delle loro modeste sostanze in obbedienza al Suo comandamento.
Possa esservi pace, armonia e amore nelle nostre case e nelle nostre famiglie. Possa la testimonianza della vivente santa verità di questo grande lavoro trasparire dalla nostra vita. Possiamo tutti gioire insieme nel lodare Colui da Cui scaturiscono tutte le benedizioni, il nostro glorioso capo, il nostro grande Redentore.
Questa è la mia umile preghiera, miei amati fratelli e sorelle, alla fine di questa grande, importante e storica conferenza. Dio ci aiuti ad essere Santi degli Ultimi Giorni nel senso più bello di questa parola. Questa è la mia umile preghiera, nel nome di Gesù Cristo. Amen.