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aprile 1998
Quanto vicini agli angeli
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Quanto vicini agli angeli

Presidente James E. Faust
Secondo Consigliere della Prima Presidenza

Diventerete grandi donne se siete unite nella causa del bene, se avete fame e sete di giustizia.

Presidente James E. Faust

Per me è una gioia trovarmi alla presenza di tante brave giovani. Questa sera ci sentiamo particolarmente onorati della presenza del presidente Gordon B. Hinckley e del presidente Thomas S. Monson. Lodo sorella Nadauld, sorella Thomas, e sorella Larsen per gli ottimi discorsi. Il canto del Coro delle Giovani Donne è stato stupendo. Siamo grati a coloro che sono intervenuti nella videocassetta e alle centinaia di giovani che hanno risposto alla richiesta della presidenza generale delle Giovani Donne di scrivere su come esse aiutano i loro familiari.

Penso che per la rettitudine che avete dimostrato nell'esistenza preterrena, i vostri spiriti furono tenuti in serbo perché venissero sulla terra in questo periodo che dà alle donne tante possibilità di espressione. In questa congregazione vedo alcune delle mie amate nipoti e vedo che quasi tutte voi avete più o meno la loro età. Ricordo anche di quello che qualcuno ha detto dei nonni: Sono persone «troppo indulgenti, troppo ansiose, e troppo vecchie».1 Questa sera voglio parlarvi come se foste tutte mie nipoti. E guardando i vostri volti vedo in voi l'affascinante mistero che trasforma le giovani in donne.

Tanto per cominciare, voi, preziose giovani, dovete praticare la virtù nel senso più nobile della parola. La virtù ha molte definizioni, come ad esempio: eccellenza morale, azioni e pensieri giusti, bontà di carattere o castità. La Prima Presidenza ha detto: «Quanto sono gloriosi e vicini agli angeli i giovani che sono puri; questi giovani conoscono una gioia indescrivibile quaggiù e troveranno la felicità eterna all'aldilà. La purezza sessuale è il bene più prezioso dei giovani; è il fondamento di ogni rettitudine».2 Questo comporta che la virtù delle giovani deve esser come quella degli angeli.3 Non potete diventare grandi donne se non siete anche brave donne, «donne la cui virtù le distingue nella moltitudine.4 Potete diventare grandi donne se siete unite nella causa del bene, se avete fame e sete di giustizia. Il Salvatore disse: «Cercate prima il regno e la giustizia di Dio . . . »5 Se non lo facciamo, niente altro conta.

Siete costantemente bombardate da immagini esplicite di immoralità sessuale da ogni schermo, libro, canzone, rivista, Internet e radio. Il mondo sembra aver dimenticato il proverbio che dice: «Una donna forte e virtuosa, chi la troverà? il suo pregio sorpassa di molto quello delle perle».6 Ricordo a voi, care giovani, che siete figlie di Dio. Egli vi ama. Voi siete la più nobile delle Sue creazioni. La vostra dignità e il rispetto di voi stesse devono ricordarvi che, come disse una volta il presidente David O. McKay, «ogni donna deve essere regina del proprio corpo».7

Le giovani devono ricordare che i ragazzi che frequentano non le onoreranno né le rispetteranno, se esse avranno commesso delle trasgressioni morali. A coloro che possono aver trasgredito voglio dare la rassicurazione che, se si pentono, Dio non ricorderà più i loro peccati.8 Si comincia a percorrere la via che porta al pentimento e al perdono quando si va dai genitori e dal vescovo.

Spero che ognuna di voi ragazze diventerà una persona di grande valore, una persona piena di virtù che sappia dare un valido contributo alla società sia ora che nell'eternità. Come donne siete nate in possesso di molti talenti che non sono comuni agli uomini.

Il presidente Spencer W. Kimball, parlando dei distinti ruoli degli uomini e delle donne, disse:

«Ricordate che nel mondo in cui vivevamo prima di venire quaggiù alle donne fedeli furono affidati determinati incarichi; mentre gli uomini fedeli furono preordinati all'adempimento di determinati compiti nel sacerdozio. Anche se attualmente non ne ricordiamo i particolari, questo non altera la gloriosa realtà verso la quale ci impegnammo allora. Voi siete responsabili di quelle cose che tanto tempo fa vi furono richieste, proprio come lo sono coloro che sosteniamo come profeti e apostoli . . . Questo lascia molto spazio alla vostra azione nel campo dello sviluppo personale parallelo degli uomini e delle donne».9

Questa dichiarazione spiega che prima di nascere noi, maschi e femmine, prendemmo determinati impegni. Acconsentimmo a venire sulla terra in possesso di doni grandi e preziosi, ma diversi. Fummo chiamati, maschi e femmine, a compiere grandi imprese, in modo diverso, con compiti diversi.

Voi dite: «Da dove posso cominciare?» Invece di cominciare con un elenco di tutte le cose che volete in questa vita, la domanda importante che dovete porvi è: A che cosa non sono disposta a rinunciare? Scegliete due o tre cose che volete a ogni costo. Non lasciate al caso le cose importanti! Poi pensate a quello che potete dare alla società servendo la vostra famiglia, la Chiesa e la comunità. Pensate anche a ciò che la vita vi chiederà. Ogni cosa ha il suo prezzo. Molte sono le cose che il mondo si aspetta da voi. Diventare come gli uomini non è la soluzione giusta. Piuttosto, la risposta sta nell'essere quello che siete e nel vivere all'altezza del vostro divino potenziale, facendo fronte ai vostri impegni eterni.

Non potete confidare nelle molte voci contrastanti che proclamano ciò che le donne devono o non devono fare nella società odierna. Molte delle voci più forti sono echi di altre voci che non sono in armonia con se stesse, che non sono in armonia con la vita in generale, non perché sono insoddisfatte del loro ruolo di donne.

Non lasciatevi ingannare nella ricerca della felicità e di una vostra precisa identità. Voci suadenti possono dirvi che quello che avete veduto fare alle vostri madri e alle vostre nonne è ormai antiquato, inutile, noioso e faticoso. Forse era antiquato, forse era noioso, forse era anche faticoso; ma le vostre madri e le vostre nonne cantavano un inno che esprime l'amore più profondo e i più nobili sentimenti femminili. Sono state le nostre nutrici e le nostre insegnanti. Hanno santificato il lavoro, trasformando la noia nella più nobile delle imprese.

Le faccende di casa possono essere noiose, come possono essere interessanti. Ogni giorno porta soddisfazione anche nel lavoro che potrebbe essere causa di frustrazioni, il lavoro di routine, il lavoro poco impegnativo. Ma è lo stesso negli studi legali, negli ambulatori medici, nei laboratori o nei negozi. E tuttavia non c'è lavoro più importante di quello della donna di casa. Come disse C. S. Louis, «Il lavoro di una casalinga è il lavoro che permette che esistano tutti gli altri lavori».10

Karen Graham, che attualmente è presidentessa delle Giovani Donne di palo, scrive dell'importanza del suo ruolo di donna di casa nella sua vita:

«Durante l'ultimo anno delle scuole medie, quando ero una Lauretta di diciassette anni, un giorno tornai a casa da scuola e seppi che mia madre era morta improvvisamente e inaspettatamente a causa di un'emorragia cerebrale. Le mie due sorelle maggiori erano sposate e vivevano lontano da noi. Questo faceva di me la persona più grande in famiglia che potesse occuparsi della casa, confortare mio padre addolorato e provvedere ai miei due fratelli minori, di dodici e tredici anni.

Durante i due anni e mezzo che seguirono, mi presi cura della casa: lavavo, facevo la spesa, preparavo i pasti . . . Riuscite a immaginare una ragazza di diciassette anni che deve occuparsi di far quadrare il bilancio? Mio padre, brav'uomo com'era, non mi mosse mai un rimprovero; non si lamentava quando le sue camicie bianche diventavano di un bel colore rosa perché le avevo lavate insieme ad altri indumenti colorati; né si lamentava quando i pasti che preparavo erano tutt'altro che deliziosi. Tutte le mie amiche di scuola facevano piani per la loro vita futura. Alcune sarebbero andate all'Università di Stato dell'Utah . . . Io avevo pensato di andare al Ricks College; ma alla luce della situazione della mia famiglia, scelsi di rimanere a casa e di continuare a aiutare i miei familiari.

Due anni dopo la morte di mia madre, cominciai a uscire con un missionario da poco tornato a casa. Al secondo appuntamento mi chiese cosa avevo fatto il sabato precedente . . . Rimase un po' sorpreso quando gli dissi che avevo spolverato, passato l'aspirapolvere in tutta la casa, fatto la spesa e lavato e stirato. Pensò che fossi una persona dedita totalmente alla casa. Sei mesi dopo quel bravo giovane mi portò al tempio e iniziammo la nostra vita insieme. Era entusiasta di avere una moglie che sapeva cucinare e gestire a dovere il bilancio familiare.

Una sera, durante il nostro primo anno di matrimonio, invitammo a pranzo alcuni amici anche loro sposati da poco. Alcuni cominciarono a parlare delle difficoltà che avevano per adattarsi al matrimonio. Io e Gary ci guardammo stupiti . . . Adattarsi al matrimonio? Cos'era mai? Il nostro primo anno era trascorso assolutamente senza difficoltà. Quando ne parlammo in seguito, stabilimmo che il motivo del nostro successo era dovuto al fatto che entrambi avevamo portato nel matrimonio la capacità di gestire la casa . . . Non avevo subito lo stress di imparare a cucinare, occuparmi del bucato o fare la spesa rispettando i limiti del nostro bilancio. Avevo imparato a superare tutte quelle difficoltà facendo pratica su un brav'uomo come mio padre. Ora io e Gary potevamo concentrarci soltanto sul nostro rapporto, ed era un rapporto meraviglioso. Mettere da parte i miei desideri e pensare soltanto alle necessità della famiglia era stata per me una vera fortuna».11

I sacrifici compiuti da quella giovane per provvedere alla sua famiglia in un momento difficile erano stati dedicati alla grande causa del bene, alla grande preparazione che voi state facendo per diventare grandi donne.

Le donne oggi sono incoraggiate da alcuni a volere tutto: denaro, viaggi, matrimonio, maternità e carriera nel mondo. Per le donne gli ingredienti più importanti della felicità sono quelli di forgiarsi un'identità, acquisire un'istruzione, sviluppare i propri talenti, servire la famiglia e, se possibile, avere una famiglia propria.

Tuttavia non siete in grado di fare tutte queste cose bene nello stesso tempo. Non potete mangiare tutti i pasticcini in vendita in una pasticceria in una sola volta. Vi verrebbe il mal di pancia. Non potete essere una moglie perfetta al cento per cento, una madre perfetta al cento per cento, una donna impegnata nella Chiesa perfetta al cento per cento, una donna in carriera perfetta al cento per cento, una persona dedita al servizio della comunità perfetta al cento per cento. Come si possono coordinare tutti questi ruoli? Io vi propongo di fare ogni cosa nella giusta sequenza.

Sequenza è una parola importante, un concetto che ci chiede di fare le cose una alla volta, in momenti diversi. Il libro dell'Ecclesiaste dice: «Per tutto v'è il suo tempo, v'è il suo momento per ogni cosa sotto il cielo».12 Sono sempre più numerosi gli impegni che le donne devono affrontare che rendono difficile svolgere il loro ruolo tradizionale di angeli della casa. Ma come donne, il ruolo di donna e di madre deve stare al centro dei vostri desideri. Deve sempre essere al primo posto. Naturalmente la maggior parte delle donne vogliono amare ed essere amate da un bravo uomo e realizzare il profondo desiderio che Dio ha inculcato in loro di essere donne e madri. Fortunatamente la maggior parte delle donne non devono intraprendere una carriera come fanno gli uomini. Possono dedicarsi a più di una occupazione nelle varie stagioni della vita.

Voglio esortare voi sorelle a sviluppare tutti i vostri doni e talenti perché possiate meglio svolgere il lavoro di rettitudine che vi spetta su questa terra. Spero che acquisirete tutta l'istruzione possibile. Diventate persone il più capaci possibile, ma non esclusivamente nella carriera, a spese del vostro lavoro più importante, quello di madri e di nutrici; altrimenti potrebbe accadervi di scoprire che avete rinunciato a una delle più grandi occasioni di gioia della vita.

Io e sorella Faust abbiamo esortato le nostre figlie ad acquisire una buona istruzione, non soltanto perché è utile nella gestione della casa, ma anche per prepararsi a guadagnarsi da vivere se diventasse necessario. Andare all'università è un'esperienza meravigliosa, e il denaro, il lavoro e il tempo che richiede sono spesi bene, perché preparano lo studente a rispondere alle esigenze del mercato.

Non posso dire a voi giovani quale genere di istruzione acquisire. Ognuna deve fare la sua scelta. Avete il vostro libero arbitrio. Ognuna di voi dovrà lavorare duramente per imparare tutto ciò che può e sviluppare al massimo i suoi talenti. Non è facile compiere imprese veramente grandi. Voglio dirvi soltanto ciò che vi darà un'identità e farà di voi persone capaci e felici. Voglio esortarvi a sviluppare il vostro potenziale, a diventare persone di grande valore, a diventare grandi donne. Poiché la maggior parte di voi ha esempi di brave donne in famiglia, ognuna di voi ha un modello da emulare.

Come giovani donne avete il privilegio di occuparvi dei progetti contemplati dal programma del Riconoscimento delle Giovani Donne. Anna Nichols, di Centerville, nell'Utah, ha scritto di un'esperienza straordinaria che ha fatto:

«L'anno scorso ho svolto un progetto assegnato alle Laurette, che mi ha portata più vicina a mia nonna che io non avevo mai conosciuto. Ella morì per una forma particolarmente virulenta di cancro quando mia madre aveva appena cinque anni. La mamma ha una raccolta di vecchie diapositive e lettere che ha conservato con cura. Esaminai le diapositive e scelsi quelle che la ritraevano insieme ai suoi familiari e le lettere che ella aveva scritto a sua sorella prima di morire per esprimere i suoi sentimenti.

Misi le diapositive e le lettere in un album di ricordi che poi donai a mio nonno. Osservare l'espressione del suo volto mentre voltava le pagine dell'album e mi parlava delle circostanze in cui era stata scattata la fotografia o scritta la lettera mi commosse profondamente. Piangemmo insieme. Capii che egli sentiva molto la sua mancanza. Ma ora, grazie all'album che gli ho donato, ella è almeno in parte viva insieme a lui.

Grazie all'album che ho preparato ho stabilito un rapporto personale con mia nonna. Sento accanto a me il suo spirito. So che ella mi ha protetto e aiutato quando ne ho avuto bisogno. Ora, quando vado a fare visita al nonno, parliamo sempre di lei ed io lo ascolto attentamente raccontare tanti fatti che la riguardano. Sono sempre felice di avere l'occasione di andare a trovarlo».13

Ripeto, qualsiasi cosa facciate, imparate prima a cercare il regno e la giustizia di Dio.14 Accettate senza riserve il Salvatore per quello che Egli è, Joseph Smith per quello che è stato e il presidente Gordon B. Hinckley per quello che è. Dio non nobilita una persona, uomo o donna che sia, che rifiuta di sostenere con la fede le preghiere e le opere coloro che Dio ha chiamato e ordinato a presiedere a lei. Perciò, mie care amiche, sostenete l'autorità del sacerdozio nella Chiesa come nella vostra casa.

Alcune donne possono pensare che essere soggette al potere del sacerdozio sminuisca il loro libero arbitrio. Questa impressione scaturisce da un malinteso. L'autorità del sacerdozio non può essere esercitata con costrizione, violenza o dominio ingiusto. Il presidente Stephen L. Richard dichiarò: «La nostra obbedienza è il risultato dell'aderenza da parte di ognuno ai principi di rettitudine e della unanime risposta all'opera dello Spirito del nostro Padre. Non è dettata dal timore, se non quello di offendere Dio, l'Autore del nostro bene».15

Seguire il sacerdozio è esprimere fede nella guida costante che il Signore dà alla Sua chiesa. Significa accettare volontariamente il principio divino del libero arbitrio.

Tutte voi prima o poi dovrete rispondere agli istinti naturali a voi donne, istinti che il profeta Joseph Smith dichiarò essere secondo l'indole femminile. Egli disse: «Se vivete all'altezza dei vostri privilegi non si potrà impedire agli angeli di stare al vostro fianco».16 Dovete rispondere generosamente a questi istinti e agli stimoli a fare il bene. Concentrate i vostri pensieri e ascoltate i suggerimenti del Santo Spirito. Seguite i nobili e innati sentimenti che Dio ha inculcato nella vostra anima nel mondo preterreno. In questo modo risponderete al Santo Spirito di Dio e sarete santificate dalla verità. Così facendo sarete eternamente onorate e amate. Una gran parte del vostro lavoro ha lo scopo di arricchire l'umanità con la vostra capacità di mostrare carità e misericordia.

Ed infine, volete sapere come penso potete diventare grandi donne? Dovete coltivare e mettere a buon uso i nobili istinti femminili che vi portano alla carità e alla misericordia, prima verso i vostri familiari, poi verso gli altri. Possiate sempre aver fame e sete di giustizia nell'ambito del vangelo rivelato di Gesù Cristo. Possiate avere una prospettiva eterna nello svolgimento dei compiti che attengono alla causa del bene in modo che non soltanto diventerete grandi donne, ma infine regine nell'eternità.

Chiedo al Signore di benedire ognuna di voi, mie preziose giovani sorelle, e possiate voi essere, come disse il Salmista, «suoi angeli, potenti e forti, che fate ciò ch'Egli dice».17 Prego che possiate vedere realizzati i desideri del vostro cuore. Nel nome di Gesù Cristo. Amen.

NOTE

1. 20,000 Quips and Quotes, pag. 357.
2. «Message of The First Presidency to the Church», Improvement Era, maggio 1942, pag. 273.
3. Vedi Collected Discourses of George Q. Cannon, 5 ottobre 1890.
4. Teachings of Spencer W. Kimball, pag. 398.
5. Matteo 6:33.
6. Proverbi 31:10.
7. Gospels Ideals, pag. 471.
8. DeA 58:42.
9. Spencer W. Kimball, «Il ruolo delle donne rette», La Stella, maggio 1980, pag. 165.
10. Letters of C. S. Lewis, Geoffrey Bles Ltd., London: 1966, pag. 262.
11. Lettera 35, 16 ottobre 1977, di Karen Graham alla presidenza delle Giovani Donne.
12. Ecclesiaste 3:1.
13. Lettera No. 715, 1998, di Anna Nichols del Sesto Rione di Centerville alla presidenza delle Giovani Donne.
14. Vedi Matteo 6:33.
15. Conference Report, ottobre 1938, pag. 116.
16. Insegnamenti del profeta Joseph Smith, pag. 176.
17. Salmi, 103:20.

 
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