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Relazione sulla conferenza generale
aprile 1998
«Investigami, o Dio, e conosci il mio cuore»

«Investigami, o Dio, e conosci il mio cuore»

Presidente James E. Faust
Secondo Consigliere della Prima Presidenza

Le ordinanze e le alleanze . . . sono i veicoli che il Signore ha fornito per condurci alla vita eterna.

Presidente James E. Faust

Miei cari fratelli, sorelle e amici, è con grande umiltà che mi presento a questo pulpito che per più di cento anni è stato santificato dalla parola di Dio contenuta in innumerevoli messaggi ispirati che hanno riempito spiritualmente l'anima di coloro che li hanno ascoltati. Coerentemente con questo retaggio prego che il nostro cuore si possa aprire a tutto ciò che viene detto in questa conferenza.

Oggi desidero parlare dei benefici che scaturiscono dalle alleanze fatte con il Signore. Per fornire una base a quello che dirò, comincerò dall'alleanza che il Signore fece con la casa d'Israele: «Ma questo è il patto che farò con la casa d'Israele, dopo quei giorni, dice l'Eterno; io metterò la mia legge nell'intimo loro, la scriverò sul loro cuore, e io sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo».1

Questa alleanza è universale per coloro, a qualsiasi razza appartengano, che sono stati battezzati in Cristo.2 Come dice Paolo: «Se siete di Cristo, siete dunque progenie d'Abramo, eredi secondo la promessa».3

Le alleanze non sono semplicemente riti esteriori, ma sono mezzi di cambiamento reali ed efficaci. «Il nascere di nuovo si ottiene dallo Spirito di Dio per mezzo delle ordinanze».4 Dobbiamo sempre onorare e considerare sacre le ordinanze di salvezza che facciamo con il Signore. Se lo facciamo godremo di questa promessa: «Riceverai rivelazione su rivelazione, conoscenza su conoscenza, affinché tu possa conoscere i misteri e le cose di pace ­ ciò che porta alla gioia, ciò che porta alla vita eterna».5

Molte alleanze sono indispensabili per avere felicità quaggiù e nell'aldilà. Tra quelle più importanti vi sono le alleanze del matrimonio fatte tra marito e moglie. Da queste alleanze scaturiscono le più grandi gioie della famiglia.

L'alleanza del battesimo, con l'ordinanza della confermazione che l'accompagna, apre la porta della vita eterna.

Il giuramento e l'alleanza del sacerdozio contiene la promessa grazie alla quale gli anziani degni della Chiesa «riceveranno tutto quello che il Padre possiede».6

Le alleanze del tempio sono la base per conseguire le più grandi benedizioni che il Signore ha in serbo per noi.

Noi abbiamo il grande privilegio di prendere il sacramento, la Cena del Signore. Rinnovando le nostre alleanze battesimali quando prendiamo il sacramento siamo protetti da ogni sorta di male. Quando prendiamo degnamente il pane e l'acqua santificati nel ricordo del sacrificio del Salvatore, testimoniamo a Dio Padre che siamo disposti a prendere su di noi il nome di Suo Figlio, a ricordarci sempre di Lui e a ricordarci sempre i Suoi comandamenti che Egli ha dato a noi. Se facciamo queste cose avremo sempre con noi il Suo Spirito.8 Se prendiamo il sacramento ogni domenica e rimaniamo fedeli a queste alleanze, la legge sarà nell'intimo nostro e sarà scritta sul nostro cuore. Consentitemi di illustrare questo concetto con un episodio pubblicato dal Church News:

«Un gruppo di insegnanti di religione partecipavano a un corso estivo sulla vita del Salvatore dedicato particolarmente alle parabole.

Quando venne il momento dell'esame finale gli studenti, arrivati all'ingresso dell'aula, videro un avviso che diceva che l'esame si sarebbe tenuto in un altro edificio dall'altra parte del complesso universitario. Inoltre, diceva l'avviso, esso doveva essere svolto entro un periodo di due ore a cominciare da quel preciso momento.

Gli studenti si affrettarono ad attraversare il complesso universitario. Passarono accanto a una bambina che piangeva perché la sua nuova bicicletta aveva una gomma a terra. Un vecchio camminava a passi incerti verso la biblioteca con l'aiuto di un bastone, lasciando cadere i libri dal pacco che cercava di trattenere con l'altra mano. Su una panca, accanto all'edificio, sedeva un uomo vestito poveramente con la barba lunga, in ovvie condizioni di bisogno.

Quando si precipitarono nell'aula, gli studenti trovarono il professore il quale annunciò che tutti avevano fallito l'esame finale.

L'unica vera prova per sapere se avevano capito la vita e gli insegnamenti del Salvatore, egli disse, era il modo in cui trattavano le persone che si trovavano nel bisogno.

Le settimane di studio trascorse ai piedi di un capace professore avevano insegnato loro molto di ciò che Cristo aveva detto e fatto».8 Nella fretta di recepire gli aspetti tecnici del corso avevano mancato di conoscere e di applicare i principi che avevano imparato davanti a tre scene che erano state poste là di proposito. Essi avevano imparato la lettera, ma non lo spirito. Ignorando la bambina e i due uomini che ovviamente avevano bisogno di aiuto avevano dimostrato che il messaggio proclamato durante il corso non era entrato nel loro cuore.

A volte dobbiamo fare un esame di coscienza e scoprire chi siamo veramente. La nostra vera natura, per quanto lo vogliamo, non si può nascondere. Splende da dentro di noi come se fossimo trasparenti. I tentativi di ingannare gli altri ingannano soltanto noi stessi. Spesso siamo come l'imperatore della favola, che credeva di indossare splendidi vestiti mentre in effetti era ignudo.

Durante la mia vita ho veduto crescere la fedeltà dei membri della Chiesa. Se vengono misurate secondo le norme stabilite, vi sono maggiori manifestazioni di fedeltà che mai in passato. Per quanto riguarda le percentuali, in qualsiasi domenica due volte tante persone prendono il sacramento della Cena del Signore in tutto il mondo di quante lo facevano quand'ero giovane.

Stiamo cercando di provvedere ai poveri e ai bisognosi che si trovano tra noi mediante la generosità dei fedeli membri della Chiesa che osservano la legge del digiuno e partecipano all'ispirato programma dei servizi di benessere. Aiuti umanitari di vario genere per milioni di dollari sono stati inviati in molti paesi per alleviare la fame e le sofferenze. Questo aiuto viene fornito secondo le necessità, senza considerazioni di razza, colore o credo religioso.

Molti nostri fedeli godono delle benedizioni che scaturiscono dall'osservanza dell'antica legge della decima. Essi restituiscono volontariamente al Signore un decimo di quanto Egli ha dato loro. Centinaia di migliaia di nostri santi fedeli godono del privilegio di rendere il culto nel tempio. Attualmente abbiamo al lavoro cinquantottomila missionari. Gioisco di questo e sono sicuro che il Signore se ne compiace, ma mi chiedo se siamo diventati in proporzione più cristiani. Il nostro servizio scaturisce da un cuore puro?

Parlo dell'importanza di osservare i comandamenti perché essi ci proteggono in un mondo che si allontana sempre più dai valori sanciti dal tempo che portano gioia e felicità. Nel futuro questo rilassamento della fibra morale potrà anche peggiorare. Le norme fondamentali di decenza della società sono in decadimento. In futuro i nostri fedeli, e in particolare i nostri figli e i nostri nipoti, potranno aspettarsi di esser bombardati sempre più dai mali di Sodoma e Gomorra.

Troppo famiglie si dividono. Il bene è chiamato male e il male è chiamato bene.9 «A motivo della facilità del cammino»,10 abbiamo dimenticato gli elementi del sacrificio e della consacrazione che i nostri antenati pionieri ci hanno mostrato tanto chiaramente? Può darsi che, come dice Wordsworth:


Il mondo è troppo dentro di noi;
prima o poi, guadagnando e spendendo
sprechiamo i nostri poteri
. . .
Abbiamo dato via il cuore per due soldi!
Per questo, per tutto, siamo fuori tono.
11

Forse ai nostri giorni è più difficile conservare la forza morale e opporsi ai venti del male che soffiano più forte che mai in passato. È un processo di vagliatura. Oggi le moderne controparti di Babilonia, Sodoma e Gomorra ci stanno lusingando e si espongono esplicitamente alla televisione, su Internet, nei film, nei libri, nelle riviste e nei luoghi di divertimento.

Nell'ultima conferenza generale il presidente Gordon B. Hinckley ci ha messi in guardia perché ci avviciniamo troppo al comportamento della società per quanto concerne alcuni aspetti, come ad esempio l'osservanza della domenica, la disintegrazione della famiglia e altre questioni. Egli ha detto: «Siamo diventati troppo simili agli altri abitanti del mondo. Naturalmente vi sono buone famiglie dappertutto. Ma sono troppe quelle che si trovano nei guai. È una malattia che tuttavia si può curare. La ricetta è semplice e meravigliosamente efficace: è l'amore».12

Nella nostra società molti sacri valori sono stati erosi nel nome della libertà di espressione. Ciò che è volgare e osceno viene protetto nel nome della libertà di linguaggio. La società nel suo insieme è diventata più tollerante, sino al punto da accettare la condotta contro la quale Gesù, Mosè, il profeta Joseph Smith e altri profeti ci hanno messo in guardia sin dal principio della storia umana.

Non dobbiamo consentire ai nostri valori personali di corrompersi, anche se altri possono pensare che siamo persone strane. Siamo sempre stati considerati un popolo strano. Tuttavia essere spiritualmente nel giusto è molto meglio che essere socialmente accettati. Naturalmente come individui e come popolo vogliamo piacere alla gente ed essere rispettati, ma non possiamo unirci alla folla se ciò significa abbandonare i principi di rettitudine che furono proclamati con voce di tuono dal Sinai e in seguito perfezionati dal Salvatore, e più tardi ancora insegnati dai profeti moderni. Dobbiamo soltanto temere di offendere Dio e Suo Figlio Gesù Cristo, che è il capo di questa chiesa.

Tutte le forme di male si vestono di altri abiti. Parlo dell'immoralità sessuale. Parlo delle scommesse di denaro, che in molti luoghi vengono chiamati gioco, anziché giochi d'azzardo. Questo è un esempio di come molti altri mali vengono mascherati per renderli più accettabili. Si mascherano altre forme di condotta che sono state condannate durante tutta la storia dell'umanità, condotta che è distruttiva per la famiglia, l'unità fondamentale della società. Nel documento «La famiglia: un proclama al mondo» la Prima Presidenza e i Dodici dichiarano: «Noi . . . proclamiamo solennemente che il matrimonio tra l'uomo e la donna è ordinato da Dio e che la famiglia è il cardine del piano del Creatore per il destino eterno dei Suoi figli».

La scomparsa dell'autorità dei genitori corrode l'istituto più indispensabile della società: la famiglia.

Paolo parla di coloro che al suo tempo dimostravano che «quel che la legge comanda è scritto nei loro cuori, per la testimonianza che rende loro la coscienza».13 Perché i membri di questa chiesa possano godere le benedizioni proprie di un popolo dell'alleanza, la legge del Signore deve essere scritta nei loro cuori. Come possono farlo, quando tante voci dicono ai nostri figli e ai nostri nipoti che il bene è male e il male è bene? Vogliamo sperare che tutti i padri e madri, nonni e nonne, diano un migliore esempio nell'osservare i comandamenti di Dio. Chiediamo a mariti e mogli di sforzarsi un po' di più per essere affettuosi e gentili l'uno con l'altro. Se entrambi i genitori isolano il più possibile la loro famiglia dalle molte influenze che la assalgono da ogni parte, è più probabile che i loro figli siano protetti. Lo studio quotidiano delle Scritture, la preghiera quotidiana, la serata familiare, l'obbedienza all'autorità del sacerdozio nella casa e nella Chiesa costituiscono una grande polizza di assicurazione contro il deterioramento spirituale.

Giosuè parlò inequivocabilmente quando disse: «Quanto a me e alla casa mia, serviremo all'Eterno . . . ».

«Il popolo rispose a Giosuè: ÐL'Eterno, il nostro Dio, è quello che serviremo, e alla Sua voce ubbidiremo!»14

Siamo liberi di accettare o rifiutare il consiglio del Signore e dei Suoi profeti. Spesso coloro che decidono di non seguire i profeti sono quelli che criticano le persone che lo fanno.

Alcuni dei nostri critici chiamano coloro che seguono i loro dirigenti spirituali «pecore senza cervello». Gesù disse: «Quando ha messo fuori tutte le sue pecore, va innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce.

Ma un estraneo non lo seguiranno; anzi fuggiranno via da lui perché non conoscono la voce di un estraneo».15

Tutto questo naturalmente non è cominciato con la nostra generazione. Sin dal principio le influenze e le forze di Satana hanno costantemente guerreggiato contro Dio. Satana, il grande ingannatore, disse: «Anch'io sono un figlio di Dio».16 Satana esortava i figli di Adamo a non credere nelle cose di Dio, «ed essi non credettero, ed amarono Satana più che Dio. E da quel tempo gli uomini cominciarono ad essere carnali, sensuali e diabolici».17 La giustificazione sembra essere: tutti lo fanno. È una cosa «alla moda».

Le ordinanze e le alleanze ci aiutano a ricordare chi siamo e qual è il nostro dovere verso Dio. Esse sono i veicoli che il Signore ha fornito per condurci alla vita eterna. Se le onoriamo, Egli accrescerà la nostra forza.

L'anziano James E. Talmage ribadì il concetto che il vero credente, «con l'amore di Dio nella sua anima, conduce una vita di servizio e di rettitudine senza fermarsi per chiedere in base a quale regola o legge ogni atto è prescritto o proibito».18

In questo mondo in cui noi e i nostri familiari siamo minacciati dal male da ogni parte, ricordiamo il consiglio del presidente Hinckley: «Se i nostri fedeli potessero imparare a vivere in base a queste alleanze, ogni altra cosa andrebbe nel verso giusto».19

I membri della Chiesa che sono fedeli alle alleanze che hanno fatto con il Maestro non hanno bisogno che si spieghi punto per punto ciò che devono fare. La condotta cristiana scaturisce dalle sorgenti più profonde del cuore e dell'anima dell'uomo. È guidata dal santo Spirito del Signore che ci è promesso nelle ordinanze del Vangelo. La nostra più grande speranza deve essere quella di godere della santificazione che scaturisce da questa guida divina. Il nostro più grande timore deve essere quello di perdere queste benedizioni. Viviamo quindi in modo da poter essere in grado di dire, insieme con il Salmista: «Investigami, o Dio, e conosci il mio cuore».20 Prego che questo si avveri, nel nome di Gesù Cristo. Amen.

NOTE

1.Geremia 31:33
2.Galati 3:27
3.Galati 3:29
4.Teachings of the Prophet Joseph Smith, pag. 124
5.DeA 42:61
6.DeA 84:38
7.Vedi DeA 20:77, 79
8.«Viewpoint: Too Hurried to Serve?» Church News, 1 ottobre 988, 16
9.Vedi Isaia 5:20
10.Alma 37:46
11.William Wordsworth, «The World», The Oxford Book of English Verse, a cura di Sir Arthur Quiller-Couch (1939), 626
12.«Guardiamo al futuro», La Stella, gennaio 1998, 82
13.Romani 2:15
14.Giosuè 24:15, 24
15.Giovanni 10:4­5; vedi anche i versetti 11, 14­15, 27.
16.Mosè 5:13
17.Mosè 5:13
18.Conference Report, aprile 1905, 78
19.Teachings of Gordon B. Hinckley (1997), 147.
20.Salmi 139:23

 
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