Skip to Content Skip to Navigation

Sion è la pura di cuore

Elaine S. Dalton
Presidentessa generale delle Giovani Donne


Elaine S. Dalton,  “Sion è la pura di cuore” 

Riunione al caminetto del CES per i Giovani Adulti • domenica 13 settembre 2009 • Brigham Young University

È un onore per me essere qui stasera. Voglio ringraziare il coro per il bellissimo canto. Grazie infinite per lo Spirito che avete portato. E grazie per le bella preghiera. Sono felice di essere qui e mi sento umile. Prego che stasera ciascuno di voi sappia che il Signore vi ama. Sappiate che anch’io vi voglio molto bene.

Sono lieta che mio marito Steve e alcuni membri della mia famiglia siano qui. Amo mio marito. Abbiamo frequentato entrambi la Brigham Young University, ed è qui che abbiamo deciso di sposarci. È interessante che mi trovi qui, davanti a voi, il giorno del nostro anniversario di nozze. Felice anniversario, caro! Sapete, il nostro matrimonio dura da tanti anni quanti ce ne sono voluti per costruire il tempio di Salt Lake! O tanti quanti furono gli anni che i figlioli di Israele vagarono nel deserto! E tutto ciò che lo rappresenta è seduto proprio qui in prima fila. I nostri figli sono la nostra ricchezza. Voglio loro molto bene. Mi piace essere la loro madre. Li ho visti crescere nel Vangelo e venire istruiti dai pulpiti della Chiesa. Sono grata che abbiano scelto di dare ascolto ai consigli dei profeti, veggenti e rivelatori.

Ho osservato i giovani della Chiesa crescere nel Vangelo. In virtù degli anni trascorsi nella Presidenza generale delle Giovani Donne, un legame unico e speciale mi unisce alle giovani donne. È come se avessimo trascorso ogni anno nelle giovani Donne insieme. Abbiamo meritato il medaglione delle Giovani Donne insieme. Insieme, in piedi, abbiamo ripetuto ogni settimana le parole del tema delle Giovani Donne: «Siamo figlie… Staremo… Sappiamo … saremo preparate».1 Vi considero «le mie giovani». E ho visto molti di voi giovani uomini ricevere e avanzare nel sacerdozio; onorare le vostre alleanze e il potere del sacerdozio, prepararvi e svolgere una missione nel mondo. Ho incontrato molti di voi sul campo di missione. Siete i miei eroi! Siete straordinari per la forza, il coraggio e il desiderio di rettitudine che avete.

Il Signore vi aiuterà a prendere decisioni importanti

Tutti voi avete iniziato un viaggio come Santi degli Ultimi Giorni e siete giunti al momento più decisivo per la vostra vita. Questo è il momento in cui formare abitudini eterne e prendere decisioni durature. Voi siete il futuro della Chiesa e delle nazioni in cui vivete. Siete stati tenuti in serbo «per un tempo come questo» (Ester 4:14). Vi si offriranno possibilità che vanno ben oltre le vostre migliori aspettative e sarete benedetti, come lo sono stata io, con momenti significativi che influenzeranno questo periodo decisivo.

Tutto per me è cominciato qui alla BYU, a una riunione di devozione come questa. All’epoca, uscivo con un ragazzo. Una sera iniziò a parlare, con molta insistenza, di matrimonio. Non dormii bene quella notte per le cose che mi aveva detto e sapevo di dover prendere una decisione. Chiesi al Signore di aiutarmi a sapere cosa dovevo fare, ma non ricevetti alcuna risposta immediata. La mattina seguente, andammo insieme a una riunione di devozione. Durante la riunione, l’anziano A. Theodore Tuttle cominciò a parlare di come si prende una decisione importante, e io iniziai ad ascoltare con grande interesse. Era come se stesse parlando proprio a me. Sapeva come mi sentivo e le sue parole mi toccarono nell’animo. Descrisse come si arriva a prendere una decisione, facendo riferimento alla sezione 9 di Dottrina e Alleanze. Tutti gli altri sembravano conoscere già questo passo scritturale, ma per me, quel giorno, fu rivelazione pura e mi fornì un modello per ricevere una risposta alle mie preghiere. Egli lesse:

«Ecco, tu non hai compreso; hai supposto che te lo avrei dato, mentre tu non vi hai posto mente, salvo per chiedermelo.

Ma ecco, io ti dico che devi studiarlo nella tua mente; poi devi chiedermi se sia giusto, e se è giusto farò sì che il tuo petto arda dentro di te; perciò sentirai che è giusto.

Ma se non fosse giusto, non avrai tali sentimenti, ma sentirai uno stupore di pensiero che ti farà dimenticare ciò che è errato» (DeA 9:7–9).

Benché quei versetti fossero indirizzati a Oliver Cowdery, in quel momento divennero rivolti a me e furono la risposta diretta a ciò che avevo chiesto la sera prima in preghiera. Poi, l’anziano Tuttle spiegò che dobbiamo fare un elenco di aspetti positivi e negativi, prendere una decisione personale e portarla in preghiera nuovamente al Signore.2

Sapevo di dover agire! Non potevo continuare così come stavo facendo. Dovevo decidermi a decidere. Lo sapevo e anche Dio sapeva che lo sapevo. Dopo che ebbi preso la decisione personale di accettare la proposta, non posso dire che la risposta mi giunse come un «ardore nel petto». Ma mi sentii bene e serena. Non ero più perplessa o preoccupata. Mi sentivo in pace. Sapevo cosa dovevo fare e ne ero felice. E così, accettai la proposta e quel giovanotto insistente è qui con me stasera. Gli sono grata per la bontà, la tenacia e la pazienza.

È stato tutto facile dopo aver ricevuto la risposta? No. Mio marito scherza ancora sul fatto che ho lasciato un solco sul marciapiedi davanti all’ingresso del tempio di Salt Lake quando fui colta da un certo timore; lui pensava che volessi aspettare a entrare. Ma ho imparato questo: se preghiamo con fede, il Signore ci aiuta a prendere decisioni importanti nei momenti importanti. Egli udrà le vostre preghiere e risponderà tramite i suggerimenti dello Spirito Santo. Non saremo lasciati soli. Avete la benedizione di poter ricevere la guida dello Spirito Santo. Nella sezione 8 di Dottrina e Alleanze il Signore promette a ognuno di noi: «Io ti parlerò nella tua mente e nel tuo cuore» (DeA 8:2). È successo così a me e succederà anche a ciascuno di voi.

Rendo testimonianza che il Signore ascolta e risponde alle nostre preghiere e che ci guida nella misura in cui cerchiamo di fare la Sua volontà e obbedire ai Suoi comandamenti. Questo è il processo della rivelazione personale. Pertanto, prego che questa sera lo Spirito del Signore vi guidi mentre ascolterete il mio discorso affinché esso vi possa essere chiaro. Prego che il messaggio penetri nel vostro cuore e risuoni  diretto a voi. Prego che lo Spirito Santo vi faccia sentire l’importanza di queste semplici parole, affinché possiate farle rientrare nelle decisioni importanti che prenderete nei momenti importanti della vostra vita.

Guidate il mondo ad un ritorno alla virtù

Il mio messaggio stasera è un fervido richiamo a voi, giovani di questa generazione scelta, affinché guidiate il mondo ad un ritorno alla virtù. Cos’è la virtù? Perché è importante? E come possiamo essere uniti in questa causa nobile e sacra?

Lasciate che vi racconti la semplice storia di una giovane pioniera, Agnes Caldwell. Agnes racconta la sua esperienza nella compagnia dei carretti a mano di Willie, nel 1856, quando aveva solo nove anni. Ella racconta: «Sebbene fossi ancora piccola, se chiudo gli occhi posso ancora vedere tutta la scena davanti a me in ogni dettaglio: l’interminabile cammino che doveva fissarsi indelebilmente nella mia memoria. Spesso ero talmente stanca, che puerilmente mi aggrappavo al carretto, solo per essere gentilmente respinta.  Allora mi accasciavo sul lato della strada e piangevo. Poi vedevo che tutti mi passavano davanti, allora balzavo in piedi e dovevo mettermi a correre per recuperare».

Agnes continua dicendo: «Poco prima di attraversare le montagne, fummo raggiunti dalla carovana dei soccorsi e questo senza dubbio ci rinfrancò. Ai malati e agli anziani fu consentito salire sui carri, mentre gli altri continuavano a camminare. Quando i carri ripartirono, un gruppetto di noi bambini decise di vedere per quanto saremmo riusciti a stargli dietro, nella speranza che ci invitassero a salire. Almeno questa era la mia grande speranza. Ad uno ad uno tutti gli altri si arresero, fino a quando rimasi la sola, determinata com’ero a farmi dare un passaggio. Dopo quella che mi sembrò la corsa più lunga della mia vita, il conducente… si rivolse a me dicendo: “Dì un po’ piccolina, ti piacerebbe salire?” Risposi più cortesemente che potei: “Sì, signore”. Allungò il braccio, afferrando la mia mano, fischiando ai cavalli per farmi correre, con gambe che non potevano andare oltre. Proseguimmo, per quelle che a me parvero miglia. Ciò che mi passò per la testa in quel momento era che egli fosse l’uomo più crudele che avesse mai vissuto… Proprio quando sembrava essere la fine, si fermò. Mi avvolse in una coperta calda e confortevole e mi fece sistemare in fondo alla carrozza. Lì ebbi tempo di cambiare idea, comprendendo appieno che facendo così mi evitò di congelare una volta salita sul carro».3

«Agnes Caldwell e la sua famiglia arrivarono sani e salvi nella Valle del Grande Lago Salato il 9 novembre 1856. Si stabilirono a Brigham City, dove Agnes conobbe e sposò Chester Southworth. Ebbero tredici figli [e] contribuirono a formare la colonia mormone di Cardston, nell’Alberta, in Canada».4 Se il conducente avesse preso su Agnes senza farla correre, certamente non sarebbe sopravvissuta al freddo intenso. E se Agnes avesse deciso di rinunciare e restare indietro, questa storia avrebbe potuto avere un epilogo molto diverso. Tuttavia, per Agnes questo fu un momento decisivo e, sebbene in quel momento la decisione di correre non sembrasse del tutto sensata, ella corse comunque. Corse verso Sion, seguendo le orme del profeta Brigham Young e dando ascolto alla voce del Signore quando dice: «Che si risveglino, e si alzino, ed escano, e non indugino, poiché io, il Signore, lo comando» (DeA 117:2).

Questa per lei fu la corsa della vita! Fu dura e lei resistette. Correndo, fu in grado di generare quel calore corporeo che l’avrebbe tenuta al caldo durante il viaggio sopra il carro. Ognuno di voi è in viaggio verso Sion e, come per Agnes, si applica ciò che ha detto il Signore: «Risvegli[ati], e [alzati]… esc[i], e non indugi[are]» (DeA 117:2) giacché Sion non è solo un luogo. Sion è «la pura di cuore» (DeA 97:21). La purezza di cuore deve essere il vostro obiettivo per raggiungere la meta finale! Non c’è mai stata una generazione come la vostra. Siete dotati di una preparazione e un equipaggiamento migliori. Avete ciò che serve ed è arrivato per voi il momento di correre per la vita: la vostra corsa verso Sion!

Il presidente Thomas S. Monson e quelli prima di lui ci hanno indicato il cammino. La via è segnata chiaramente e il passo è sicuro e costante. Come ad Agnes, vi è stato chiesto di attraversare le praterie. Probabilmente non dovrete abbandonare tutti i vostri beni terreni, ma il viaggio verso Sion richiede che abbandoniate tutti i vostri peccati, per poter conoscere Lui, il Cristo vero e vivente. Vi può anche essere richiesto di correre fino a non poterne più, ma così facendo il calore dell’amore del Signore vi preserverà per la grande opera ancora a venire.

Ciò che vi viene chiesto di fare è la stessa cosa che il Signore chiese quando rivelò il nome da dare alla Sua Chiesa: Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. In Dottrina e Alleanze 115 leggiamo: «Alzatevi e splendete, affinché la vostra luce sia uno stendardo per le nazioni» (v. 5). La piccola Agnes Caldwell corse verso Sion e, in questo modo, lei e tutti quelli come lei innalzarono uno stendardo per le nazioni e per questa generazione. Il suo viaggio a Sion aveva tutto a che fare con la fede e la testimonianza. Aveva tutto a che fare con Joseph Smith, Moroni, Oliver Cowdery, Nefi, Mosè, Giosuè e anche Thomas S. Monson. Aveva ed ha tutto a che fare con voi e me. Agnes corse perché aveva una testimonianza. Sua madre sapeva che il Vangelo è vero e lo insegnò alla figlia. Sacrificarono tutto per andare a Sion e costruirvi un tempio per il nostro Dio. Sapevano che Joseph Smith era un profeta di Dio e che il Libro di Mormon è vero. Sapevano che per realizzare il piano era necessario ricevere le benedizioni del sacro tempio. E sapevano, come Moroni insegnò ripetutamente a Joseph Smith, che «Se così non fosse la terra intera sarebbe completamente devastata alla sua venuta» (Joseph Smith—Storia 1:39).

Sion era la meta, allora come oggi. È la causa del vangelo restaurato di Gesù Cristo. Come esortò Moroni, è arrivato il momento di «[essere] fedel[i] in Cristo» (Moroni 9:25) e «tener[c]i stretti a ogni buon dono, e a non toccare i doni malvagi, né le cose impure» (Moroni 10:30). È giunto il momento di «risveglia[rsi], e alza[rsi] dalla polvere… affinché le alleanze del Padre Eterno che egli ha fatto con [noi]… possano adempiersi» (Moroni 10:31). È giunto il momento di tornare alla virtù!

Un ritorno alla virtù è un ritorno alla purezza

Virtù significa purezza. Inizia nel cuore e nella mente. «È un modello di pensiero e un comportamento basato su norme morali elevate»5. La vera anima della virtù è la castità, cioè la purezza sessuale. La virtù e la castità sono inscindibili tra loro. Non si può avere l’una senza l’altra. Un ritorno alla virtù è un ritorno alla purezza. Qualcuno interpreta la virtù come l’essere gentili o onesti o moralmente integri. Tuttavia l’essenza di una vita virtuosa è la castità; semplicemente, non si può essere onesti o integri se manca la purezza sessuale. È impossibile. Un individuo non può profanare lo spirito divino e il corpo prezioso, ossia l’anima eterna, di un altro, ed essere considerato una persona virtuosa. Fare questo compromette proprio quel libero arbitrio per il quale lottammo nella vita pre-mortale. Alcuni hanno detto che la virtù è solo per le donne, ma non è una questione di sessi. La radice latina della parola virtù è virtus, che significa «forza». Un’accezione più contemporanea definisce la virtù come: avere effetto o forza, particolarmente la capacità di guarire o rafforzare.6 Quindi la virtù non si applica solo alle donne, ma a tutti.

Quando, nelle strade di Gerusalemme, la donna si accostò e toccò il lembo della veste del Salvatore, sapeva che sarebbe stata sanata. Perché? Perché aveva riconosciuto la purezza e il potere che erano in Lui. Il Salvatore stesso disse: «Ho sentito che una virtù è uscita da me» (Luca 8:46; corsivo dell’autore; vedere anche Marco 5:30 e Luca 6:19). Il genere di virtù a cui si riferiva è il potere, il potere del sacerdozio, che accompagna sempre i fratelli della Chiesa che si mantengono puri ed esercitano «la virtù e la santità dinanzi [al Signore]» (DeA 38:24).

L’anno scorso, in una fredda giornata di aprile dopo la conferenza generale, sono salita sull’Ensign Peak insieme alle mie due consigliere, Mary Cook e Ann Dibb. Là, abbiamo disteso una sciarpa peruviana color oro come una bandiera che richiama a un ritorno alla virtù. Su quella vetta, guardando giù nella valle e vedendo il maestoso tempio di Salt Lake, sapemmo che un ritorno alla virtù voleva dire un ritorno alla purezza morale. La virtù è la chiave dorata che apre le porte del tempio. Come insegnò l’anziano Russell M. Nelson, il tempio è il motivo di tutto ciò che facciamo: «Ogni attività, ogni lezione, ciò che facciamo nella Chiesa, tutto è rivolto al Signore e alla Sua santa dimora».7 Brigham Young lo sapeva e là, sulla cima dell’Ensign Peak, sapemmo anche noi che questo è vero.

Dispiegando la nostra bandiera al mondo, sapevamo che un ritorno alla virtù non è solo importante ma indispensabile. Dobbiamo essere degni di entrare nel sacro tempio del Signore per fare e mantenere le sacre alleanze e compiere il lavoro per il quale siamo stati preparati e preordinati. Nessuna cosa impura può entrare nella Sua casa. Proprio come il conducente del carro di soccorso salvò Agnes Caldwell dal morire assiderata, anche a noi sono stati dati la possibilità e il privilegio di diventare salvatori sul monte Sion, cioè di fare per altri qualcosa che essi non possono fare per se stessi. Questo si può realizzare solo quando siamo degni di stringere e osservare le sacre alleanze e di ricevere le ordinanze del tempio.

«Voi siete una generazione eletta»

Ognuno di voi ha un grande lavoro da svolgere. Ciò che fate e ciò che decidete contano molto perché voi siete importanti. Voi siete «spiriti scelti che [so]no stati tenuti in serbo per venire nella pienezza dei tempi, per prendere parte alla posa delle fondamenta della grande opera degli ultimi giorni. Inclusa la costruzione dei templi e la celebrazione in essi delle ordinanze» (DeA 138:53–54).

Non c’è da meravigliarsi che Satana abbia intensificato i suoi attacchi. Se riesce a distrarvi, a farvi procrastinare, o a rendervi indegni di entrare nel tempio e svolgere proprio il lavoro per cui siete stati preparati e tenuti in serbo, ha vinto. Diventa chiaro che dovete essere puri  e degni per poter ricevere i suggerimenti dello Spirito Santo di cui avete bisogno per le decisioni che dovete prendere adesso. Ed è anche evidente che dovete mantenervi degni di entrare nel sacro tempio del Signore.

Tutti i sacrifici e il lavoro di tutte le generazioni precedenti ha portato a questo momento. I pionieri sacrificarono ogni cosa, perfino la vita, perché vedessimo questo giorno. Poiché, vedete, la vostra venuta sulla terra non è casuale. Faceva tutto parte del Piano che avete accettato nel regno della vita pre-mortale. Vi trovate ad un punto senza precedenti della storia del mondo. Di voi è stato detto che siete «una generazione chiave».8 Pietro disse di voi: «Siete una generazione eletta, un real sacerdozio, una gente santa» (1 Pietro 2:9). Non è mai stato richiesto tanto prima. Mai prima è stato dato tanto: profeti, Scritture, sacerdozio, ordinanze e alleanze, templi, Libro di Mormon e il Vangelo nella sua pienezza. Siete stati preparati, chiamati e scelti. Questo è il vostro tempo. Sono convinta che i contributi dati dalla vostra generazione troveranno un posto di rilievo nelle pubblicazioni che riguarderanno questi nostri tempi tumultuosi.

Per adempiere ai compiti per i quali siete stati preordinati, la vostra fede deve essere fermamente basata sul Salvatore Gesù Cristo. Dovete ricordare che la fede non è solo un principio di potere ma di azione. Dovete agire in base alla fede che già possedete. Nel regno pre-terreno avete dimostrato «grandissima fede e… buone opere» (Alma 13:3). Alma dice che tutti voi singolarmente foste  «chiamati e preparati fin dalla fondazione del mondo, secondo la prescienza di Dio» (Alma 13:3). Miei giovani fratelli, foste preparati a ricevere il sacerdozio che vi avrebbe consentito di esercitare il potere di Dio una volta venuti sulla terra. Mie care giovani, a voi fu dato l’onore e la responsabilità di educare gli individui e di diventare le madri di altri spiriti scelti. Vi è stato affidato nientemeno che il potere della divinità: creare la vita. Chi pratica la virtù rispetta la santità della vita. Rispetta il consiglio di Dio su come la vita deve essere concepita, protetta e allevata. Non vi è forza che sia più grande della forza della virtù, né sicurezza che sia più ferma di quella che scaturisce da una vita virtuosa.

Nel regno pre-terreno avete partecipato a una guerra. Avete combattuto con la fede e la testimonianza per accettare e sostenere il Piano presentato da Dio Padre. Sapevate che era giusto e che il Salvatore poteva fare ciò che disse avrebbe fatto, perché Lo conoscevate! Non ci furono spiriti neutrali nella guerra dei cieli e non potete prendere una posizione neutrale adesso che dovete scegliere tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Il Signore stesso ha detto: «Chi non è con me, è contro di me» (Matteo 12:30). Eravate dalla Sua parte! Eravate ansiosi di fare la vostra parte. Sapevate cosa vi sarebbe stato richiesto. Sapevate che sarebbe stato difficile, ma confidavate non solo di poter compiere la vostra missione divina, ma di avere anche un ruolo decisivo. Come ha detto di voi e dei vostri giorni un profeta moderno:

«Per quasi seimila anni Dio vi ha tenuto in serbo perché faceste la vostra apparizione negli ultimi giorni precedenti la Seconda Venuta… Dio ha risparmiato per le ultime battute della storia alcuni dei Suoi figli più forti, che contribuiranno a far trionfare il Regno. E questa è la missione che vi è stata affidata, poiché siete la generazione che deve essere preparata a incontrare il vostro Dio.

In tutte le epoche, attraverso i corridoi del tempo gli occhi dei profeti hanno guardato ai nostri giorni. Miriadi di defunti e coloro che devono ancora nascere guardano a noi. Non abbiate alcun dubbio, voi siete una generazione particolare».9

Un ritorno alla virtù potrebbe salvare una nazione

Quando Pietro scrisse la sua epistola ai primi santi, disse di aggiungere alla loro fede «la virtù» (2 Pietro 1:5). La fede senza la virtù presto languisce e muore, perché senza virtù non c’è purezza. Senza virtù non c’è forza. E senza virtù non c’è spiritualità. Quando comprendete davvero chi siete, vi è chiaro che dovete essere puri perché la purezza precede il potere spirituale.10 Il potere di cui parlo non è il genere di potere che vediamo nel mondo. Non ha niente a che fare con il prestigio, la posizione, la bellezza, la celebrità o la ricchezza. Il potere e la forza di cui sto parlando riguardano interamente la virtù: la castità e la purezza sessuale.

Viviamo in un mondo che si preoccupa della pulizia e della purezza: la pulizia dell’ambiente, la purezza dell’aria, dell’acqua e anche del cibo. In alcuni paesi vigono leggi contro l’inquinamento e lo Stato finanzia agenzie pubbliche per la salvaguardia dell’ambiente, allo scopo di tutelare la salute dei cittadini da aria, acqua o cibo contaminati. Eppure come società tolleriamo l’inquinamento morale sotto forma di pornografia esibita nelle edicole, alla tv, sui giornali, su internet e sugli altri mezzi di comunicazione. Tolleriamo l’immondizia che invade le nostre menti attraverso canzoni, musiche e linguaggio allusivi. Per certi versi siamo una società «biologica» nell’assicurare purezza e qualità alla vita, mentre inquiniamo il nostro tessuto morale. Sono convinta che la mancanza di virtù sia direttamente responsabile di molti dei mali sociali, economici e politici. Credo che la disintegrazione della fede e della famiglia e il dissesto finanziario siano direttamente collegati alla mancanza di virtù nella nostra società. E credo che un ritorno alla virtù potrebbe salvare un’intera nazione.

Reclamiamo una riforma sociale, ma ciò di cui abbiamo veramente bisogno è una riforma morale: un richiamo a tornare alla virtù. E se noi, che abbiamo ricevuto così tanto insieme al vangelo restaurato di Gesù Cristo, non guidiamo il mondo verso un ritorno alla virtù, chi lo farà? Voi eravate dirigenti nel mondo pre-terreno e avete sostenuto tutto ciò che adesso viene minacciato nella società. Voi giovani adulti della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, che vi state preparando a influenzare tutti i settori della società, potete e dovete guidare questo ritorno.

Nei giorni cruciali della Seconda Guerra Mondiale, Winston Churchill sollevò un’intera nazione, dicendo: «Mi chiederete: qual è il nostro obiettivo? Vi risponderò con una sola parola: È la vittoria, la vittoria a ogni costo, la vittoria nonostante tutto il terrore, la vittoria per quanto lunga e difficile possa essere la nostra strada; poiché senza vittoria, non sopravvivremo».11 Contestualizzo alla guerra che stiamo combattendo oggi il richiamo di Winston Churchill, parafrasando le sue parole per voi, miei cari giovani: Mi chiederete: qual è il nostro obiettivo? Vi risponderò con una sola parola: È la virtù, la virtù a ogni costo, la virtù nonostante tutta l’opposizione, la virtù per quanto lunga e difficile possa essere la nostra strada verso il pentimento; poiché senza virtù, non vinceremo.

Nel Libro di Mormon, Helaman e i suoi giovani guerrieri sono conosciuti per la loro virtù e la loro capacità di credere nelle testimonianze delle loro madri. Essi «in ogni occasione erano fedeli in qualsiasi cosa fosse loro affidata» (Alma 53:20). Tennero fede alle alleanze fatte e combatterono per assicurare anche ai genitori la possibilità di continuare a osservare le proprie.   La vittoria era il loro obiettivo e la virtù era la loro forza.

Mormon scrisse a suo figlio Moroni riguardo alla società degenerata in cui viveva. Egli descrive come fossero divenuti così abietti e immorali da disprezzare «quello che era più caro e più prezioso sopra ogni cosa… la castità e la virtù» (Moroni 9:9). Può essere che siamo arrivati a questo punto nella nostra società? Nel passato, chi violava la legge di castità veniva marchiato con una lettera scarlatta. Oggi sembra che siano le persone caste a ricevere un marchio.

Per che cosa sarà ricordata la vostra generazione? Sarete ricordati come la generazione della tolleranza, del consumismo, di questo o di quello? Sarete ricordati come la generazione che si è lasciata indurre a vivere in modo virtuale anziché virtuoso? Oppure sarete, e potete essere, ricordati per la vostra purezza e virtù, per il coraggio e la forza di guidare il resto dell’umanità verso un ritorno alla virtù, un ritorno così stupefacente da far sì che la purezza stessa della vostra vita e la forza delle vostre convinzioni cambino il corso della società e del mondo?

Vi state preparando al ritorno del Salvatore. Dovete aborrire il peccato. Dovete prendere posizione adesso e prepararvi adesso per essere «più adatti al Regno».12 È stato profetizzato che un giorno i popoli di tutte le nazioni diranno: «Venite, saliamo al monte dell’Eterno…  egli ci istruirà sulle sue vie, e noi cammineremo per i suoi sentieri; poiché da Sion uscirà la legge» (2 Nefi 12:3). Sarete la generazione che guiderà questa ascesa?

Siate i guardiani della virtù

Per poter fare questo, ognuno di noi deve farsi guardiano della virtù. Giovani sorelle, proteggete la virtù personale. È veramente, come l’ha descritta Moroni, «più car[a] e prezios[a] sopra ogni cosa» (Moroni 9:9), e lo siete anche voi. Siete figlie di Dio. Portate dentro di voi il sacro potere di dare la vita e diventare madri di spiriti puri ed eletti del Padre celeste. È uno dei doni più grandi che Dio abbia fatto alle Sue preziose figlie. Salvaguardate questo potere osservando le norme, vestendovi e atteggiandovi con modestia e mantenendovi caste. Proteggete il vostro potere con la purezza dei pensieri e delle azioni.  Non permettete a nessuno di profanare i doni che Dio vi ha dato. Così facendo, voi, la vostra famiglia e le generazioni che verranno si rafforzeranno e saranno benedette.

Anche voi giovani uomini siete guardiani della virtù. Detenete il potere del sacerdozio, il potere di benedire e agire nel nome di Dio su questa terra. Il Signore ha detto a tutti i detentori del sacerdozio di esercitare «la virtù e la santità dinanzi a [Lui]» (DeA 38:24). Sorvegliate la virtù personale, la mente, ciò che guardate, dite e fate. Non consentite alla pornografia di indebolire il vostro potere. Mantenetevi puri per poter fare uso del potere sacerdotale del quale Dio vi ha dotati. Moroni riassume gli antichi insegnamenti profetici sulla virtù, dicendo: «Siate saggi nei giorni della vostra prova; spogliatevi d’ogni impurità; non chiedete per poter consumare nelle vostre lussurie, ma chiedete con fermezza incrollabile di non cedere a nessuna tentazione, ma di servire il Dio vero e vivente» (Mormon 9:28).

Molti anni fa, stavo correndo una mattina presto insieme a un gruppetto di donne, il giorno prima della festa del Ringraziamento. L’avevamo chiamata la corsa del ringraziamento, e mentre correvamo esprimevamo le cose per cui eravamo grate. Avevo appena finito di dire che ero grata di avere un corpo sano e forte, che scivolai e caddi su una lastra di ghiaccio annerito. Provai a rialzarmi, ma capii che mi ero fatta molto male. Sapevo di essermi rotta la gamba proprio sopra la caviglia—non vi dico come lo sapevo perché potrei svenire qui. Mio marito disse che se fossi stata un calciatore professionista quella sera avrei riempito i notiziari.

Mentre ero là, stesa a terra nella penombra mattutina, aspettando i soccorsi, vidi i fari di un’auto che veniva veloce nella mia direzione.  Si fermò e scese un uomo. Disse che mi aveva scambiato per un sacco dell’immondizia e che per poco non tirava dritto. Gli chiesi se fosse un membro della Chiesa e rispose di sì. Gli chiesi se poteva darmi una benedizione perché il dolore era fortissimo e non sapevo quanto avrei potuto resistere in quelle condizioni. Si fermò un momento e poi disse: «Non posso. Farà meglio ad aspettare suo marito». Poi salì in macchina e si allontanò.

Quando giunsi all’ospedale, fui portata con una carrozzella in una stanzina del pronto soccorso, dove aspettavo di essere condotta in sala operatoria. Quando scostarono la tenda, c’era mio marito insieme a tutti i miei cinque figli. Quando si strinsero intorno a me e posarono le mani sul mio capo, sentii la purezza, il potere e la forza che erano in loro. Giovani uomini, uomini del sacerdozio, mantenetevi puri per poter usare il potere del vostro sacerdozio anche senza preavviso. Quel giorno fui benedetta dal potere del sacerdozio che essi esercitavano in virtù e santità.

Rimanete virtuosi in un mondo tossico

Ritengo veramente che un ragazzo o una ragazza virtuosi guidati dallo Spirito possano cambiare il mondo! Ma prima di poter cambiare il mondo, dobbiamo cambiare noi stessi. Il presidente Boyd K. Packer ha detto che viviamo in «un ambiente che sta diventando tossico, velenoso per lo spirito».13 E allora che cosa possiamo fare ora per riuscire a rimanere virtuosi in un «mondo tossico»?

Primo: pentirci. So bene che vi sono alcuni di voi presenti qui stasera che non si sentono virtuosi o che hanno commesso degli errori. Per questo è tanto importante un ritorno alla virtù. Dovete sapere che potete ritornare. Potete cambiare.

Se dovessi prendere la direzione sbagliata nel bel mezzo di una maratona e me ne accorgessi, continuerei ad andare avanti? No, tornerei subito indietro! Perché? Perché avrei perso tempo, energie e fiato preziosi, e diventerebbe una maratona più difficoltosa per me, per via della distanza e del tempo da recuperare. Ma non rimarrei sul percorso sbagliato, perché per quanto potrei correre, di lì non arriverei mai al traguardo. Eppure, a molti, che hanno peccato moralmente, una voce sottile e insistente dice: «Hai fatto uno sbaglio. Non riuscirai mai a cambiare. Comunque nessuno lo saprà». A voi io dico: non credetele. «Satana desidera che voi pensiate che non potete pentirvi, ma questo non è assolutamente vero»14 Il ritorno è sempre possibile grazie all’espiazione del Salvatore. Il presidente Monson ha detto a tutti noi che abbiamo commesso degli errori: «Se qualcuno di voi è inciampato lungo la via, ci sono persone che vi aiuteranno a tornare ad essere puri e degni. Il vostro vescovo o presidente di ramo è ansioso e disposto ad aiutarvi e, con comprensione e compassione, farà tutto quanto è in suo potere per aiutarvi nel processo di pentimento affinché possiate tornare ad essere retti dinanzi al Signore».15

Alcuni di voi sono vittime di violenze e peccati commessi da altri. Come ha detto Moroni, siete stati derubati «di quello che era più caro e più prezioso sopra ogni cosa… la castità e la virtù» (Moroni 9:9). Sappiate che grazie all’espiazione del Salvatore è possibile guarire le ferite. Non avete colpa, in quanto non avete peccato e non vi è chiesto di pentirvi. Il Salvatore non solo soffrì per i nostri peccati e imperfezioni, ma prese anche su di sé le nostre sofferenze (vedere Alma 7:11). Tramite la Sua espiazione infinita, Egli vi guarirà e vi darà pace. CorreteGli incontro. Grazie all’espiazione compiuta dal Salvatore, Dio Padre ascolterà e risponderà alle vostre preghiere. Risponderà tramite lo Spirito Santo e le altre persone che metterà sulla vostra strada.

Sono molto grata per questa dottrina e per il principio del pentimento. Senza di esso, nessuno di noi potrebbe mai ritornare puro e degno alla dimora celeste per vivere alla presenza di Dio Padre e del Salvatore Gesù Cristo. Sono grata perché in questi ultimi giorni  è stato restaurato sulla terra il potere del sacerdozio che ci permette di ricevere l’aiuto necessario per tornare alla virtù. Questo potere ci aiuta anche a mantenerci «immacolat[i] dal mondo» (DeA 59:9), se prendiamo degnamente il sacramento. Ogni settimana, rinnovando le nostre alleanze, promettiamo di osservare i Suoi comandamenti, di prendere su di noi il Suo nome e ricordarci sempre di Lui. In cambio il Signore promette che avremo sempre con noi il Suo Spirito (vedere DeA 20:77, 79). In un mondo così ingannevole e allettante, è imperativo che ciascuno di noi riceva, riconosca e si affidi alla guida dello Spirito Santo. Questo dono straordinario ci mostrerà «tutte le cose che dovre[mo] fare» (2 Nefi 32:5). Questa straordinaria promessa deriva dal fatto che lo Spirito Santo è un componente della Divinità. Alcuni dei Suoi compiti sono: insegnare, testimoniare, confortare e avvertire. Questo dono prezioso inoltre purifica e santifica. Perciò, lo Spirito Santo e la virtù sono legati indissolubilmente. Possiamo essere purificati «mediante il fuoco e mediante lo Spirito Santo» (2 Nefi 31:17). Quando questo accade, «non abbiamo più alcuna disposizione a fare il male, ma a fare continuamente il bene» (Mosia 5:2).

Secondo: scegliete con cura gli amici. In questa società tecnologica, possiamo passare più tempo in compagnia di amici non umani che di amici in carne e ossa. Mentre tendiamo a valutare attentamente gli amici umani, talvolta ci preoccupiamo poco dell’influenza esercitata dall’altro genere di compagnia. I media di ogni tipo possono esercitare una grande influenza sulla società. Tutti noi abbiamo ricevuto tre doni preziosi per questa esperienza terrena: il corpo, il libero arbitrio e il tempo. Se Satana riesce a indurci a usare il tempo in attività prive di scopo, di utilità o, ancor peggio, di virtù, e poi ci fa credere che se lo facciamo nel privato non nuoceremo a nessuno, avrà vinto. «Se vi sono cose virtuose, amabili, di buona reputazione o degne di lode, queste sono le cose che noi ricerchiamo» (Articoli di Fede 1:13).

Cercate la compagnia di amici virtuosi, non virtuali. Ricordate che «La virtù ama la virtù [e] la luce si attacca alla luce» (DeA 88:40). Questo è un versetto di relazione. Nel cercare gli amici o il coniuge per l’eternità, non potete semplicemente fare un elenco di tutte le qualità che vorreste trovare nell’altro. Dovete voi essere come il vostro elenco, in ogni occasione, in ogni cosa e in ogni luogo.

Terzo: sottoporsi a un programma di rigoroso allenamento. Quando ci si allena per una maratona, bisogna sottoporsi a un rigoroso programma di allenamento per arrivare in fondo alla corsa. Questo concetto si applica anche alla vita. Stiamo correndo la corsa della vita e dobbiamo fare un allenamento scrupoloso.  Tra le componenti che danno successo al programma ci sono le cose che non dobbiamo mancare mai di fare ogni giorno, per invitare la compagnia dello Spirito. Varieranno per ciascuno di noi, ma senz’altro comprenderanno la preghiera quotidiana. Il Padre nei cieli ascolta le nostre preghiere e risponde. Attesto che questo è vero. La nostra sfida è di stare in un luogo dove possiamo sentire e riconoscere le risposte.

Un allenamento rigoroso includerà anche la lettura quotidiana del Libro di Mormon. Joseph Smith disse che: «Un uomo si avvicina di più a Dio obbedendo ai suoi precetti che a quelli di qualsiasi altro libro».16 Il Libro di Mormon accrescerà la vostra fede in Gesù Cristo e sarà grazie alla fede che saprete resistere alla tentazione. Questo libro è per voi e la vostra generazione. Leggerlo anche solo per cinque minuti al giorno cambierà la vostra vita. Lo so perché l’ho sperimentato e come me migliaia di altre persone. Pensate ai cambiamenti che avverrebbero nei prossimi cinque anni se ognuno si impegnasse a farlo anche solo per cinque minuti al giorno.

Infine: sorridete! E quando sorridete ricordate chi siete. Voi siete figli del nostro Padre celeste. Egli vi conosce. Vi conosce per nome. Ha fiducia in voi e vi ama. Perciò, sorridete! Questo allenamento è semplice, ma deve essere fatto rigorosamente ogni giorno.

Andate avanti! Non scoraggiatevi!

Lasciatemi aggiungere solo un altro punto all’elenco: «Spingetevi innanzi con un perfetto fulgore di speranza» (2 Nefi 31:20). Non scoraggiatevi! Sarete messi alla prova, talvolta, durante il viaggio e non sarà sempre facile.

Studiando le Scritture mi è parso sempre più evidente che il Signore fa uscire continuamente il Suo popolo da circostanze confortevoli per insegnargli che cosa è veramente importante. Per esempio, nella prima parte del loro viaggio, i Giarediti approdarono su una spiaggia dove rimasero quattro anni. Era una sistemazione confortevole. Infatti, stavano così bene che dimenticarono di pregare il Signore; ma il Signore aveva un piano diverso per loro. Egli rimproverò il fratello di Giared per tre ore. Lo avvertì anche che la successiva parte del viaggio sarebbe stata difficile; che sarebbero stati inghiottiti dalle profondità del mare e sbattuti dai venti. Ma lo rassicurò anche con sei meravigliose parole: «Io vi preparo per queste cose» (Ether 2:25). Il Signore preparerà voi e vi preparerà una via!

Qualche volta penso che sottovalutiamo completamente i grandi benefici e la conoscenza che possiamo trarre quando accettiamo di lasciare le nostre comodità. Forse per questo Nefi osservò:

«Guai a colui che è tranquillo in Sion!

Guai a colui che grida: Tutto va bene!

Sì, guai a colui che dà ascolto ai precetti degli uomini e nega il potere di Dio e il dono dello Spirito Santo» (2 Nefi 28:24–26).

È stato detto che stiamo diventando una generazione di spettatori e di critici. Condivido con voi una delle citazioni che preferisco. La tengo su uno specchio. Dice: «Non è il critico che conta; né l’uomo che fa notare come il forte inciampa o dove si sarebbe potuto far meglio. Il merito è di colui che, in realtà, si trova nell’arena, il cui volto è deturpato dalla polvere, dal sudore e dal sangue; di colui che tenta con coraggio; di colui che sbaglia e fallisce, volta dopo volta, perché non c’è fatica senza errore e imperfezione---ma chi agisce cerca, di fatto, di realizzare un obiettivo; di colui che conosce l’entusiasmo smisurato, la devozione pia di chi offre se stesso in una causa degna; di colui che al suo culmine conosce il trionfo nei sommi conseguimenti e, nel momento tetro, fallisce, se fallisce, ma almeno esce sconfitto dopo aver osato assai, sicché il suo posto non sarà mai tra coloro d’animo freddo e timido che non conoscono né la vittoria né la sconfitta!»17

Non siate semplici spettatori o critici. Non è ciò che facevate nel regno pre-mortale. Non eravate neutrali allora. Vi siete fatti valere. Non permettete ai sedicenti paladini della tolleranza di contrastare voi e le vostre opinioni. Questa è l’arena in cui ora sta avendo luogo tutto quello che avete scelto e difeso allora. Non stancatevi, non distraetevi e non fatevi squalificare! Siate disposti a lasciare le vostre comodità e a «spingervi innanzi con… un perfetto fulgore di speranza» (2 Nefi 31:20).

Spiegate il vostro stendardo della virtù

In tutto il mondo, le giovani donne della Chiesa stanno dichiarando il loro impegno a rimanere pure e caste. Alcune, insieme ai giovani uomini, hanno scalato una montagna e spiegato le loro bandiere, proclamando la loro determinazione a ritornare alla virtù e a mantenersi pure e caste. Vi unirete a loro? Pensate alla vostra bandiera personale. Cosa vi iscrivereste sopra, se fosse il vostro unico o ultimo messaggio al mondo? Cosa rappresenterebbe la vostra bandiera?

In un altro posto e in un altro tempo, un’altro vessillo venne issato. Lo fece un uomo coraggioso, Moroni, che si batté per la causa della rettitudine. La società in cui viveva era in tumulto. Il Libro di Mormon riporta che a causa della brama di potere, ricchezza e prestigio uomini tra i più forti e determinati vennero «[avvelenati] a piccole dosi» (Alma 47:18). In altri termini, uomini che inizialmente erano fermi e decisi a non scendere a compromessi furono gradualmente persuasi a farlo. Alexander Pope espresse così il significato di essere «avvelenati a piccole dosi»:

Il vizio è un mostro dall’aspetto spaventevole
Per odiarlo basta vederlo;
Eppure, visto spesso, diventa familiare,
Indi lo sopportiamo, poi lo compiangiamo, per abbracciarlo infine.18

Fu in questo clima che Moroni levò il suo stendardo, il motto della libertà, con un richiamo a difendere la famiglia, le donne, i bambini, la religione e Dio. Non fu neutrale o passivo. Non fu tollerante. Aveva ragione! Avanzò con coraggio. Le Scritture descrivono Moroni con parole che si adattano a molti di voi: «Se tutti gli uomini fossero stati, fossero ora o saranno mai in futuro simili a Moroni, ecco, i poteri stessi dell’inferno sarebbero stati scossi per sempre; sì, il diavolo non avrebbe mai potere sul cuore dei figlioli degli uomini» (Alma 48:17; vedere anche Alma 46:12–13, 18, 21).

Voi stessi siete lo stendardo. La vostra vita di purezza e virtù sarà il vessillo che attirerà lo sguardo delle nazioni e le guiderà al tempio. Se manterrete la virtù sarete guidati dallo Spirito Santo e qualificati per recarvi al tempio spesso. Se non avete una raccomandazione, è il momento per diventare degni di riceverla. Questo è il vostro incarico. Il tempio vi darà forza e protezione in un mondo sempre più malvagio e diventerà uno stendardo non solo per voi, ma per le nazioni. Il ritorno alla virtù è il ritorno al tempio e il ritorno al tempio è il ritorno al Salvatore.

La virtù porta le benedizioni dell’eternità

Quarantun anni fa, mi inginocchiai davanti all’altare del Tempio di Salt Lake e iniziai un rapporto di alleanza con l’uomo meraviglioso seduto accanto a me. Quella decisione ha inciso enormemente sugli anni che sono seguiti. Quello che voglio dirvi, insomma, è siate presenti! Non fatevi distrarre adesso! Non dimenticate chi siete! E non permettete ad alcuna cosa di rendervi indegni delle benedizioni che vi aspettano nel sacro tempio del Signore.

Sento di dovervi leggere alcune parole di Dottrina e Alleanze 121:45–46. Sono per chi è stato chiamato e scelto e procede coraggiosamente. Queste parole non sono solo per Joseph Smith e per i santi dei difficili albori della Chiesa, ma sono per voi di questi ultimi giorni. «La virtù adorni i tuoi pensieri senza posa; allora la tua fiducia si rafforzerà alla presenza di Dio; e… Lo Spirito Santo sarà tuo compagno costante».

Se siamo virtuosi, abbiamo la promessa che staremo serenamente alla Sua presenza, puri come lo è Lui. Se siamo virtuosi, abbiamo la promessa del potere del sacerdozio, il potere della divinità! Abbiamo la promessa della costante compagnia dello Spirito Santo che rende testimonianza, ci guida, avverte, consola e santifica. E infine abbiamo la promessa della vita eterna, il più grande di tutti i doni di Dio. Se siamo virtuosi, saremo dei e vivremo come dei. Saremo come Lui: saremo puri proprio come Egli è puro.

Il viaggio a Sion, la pura di cuore, richiederà tutto ciò che voi e io abbiamo. Prego perché ognuno di noi abbia il desiderio e la forza di uscire dalla comodità e prepararsi per la corsa della vita e, come Agnes Caldwell, afferrare la mano del Maestro. La Sua promessa è valida per ciascuno di noi: «Andrò davanti al vostro volto. Sarò alla vostra destra e alla vostra sinistra, e il mio Spirito sarà nel vostro cuore e i miei angeli tutt’attorno a voi per sostenervi» (DeA 84:88). Rendo testimonianza che il nostro Padre nei cieli e Suo Figlio Gesù Cristo vivono e che ci prepareranno per il grande lavoro che deve essere fatto nei sacri templi in preparazione non solo della venuta del Salvatore, ma anche per la nostra esaltazione eterna. E dico questo nel nome di Gesù Cristo. Amen.

© 2009 by Intellectual Reserve, Inc. Tutti i diritti riservati. Testo inglese approvato: 10/08. Approvato per la traduzione: 10/08. Translation of Zion Is the Pure in Heart. Italian. PD50013476 160

Notes

1. «Tema delle Giovani Donne», Progresso personale delle Giovani Donne (opuscolo, 2002), 5.

2. Vedere A. Theodore Tuttle, Becoming Goodly Parents, Brigham Young University Speeches of the Year (12 dicembre 1967).

3. Agnes Caldwell Southworth, in Susan Arrington Madsen, I Walked to Zion: True Stories of Young Pioneers on the Mormon Trail (1994), 57–59.

4. Susan Arrington Madsen, I Walked to Zion, 59.

5. Predicare il mio Vangelo (2005), 129.

6. Merriam-Webster’s Collegiate Dictionary, 4a edizione (2002), «virtue» , 1597.

7. Russell M. Nelson, Conference Report, aprile 2001, 40; o Ensign, maggio 2001, 32.

8. Vedere Sheri L. Dew, «You Are a Pivotal Generation» (discorso alla riunione di devozione, BYU–Hawaii, 17 febbraio 2009).

9. Ezra Taft Benson, «In His Steps», in 1979 Devotional Speeches of the Year (1980), 59.

10. Vedere M. Russell Ballard, Conference Reports, ottobre 1990, 45–49; o Ensign, novembre 1990, 35–38.

11. Winston Churchill (Discorso al Parlamento, 13 maggio 1940), www.americanrhetoric.com/speeches/winstonchurchillbloodtoiltearssweat.htm.

12. «Più Forza Tu Dammi», Inni, 77.

13. Boyd K. Packer, «Faith in the Lord Jesus Christ and His Atonement» (discorso al seminario per i nuovi presidenti di missione, 27 giugno 2009), 5.

14. Per la forza della gioventù (opuscolo, 2002), 30.

15. Thomas S. Monson, Conference Report, aprile 2008, 66; o Liahona, maggio 2008, 65–66.

16. Joseph Smith, History of the Church, 4:461.

17. Theodore Roosevelt, «Citizen in a Republic» (discorso presentato alla Sorbona, Parigi, Francia, 23 aprile 1910), Presidential Addresses and State Papers and European Addresses, 8 dicembre 1908, 7 giugno 1910, vol. 8 del Presidential Addresses and State Papers, Homeward Bound ed. (1910), 2191.

18. Alexander Pope, An Essay on Man (1732), epistola 2, riga 217–220, in The Complete Poetical Works of Pope, ed. Henry W. Boynton (1931), 144.

^ Back to top