Le verità più importanti da conoscere

Devozionale del CES per i Giovani Adulti • 6 novembre 2011 • Brigham Young University


 

Sono molto grato per i mezzi che vi consentono di vedermi e ascoltarmi in tutto il mondo. Ancor più lo sono per il dono dello Spirito Santo, un miracolo che non richiede alcuna trasmissione satellitare, ma che mi permette di vedervi nella mia mente nei molti posti nei quali siete. Voi siete immensamente preziosi. Attendiamo con ansia il giorno in cui potremo passare a voi le chiavi del regno.

Piuttosto che prendere appunti, prestate attenzione alle impressioni che riceverete mentre parleremo di un argomento molto sacro. Se, dopo stasera, tutto quello che saprete sarà ciò che avete udito, allora avrete perso il senso di quello che è stato detto.

Alcuni di voi si fanno delle domande e cercano una guida. Altri pensano a come hanno fatto a perdere la strada del Vangelo e a come potrebbero ritrovarla e ritornare. Pur parlando a tutti, mi rivolgo con maggior intento a coloro che stanno cercando.

Cercate e accettate la guida

Ho osservato i Fratelli venuti prima di me succedersi man mano che uno di loro guadagnava l’altro lato del velo — molti grandi uomini. Il presidente Harold B. Lee mi disse di stare vicino ai Fratelli più anziani e di imparare dalla loro esperienza. Ho seguito il suo consiglio.

Henry Wadsworth Longfellow scrisse:

La vita dei grandi uomini ci rammenta
che possiamo vivere in modo sublime
e quando ce ne andiamo, lasciarci dietro
impronte sulla sabbia del tempo;
impronte che forse un altro,
nel vasto oceano della vita,
naufrago e disperato,
vedendole, si rincuorerà.1

Queste “impronte sulla sabbia del tempo” resteranno sempre visibili per guidarvi.

Quando ero un giovane membro del Quorum dei Dodici, eravamo soliti tornare in ufficio a piedi dalle nostre riunioni settimanali al tempio. Io restavo indietro per camminare insieme all’anziano LeGrand Richards. Era rimasto claudicante a causa di un incidente in gioventù e camminava più lentamente degli altri.

Gli altri Fratelli mi dicevano: “Come sei gentile ad accompagnare l’anziano Richards”, e io rispondevo: “Non sapete perché lo faccio!”

Mentre camminavamo lo ascoltavo. Si ricordava del presidente Wilford Woodruff; aveva 12 anni l’ultima volta che aveva sentito parlare il presidente Woodruff. L’anziano Richards era un collegamento con quella generazione. Assorbivo ogni parola che diceva.

In Dottrina e Alleanze c’è una responsabilità che viene data ai Dodici: “I dodici consiglieri viaggianti sono chiamati ad essere i Dodici Apostoli, ossia testimoni speciali del nome di Cristo in tutto il mondo”.2

Ho sentito un inestinguibile desiderio di rendere testimonianza del Padre e di Gesù Cristo. Cristo disse: “Se m’aveste conosciuto, avreste conosciuto anche mio Padre”.3 Ho desiderato ardentemente dire quello che so riguardo a ciò che fece Cristo e a chi sono il Padre e il Figlio.

So che le parole ricevute per mezzo del dono dello Spirito Santo possono portare alla vostra comprensione “la verità di ogni cosa”.4 Tutta la verità merita di essere conosciuta. Alcune verità sono più utili, ma ci sono verità che è particolarmente importante conoscere.

L’esperienza ci aiuta a comprendere l’amore che il nostro Padre Celeste prova per i Suoi figli

Ho chiesto ai giovani missionari: “Sapete cosa significa la parola padre?” Naturalmente hanno risposto di sì. Rispetto la loro risposta, ma dentro di me penso: “Sapete così poco”. Essi conoscono il significato della parola padre, ma la loro conoscenza è acerba.

Per voi che siete sposati e avete un figlio, la parola padre assume un significato nuovo, acquisisce maggiore profondità.

Forse verrà il giorno in cui un medico vi dirà “Temo che perderete questo bambino”. Allora imparerete qualcosa del Padre e di voi stessi.

Eravamo sposati da nove anni quando udimmo per la prima volta quelle parole da un dottore: “Temo che questo bambino non ce la farà”. Come genitori, guardammo il nostro piccolo e facemmo l’unica cosa che potevamo fare. Gli demmo un nome e una benedizione paterna mentre eravamo in ospedale. Pregammo, esercitammo la fede e dicemmo ad alta voce: “Sia fatta la Tua volontà”.

Passarono le ore e i giorni. Dottori e infermieri continuarono a lavorare con nostro figlio.

Alla fine, sentimmo il medico pronunciare le parole: “Credo che questo bambino vivrà”.

Come genitori, crescemmo in comprensione e forza, ci avvicinammo di più l’uno all’altra e al Padre.

Tredici anni dopo, in un ospedale molto più grande, ripetemmo quell’esperienza con il nostro decimo figlio. Gli demmo un nome e una benedizione paterna mentre eravamo all’ospedale. Pregammo, esercitammo la fede e ancora una volta dicemmo ad alta voce: “Sia fatta la Tua volontà”.

Le ore passarono lente. Ancora una volta fummo grandemente benedetti. Sarebbe vissuto. Le lezioni imparate anni prima si erano ripetute.

Esperienze come queste vi insegneranno il significato di padre e madre. Imparerete che dareste la vostra vita perché quel bambino possa vivere l’esperienza della mortalità. Allora potrete cominciare a capire il nostro Padre Celeste. Allora conoscerete davvero il significato delle parole padre e madre.

Molte volte ho desiderato intensamente alleviare le sofferenze di un bambino o cancellare l’angoscia o il dolore di qualcuno che amavo, solo per rendermi conto che non potevo. Ma ho imparato che solo perché lo avrei fatto se avessi potuto, il mio rapporto con il Signore ne è stato grandemente influenzato.

Riconoscete la necessità di un Mediatore

C’è un rompicapo nelle Scritture a proposito della giustizia e della misericordia. Questi due principi sembrano apparentemente in conflitto, cosa di cui ho parlato in un’altra occasione insegnando una specie di parabola.5 Ascoltate attentamente.

C’era una volta un uomo che desiderava ardentemente una cosa. Gli sembrava che null’altro fosse importante nella sua vita. Per realizzare il suo desiderio contrasse un grosso debito.

Egli era stato ammonito di non indebitarsi, specialmente con quel particolare creditore. Ma la realizzazione del suo obiettivo gli sembrava tanto importante da superare ogni ostacolo. Era sicuro che sarebbe stato in grado di estinguere il debito al momento stabilito. Così firmò per ottenere il prestito, che avrebbe risarcito con versamenti rateali. La cosa non lo preoccupava troppo perché la scadenza finale sembrava assai lontana nel futuro. Per il momento possedeva ciò che aveva sempre desiderato, e questo era quello che contava.

Il creditore era sempre presente in un angolo della sua mente così da indurlo a effettuare qualche pagamento ogni tanto, ma si sentiva come se il giorno del rendiconto in realtà non dovesse mai arrivare. Ma, come sempre accade, venne il giorno della scadenza definitiva. Il debito non era stato estinto.

Il creditore si presentò per esigere quanto gli era dovuto. Soltanto allora l’uomo si rese conto che il suo creditore non aveva soltanto il potere di riprendersi tutto quanto egli possedeva, ma anche quello di mandarlo in prigione.

“Non posso pagarti, non ne ho assolutamente la possibilità”, confessò.

“Allora”, disse il creditore, “faremo valere i termini del contratto. Mi prenderò tutto ciò che hai e tu andrai in prigione. Hai stipulato questo accordo di tua spontanea volontà. Hai firmato il contratto e ora dobbiamo rispettarlo”.

“Non vorresti mostrare misericordia verso di me? Non puoi darmi un altro po’ di tempo o dimenticare quanto ancora ti devo?”, implorò il debitore. “Fai in modo che io possa tenere ciò che possiedo e non debba andare in prigione. Non vuoi essere misericordioso? Certamente tu credi nella misericordia”.

Il creditore rispose: “La misericordia beneficia soltanto una delle parti. In questo caso servirebbe soltanto a te. Se mi dimostro misericordioso perdo il mio denaro. Io chiedo giustizia. Tu credi nella giustizia?”

“Credevo nella giustizia quando firmai il contratto”, rispose il debitore. “Allora la giustizia era dalla mia parte, proteggeva i miei diritti. Non avevo bisogno della misericordia, né ritenevo che ne avrei mai avuto bisogno. Ritenevo che la giustizia ci avrebbe serviti entrambi equamente”.

“La giustizia ora chiede che tu faccia fronte ai termini del contratto o ne subisca le conseguenze”, rispose il creditore. “Questa è la legge. Tu hai accettato le condizioni del contratto e tali condizioni devono essere rispettate”.

E così due uomini erano di fronte: l’uno impartiva giustizia, l’altro implorava misericordia. Nessuno dei due poteva prevalere se non a spese dell’altro.

Il debitore diceva: “Se non condoni il debito che ti devo, non ci sarà misericordia”.

“Se lo facessi, non ci sarebbe giustizia”, era la risposta.

Sembrava evidente che non si potessero soddisfare entrambe le leggi. La misericordia non può derubare la giustizia.6 Ciascuna di esse è un ideale eterno che apparentemente contraddice l’altro. Non c’è alcun modo per soddisfare completamente sia la giustizia che la misericordia?

Si, c’è un modo! La legge della giustizia può essere completamente soddisfatta offrendo al tempo stesso misericordia, ma è necessario l’intervento di una terza parte. E ciò accadde nel caso in esame.

Il debitore aveva un amico il quale venne in suo aiuto. Egli conosceva bene il debitore e la sua leggerezza. Riteneva che avesse agito scioccamente per trovarsi in una situazione così difficile. Tuttavia, voleva aiutarlo perché gli voleva molto bene. Così si pose come mediatore tra i due, e rivolse un’offerta al creditore:

“Estinguerò io il debito se libererai il debitore dalle clausole del contratto in modo che egli possa conservare ciò che ha e non andare in prigione”.

Mentre il creditore meditava sull’opportunità di accettare questa offerta, il mediatore soggiunse: “Tu hai chiesto giustizia. Poiché lui non può pagarti, lo farò io. Questo ti farà giustizia e non puoi chiedere di più perché non sarebbe giusto”.

Il mediatore allora si rivolse al debitore e gli disse: “Se estinguo il tuo debito, mi accetterai come tuo creditore?”

“Oh, sì!”, gridò il debitore. “Tu mi salvi dalla prigione e mi mostri misericordia”.

“Allora”, disse il mediatore, “tu pagherai a me il tuo debito e io stabilirò le condizioni. Non sarà facile, ma sarà possibile. Io ti mostrerò come fare. Non sarà necessario che tu vada in prigione”.

E così il creditore fu rimborsato in pieno. Egli aveva ricevuto giustizia, il contratto non era stato violato. Il debitore, a sua volta, aveva ricevuto misericordia. Entrambe le leggi erano state soddisfatte. Grazie all’intervento di un mediatore, la giustizia aveva ottenuto quanto gli era dovuto ed erano stati rispettati i requisiti imposti dalla misericordia.

A meno che non ci sia un mediatore, a meno che non abbiamo un amico, tutto il peso della giustizia ricadrà senza dubbio, completamente e inesorabilmente su di noi. Di ogni nostra trasgressione, per quanto lieve o grave possa essere, dovremo pagare il prezzo intero fino all’ultimo centesimo.

Vi è un Mediatore, un Redentore che desidera e che può soddisfare le richieste della giustizia ed esercitare misericordia verso coloro che si pentono, poiché “egli offre se stesso quale sacrificio per il peccato, per rispondere ai fini della legge, per tutti coloro che hanno un cuore spezzato e uno spirito contrito; e per nessun altro è possibile rispondere ai fini della legge”.7 Tutti si troveranno un giorno dinanzi a Lui “per essere giudicati all’ultimo giorno, quello del giudizio, secondo le loro opere”8, “poiché v’è un solo Dio ed anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù”.9

Grazie a Lui la misericordia può essere completamente estesa a ognuno di noi senza offendere la legge eterna della giustizia. L’estensione della misericordia non sarà automatica. Questo avverrà entrando in alleanza con Lui alle Sue condizioni, alle Sue generose condizioni.

Per attivare la Sua misericordia dobbiamo pentirci. Tutte le nostre trasgressioni vengono addebitate sul nostro conto e un giorno, se non sarà opportunamente saldato, se non ci saremo pentiti, ognuno di noi sarà trovato mancante e sarà condannato.

Il pentimento cancella la colpa e la delusione

Tutti viviamo spiritualmente a credito. In un modo o nell’altro, il nostro conto continua a crescere. Se lo paghiamo man mano, non dovremo preoccuparci. Presto iniziamo a imparare la disciplina e a sapere che il giorno del rendiconto finale verrà. Imparate a mantenere in ordine il vostro conto spirituale, pagando a intervalli regolari piuttosto che lasciare accumulare gli interessi e le penali.

Poiché siete messi alla prova, ci si aspetta che commettiate alcuni errori. Presumo che abbiate fatto cose nella vita delle quali vi rammaricate, cose per le quali non potete nemmeno scusarvi; di conseguenza portate un peso. È venuto il momento di usare la parola colpa, che può macchiare come inchiostro indelebile e non può essere lavata via facilmente. Legata alla colpa è la delusione, il rimpianto per le benedizioni e le opportunità perdute.

Se state lottando con il senso di colpa, non siete diversi dalle persone del Libro di Mormon delle quali il profeta disse: “A causa della loro iniquità la chiesa aveva iniziato… a non credere nello spirito di profezia e nello spirito di rivelazione; e i giudizi di Dio stavan davanti ai loro occhi”.10

Spesso cerchiamo di risolvere il problema della colpa dicendoci l’un l’altro e a noi stessi che tanto non è importante. Ma in qualche modo, dentro di noi, sappiamo che non è vero e non crediamo neppure a noi stessi quando lo diciamo. Sappiamo che non è così: è importante eccome!

I profeti hanno sempre insegnato il pentimento. Alma disse: “Ecco, egli verrà per redimere coloro che saranno battezzati al pentimento, tramite la fede nel suo nome”.11

Alma disse con franchezza al suo figlio disobbediente: “Ora, il pentimento non avrebbe potuto venire agli uomini, a meno che non vi fosse una punizione, che fosse… eterna, come deve essere la vita dell’anima, fissata in opposizione al piano di felicità”.12

Vi sono due scopi fondamentali nella vita terrena. Il primo è ricevere un corpo che può, se lo vorremo, essere purificato ed esaltato e vivere per sempre. Il secondo è essere messi alla prova. Nel fare questo commetteremo sicuramente degli errori. Ma se lo vogliamo potremo imparare da essi. “Se diciamo di non aver peccato, lo facciamo bugiardo, e la sua parola non è in noi”.13

Forse vi sentite deboli nella mente e nel corpo e siete tribolati e affaticati dal peso di un qualche conto spirituale il cui credito è “scaduto”. Quando fate i conti con voi stessi, in quei momenti di quieta contemplazione (che molti di noi cercano di evitare), vi sono cose irrisolte che vi angustiano? Avete qualcosa sulla coscienza? Siete ancora in qualche misura colpevoli di qualcosa, piccola o grande che sia?

Troppo frequentemente riceviamo lettere da persone che hanno commesso errori tragici e che sono angosciate. Esse chiedono: “Potrò mai essere perdonato? Potrò mai cambiare?” La risposta è sì!

Paolo insegnò ai Corinzi: “Niuna tentazione vi ha colti, che non sia stata umana; or Iddio è fedele e non permetterà che siate tentati al dì là delle vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscirne, onde la possiate sopportare”.14

Il Vangelo ci insegna che il sollievo dal tormento e dalla colpa si può ottenere col pentimento. Salvo per quei pochi, davvero pochi, che disertano andando in perdizione dopo aver conosciuto la pienezza della verità, non c’è abitudine, vizio, ribellione, trasgressione, offesa, piccola o grande, che sia esclusa dalla promessa del completo perdono. Qualunque cosa sia accaduta nella vostra vita, il Signore ha preparato la via per il vostro ritorno se ascolterete i suggerimenti dello Spirito Santo.

Alcuni sono presi da uno stimolo impellente, una tentazione ricorrente nella mente, che forse diventerà prima un’abitudine, poi una dipendenza. Siamo inclini ad alcune trasgressioni e peccati, ed anche a razionalizzare, dicendoci che non ne abbiamo colpa perché siamo fatti così. Ci lasciamo intrappolare e da qui nascono il dolore e il tormento che solo il Salvatore può guarire. Voi avete il potere di smettere e di essere redenti.

Satana attacca la famiglia

Il presidente Marion G. Romney una volta mi disse: “Non parlare solo in modo che possano capire; parla in modo che non possano fraintendere”.

Nefi disse: “Poiché la mia anima si diletta nella semplicità; poiché in questa maniera il Signore Iddio opera fra i figlioli degli uomini. Poiché il Signore Iddio dà luce all’intelletto”.15

Perciò ascoltate bene! Vi parlerò con semplicità come uno che è chiamato per questo e ha l’obbligo di farlo.

Sapete che abbiamo un avversario. Le Scritture lo definiscono come: “Quel vecchio serpente che è il diavolo… il padre di tutte le menzogne”.16 Al principio egli fu scacciato17 e gli venne negato un corpo mortale. Ora ha giurato di distruggere “il grande piano di felicità”18 e divenire nemico di ogni giustizia. Egli concentra i suoi attacchi sulla famiglia.

Viviamo in un tempo in cui il flagello della pornografia sta spazzando il mondo intero. È difficile sfuggirgli. La pornografia prende di mira quella parte della vostra natura che vi dà il potere di procreare.

Indulgere nella pornografia porta difficoltà, divorzi, malattie e problemi di ogni sorta. Nessuno dei suoi aspetti è innocente. Collezionare, visionare o diffondere in qualunque modo materiale pornografico è come tenere un serpente a sonagli nello zainetto. Vi espone all’inevitabile equivalente spirituale del morso del serpente che inietta il suo veleno mortale. È facile capire, per come va il mondo oggi, che potete trovarvi quasi senza volerlo a esservi esposti, a leggere o guardare materiale pornografico senza rendervi conto delle terribili conseguenze. Se vi riconoscete in questa descrizione vi ammonisco di smettere. Smettete ora!

Il Libro di Mormon insegna che tutti “gli uomini sono istruiti sufficientemente per distinguere il bene dal male”.19 Questo include anche voi. Sapete ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. State molto attenti a non varcare questa linea.

Sebbene molti errori possano essere confessati in privato al Signore, vi sono alcune trasgressioni che richiedono qualcosa di più per ottenere il perdono. Se i vostri errori sono stati seri, parlatene col vescovo. Altrimenti basterà una confessione in segreto e personale. Ma ricordate che il grande mattino del perdono può non sorgere tutto in una volta. Se all’inizio inciampate, non datevi per vinti. Superare lo scoraggiamento fa parte della prova. Non rinunciate. Come ho già consigliato in passato, una volta che avete confessato e abbandonato i vostri peccati, non guardatevi indietro.

Il Signore c’è sempre. Egli è disposto a soffrire e a pagare il prezzo se voi siete disposti ad accettarLo come Redentore.

Il Salvatore ha sofferto per i nostri peccati

In quanto mortali non riusciamo a comprendere appienocome Egli abbia portato a termine il Suo sacrificio espiatorio. Ma per il momento il come non è così importante quanto il perché Egli abbia sofferto. Perché lo fece, per voi, per me, per tutta l’umanità? Lo fece per amore di Dio Padre e di tutti gli uomini. “Nessuno ha amore più grande che quello di dar la sua vita per i suoi amici”.20

Nel Getsemani, Cristo si allontanò dai Suoi Apostoli per pregare. Qualunque cosa sia avvenuta va oltre la nostra capacità di comprendere. Però sappiamo che Egli portò a termine l’Espiazione. Fu disposto a prendere su di Sé gli errori, i peccati e le colpe, i dubbi e le paure di tutto il mondo. Egli soffrì per noi affinché noi non dovessimo soffrire. Molte persone hanno subito torture e una morte terribile e atroce. Ma la Sua agonia le sorpassò tutte.

Alla mia età ho imparato cosa sia il dolore fisico, e non è divertente! Nessuno lascia questa vita senza aver imparato almeno un paio di cose sulla sofferenza. Ma il tormento personale che non riesco a sopportare è quando sono consapevole di aver fatto soffrire qualcun altro. È allora che comincio appena a capire l’agonia che il Salvatore patì nel giardino del Getsemani.

La Sua sofferenza fu diversa da ogni altra prima o dopo, perché Egli prese su di Sé tutti i castighi che siano mai stati imposti alla famiglia umana. Provate a immaginare! Non aveva alcun debito da pagare. Non aveva fatto alcun male. Ciononostante, Egli soffrì l’insieme di tutte le colpe, le angosce, le pene, i dolori e le umiliazioni, di tutti i tormenti mentali, emotivi e fisici noti all’uomo—li conobbe tutti. Soltanto Uno in tutta la storia dell’umanità è stato interamente senza peccato, atto a rispondere per i peccati e le trasgressioni di tutti gli uomini e a sopravvivere al dolore che accompagnò il pagamento di quel prezzo.

Egli sacrificò la Sua vita e disse, in sostanza: “Sono io che prendo su di me i peccati del mondo”.21 Fu crocifisso, morì. Non avrebbero potuto toglierGli la vita: Egli acconsentì a morire.

Il perdono completo è possibile

Se siete caduti o se vi siete persi per un po’, se sentite che l’avversario vi tiene prigionieri, potete spingervi innanzi con fede e non vagare più qua e là nel mondo. Vi sono persone pronte a guidarvi di nuovo alla pace e alla sicurezza. Anche la grazia di Dio verrà, come promesso nelle Scritture, “dopo aver fatto tutto ciò che possiamo fare”.22 Questa possibilità, per me, è la verità più importante da conoscere.

Vi prometto che il mattino luminoso del perdono può arrivare. Allora “la pace di Dio che sopravanza ogni intelligenza”23 tornerà di nuovo nella vostra vita, come un’alba, e voi, come Lui, “non [ricorderete] più [i vostri peccati]”.24 Come lo saprete? Lo saprete!25

Questo è ciò sono venuto a insegnare a coloro tra voi che sono in difficoltà. Egli interverrà e risolverà il problema che voi non potete risolvere, ma voi dovete pagare il prezzo. Non avverrà se non lo farete. Egli è un capo compassionevole, nel senso che pagherà sempre il prezzo intero, ma desidera che voi facciate la vostra parte, anche se è dolorosa.

Amo il Signore e il Padre che Lo ha mandato. I nostri fardelli di delusione, peccato e colpa possono essere deposti ai Suoi piedi e grazie alle Sue generose condizioni ogni voce del nostro conto potrà leggersi “saldata”.

“Eppoi venite, e discutiamo assieme, dice l’Eterno; quand’anche i vostri peccati fossero come lo scarlatto, diventeranno bianchi come la neve; quand’anche fossero rossi come la porpora, diventeranno come la lana”. Avverrà, continua Isaia, “Se siete disposti ad ubbidire”.26

Venite a Lui

Il passo delle Scritture che dice “impara la saggezza nella tua giovinezza; sì, impara nella tua giovinezza a obbedire ai comandamenti di Dio”27 è un invito accompagnato dalla promessa di pace e di protezione dall’avversario. “Nessuno sprezzi la tua giovinezza; ma sii d’esempio ai credenti, nel parlare, nella condotta, nell’amore, nella fede, nella castità”.28

Non aspettatevi che tutto andrà liscio nella vostra vita. Anche per coloro che vivono come dovrebbero talvolta sarà esattamente l’opposto. Affrontate ogni prova della vita con ottimismo e sicurezza e avrete la pace e la fede per sostenervi ora e in futuro.

Per coloro che non hanno ancora tutte le benedizioni che desiderano o sentono il bisogno di avere, credo fermamente che nessuna esperienza o opportunità essenziale per la redenzione e la salvezza sarà negata a voi che vivete fedelmente. Rimanete degni, abbiate speranza, abbiate pazienza e pregate sempre. Le cose alla fine si aggiusteranno. Il dono dello Spirito Santo vi guiderà e indirizzerà le vostre azioni.

Se state lottando con il senso di colpa, la delusione o la depressione come conseguenza di errori che avete commesso o di benedizioni che vi mancano, ascoltate gli insegnamenti rassicuranti contenuti nell’inno di chiusura “Come unto Him”29, che il coro canterà alla fine della riunione.

Assieme ai miei Fratelli, gli Apostoli, dichiaro di essere un testimone speciale del Signore Gesù Cristo. Questa testimonianza si riconferma ogni volta che sento in me stesso o in altri l’effetto purificatore del Suo santo sacrificio. La mia testimonianza, e quella dei miei Fratelli, è verace. Noi conosciamo il Signore. Egli non è un estraneo per i Suoi profeti, veggenti e rivelatori.

In chiusura, so che voi siete i giovani della Chiesa, e capisco che non siete perfetti ma che state avanzando lungo quella via. Abbiate coraggio. Sappiate che qualsiasi persona abbia un corpo ha potere su chi non lo ha.30 A Satana è stato negato un corpo; quindi, se mai vi troverete davanti alle tentazioni, sappiate che potete superarle tutte se eserciterete il libero arbitrio dato ad Adamo ed Eva nel giardino e che è stato tramandato fino a questa generazione.

Invoco su di voi la benedizione che la vostra vita sia ricca, che possiate trovare pace. E se guardate avanti con speranza e con il desiderio di fare ciò che il Signore vuole da voi, questo è tutto ciò che ci si aspetta. Nel nome di Gesù Cristo. Amen.

© 2011 by Intellectual Reserve, Inc. Tutti i diritti riservati. Testo inglese approvato: 9/11. Approvato per la traduzione: 9/11. Traduzione di Truths Most Worth Knowing. Italian. PD50036632 160

Mostra riferimenti

    Note

  1.   1.

    Henry Wadsworth Longfellow, “A Psalm of Life” (1838), in The Complete Poetical Works of Longfellow (1922), 3.

  2.   2.

    Dottrina e Alleanze 107:23.

  3.   3.

    Giovanni 14:7.

  4.   4.

    Moroni 10:5.

  5.   5.

    Vedere Boyd K. Packer, “Il Mediatore”, La Stella, ottobre 1977, 57–60; vedere anche “Il Mediatore Gesù Cristo”, Liahona, aprile 2011, 56–58.

  6.   6.

    Vedere Alma 42:25.

  7.   7.

    2 Nefi 2:7.

  8.   8.

    Alma 33:22.

  9.   9.

    1 Timoteo 2:5.

  10.   10.

    Helaman 4:23.

  11.   11.

    Alma 9:27.

  12.   12.

    Alma 42:16.

  13.   13.

    1 Giovanni 1:10.

  14.   14.

    1 Corinzi 10:13.

  15.   15.

    2 Nefi 31:3.

  16.   16.

    2 Nefi 2:18.

  17.   17.

    Vedere Dottrina e Alleanze 29:36–38.

  18.   18.

    Alma 42:8.

  19.   19.

    2 Nefi 2:5.

  20.   20.

    Giovanni 15:13.

  21.   21.

    Mosia 26:23.

  22.   22.

    2 Nefi 25:23.

  23.   23.

    Filippesi 4:7.

  24.   24.

    Geremia 31:34.

  25.   25.

    Vedere Mosia 4:1–3.

  26.   26.

    Isaia 1:18–19.

  27.   27.

    Alma 37:35.

  28.   28.

    1 Timoteo 4:12.

  29.   29.

    Vedere Hymns, numero 114.

  30.   30.

    Vedere Insegnamenti dei presidenti della Chiesa: Joseph Smith (2007), 217.