Accordare i nostri cuori alla voce dello Spirito

Riunione del Sistema educativo della Chiesa per i Giovani Adulti • 2 marzo 2014 • Brigham Young University–Idaho


 

È un onore per me essere con voi a questa riunione. Ho pregato che il Signore vi benedisse facendovi ascoltare qualcosa che vi aiutasse ad accrescere la vostra capacità di riconoscere la voce dello Spirito. Grazie alla bellissima musica che abbiamo ascoltato potreste avere già ricevuto un messaggio che avete sentito diretto solo a voi.

Circa quarantuno anni fa partecipai con riluttanza a una riunione per i Giovani Adulti alla Piazza del Tempio. La forte tempesta di neve che si era abbattuta su di noi il pomeriggio della riunione aveva messo alla prova la mia fede, ma dato che mi era stato chiesto di partecipare, andai per portare a termine la mia responsabilità. Nel corso degli anni ho imparato che quanto detto dal presidente Eyring è vero: “Non [si può] dare una crosta di pane […] senza [ricevere] in cambio un’intera pagnotta”1. Il mio meraviglioso marito è la “pagnotta” che ho ricevuto per la mia “crosta” di partecipazione! L’ho conosciuto a quella riunione. Cantava nel coro e, alla fine della riunione, venne da me con coraggio e si presentò. Sono molto grata perché quella sera ho sentito il dovere di partecipare e perché il nostro misericordioso Padre Celeste ha accettato il mio recalcitrante sforzo di andare dove avrei dovuto.

Sono grata perché alcuni nostri nipoti e la nostra nipote maggiore stasera sono qui con noi. McKaela suona la viola. Ha cominciato a studiare violino a tre anni e ora, all’età di 16 anni, è una musicista di grande talento. Posso affermarlo perché sono sua nonna, e le nonne non mentono! È stato molto edificante vederla progredire passo dopo passo, imparare a usare il suo strumento per benedire non solo la propria vita, ma anche la vita di molte altre persone. Ha appreso l’arte di accordare il proprio strumento; l’importanza del diligente esercizio quotidiano e la gioia di suonarlo fondendolo con altri strumenti.

Qualche anno fa, mentre svolgevo una missione insieme a mio marito, ho imparato a scrivere e a pronunciare i simboli dell’alfabeto coreano. Ho imparato dei semplici saluti, un paio di espressioni, qualche vocabolo ecclesiastico e riuscivo a distinguere il coreano da altre lingue. Ho memorizzato in coreano alcuni degli inni e delle canzoni della Primaria che preferisco, ma avevo grossi limiti nel parlare o nel comprendere gran parte di quella bellissima lingua.

Perché vi sto portando questi esempi apparentemente non collegati tra loro? Perché vorrei parlare di come imparare la lingua dello Spirito — il modo in cui Egli ci parla e il modo in cui possiamo accrescere la capacità di ascoltare la Sua voce. Proprio come per uno strumento o per una lingua, anche imparare la lingua dello Spirito è un processo, un processo il cui apprendimento è vitale per ognuno di noi, sia che siamo battezzati da poco sia che siamo membri della Chiesa da molti anni.

Nel Libro di Mormon, il Salvatore insegnò che i Lamaniti “furono battezzati con il fuoco e con lo Spirito Santo, e non lo seppero”2. È mio profondo desiderio che aumentiamo la nostra capacità di ascoltare e comprendere i suggerimenti dello Spirito e che agiamo in base ai suggerimenti che riceviamo dallo Spirito Santo. Per farlo, dobbiamo prima imparare a riconoscere la Sua voce.

Dedichiamo qualche minuto a valutare la nostra esperienza. Dato che la platea è molto grande e che ci stanno guardando i giovani adulti di tutto il mondo, vorrei invitarvi a fare una cosa. Senza scendere in dettagli troppo personali, potreste condividere su Twitter la vostra esperienza riguardo alle domande che sto per fare? Quando avrete tempo, twittate le vostre risposte a #cesdevo.

Ecco la domanda alla quale dovete rispondere: come possiamo sapere se abbiamo sentito la voce dello Spirito?

Mentre meditiamo su questa domanda, potremmo anche porcene qualche altra:

• Ho provato sentimenti di amore, gioia, pace, pazienza, mansuetudine, gentilezza, fede, speranza e conforto?

• Mi sono venute in mente delle idee, oppure ho provato nel cuore dei sentimenti, che so che provengono dal Signore e non da me?

• Mi sono trovato a pronunciare principi di verità che non avevo pianificato di dire?

• Ho provato una crescita dei miei talenti e delle mie capacità?

• Ho sentito di essere guidato e protetto dall’inganno?

• Ho riconosciuto il peccato presente nella mia vita e ho avuto il desiderio di correggerlo?

• Ho sentito lo Spirito glorificare e portare testimonianza di Dio Padre e di Gesù Cristo?3

Se avete risposto “sì” a una di esse, prima o poi nel corso della vostra vita avete sentito lo Spirito del Signore. Ma la domanda più importante è: “Potete sentirvi così ora?”4

Il consiglio del profeta Mormon riguardo al seguire la luce di Cristo può aiutarci a sapere come ricevere lo Spirito Santo. Mormon disse:

“Poiché ecco, lo Spirito di Cristo è dato a ogni uomo, affinché possa distinguere il bene dal male; vi mostro pertanto la maniera per giudicare; poiché ogni cosa che invita a fare il bene, e a persuadere a credere in Cristo, è mandata mediante il potere e il dono di Cristo; pertanto potete sapere, con conoscenza perfetta, che è da Dio.

Ma ogni cosa che persuade gli uomini a fare il male, a non credere in Cristo, a rinnegarlo e a non servire Dio, potete allora sapere con conoscenza perfetta che è dal diavolo; poiché in questa maniera opera il diavolo, poiché egli non persuade nessun uomo a fare il bene, no, nessuno; e neppure i suoi angeli, né coloro che gli si assoggettano”5.

Il presidente Gordon B. Hinckley osservò: “Questa è essenzialmente la prova. Persuade una persona a fare il bene, progredire, essere coraggiosa, fare la cosa giusta, essere gentile e generosa? Allora viene dallo Spirito di Dio”6.

Perché sembra così difficile discernere i sussurri dello Spirito? Forse un motivo è che lo Spirito parla sia alla nostra mente che al nostro cuore. Qualche volta, mentre impariamo la lingua dello Spirito, confondiamo i nostri pensieri e le nostre emozioni con i suggerimenti dello Spirito. Un altro motivo è che quello del discernimento è un dono dello Spirito. Proprio come per imparare una lingua, così anche la capacità di comprendere i sussurri dello Spirito è più facile per alcune persone piuttosto che per altre. Più spesso, studiare uno strumento o una lingua richiede un grandissimo impegno, che include esercitarsi e qualche volta sbagliare. È la stessa cosa per il processo che porta ad imparare la lingua dello Spirito.

Vi aiuterebbe sapere che la rivelazione personale è un processo che si sviluppa linea su linea e precetto su precetto, che perfino i profeti, i veggenti e i rivelatori devono imparare a comprendere? Stiamo per vedere un esempio tratto dalla vita dell’anziano Jeffrey R. Holland:

“Ci sono volte in cui l’unico modo per andare da A a C è passando per B.

Sono cresciuto nel sud dello Utah e ho goduto di tutte le meraviglie e di tutta la bellezza di quella zona e del nord dell’Arizona. Volevo farle conoscere a mio figlio e volevo mostrargli i luoghi che avevo visto e amato quando avevo la sua età. Perciò sua madre ci preparò un piccolo pranzo al sacco e noi prendemmo il furgone del nonno diretti a sud, verso quella che chiamiamo la vecchia Arizona Strip.

Notando che il sole stava tramontando decidemmo che era meglio tornare, ma giungemmo ad un particolare incrocio, l’unico che fino a quel punto era del tutto irriconoscibile. Chiesi a mio figlio di pregare per sapere quale strada prendere ed egli sentì chiaramente che saremmo dovuti andare a destra, e lo sentii anche io. Così andammo a destra, ma era un vicolo cieco. Proseguimmo per altri quattrocento-cinquecento metri, ma era un assoluto vicolo cieco, era senza dubbio la strada sbagliata.

Facemmo inversione, tornammo indietro e prendemmo l’altra strada. La strada a sinistra era chiaramente quella giusta.

Ad un certo punto, Matt chiese: ‘Papà, perché, dopo averci pregato su, abbiamo sentito che la strada a destra era quella giusta, quella da prendere, ma non era così?’ Io risposi: ‘Credo che il desiderio del Signore e la risposta alla nostra preghiera fosse portarci sulla strada giusta il più velocemente possibile, con la rassicurazione, con la comprensione che eravamo sulla strada giusta e che non avremmo dovuto preoccuparci. E, in questo caso, il modo più semplice per farlo era di lasciarci percorrere la strada sbagliata per quattrocento o cinquecento metri e farci sapere senza alcun dubbio che era sbagliata, e quindi farci sapere con uguale certezza, con uguale convinzione che l’altra era la strada giusta’.

Ho l’assoluta conoscenza, la conoscenza perfetta, che Dio ci ama. Egli è buono. Egli è nostro Padre e si aspetta che noi preghiamo e ci fidiamo e che crediamo senza arrenderci, senza entrare nel panico, senza tirarci indietro e senza abbandonare la nave quando qualcosa non sembra andare nel modo giusto. Restiamo dove siamo, continuiamo a lavorare, continuiamo a credere, continuiamo ad avere fiducia mentre seguiamo lo stesso sentiero e vivremo per cadere tra le Sue braccia e sentire il suo abbraccio e ascoltarLo dire: ‘Te l’avevo detto che sarebbe andato tutto bene, te l’avevo detto che sarebbe andato tutto a posto’”7.

Mentre mi preparavo a parlare questa sera, ho vissuto un’esperienza simile a quella dell’anziano Holland. Avevo intrapreso una strada, facendo ricerche e scrivendo i miei pensieri su un argomento da trattare, ma mi sentivo turbata al riguardo. Avevo la sensazione che c’era qualcos’altro di cui avrei dovuto parlarvi. È stato allora che ho ricordato un’esperienza vissuta circa due anni fa. Quando fui chiamata a servire come presidentessa generale della Società di Soccorso, passai diverse notti insonni. Durante una di queste notti molti pensieri inondarono la mia mente e mi oppressero il cuore. Li annotai e li misi da parte, non ricordandoli più fino a qualche settimana fa, quando quei sentimenti di disagio riguardo al primo argomento cominciarono a disturbarmi. Il Padre Celeste mi aveva lasciato percorrere l’altra strada per un po’, ma poi mi ha riportato su questa grazie a un sentimento gentile nel mio cuore e con un ricordo, risvegliato nella mia mente grazie al dono dello Spirito Santo.

Cosa possiamo fare per accordarci meglio alla voce dello Spirito? Possiamo cominciare riconoscendo che il nostro Padre in cielo vuole comunicare con noi. Lo sappiamo perché tutti i profeti degli ultimi giorni ci hanno insegnato la dottrina della rivelazione personale. Pensate alle molte altre benedizioni che il Signore ci ha donato per poter comunicare con Lui e ricevere le Sue parole: le Scritture, la benedizione patriarcale, la preghiera, le ordinanze, i dirigenti e i genitori ispirati, e il dono dello Spirito Santo.

Da dove cominciamo nel nostro impegno ad avvicinarci a Dio e ad ascoltare la Sua voce? Cominciamo dai fondamenti. Facciamo quelle piccole e semplici cose che dimostrano che Egli è al primo posto nella nostra vita e che vogliamo ricevere rivelazioni da Lui. Quando ho visitato l’Africa occidentale, ho imparato una frase che amo e che sembra applicabile al processo della rivelazione personale: “Piano piano, poco a poco”. Quali sono alcune di queste cose che possiamo fare “piano piano, poco a poco”?

Numero 1: Pregare umilmente e con sincerità.

Nel corso degli anni, guardare i miei figli e i miei nipoti esercitare la fede invocando l’aiuto del Signore in umile e sincera preghiera ha toccato il mio cuore di madre. Questo è illustrato da un dolce ricordo di famiglia.

Mio figlio è il primogenito. Ha cinque sorelle e nessun fratello. Poco prima della nascita della terza figlia, mio marito gli promise un cane se il nascituro fosse stato un’altra bambina. Quando nostra figlia nacque, mio marito mantenne la promessa. Il cane divenne il migliore amico di nostro figlio. Egli amava quel cane. Ma un giorno si smarrì. Lo cercammo molto, ma non lo trovammo. Chiamammo la Protezione animali. Non ci diede molte speranze, perché vivevamo abbastanza vicino all’autostrada. L’agente della Protezione animali pensava che era passato abbastanza tempo, per cui c’era una concreta possibilità che il cane avesse raggiunto l’autostrada e fosse stato colpito da una macchina.

Quando gli dicemmo ciò che avevamo sentito, facemmo del nostro meglio per consolare nostro figlio, ma egli era distrutto. Ricordo di averlo invitato a pregare il Padre Celeste per ottenere conforto. Il nostro dolce bambino mi guardò negli occhi e mi disse: “Sto pregando tanto, mamma”.

Passarono un paio di giorni. Poi una mattina presto bussarono alla porta. Una delle nostre figlie aprì la porta e venne di corsa a chiamarmi. Mi preoccupai quando notai una macchina della Protezione animali parcheggiata nel nostro vialetto. L’uomo alla porta mi guardò e disse: “Signora Burton, credo che nella mia macchina ci sia qualcosa che appartiene a suo figlio”.

Mi sentii sprofondare. Ricordo di essermi preoccupata che egli avesse raccolto il nostro cane e che potesse essere morto o gravemente ferito. Con mia grande gioia, il nostro cane era nel retro della macchina — vivo, sano e pronto a saltare fuori tra le braccia del nostro bambino.

Chiesi all’agente della Protezione animali dove l’avesse trovato. Egli disse: “Questa mattina, mentre uscivo di casa, è successa una cosa stranissima. Lì, proprio davanti casa mia, c’era un cane che combaciava perfettamente con la descrizione che mi avevate fatto per telefono. Quando l’ho chiamato per nome mi ha risposto. Così ho pensato di riportarla a casa e di calmare il vostro bambino prima che uscisse per andare a scuola”.

So che il Signore risponde alle sincere e dolci preghiere simili a quelle dei bambini. Il Padre Celeste vuole che i bambini imparino presto nella vita che Egli esiste, in modo che, diventando adulti, essi possano continuare ad avere fiducia in Lui. Dato che normalmente i bambini sono colmi di umiltà, essi si qualificano per ricevere la promessa del Padre Celeste riportata in Dottrina e Alleanze: “Sii umile, e il Signore Iddio ti condurrà per mano e darà risposta alle tue preghiere”8.

Mentre condivido con voi queste domande che il presidente Spencer W. Kimball ha posto a un gruppo simile a questo, riflettete sulla vostra umiltà e sulla sincerità delle vostre preghiere. “Volete guida? Avete pregato per ricevere il dono dell’ispirazione? Volete fare ciò che è giusto, oppure, volete fare ciò che volete, che sia giusto o sbagliato? Volete fare ciò che è meglio nel tempo, oppure ciò che sembra più desiderabile per il momento? Avete pregato? Quanto avete pregato? Come avete pregato? Avete pregato come fece il Salvatore […] oppure avete chiesto ciò che voi volete, che sia giusto o no?”

Il presidente Kimball proseguì: “Dite nelle vostre preghiere: ‘Sia fatta la Tua volontà’? Avete detto: “Padre Celeste, se mi ispirerai e mi farai capire ciò che è giusto, io farò ciò che è giusto”? […] Avete pregato: ‘Padre Celeste, Padre Celeste, Ti voglio bene, credo in Te, so che Tu sai ogni cosa. Sono onesto. Desidero sinceramente fare ciò che è giusto. So che Tu puoi vedere la fine sin dal principio. Tu puoi vedere il futuro. Tu puoi discernere se questa situazione che ti sto presentando mi porterà pace o inquietudine, felicità o dolore, successo o fallimento. Dimmi per favore, amato Padre Celeste, e io ti prometto che farò ciò che mi dirai di fare’. Avete pregato in questo modo? Non pensate che ciò sia più saggio? Avete abbastanza coraggio per fare quella preghiera?”9.

Un modo per pregare con sincerità è imparare a formulare domande sincere e sentite, e a sottoporle al Signore con umiltà. Riflettete sulle domande di Joseph Smith: “Cosa devo fare? Quale di tutti questi gruppi ha ragione? O hanno tutti torto? E se uno di essi ha ragione, qual è, e come posso saperlo?”10. Egli si rivolse saggiamente alle Scritture, una fonte di verità divina, che lo stimolarono a “serie riflessioni” e “alla determinazione di ‘chiedere a Dio’”,11 credendo che la sua preghiera avrebbe ricevuto risposta.

Pregare sinceramente significa che intendiamo agire in accordo con le risposte che riceviamo. Riguardo alla sua fervente preghiera nel Bosco Sacro, Joseph Smith disse: “Il mio scopo, nell’andare a chiedere al Signore, era di sapere quale di tutte le sette fosse quella giusta, per poter sapere a quale unirmi”12. È palese che Joseph Smith avesse l’intento di agire in accordo a qualsiasi cosa il Signore avrebbe scelto di rivelargli. Ma prima anche solo di porre questa semplice domanda, egli ricevette molto più di quanto avesse mai sperato. Gli fu dato lo straordinario privilegio di vedere il nostro Padre in cielo e il Suo Figlio Diletto, Gesù Cristo! Io gioisco di questa gloriosa risposta al desiderio di conoscenza semplice ma sincero del giovane profeta Joseph Smith.

Numero 2: Agire con prontezza in base alle impressioni spirituali.

Un grave episodio della vita del nostro amato profeta, il presidente Thomas S. Monson, illustra l’importanza vitale di rispondere con prontezza alle impressioni dello Spirito.

[Narratore:] Mentre il vescovo Monson cresceva nella sua chiamata, imparava molte lezioni, tra cui l’importanza di seguire lo Spirito e aver fiducia nel Signore.

“Una sera, durante una riunione per i dirigenti del palo, sentì l’impressione di dover lasciare immediatamente la riunione per andare all’ospedale dei veterani di guerra nella parte alta di Salt Lake City. Quella sera, prima di uscire di casa, aveva ricevuto una telefonata che lo informava che uno dei membri più anziani del suo rione era ammalato ed era stato ricoverato in ospedale. Chi aveva telefonato chiedeva se il vescovo potesse trovare un momento per andare in ospedale e dargli una benedizione. Il giovane vescovo aveva spiegato che stava proprio uscendo per andare a una riunione, ma sarebbe andato in ospedale in seguito. Ora questo sentimento era più forte che mai: ‘Lascia la riunione e vai subito in ospedale’.

Il vescovo Monson guardò verso il pulpito. Stava parlando il presidente di palo! Non vedeva come potesse alzarsi nel mezzo del suo discorso e attraversare un’intera fila di uomini. Attese impaziente la fine del messaggio del presidente del palo, poi si precipitò verso l’uscita prima che venisse annunciata la preghiera di chiusura. Correndo lungo il corridoio del quarto piano dell’ospedale, il giovane vescovo vide un gran via vai fuori dalla stanza dove era diretto.

Un’infermiera lo fermò e gli chiese: ‘Lei è il vescovo Monson?’

‘Sì’, rispose.

Ella disse: ‘Mi dispiace. Proprio prima di morire il paziente ripeteva il suo nome’.

Cercando di trattenere le lacrime, il vescovo Monson si inoltrò nelle ombre della notte. In quel momento promise che non avrebbe mai più esitato ad agire in base ai suggerimenti del Signore. Avrebbe immediatamente seguito le impressioni dello Spirito ovunque lo avessero condotto”.

[Anziano Jeffrey R. Holland:] Non si può capire il presidente Thomas S. Monson senza comprendere la frequenza e il susseguirsi nella sua vita di tali suggerimenti spirituali e la sua assoluta lealtà nel seguirli”13.

Numero 3: Scrutare le Scritture ogni giorno.

L’anziano Robert D. Hales ha insegnato: “Quando vogliamo parlare a Dio, preghiamo. Quando vogliamo che Egli ci parli, scrutiamo le sacre Scritture; poiché le Sue parole sono espresse tramite i Suoi profeti”14.

Quando avevo vent’anni, stavo lottando con una difficile decisione e non riuscivo ad ottenere una risposta alle mie preghiere sincere. Una notte, mio padre tornò a casa tardi da una riunione in Chiesa e notò che la luce nella mia camera da letto era accesa. Percependo la mia lotta interiore, si sedette sul bordo del mio letto e mi chiese se poteva aiutarmi. Gli aprii il mio cuore. Egli mi suggerì di rivolgermi alle Scritture perché mi aiutassero a dare una direzione alla mia decisione, e mi indicò dei versetti specifici sui quali avrei potuto meditare e pregare. Seguii il suo consiglio ispirato e scrutai le Scritture. Dopo qualche tempo e uno sforzo continuo e sincero, fui benedetta da una risposta inequivocabile alla mia preghiera. Dopo aver posto il Signore davanti ai miei ragionamenti migliori e alla decisione che avevo preso, chiesi con sincerità una conferma a tale decisione e provai nel profondo del mio cuore una rassicurazione calma e pacifica.

Nelle Scritture apprendiamo che i retti figli di Helaman, Lehi e Nefi, avevano “giornalmente molte rivelazioni”15. Quando ci nutriamo delle parole di Cristo nelle Scritture ogni giorno e meditiamo su ciò che leggiamo, anche noi possiamo ottenere rivelazioni giornalmente tramite il dono dello Spirito Santo, soprattutto se annotiamo con attenzione i pensieri e i sentimenti che riceviamo.

Numero 4: Vivere la legge del digiuno.

Per poter accrescere la nostra capacità di ascoltare la voce dello Spirito, faremmo tutti bene a digiunare per ventiquattro ore ogni domenica di digiuno e a versare un’ offerta di digiuno libera per aiutare coloro che sono nel bisogno. Il presidente Harold B. Lee consigliò: “Il Signore disse a Isaia che tutti coloro che digiunano e dividono il pane con chi ha fame potranno chiamare il Signore, ed Egli risponderà; grideranno, ed Egli dirà: ‘Eccomi’ [Vedere Isaia 58:6–9]. Questo è un modo per parlare con il Signore. Provate a farlo quest’anno. Vivete la legge del digiuno in maniera perfetta”16.

Nel libro di Alma leggiamo che i figli di Mosia “si erano dedicati a lungo alla preghiera e al digiuno; avevano dunque lo spirito di profezia e lo spirito di rivelazione, e quando insegnavano, insegnavano con il potere e l’autorità di Dio”17. “Si erano dedicati” è una frase sulla quale dovremmo meditare quando valutiamo l’impegno che mettiamo nel digiunare veramente.

Numero 5: Essere degni e rendere il culto nel tempio.

Secondo il presidente George Albert Smith, “ognuno di noi ha diritto all’ispirazione del Signore in proporzione al modo in cui conduce una vita retta”18. Notate che egli non disse che per ricevere ispirazione dobbiamo essere perfetti, ma che dobbiamo dedicare tutto il nostro impegno a vivere in maniera degna.

Ricordate l’esempio negativo del popolo di re Limhi contenuto nel Libro di Mormon e imparate da esso: “Il Signore era lento a udire il loro grido a causa delle loro iniquità”19.

La dignità sembra essere un piccolo prezzo da pagare per poter aprire le cateratte del cielo. Quando teniamo fede alle nostre alleanze e prendiamo il sacramento degnamente, ci viene promesso che avremo lo Spirito sempre con noi.20 Ma questo succede dopo che stringiamo e manteniamo l’alleanza che noi ci ricorderemo sempre del Salvatore! Inoltre, concentrarci sul tempio, vivere degnamente per potervi accedere e recarsi al tempio il più frequentemente possibile, ci consente di crescere nel Signore e di ricevere “una pienezza dello Spirito Santo”.21

Numero 6: “Non scherzare con le cose sacre”. 22

Riconosciamo che la rivelazione che il Signore ci dà è una responsabilità sacra. L’anziano Richard G. Scott ha insegnato che “l’attenta registrazione dell’ispirazione mostra a Dio che per noi le Sue comunicazioni sono sacre. […] Queste registrazioni […] dovrebbero essere protette contro la perdita o l’intrusione da parte di terzi”23.

Una seconda testimonianza a questo insegnamento deriva dall’esperienza del presidente Harold B. Lee, il quale disse: “A volte, nel cuore della notte mi sveglio e non riesco più a dormire fino a quando non mi alzo e scrivo su un foglio tutte le cose con le quali sto lottando. Ma richiede molto coraggio agire quando si ricevono indicazioni in risposta alle nostre preghiere”.24

Numero 7: Essere pazienti e andare avanti con fede.

Quando eravamo fidanzati e stavamo per sposarci, mio marito e io facevamo dei lunghi discorsi sul nostro futuro insieme. Che cosa avremmo fatto riguardo la scuola? Quando avremmo dovuto avere figli? Quale carriera ci avrebbe portato a provvedere alle necessità della nostra famiglia permettendoci anche di servire nella Chiesa? Dato che credevamo nel consiglio dato da un profeta vivente che aveva insegnato che avremmo potuto avere figli mentre stavamo ancora studiando e lavorando allo stesso tempo, procedemmo con fede.

Non è stato facile. Mio marito finì con il fare tre lavori part-time mentre frequentava l’università per permettere a me di cominciare la mia nuova carriera di madre ed educatrice. Questo era in diretta opposizione con la logica del mondo, perfino a quell’epoca. Oggi, guardando indietro, vediamo come quei passi di fede abbiano portato a benedizioni eterne, benedizioni alle quali avremmo dovuto rinunciare se non avessimo prestato ascolto alla voce dello Spirito tramite un profeta eletto dal Signore.

Per chiarire ulteriormente, riflettete su questa esperienza dell’anziano Robert D. Hales. Egli fu incaricato di accompagnare il presidente Ezra Taft Benson a una conferenza di palo in cui doveva essere chiamato un nuovo presidente di palo. Egli racconta quanto segue: “Dopo aver pregato, intervistato, studiato e pregato di nuovo, l’anziano Benson mi chiese se sapevo chi sarebbe stato il nuovo presidente di palo. Gli risposi che non avevo ancora ricevuto l’ispirazione. Mi guardò a lungo e aggiunse che neppure lui l’aveva ricevuta. Fummo tuttavia ispirati a chiedere a tre degni detentori del sacerdozio di parlare alla sessione del sabato sera della conferenza. Attimi dopo che il terzo oratore iniziò a parlare, lo Spirito mi suggerì che egli sarebbe stato il nuovo presidente di palo. Guardai il presidente Benson e vidi che le lacrime gli solcavano il volto. La rivelazione era stata data ad entrambi, ma solo [perché avevamo continuato] a cercare la volontà del nostro Padre Celeste mentre andavamo avanti con fede”25.

Numero 8: Lasciare che sia il Signore a stabilire i dettagli di ciò che Egli sceglie di rivelare e quando farlo.

Per analizzare questo punto è appropriato citare le osservazioni dell’autrice Corrie ten Boom: “Ogni esperienza che Dio ci dà, ogni persona che Egli mette nella nostra vita, è la preparazione perfetta per un futuro che solo Lui può vedere”26.

Forse alcuni di voi hanno avuto un’esperienza simile a quella avuta dai nostri sei figli mentre erano alla ricerca dei loro degni compagni eterni. Dato che con il senno di poi è tutto più chiaro, adesso ognuno di loro può vedere come ha avuto bisogno di vivere determinate esperienze per poter riconoscere la mano del Signore che li guidava verso i propri compagni eterni. Alcune di queste esperienze richiedono anni di paziente attesa e perseveranza nella fede. A volte, quando pregavano, i cieli sembravano loro chiusi. Quando i tempi del Signore sono in contrasto con i nostri desideri, abbiate fede che, prima di rispondere alle nostre preghiere, Egli vuole che viviamo delle esperienze che ci prepareranno.

L’anziano Dallin H. Oaks insegnò:

“Dobbiamo renderci conto che il Signore ci parlerà tramite lo Spirito nel tempo e nel modo da Lui stabiliti. Molte persone non capiscono questo principio. Pensano che quando sono pronte e quando conviene loro possono rivolgersi al Signore, e ritengono che Egli risponderà immediatamente, addirittura nella maniera precisa che essi hanno richiesto. La rivelazione non avviene in questo modo.

[…] Noi non abbiamo la capacità d’imporre ciò che è spirituale”27.

Mia madre ha perso la vista circa quindici anni fa. Ella ha lottato per mesi a motivo di questa difficile prova. Mentre pregava ferventemente per comprendere, ha trovato conforto in una semplice poesia che è diventata una delle sue preferite. Recentemente è stata citata dal presidente Monson.

Non so con quali miracolosi mezzi lo faccia,
ma so che Dio esaudisce le preghiere.
So che Egli ha dato la Sua parola,
che mi dice che la preghiera è sempre ascoltata
e prima o poi riceverò una risposta.
Così io prego e attendo con calma;
non so se la benedizione richiesta
si realizzerà nel modo che desidero;
ma nella mia preghiera mi affido solo a Lui,
che è molto più saggio di me,
sicuro che Egli esaudirà la mia richiesta,
o mi darà una risposta ancora migliore”28.

Come molti di noi, mia madre sta ancora cercando di riporre la sua fiducia nella volontà e nei tempi del Signore. Mentre lo facciamo, dovremmo ricordare l’insegnamento dell’anziano Richard G. Scott: “Che cosa fate quando vi siete preparati attentamente, avete pregato ferventemente, atteso la risposta per un periodo ragionevole e ancora non sentite una risposta? Potete voler esprimere gratitudine quando questo accade, poiché dimostra la […] fiducia [del Padre Celeste]. Quando vivete degnamente e la vostra scelta è in accordo con gli insegnamenti del Salvatore, e voi avete bisogno di agire, procedete con fiducia. Se starete attenti ai suggerimenti dello Spirito, al momento opportuno avverrà una delle due cose: o arriverà lo stupore di pensiero, che indica una scelta sbagliata, o sentirete la pace e il petto che arde a conferma che la vostra scelta era corretta. Quando vivete rettamente e agite con fiducia, Dio non vi farà procedere troppo senza farvi avere l’impressione che vi avverte che avete preso la decisione sbagliata”29.

Spesso questa voce di avvertimento dello Spirito giunge attraverso la voce dei servi eletti dal Signore, il che ci porta al punto successivo.

Numero 9: Dare ascolto agli avvertimenti profetici.

Valutate attentamente qualche avvertimento profetico dati ai nostri giorni. Il primo è del presidente Boyd K. Packer:

“Ed ora una parola di ammonimento. Un certo genere di musica è distruttivo. […] Il ritmo, il volume e il genere di vita di coloro che la eseguono ripugnano lo Spirito. È molto più pericolosa di quanto possiate supporre, poiché può soffocare i vostri sensi spirituali”.

Un altro avvertimento:

“Possono esservi rivelazioni contraffatte, suggerimenti del diavolo, tentazioni!

[…] Se riceveste un suggerimento che vi spinge a fare una cosa che vi fa sentire a disagio, una cosa che nella vostra mente sapete essere sbagliata e contraria ai principi della rettitudine, non accettatelo!”

Ed eccone un altro: “Se una persona si lascia dominare dall’impulso a criticare e alloggia nell’animo pensieri negativi, lo Spirito si ritira”30.

E il nostro caro profeta, il presidente Monson, ha levato una voce di ammonimento quando ha detto: “State in guardia contro tutto ciò che potrebbe derubarvi delle benedizioni eterne”31.

Perché dobbiamo accordare i nostri cuori alla voce dello Spirito? Quali sono le benedizioni che giungeranno se lo faremo?

Sono tornata da poco dalle Filippine, dove ho visto le conseguenze del tifone Haiyan. Ho ascoltato le esperienze dei nostri cari fratelli e delle nostre care sorelle nelle Filippine i quali attestavano di essere stati guidati dallo Spirito nel momento del bisogno in modo che potessero sapere cosa fare e dove andare. Li ho ascoltati raccontare di come hanno perseverato nella fede in occasioni in cui il sentiero da seguire non era chiaro. Ho ascoltato storie di giovani missionari, sia anziani che sorelle, che hanno seguito i suggerimenti che li hanno guidati alla sicurezza fisica mentre intorno a loro il mondo cadeva a pezzi. Quanto sono grata per “il dono ineffabile dello Spirito Santo”32, che ammonisce, dirige, conforta e guida coloro che cercano di vivere in maniera degna.

Di tutti i doni che Egli avrebbe potuto scegliere di concedere a noi, Suoi figli e Sue figlie, quando usciamo dalle acque del battesimo, il nostro Padre Celeste ha scelto di darci il dono dello Spirito Santo.

“Lo Spirito Santo opera in perfetta unità con il Padre Celeste e Gesù Cristo.

[…] Egli “testimonia del Padre e del Figlio”(2 Nefi 31:18), rivela e insegna “la verità di ogni cosa”(Moroni 10:5). Si può ricevere una testimonianza sicura del Padre Celeste e di Gesù Cristo solo tramite il potere dello Spirito Santo. La Sua comunicazione con il nostro spirito porta molta più certezza di qualsiasi altra comunicazione che si può ricevere attraverso i sensi naturali”33.

Fratelli e sorelle, come ben sapete, l’edificio grande e spazioso colmo di coloro che sbeffeggiano, ridicolizzano e puntano il dito a scherno è ovunque intorno a noi. La voce del mondo è rumorosa, incessante, persuasiva e insistente. A meno che non impariamo ad accordare il nostro cuore alla voce dello Spirito e ad affinare la nostra capacità di cercaree ricevere la rivelazione personale e agire in base ad essa, le nostre fondamenta sono a dir poco instabili. Abbiamo bisogno che la voce dello Spirito ci conduca lontano da tutto ciò che è ripugnante, sciocco, volgare, violento, egoista e che induce al peccato. Abbiamo bisogno che lo Spirito Santo non solo ci guidi a tutto ciò che è virtuoso, amabile, di buona reputazione e degno di lode,34 ma che ci aiuti a coltivare il desiderio di tali cose, per poter resistere alle attrazioni del mondo.

Una delle migliori benedizioni che possiamo ricevere quando impariamo ad ascoltare la voce dello Spirito è l’abilità di vedere noi stessi come siamo visti dal nostro Padre in cielo e, “piano piano, poco a poco”, dare il meglio di noi.

Meditate su questa bella citazione di un apostolo dei nostri giorni: “Il dono dello Spirito Santo […] accresce tutte le nostre facoltà intellettuali, aumenta, amplia, espande e purifica tutte le passioni e le tendenze naturali e le adatta, grazie al dono della saggezza, al loro corretto uso. Esso ispira, sviluppa, coltiva e matura tutte le simpatie più sottili, le gioie, i gusti, i sentimenti affini e gli affetti della nostra natura. Ispira virtù, gentilezza, bontà, tenerezza, solidarietà e carità. Sviluppa la bellezza, la forma e l’aspetto di una persona. Porta alla salute, al vigore, alla vitalità e ai sentimenti di collaborazione. Rinvigorisce tutte le facoltà dell’uomo fisico e intellettuale. Rafforza e rinvigorisce i nervi e dà loro tono. In breve è, per così dire, midollo per le ossa, gioia per il cuore, luce per gli occhi, musica per gli orecchi e vita per tutto l’essere”35.

Lo Spirito Santo può fare per noi fisicamente, spiritualmente, emotivamente, mentalmente e intellettualmente ciò che nessun rimedio umano può sperare di imitare.

Non siete d’accordo che per essere degni di tali benedizioni valga la pena fare tutto ciò che è necessario, anche se dovesse richiedere un grosso sacrificio? È la “pagnotta” che riceviamo in cambio della nostra “crosta” di impegno. Invito tutti noi a iniziare oggi ad affinare la nostra capacità di accordare il nostro cuore alla voce dello Spirito Santo.

Non è una coincidenza che il Signore abbia suscitato il profeta Thomas S. Monson come Suo profeta vivente per guidarci in questi ultimi giorni. Il presidente Monson ha imparato molto bene ad ascoltare e a rispondere ai suggerimenti dello Spirito. Faremmo bene a seguire il suo esempio!

Attesto che egli è il portavoce del Signore per i nostri giorni. Attesto anche che il nostro Padre in cielo vuole che torniamo alla Sua presenza e ci ha fornito i mezzi per farlo dando il Suo Figliuolo Unigenito e il dono dello Spirito Santo. Attesto che vale la pena compiere ogni sforzo per ottenere e mantenere questo dono ineffabile. Nel nome di Gesù Cristo. Amen.

© 2014 by Intellectual Reserve, Inc. Tutti i diritti riservati. Testo inglese approvato: 1/14. Approvato per la traduzione: 1/14. Traduzione di Tuning Our Hearts to the Voice of the Spirit. Italian. PD10050686 160

Mostra riferimenti

    Note

  1.  

    1. Melvin J. Ballard, in Henry B. Eyring, “Opportunità per fare del bene”, Liahona, maggio 2011, 25

  2.  

    2. 3 Nefi 9:20.

  3.  

    3. Vedere Predicare il mio Vangelo – Guida al servizio missionario (2004), 91–106.

  4.  

    4. Alma 5:26.

  5.  

    5. Moroni 7:16–17.

  6.  

    6. Teachings of Gordon B. Hinckley1997), 261. Vedere anche Predicare il mio Vangelo (2005), 100.

  7.  

    7. Jeffrey R. Holland, “Wrong Roads”, video della serie Messaggi mormoni; lds.org/media-library/video.

  8.  

    8. Dottrina e Alleanze 112:10; corsivo dell’autore.

  9.  

    9. Insegnamenti dei presidenti della Chiesa – Spencer W. Kimball(2006), 267.

  10.  

    10. Joseph Smith — Storia 1:10.

  11.  

    11. Joseph Smith — Storia 1:8, 13.

  12.  

    12. Joseph Smith — Storia 1:18.

  13.  

    13. Tratto da Al servizio del Signore: la vita di Thomas S. Monson; lds.org/media-library/video.

  14.  

    14. Robert D. Hales, “Le Sacre Scritture: potenza di Dio per la salvezza”, Liahona, novembre 2006, 26.

  15.  

    15. Helaman 11:23.

  16.  

    16. Insegnamenti dei presidenti della Chiesa – Harold B. Lee (2001), 54–55.

  17.  

    17. Alma 17:3; corsivo dell’autore.

  18.  

    18. Insegnamenti dei presidenti della Chiesa – George Albert Smith (2011), 117.

  19.  

    19. Mosia 21:15.

  20.  

    20. Vedere Moroni 4:3.

  21.  

    21. Dottrina e Alleanze 109:15; corsivo dell’autore.

  22.  

    22. Dottrina e Alleanze 6:12.

  23.  

    23. Richard G. Scott, “Come ricevere rivelazioni e ispirazione per la propria vita”, Liahona, maggio 2012, 46.

  24.  

    24. Insegnamenti – Harold B. Lee (2001), 54.

  25.  

    25. RobertD. Hales, “La rivelazione personale: gli insegnamenti e gli esempi dei profeti”, Liahona, novembre 2007, 87–88.

  26.  

    26. Corrie ten Boom, con Elizabeth e John Sherrill, The Hiding Place,, edizione per il XXXV anniversario (2006), 12.

  27.  

    27. Dallin H. Oaks, “Nel tempo da Lui stabilito, nella Sua maniera”, Liahona, agosto 2013, 24, 26.

  28.  

    28. Eliza M. Hickok, “Prayer”, in The Best Loved Religious Poems, a cura di James Gilchrist Lawson, (1933), 160.

  29.  

    29. Richard G. Scott, “Come usare il dono divino della preghiera”, Liahona, maggio 2007, 10

  30.  

    30. Boyd K. Packer, “La rivelazione personale: il dono, la prova e la promessa”, La Stella, giugno 1997, 12–14.

  31.  

    31. Thomas S. Monson, “Abbiate il coraggio”, Liahona, maggio 2009, 125.

  32.  

    32. Dottrina e Alleanze 121:26.

  33.  

    33. Argomenti evangelici su LDS.org, “Spirito Santo”.

  34.  

    34. Articoli di Fede 1:13.

  35.  

    35. Parley P. Pratt, Key to the Science of Theology, V edizione (2000), 101–102.