Convegno Dialogo interreligioso

  Giusi Griffa

  • 9 giugno 2013

Martedì 8 maggio 2013 varie comunità religiose hanno partecipato a un convegno presso la Sala del Consiglio provinciale della Prefettura di Torino.

TORINO: Martedì 8 maggio 2013 si è tenuto in Prefettura, presso la Sala del Consiglio Provinciale, un incontro con le varie comunità religiose per favorire il riconoscimento di valori e obiettivi comuni e per promuovere spazi per un dialogo costruttivo mirato a rafforzare i livelli di integrazione.

 

L’iniziativa si inserisce nel progetto nazionale denominato “Promozione del dialogo interreligioso”, promosso dal Ministero dell’Interno, nell’ambito delle azioni del Fondo Europeo per l’Integrazione (FEI).

 

All'incontro, presieduto dal prefetto Alberto Di Pace con il prefetto Sandra Sarti, Direttore Centrale per gli Affari dei Culti del Ministero dell’Interno, hanno partecipato i rappresentanti delle Comunità Religiose maggiormente presenti sul nostro territorio, la Provincia, Assessore Marco D’Acrì, il Comune di Torino, Assessore Ilda Curti, la magistratura, le Forze dell’Ordine, il mondo culturale, scolastico e universitario. Hanno relazionato il prof. Paolo Naso, coordinatore del master in Religioni e Mediazione Culturale dell’Università La Sapienza di Roma, che cura la realizzazione del Progetto, il prof. Luigi Berzano, ordinario di Sociologia, Università di Torino, che cura l’Osservatorio sul Pluralismo Religioso, il prof. Valentino Castellani, Presidente del Comitato Interfedi.

 

Torino è stata scelta con altre cinque province italiane (Bergamo, Reggio Emilia, Perugia, Caserta, Catania) per le specificità territoriali.

 

Il progetto nazionale denominato “Promozione del dialogo interreligioso”, promosso dal Ministero dell’Interno Direzione Centrale degli Affari dei Culti, nell’ambito delle azioni del Fondo Europeo per l’Integrazione (FEI)

Il prefetto Sarti ha illustrato le competenze e l’attività della Direzione Centrale da lei diretta in merito alla vigilanza sulla concreta osservanza dei princìpi contenuti negli articoli 3, 8 e 19 della Costituzione e delle normative vigenti, ordinarie e speciali, in materia di libertà religiosa e di regolamentazione dei rapporti Stato-Confessioni religiose, al fine di rendere effettivo il diritto alla libertà religiosa. In questo ambito si colloca l’“Osservatorio sulle politiche religiose”, che si avvale delle relazioni annuali redatte dalle Prefetture, con lo scopo di esaminare ed approfondire le realtà dei culti diversi dal cattolico in Italia e la conoscenza del fenomeno religioso e delle sue delicate implicazioni. La direzione partecipa, anche, ai vari consessi internazionali, a cui l’Italia aderisce, dove la tematica della libertà religiosa è particolarmente sentita rappresentando uno dei fondamentali principi posti alla base della dignità umana. Come naturale conseguenza di dette attività, il Ministero dell’Interno ha avviato il progetto suindicato, una ricerca-intervento sui temi connessi al fenomeno religioso attraverso l’attivazione di un confronto con le comunità religiose volto a cogliere elementi per favorire processi di integrazione e interazione. 

 

Scenari futuri
A conclusione dell’incontro, di cui è stata sottolineata l’importanza, da parte di più esponenti delle comunità religiose è stato chiesto alla Prefettura di rendersi un riferimento istituzionale continuativo, alla cui attenzione poter portare le criticità dovute all’assenza di un quadro normativo chiaro e aggiornato alle sopravvenute esigenze e richieste collegate al pluralismo religioso.
Il prefetto Di Pace, accogliendo tale richiesta, ha proposto l’attivazione in Prefettura di un desk istituzionale composto oltre che dalla Prefettura, dal comitato interfedi, di rappresentanti della Provincia e del comune, nonché dagli esponenti del mondo accademico e della promozione culturale, al quale le varie Comunità possano via via manifestare le proprie necessità, per trovare soluzioni coordinate e condivise. A livello locale verrà quindi garantito il prosieguo dell’attività di incontro con carattere di continuità operativa e a scadenza periodica, al fine di esaminare le problematiche che potranno emergere e che saranno infine condivise con tutte le comunità religiose presenti che saranno chiamate nuovamente a riunirsi nel prossimo autunno.