L’anziano Holland istruisce i santi e i missionari in Mongolia

  • 6 giugno 2011

L’anziano Holland ha incontrato i funzionari del governo, i missionari e i membri della Chiesa durante una visita in Mongolia il 28 e 29 maggio 2011.

“La risposta a qualsiasi problema della vita, quale che sia domanda… è l’Espiazione di Gesù Cristo… Se ci credete, cambierete… la vostra storia, cambierete la storia mongola e cambierete la storia del mondo”.—Anziano Jeffrey R. Holland, del Quorum dei Dodici Apostoli

Dopo aver trascorso del tempo in India e a Hong Kong a fine maggio 2011, l’anziano Jeffrey R. Holland, del Quorum dei Dodici Apostoli, insieme ad alcuni membri dei Settanta, ha incontrato i funzionari del governo mongolo, i missionari e i membri della Chiesa a Ulaanbaatar, in Mongolia, il 28 e 29 maggio scorsi.

Durante l’incontro con i funzionari governativi, ha spiegato l’anziano Holland, alla Chiesa è stata offerta l’opportunità di raccomandare linee di condotta religiose, che sono ancora in fase di sviluppo nel paese.

“[Il governo] è nuovo e giovane, proprio come lo è la Chiesa qui”, ha affermato. “Cresceremo insieme”.

Durante la sua visita, l’anziano Holland ha potuto parlare ai missionari in Mongolia. Oggi la missione mongola di Ulaanbaatar è cresciuta fino a comprendere più di cento missionari a tempo pieno, molti dei quali sono mongoli.

“Vi sono migliaia di cose delle quali potrei parlarvi”, ha detto ai missionari. “Tornerò alle cose basilari perché le altre non hanno importanza… se prima non potete comprendere quella che noi chiamiamo in campo missionario ‘la dottrina di Cristo’”.

Per il loro bene e per il bene della Chiesa, i missionari devono comprendere chi sono e che cos’è la Chiesa, se vogliono raggiungere il loro potenziale e salvare la famiglia umana.

“La risposta a qualsiasi problema della vita, quale che sia domanda… è l’Espiazione di Gesù Cristo—la dottrina di Cristo, il vangelo di Cristo”, ha detto l’anziano Holland. “Se ci credete, cambierete… la vostra storia, cambierete la storia mongola e cambierete la storia del mondo”.

L’anziano Holland ha detto di essere rimasto colpito dal fatto che missionari così giovani nella Chiesa sappiano già così tanto e stiano facendo così tanto. “Voi siete i figli del destino”, ha detto loro. “Siete i figli di Dio. Siete in ogni modo i discepoli di Cristo”.

A una speciale conferenza di palo a cui domenica 29 maggio hanno partecipato quasi duemila fedeli, l’anziano Holland ha riferito l’amore dei Fratelli ai santi mongoli e ha sottolineato l’importanza della famiglia.

Concentrandosi sull’argomento della famiglia per tutta la conferenza di palo, l’anziano Holland ha insegnato il piano di salvezza e ha sottolineato che tutte le famiglie possono vivere insieme per sempre col Padre Celeste.

Durante la conferenza l’anziano Holland ha anche lodato le sorelle della Mongolia per la loro fedeltà. Le donne della Chiesa hanno sempre portato il vessillo della fede, ha dichiarato.

Ha sfidato gli uomini ad essere all’altezza delle loro responsabilità sacerdotali e ha promesso che, se lo faranno, il potere del sacerdozio cambierà il paese.

Molti dei cambiamenti descritti dall’anziano Holland sono già cominciati. La libertà religiosa fu stabilita per la prima volta in Mongolia vent’anni fa, e i primi missionari della Chiesa arrivarono due anni dopo, nel 1993. Oggi la Chiesa conta in Mongolia più di diecimila santi.

Descrivendo la sua esperienza in Mongolia come “elettrizzante”, l’anziano Holland ha pronunciato una benedizione su quel paese, sul governo e in particolare sul popolo, chiedendo al Padre Celeste di benedirli affinché possano continuare a vedere i miracoli a mano a mano che la Chiesa in Mongolia continua a crescere.