La rivista Friend invita i bambini a partecipare alla campagna “Dacci una mano”

Inserito da Austin Cannon, redattore di Notizie della Chiesa di LDS.org

  • 1 Maggio 2015

Le impronte di mani ritagliate e le fotografie inviate alla rivista Friend dai bambini di tutto il mondo. La campagna “Dacci una mano” durerà fino alla fine del 2015.  Fotografia di Richard Romney.

Punti salienti dell’articolo

  • La campagna “Dacci una mano” invita i bambini a trovare e a svolgere atti di servizio, poi a tracciare il contorno della loro mano su un foglio di carta e a spedire l’impronta ritagliata alle riviste Friend o Liahona con su scritto il loro atto di servizio.
  • Già più di 7.600 impronte ritagliate sono state inviate dai bambini di tutto il mondo!

“Speriamo che si sentiranno vigorosi. Speriamo che si renderanno conto che ci sono cose molto importanti che possono fare e che servire diventerà per loro un’abitudine. Speriamo che questa idea di essere in grado di aiutare gli altri diventerà qualcosa che ricorderanno e che porteranno con sé”. — Jan Pinborough, direttore di redazione della rivista Friend

Le mani, proprio come il servizio, hanno varie dimensioni. La rivista Friend incorpora entrambi nella sua nuova campagna “Dacci una mano”.

La campagna, che è stata introdotta nel numero di gennaio 2015 delle riviste Friend e Liahona, incoraggia i bambini a trovare modi di servire. Li invita a trovare e a svolgere un atto di servizio e poi a tracciare il contorno della loro mano su un foglio di carta, a scrivere il loro atto di servizio sull’impronta ritagliata e a inviare il tutto alle riviste Friend o Liahona. Le impronte ritagliate verranno pubblicate in entrambe le riviste nel corso del 2015 affinché i bambini possano vederle.

“Spesso riceviamo lettere da parte dei bambini che ci raccontano in che modo stanno provando a seguire il Salvatore servendo gli altri”, ha detto Jan Pinborough, direttore di redazione della rivista Friend. “E noi volevamo mostrare loro l’importanza di ciò che stanno facendo. Nel mondo ci sono circa un milione di bambini della Primaria. Se un milione di bambini in tutto il mondo trovasse modi di servire gli altri, pensate alla grandissima differenza che farebbero”.

A ispirare la campagna è stato il discorso del presidente Dieter F. Uchtdorf della conferenza di aprile 2010 intitolato “Voi siete le mie mani”. Il presidente Uchtdorf ha raccontato la storia di una certa statua di Gesù Cristo danneggiata durante la Seconda guerra mondiale. Gli abitanti della zona, incapaci di sostituire le mani della statua quando l’hanno restaurata, hanno aggiunto queste parole alla base: “Voi siete le mie mani”.

Chiunque, a prescindere dall’età, può essere le mani del Salvatore servendo gli altri. “Spesso i bambini sono quelli che si entusiasmano di più nel servire il prossimo”, ha detto al sorella Pinborough. “Hanno un amore e un coraggio innati”.

Mani e fotografie pubblicate per gentile concessione di Michelle Rogers di Folsom, in California (USA). Fotografia di Richard Romney.

Austin ed Elizabeth Roundy, con l’aiuto dei loro genitori, hanno fatto a mano 77 orsetti di peluches per i pazienti di un ospedale. Il servizio può essere svolto in tutte le misure. Fotografia pubblicata per gentile concessione di Susan Roundy.

Finora, la risposta alla campagna “Dacci una mano” è stata incredibile. Sono già arrivate più di 7.600 mani da parte dei bambini di tutto il mondo, da Amsterdam all’Argentina e da Bangkok al Brasile, e molte altre arrivano ogni giorno.

Miriam, di 6 anni, dalla Bosnia ed Erzegovina, ha inviato l’impronta della sua mano dicendo: “Ho fatto un bigliettino per mia madre quando era malata”.  David, di 11 anni, dalla Colombia, ha scritto: “Ho aiutato qualcuno a leggere a casa sua”. Nicki, di 11 anni, dello Utah (USA), ha detto: “Ho donato coperte, giocattoli, cibo, ciotole e dolcetti al canile”.

Thomas, di 9 anni, dalla Norvegia, ha scritto: “Ho aiutato a fare kit scolastici per far tornare a scuola i bambini bisognosi”. Infine, Ella, di 3 anni, dell’Ontario, in Canada, ha detto: “Dò abbracci alle persone quando sono tristi”. Questi bambini sono soltanto alcuni delle migliaia che hanno inviato le impronte ritagliate delle loro mani, ciascuno di essi con la loro storia da raccontare.

Anche famiglie e intere Primarie hanno inviato le loro impronte ritagliate. Quando Michelle Rodgers di Folsom, in California (USA), ha visto l’attività sulla rivista Friend, ha pensato che sarebbe stata un’idea eccellente per la serata familiare. “Era molto semplice e rapida e ho pensato: ‘Perfetto, questo è ciò di cui abbiamo bisogno stasera’”.

Michelle Rodgers di Folsom, in California (USA), ha raccontato di aver visto l’attività sulla rivista Friend e ha pensato che sarebbe stata un’idea eccellente per la serata familiare. “Era molto semplice e rapida e ho pensato: ‘Perfetto, questo è ciò di cui abbiamo bisogno stasera’”.

La sorella Rodgers, suo marito e il loro quattro figli, di età compresa tra i 4 e i 12 anni, hanno tutti inviato una mano. Hanno impiegato due serate familiari per portare a termine il progetto. La prima sera hanno discusso velocemente del servizio e di ciò che potevano fare. La settimana seguente hanno parlato degli obiettivi che avevano raggiunto e hanno ritagliato e decorato le impronte delle loro mani.

Mentre i figli dei Rodgers si sono divertiti maggiormente a ritagliare le mani, il fratello e la sorella Rodgers hanno apprezzato la preziosa lezione sul servizio. “Mi piace avere la possibilità di insegnare ai miei figli importanti lezioni di vita”, ha detto la sorella Rodgers. “Inoltre, mi è piaciuto tanto il modo in cui hanno accettato la sfida e in cui l’hanno portata a termine”.

I Rodgers si sono resi conto di aver svolto servizio reciproco all’interno della loro famiglia, ma questa attività li ha aiutati a prestare attenzione al servizio e a cercare opportunità di fare di più.

“Speriamo che quando i bambini che ci stanno inviando le loro impronte quest’anno cresceranno, il loro amore per il servizio cresca con loro”, ha detto la sorella Pinborough.

Le riviste Friend e Liahona continueranno a raccogliere impronte fino a ottobre 2015. Lo staff della rivista sta stampando il numero totale delle mani inviate per far sapere ai bambini il progresso che stanno facendo. Hanno anche in programma di mostrare e fotografare in maniera creativa tutte le mani per poter condividere il progetto finale con tutti i bambini.

Se vuoi partecipare, scopri di più su https://www.lds.org/liahona/2015/01/children/give-us-a-hand?lang=ita. Per far sì che l’impronta compaia sulla rivista è necessario il permesso di un genitore o di chi ne fa le veci. Per permetterne l’utilizzo, segui le istruzioni che trovi in fondo a questa pagina e invia l’impronta e la fotografia del bambino all'indirizzo postale riportato a pagina 3 del numero di gennaio 2015 della rivista.

Partecipa anche tu per vedere quanta differenza possono fare le tue mani e il tuo servizio.