La reazione all’annuncio sul cambiamento dell’età per svolgere la missione rimane entusiasta e senza precedenti

  • 10 gennaio 2013

Sorelle missionarie si preparano presso il Centro di addestramento per i missionari di Provo, Utah (USA). Nelle settimane successive all’annuncio riguardante l’età richiesta ai missionari, la Chiesa ha riferito che le richieste sono aumentate drasticamente (da 700 a 4.000 candidature a settimana), le donne rappresentano più della metà dei canditati.  © 2012 by Intellectual Reserve, Inc. Tutti i diritti riservati.

Punti salienti dell’articolo

  • Nelle settimane successive all’annuncio, le richieste sono aumentate drasticamente da 700 a 4.000 candidature a settimana; più della metà dei candidati sono donne.
  • Il numero di missionari della maggior parte delle 347 missioni in tutto il mondo passerà da 170 da 250. Probabilmente saranno organizzate nuove missioni secondo necessità.
  • L’annuncio sull’età dei missionari ha ripercussioni sul numero degli iscritti alle università dello Utah e altrove. La Chiesa apprezza il fatto che molte università stiano stabilendo nuove politiche di rinvio per soddisfare le necessità degli studenti che intendono svolgere la missione.

“Ciò a cui stiamo assistendo è solo una risposta sorprendentemente grande da parte di questa generazione all’invito del Signore e del Suo profeta ad alzarsi e andare a servire il prossimo e a predicare il Vangelo”. —David F. Evans, direttore esecutivo del Dipartimento missionario della Chiesa e membro dei Settanta

Candace Richins era nel bel mezzo della prima stagione nella squadra femminile di pallavolo della Utah State University quando è arrivato l’annuncio da parte del presidente della Chiesa, Thomas S. Monson: le donne possono svolgere la missione a diciannove anni, gli uomini a diciotto. Anche se era entusiasta per la possibilità di svolgere la missione in anticipo, Richins — possibile titolare della squadra nel 2013 — era preoccupata per la sua istruzione e perché il posto nella squadra non era garantito se fosse partita.

Alcuni giorni dopo, durante un corso di religione tenuto vicino al campus, Richins ha saputo cosa fare.

“Ho provato la forte sensazione di dover partire e di doverlo fare adesso”, dice Richins, che inizierà il servizio missionario a marzo a Stoccolma, in Svezia. “Così ho deciso proprio allora che l’avrei fatto e che non m’importava cosa mi sarei lasciata alle spalle; sarei partita e avrei servito il Signore. È stata sicuramente una decisione difficile perché non riguarda solo me, ma il mio allenatore, le mie compagne di squadra, l’intera scuola… ma, allo stesso tempo, sapevo che era corretta, che stavo facendo la cosa giusta e che tutti ne sarebbero stati benedetti”.

I missionari camminano per le strade africane. La Chiesa gestisce 340 missioni in tutto il mondo, ognuna comprende in media 170 missionari. Per accogliere questo nuovo afflusso di missionari, originato dall’annuncio del 6 ottobre 2012 sull’abbassamento dell’età richiesta, il numero di quelli assegnati a ogni missione salirà a 250. Quando le missioni supereranno tale numero, saranno organizzate nuove missioni secondo necessità.

Come nell’esperienza di Richins, la decisione di lasciare tutto non è facile per qualsiasi giovane uomo o giovane donna della Chiesa. Ciononostante, la risposta all’annuncio del 6 ottobre rimane entusiasta, visto il numero esorbitante di giovani uomini e giovani donne che continua a inviare richieste per svolgere la missione.

“Non ho mai visto nulla che abbia colpito i giovani come quello che il presidente Monson ha annunciato quel sabato mattina alla Conferenza generale”, dice l’anziano David F. Evans, direttore esecutivo del Dipartimento missionario della Chiesa e membro dei Settanta. “Ciò a cui stiamo assistendo è solo una risposta sorprendentemente grande da parte di questa generazione all’invito del Signore e del Suo profeta ad alzarsi e andare a servire il prossimo e a predicare il Vangelo”.

Nelle settimane successive all’annuncio riguardante l’età richiesta ai missionari, la Chiesa ha riferito che le richieste sono aumentate drasticamente (da 700 a 4.000 candidature a settimana), le donne rappresentano più della metà dei canditati. Sebbene il numero delle candidature successive all’annuncio sia tuttora il doppio rispetto al passato, adesso il numero totale degli uomini e delle donne che hanno inviato le carte per la missione è quasi uguale. Prima dell’annuncio, quasi il 15 percento dei missionari erano giovani donne.

Che cosa sta facendo la Chiesa per accogliere più missionari

Il Centro di addestramento per i missionari di Provo, Utah (USA). Il periodo di addestramento per i missionari sarà ridotto del 30 percento per poter sistemare l’afflusso di missionari che arriverà in conseguenza dell’annuncio del 6 ottobre 2012 che ha abbassato l’età richiesta per la missione.

La Chiesa gestisce 347 missioni in tutto il mondo, ognuna comprende in media 170 missionari. Per accogliere questo nuovo afflusso di missionari, il numero di quelli assegnati a ogni missione salirà a 250. Quando le missioni supereranno tale numero, probabilmente saranno organizzate nuove missioni secondo necessità.

Parlando ai missionari dell’MTC il giorno di Natale, l’anziano Russell M. Nelson del Quorum dei Dodici Apostoli ha smentito le false dicerie secondo le quali le missioni sarebbero state aperte in zone dove non è attualmente consentito svolgere il lavoro missionario. “Tali voci sono assolutamente false. Confutatele!”, ha detto l’anziano Nelson. “I dirigenti di questa Chiesa arrivano nelle nazioni nuove per noi attraverso la porta principale. Non vi entriamo dalla porta sul retro o tramite scorciatoie. I nostri rapporti si basano sull’onestà, sulla franchezza, sull’integrità e sulla totale conformità alle leggi locali”.

I presidenti di missione si stanno preparando per l’aumento del numero addestrando i propri missionari già in servizio in modo che possano istruire quelli che sono in arrivo. I presidenti di missione stanno anche cercando il modo migliore di impiegare i missionari all’interno dei confini di ogni missione. Anche se le responsabilità dei presidenti di missione aumenteranno, l’anziano Evans sottolinea che non saranno troppo pesanti.

“Nella storia della Chiesa moderna ci sono state molte missioni in posti diversi che annoveravano tra i 220 e i 250 missionari”, dice.

Poiché per diversi anni la Chiesa ha permesso ad alcuni missionari di 48 paesi di servire a diciotto anni, l’ondata di missionari generata dall’annuncio di ottobre proverrà soprattutto dai paesi in cui il limite d’età più basso non era in atto — tra questi vi sono il Regno Unito, gli Stati Uniti, il Canada e il Giappone.

Saranno apportate modifiche anche ad ognuno dei 15 centri di addestramento dei missionari (MTC) della Chiesa. Il periodo di addestramento per i missionari che insegneranno nella propria lingua e in una lingua straniera sarà ridotto del 30 percento — chi non dovrà imparare una lingua straniera starà all’MTC per due settimane invece di tre, e chi dovrà impararla rimarrà nel centro due settimane meno del previsto.

Due recenti sviluppi rendono possibile la riduzione del periodo di permanenza all’MTC. Primo: un anno fa la Chiesa ha avviato un programma di 12 settimane di addestramento missionario sul campo — prima che tutti sapessero del futuro annuncio riguardante l’età — nell’ambito del quale la maggior parte dell’addestramento che avviene all’MTC è ripetuto e rafforzato sul campo di missione. Secondo: diversi mesi prima dell’annuncio sull’età dei missionari la Chiesa ha avviato uno studio che mostra che è possibile migliorare l’abilità del missionario di apprendere una seconda lingua inviandolo sul campo prima. Questi due cambiamenti avrebbero avuto luogo a prescindere dall’annuncio sull’età dei missionari.

Per aumentare la capienza degli MTC, ogni centro di addestramento sta ottimizzando gli spazi vuoti, incluso l’aumento del numero di letti a castello in ogni stanza. Ad esempio, il principale MTC della Chiesa a Provo, nello Utah (USA), aumenterà il numero di posti letto da 3.000 a 4.800 nell’immediato futuro. Si stanno prendendo in considerazione anche piani a lungo termine. Anche se a metà ottobre i dirigenti della Chiesa hanno deciso di non procedere con la costruzione di un edificio a nove piani inizialmente proposto per l’MTC di Provo, i piani a lungo termine per ingrandire il centro sono ancora validi.

“Decidere di non demolire gli edifici per far posto a quello di nove piani si è dimostrata una grande benedizione a breve termine, perché tutto quello che avremmo fatto ne avrebbe diminuito la capienza nell’immediato”, dice l’anziano Evan.

Anche se all’MTC ci saranno molti più missionari allo stesso tempo negli stessi edifici, Stephen B. Allen, direttore generale del Dipartimento missionario, dice che l’esperienza di ogni missionario vissuta all’MTC sarà ugualmente bella, se non addirittura migliore.

“[Vogliamo] essere sicuri che l’esperienza all’MTC sia meravigliosa per ogni missionario”, dice Allen. “Non sarà un’esperienza diluita; non sarà un’esperienza meno efficace. Sarà un’esperienza che porterà un apprendimento spirituale importante, un periodo di rivelazione per quei missionari, mentre imparano a essere missionari”.

Gratitudine per la flessibilità delle opzioni relative alle iscrizioni universitarie

I missionari parlano con una donna a Hong Kong. In risposta all’annuncio del 6 ottobre 2012 sull’abbassamento dell’età richiesta per la missione, i presidenti di missione di tutto il mondo si stanno preparando per l’aumento del numero addestrando i propri missionari già in servizio in modo che possano istruire quelli in arrivo.

L’effetto dell’annuncio sull’età dei missionari ha un impatto significativo anche sul numero di iscrizioni alle università dello Utah e altrove.

L’anziano Evans sottolinea la profonda gratitudine della Chiesa per gli amministratori universitari che sono venuti incontro ai giovani, maschi e femmine, che scelgono di servire. Ad esempio, alla fine di novembre la University of Utah ha annunciato una nuova politica sul rinvio delle iscrizioni, la quale permette agli studenti di posticipare gli studi fino a sette semestri. A ottobre la Utah State University ha nominato uno speciale comitato attualmente impegnato nell’ideare strategie che l’università può attuare per soddisfare al meglio le necessità di chi sceglie di svolgere la missione.

“I cambiamenti attuati dalle università sono stati semplicemente meravigliosi”, dice l’anziano Evans. “La loro volontà di considerare la posizione della Chiesa e poi di promuovere l’ammissione dei giovani della Chiesa con la speranza che essi torneranno in quelle istituzioni dopo la missione è stata davvero gratificante e saremmo stati negligenti se non avessimo espresso apprezzamento a ogni università che si sta impegnando in tal senso”.

Richin dice che il servizio missionario la aiuterà a essere una studentessa migliore al suo ritorno.

“Spero che quando tornerò sarò diversa, sarò cambiata”, dice. “Lavorerò più duramente, sarò più diligente a scuola, svilupperò più talenti e spero solo che mi faccia diventare una persona migliore”.

Miranda Rechis, che ha beneficiato anche lei dell’abbassamento dell’età richiesta per la missione e presto svolgerà la sua a Osorno, in Cile, è d’accordo. Dice che il servizio missionario la aiuterà “a maturare, ad essere in grado di prendere… seriamente l’università” quando la missione sarà finita.

Maggiori opportunità per il servizio missionario

Le sorelle missionarie insegnano il Vangelo in Africa. Nelle settimane successive all’annuncio del 6 ottobre 2012 riguardante l’età richiesta ai missionari, la Chiesa ha riferito che le richieste sono aumentate drasticamente (da 700 a 4.000 candidature a settimana), le donne rappresentano più della metà dei canditati.

Non è un segreto che dal 6 ottobre molte più giovani donne si siano offerte volontarie per svolgere il lavoro missionario. I dirigenti della Chiesa sono grati per la loro volontà a servire. A una conferenza stampa seguita all’annuncio, l’apostolo Jeffrey R. Holland ha detto che “assolutamente felice se questo cambiamento delle direttive permette di servire a molti più giovani uomini e giovani donne”, sottolineando che “[le giovani] che lo fanno hanno un successo incredibile”.

I dirigenti della Chiesa sono anche emozionati in generale per il fatto che più giovani della Chiesa —maschi e femmine— potranno ora svolgere una missione.

“Questo è un invito d’amore del Signore a tutta questa generazione”, dice l’anziano Evans. “Vorrei anche dire che le Scritture affermano chiaramente, e penso che la Prima Presidenza e i Dodici lo abbiano detto chiaramente… che per Dio siamo tutti uguali”.