Come ricevere l’aiuto del Signore

Richard G. Scott

Of the Quorum of the Twelve Apostles


Richard G. Scott
«Acquisire un’incrollabile fede in Gesù Cristo significa riempire la propria vita di luce splendente. Allora non siamo più soli a lottare contro le difficoltà che sappiamo di non poter risolvere o dominare da soli».

La vita nel mondo di oggi a volte può essere così complicata e le difficoltà così schiaccianti, da oltrepassare la nostra personale capacità di risolverle. Tutti abbiamo bisogno dell’aiuto del Signore. Tuttavia vi sono molte persone che non sanno come ricevere questo aiuto. Pensano che le loro urgenti invocazioni di aiuto spesso non abbiano risposta. Come può accadere ciò, quando Egli stesso ha detto: «Chiedete, e vi sarà dato; picchiate, e vi sarà aperto»? (DeA 4:7).

Questa difficoltà scaturisce o dal non seguire la Sua legge spirituale per ottenere un aiuto, o dal mancato riconoscimento dell’aiuto quando ci viene dato. Giustamente fa osservare Giacomo: «Domandate e non ricevete, perché domandate male» (Giacomo 4:3).

E’ vero che il Signore ha detto: «Chiedete, e vi sarà dato» (DeA 4:7); ma ha anche dichiarato: «Ecco, tu non avevi compreso; hai supposto che te lo avrei concesso, senza che tu avessi bisogno di pensarvi, se non di chiedermelo» (DeA 9:7).

E’ evidente che Egli intende che noi facciamo la nostra parte. Ma, con precisione, cosa dobbiamo fare? Nessuno si aspetta di vedere i risultati di una legge fisica senza obbedire ad essa. La legge spirituale funziona nella stessa maniera. Per quanto desideriamo un aiuto, dobbiamo aspettarci di dover seguire la legge spirituale che dirige tale aiuto. Questa legge spirituale non è misteriosa. E’ una cosa che possiamo capire. Le Scritture la definiscono alquanto dettagliatamente. Mi limiterò a citare i passi principali delle Scritture che spiegano come dobbiamo chiedere aiuto, poi riassumerò la legge spirituale che essi spiegano.

Il Salvatore dichiarò: «Io, il Signore, sono impegnato, quando fate ciò ch’Io dico; ma quando non fate ciò ch’Io dico, non avete più alcuna promessa» (DeA 82:10; corsivo dell’autore).

Giovanni dichiara: «E qualunque cosa chiediamo la riceviamo da lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciam le cose che gli son grate» (1 Giovanni 3:22; corsivo dell’autore).

Nefi ci dà questo consiglio: «Non rammentate quanto ha detto il Signore? — Se non indurirete i vostri cuori e mi chiederete con fede, credendo che riceverete, osservando diligentemente i miei comandamenti, tali cose vi saranno certamente manifestate» (1 Nefi 15:11; corsivo dell’autore).

Il Signore ha il potere di aiutarci in qualsiasi momento. Tuttavia noi vediamo che, per contare sul Suo aiuto, dobbiamo obbedire costantemente ai Suoi comandamenti.

Enos scrive: «Lo invocavo continuamente, poiché Egli mi aveva detto: Tutto ciò che tu chiederai con fede, credendo di ricevere, nel nome di Cristo, lo riceverai» (Enos 15; corsivo dell’autore).

Mormon dichiara: «Ecco, io vi dico che chiunque crede in Cristo, senza menomamente dubitare, tutto ciò che domanderà al Padre in nome di Cristo gli sarà accordato; e questa promessa è per tutti, anzi fino alle estremità della terra» (Mormon 9:21; corsivo dell’autore).

Il Salvatore insegnò:

«Ricordati che senza fede tu non puoi far nulla; perciò, chiedi con fede. Non giuocare con queste cose; non chiedere ciò che non devi» (DeA 8:10; corsivo dell’autore).

«E tutto ciò che domanderete al Padre in nome mio, se è giusto, credendo che riceverete, vi sarà accordato» (3 Nefi 18:20; corsivo dell’autore).

«Tutto ciò che chiederete al Padre in nome mio vi sarà accordato, se è opportuno per voi» (DeA 88:64; corsivo dell’autore).

«E se voi siete purificati e nettati da ogni peccato, voi chiederete qualsiasi cosa nel nome di Gesù, e sarà fatta. Ma, sappiatelo, vi sarà dato ciò che chiederete» (DeA 50:29–30; corsivo dell’autore).

Questi insegnamenti di Gesù Cristo sottolineano che conta molto la cosa che chiediamo e come la chiediamo. Porto testimonianza che se cercheremo di conoscere la Sua volontà e la facciamo, riceveremo le più grandi benedizioni della vita.

La sincera gratitudine è un elemento fondamentale, giacché «in nulla l’uomo offende Iddio, o contro nessuno s’infiamma la Sua ira, se non contro coloro che non riconoscono la Sua mano in ogni cosa e non obbediscono ai Suoi comandamenti» (DeA 59:21).

Ora, per riassumere, riceviamo le benedizioni quando:

Chiediamo al Padre nel nome di Cristo

Osserviamo diligentemente i Suoi comandamenti

Chiediamo con fede in Cristo

Chiediamo ciò che è giusto

Non induriamo il nostro cuore

Esprimiamo la nostra gratitudine

Un modo in cui il Signore ci aiuta è mediante le benedizioni del sacerdozio. Quando un degno detentore del sacerdozio è portato a impartire determinate benedizioni, possiamo esserne grandemente confortati. Tuttavia non c’è garanzia della loro realizzazione senza che ci sia uno sforzo da parte nostra. Il corretto uso dell’autorità del sacerdozio apre una via per la quale può venirci un aiuto, se il fine è coerente con la volontà del Signore. La benedizione risolve quei problemi che oltrepassano la nostra capacità di risolverli o da soli o con l’aiuto degli altri. Tuttavia dobbiamo fare la nostra parte perché la benedizione si realizzi. Dobbiamo sforzarci di essere degni e di esercitare la fede necessaria facendo ciò che siamo capaci di fare. Dove è inteso che altri diano un aiuto, dobbiamo usare anche tale aiuto. Una benedizione si realizza quando il potere del Signore si aggiunge alla nostra volontà di fare ciò che possiamo fare.

Una volta fui svegliato da una telefonata di una madre preoccupata. Si aspettava che il suo bambino, nato prematuramente, non sopravvivesse alla notte. Ella chiese una benedizione del sacerdozio. Quando mi avvicinai al bambino sofferente la madre mi fermò, mi guardò negli occhi e chiese: «E’ degno di benedire il mio bambino?» Era una domanda pertinente. Uno non si sente mai completamente degno, ma dobbiamo fare del nostro meglio per esserlo. Sentii forte e chiara l’impressione di dover dire nella benedizione che il bambino sarebbe guarito. Quella brava madre continuò a rivolgersi all’aiuto dei medici e ad esercitare la sua fede. Il Signore rispose dando un ulteriore aiuto necessario. E il bambino guarì.

Una volta una parente chiese al presidente Spencer W. Kimball una benedizione per combattere una malattia debilitante. Per qualche tempo il presidente Kimball si preparò spiritualmente, poi, dopo aver digiunato, gli fu suggerito di benedire la donna promettendole la guarigione. Alcune settimane dopo ella ritornò alquanto adirata, dichiarando di essere «stanca» di aspettare che il Signore le desse il soccorso promesso.

Il presidente Kimball rispose: «Ora capisco perché tu non hai ricevuto l’aiuto promesso. Devi essere paziente, fare la tua parte ed esprimere la tua gratitudine per il minimo miglioramento che hai notato».

La donna si pentì, seguì scrupolosamente il suo consiglio e alla fine guarì completamente.

E’ una grande responsabilità di coloro che detengono il sacerdozio agire come agenti del Signore per aiutare chi si trova nel bisogno. Questa fiducia richiede fede, dignità e la sensibilità ai suggerimenti dello Spirito per poter comunicare la volontà del Signore. Coloro che ricevono una benedizione hanno la grande responsabilità di esercitare la fede, esprimere la loro gratitudine per il minimo miglioramento osservato e fare tutto ciò che possono per risolvere le difficoltà.

Tre anni fa feci la conoscenza di un giovane che era rimasto gravemente ferito in un incidente. La prognosi medica era sfavorevole. Anche se fosse sopravvissuto, c’era il rischio che potesse rimanere completamente paralizzato per tutto il resto della vita. Recentemente l’ho incontrato di nuovo. Grazie al sacerdozio era stato benedetto con la promessa che avrebbe riacquistato la mobilità necessaria per fare tutto ciò che il Signore intendeva che facesse in questa vita. Egli si avvicinò sulla sua sedia a rotelle elettrica, mi strinse la mano, si drizzò sulla schiena e mi fece un ampio sorriso. La stanza era piena del suo invincibile spirito. La sua fede — e un incredibile, duro e doloroso sforzo, sostenuto e rafforzato dalla benedizione del Signore — aveva iniziato un miracolo. Con il periodico aiuto di amici affettuosi egli studia con successo all’università e si sforza di progredire per qualificarsi per andare in missione. So che i suoi continui sforzi porteranno a sempre maggiori miglioramenti.

In netto contrasto con questo esempio consideriamo un altro uomo. La prima osservazione che mi fece fu: «Perché il Signore non mi dà una moglie?» come se una compagna eterna fosse un orsacchiotto da comprare, senza nessuna considerazione per il suo libero arbitrio. Mentre parlavamo vidi subito che non faceva le cose più importanti per prepararsi a trovare una moglie. Ammise che forse doveva fare qualcosa per ridurre il suo peso eccessivo, ma lo trovava difficile. Era sciatto nel vestire e trascurava la cura della sua persona al punto che era difficile stargli vicino. Evidentemente non stava facendo la sua parte.

L’aiuto del Signore di solito viene un poco alla volta. Egli può immediatamente curare gravi malattie o deformità, o anche far risuscitare i morti. Ma lo schema generale è che il miglioramento avviene mediante passi successivi. Questo piano ci dà la possibilità di scoprire ciò che il Signore si aspetta che impariamo. Riconoscendo il Suo ritmo possiamo progredire, grazie ai nostri sforzi e alla fiducia in Lui, e possiamo esprimere la nostra gratitudine per l’aiuto già ricevuto.

Spesso troviamo difficile imparare le lezioni che il Signore vuole che impariamo, quando le cose vanno troppo bene per noi. Quando proviamo sofferenza o dolore ci facciamo molte domande. Alcune di esse dovrebbero essere: cosa vuole il Signore che io impari da questa esperienza? Cosa devo fare? Che cosa devo cambiare? Chi devo servire? Quali miei attributi devo migliorare? La meditazione e la preghiera ci aiuteranno a comprendere ciò che dobbiamo imparare dalle difficoltà che ci è chiesto di affrontare.

Non tutte le preghiere saranno esaudite nella maniera che desideriamo. Non è sempre facile conoscere la volontà del Signore; tuttavia vi sono alcune cose di cui possiamo esser certi. Egli non ci chiederà mai di fare qualcosa che non sia completamente in armonia con i Suoi insegnamenti. Non possiamo contare sul Suo aiuto se ci comportiamo in modo immorale, o se in altro modo disobbediamo deliberatamente, a meno che non ci pentiamo sinceramente. Colui che prega per sapere se un’altra persona deve essere la sua compagna eterna, e viola anche minimamente la legge della castità, se non si pente ha ben poca speranza di ricevere una conferma.

«Perché il Signore ha detto: Io non soccorrerò il mio popolo il giorno in cui trasgredirà; ma gli sbarrerò il cammino, per impedirgli di prosperare, e le loro azioni saranno altrettante pietre d’inciampo» (Mosia 7:29).

«Ma se ritornate al Signore con pieno intento di cuore, e se riporrete in Lui la vostra fiducia, servendoLo in tutta diligenza di spirito, Egli vi libererà dalla schiavitù» (Mosia 7:33).

Le nostre sincere preghiere vengono esaudite quando si adeguano alla volontà del Signore. Poiché non possiamo conoscere perfettamente la Sua volontà, dobbiamo camminare per fede. Egli è Onniscente e le Sue decisioni sono perfette. Il fatto che le nostre capacità limitate non ci permettono di comprendere pienamente i Suoi rapporti con l’uomo, non limita la Sua capacità di aiutarci. La Sua volontà è la nostra migliore scelta in questa vita, che la comprendiamo o no. Se agiremo usando saggiamente il nostro libero arbitrio, il Signore agirà secondo la Sua volontà.

Possiamo vedere soltanto una parte molto limitata del piano eterno che Egli ha formulato per ognuno di noi. Confidate in Lui anche quando, nella prospettiva eterna, ciò è temporaneamente molto doloroso. Abbiate pazienza quando vi è chiesto di aspettare, mentre vorreste un intervento immediato. Egli può chiedervi di fare delle cose che sono nettamente in contrasto con la vostra volontà. Esercitate la fede e dite: Sia fatta la Tua volontà. Queste esperienze, affrontate con dignità, vi preparano e vi condizionano per ricevere benedizioni ancora più grandi. Essendo Egli vostro Padre, il Suo fine è la vostra eterna felicità, il vostro continuo sviluppo, una vostra maggiore capacità. E’ Suo desiderio dividere con voi tutto ciò che Egli possiede. La via che dovete percorrere attraverso questa vita può essere molto diversa da quella di altre persone. Non sempre capirete perché Egli fa ciò che fa, ma potete stare certi che Egli è perfettamente giusto e perfettamente misericordioso. Egli vorrebbe che non aveste a subire conseguenze, affrontare difficoltà, portare fardelli superflui.

Acquisire un’incrollabile fede in Gesù Cristo significa riempire la propria vita di luce splendente. Allora non siamo più soli a lottare contro le difficoltà che sappiamo di non poter risolvere o dominare da soli, poiché Egli ha detto: «Se avete fede in me, avrete il potere di compiere qualsiasi cosa Io ritenga opportuna» (Moroni 7:33; corsivo dell’autore).

Se vi sentite scoraggiati, tormentati dalla trasgressione, se siete ammalati, soli o avete disperatamente bisogno di conforto e di sostegno, vi porto solenne testimonianza che il Signore vi aiuterà, se obbedite fedelmente alla legge spirituale sulla quale tale aiuto è promesso. Egli è vostro Padre e voi siete i Suoi figli. Egli vi ama. Egli non vi deluderà mai. So che Egli vi benedirà. Nel nome di Gesù Cristo. Amen.