«Onora tuo padre e tua madre»

Anziano Lino Alvarez


«Invito tutti coloro che sono in ascolto … ad onorare i loro genitori un giorno dopo l‘altro e a sforzarsi di fare quelle cose che fanno loro onore».

Miei cari fratelli e sorelle, mi sento molto umile dietro questo pulpito, dal quale molti uomini di Dio hanno predicato i principi del Vangelo eterno.

Prego che lo Spirito del Signore sia presente questo pomeriggio cosicché dato che mi esprimo in una lingua che non è la mia, voi possiate lo stesso capire con la mente e con il cuore ciò che cercherò di dire, affinché possa avverarsi la Sua promessa che tutti potremo essere edificati e gioire insieme (vedi DeA 50:22). Vi chiedo di pregare in cuor vostro perché questo sia possibile.

Prima di tutto vorrei esprimere al Padre celeste la mia profonda gratitudine per il Suo amore, la Sua misericordia, la Sua pazienza, e soprattutto per la Sua fiducia in me. Voglio ringraziare la Prima Presidenza, il Quorum dei Dodici e i Settanta per tutto quello che mi hanno insegnato durante il corso degli anni riguardo al Salvatore e al modo in cui posso servirLo meglio. Voglio anche ringraziare il mio presidente di missione, il quale credeva in me durante la mia giovinezza. Mi dette fiducia e nutrì la mia testimonianza di Cristo e del Suo vangelo restaurato.

Assumo la posizione alla quale sono stato chiamato con un sentimento di inadeguatezza, ma anche con la grande e solenne testimonianza, proveniente da Dio, che sono disposto a fare del mio meglio per servire il Signore e il Suo popolo. Ho ricevuto questa chiamata per mezzo del presidente Hinckley, il quale mi chiamò al compito di presidente del lavoro di proselitismo di palo nel primo palo istituito a Santiago del Cile nel 1972, e in seguito come presidente della Missione di Città del Messico Sud nel 1982.

Quando penso alla mia fanciullezza, alla mia giovinezza e alla mia vita da adulto, so che le fondamenta della mia fede furono poste dai miei genitori durante gli anni della mia fanciullezza e giovinezza. Vorrei quindi rivolgere loro un tributo. Mio padre e mia madre, che pure non erano istruiti, sapevano insegnare i principi eterni del Vangelo. Sono il decimo di una famiglia di dodici figli – dieci maschi e due femmine.

Il Signore dette a Israele, per mezzo di Mosè, i Dieci Comandamenti sul Monte Sinai. Oggi vorrei richiamare la vostra attenzione sul quinto di questi comandamenti, il quale dice: «Onora tuo padre e tua madre, affinché i tuoi giorni siano prolungati sulla terra che l‘Eterno, l‘Iddio tuo, ti dà» (Esodo 20:12).

Vi sono due cose che i nostri genitori fecero per tutti noi figli, per cui noi oggi li onoriamo. Prima di tutto ci insegnarono i principi giusti e ci aiutarono a camminare rettamente al cospetto del Signore e a osservare i Suoi comandamenti. Secondo, ci insegnarono il valore del lavoro, dell‘integrità personale e dell‘unità familiare. Anche se non tutti noi apparteniamo alla Chiesa, ci siamo sforzati di vivere secondo i principi che essi ci insegnarono. Ogni anno abbiamo la possibilità di tenere una riunione di famiglia, alla quale tutti partecipano: figli, nipoti e pronipoti, attorno a mio padre. Egli fa ciò che fece Lehi prima di morire, quando raccolse attorno a sé i suoi figli e disse loro: «Ed ora, affinché la mia anima possa gioire per voi e il mio cuore possa lasciare questo mondo in contentezza per ragion vostra, e io non sia condotto alla tomba nella tristezza e in dolore, levatevi dalla polvere, figli miei, e siate uomini, e siate fermamente uniti in una sola mente ed un sol cuore in ogni cosa per non essere condotti in schiavitù» (2 Nefi 1:21).

Quando stavo per andare in missione mi preoccupavo per le stesse cose che oggi preoccupano i giovani che stanno anche loro per andare in missione. Mi preoccupavo del lavoro, della mia ragazza, della scuola e della famiglia. Quando fui abbastanza grande per andare in missione mio padre aveva quasi sessant‘anni, ed io pensavo: mio padre è vecchio, e se lo lascio per due anni potrebbe morire, ed io non lo vedrei mai più. Chi provvederà a mia madre? Ella si ritroverà tutta sola quando egli non sarà più al suo fianco.

Consentitemi di dire che servii per due anni in missione. Servii nelle scuole della Chiesa in Cile per cinque anni. Servii come presidente di missione per tre anni, come rappresentante regionale per sei, e mio padre è ancora qui a capo della famiglia. È nato un mese dopo il presidente Benson, pertanto il mese scorso ha compiuto novantatre anni.

Porto testimonianza che quando serviamo il Signore con tutto il nostro cuore, forza, mente e facoltà, Egli ci aiuta.

Vorrei anche rivolgere un tributo ai genitori della mia cara moglie, che l‘hanno istruita come i miei genitori istruirono me. Li ringrazio per aver accettato il Vangelo prima ancora che ella nascesse.

Voglio portare testimonianza che un ottimo modo di onorare i genitori consiste nell‘osservare i comandamenti e servire il Signore.

Dopo che sono stato messo a parte a servire nel Secondo Quorum dei Settanta, io, mia moglie e uno dei nostri figli andammo a fare visita a mio padre. Gli chiesi di impartirmi una benedizione, cosa che ho sempre cercato di fare quando ho ricevuto un nuovo incarico nel sacerdozio. Egli pose le mani sul mio capo e m‘impartì una breve ma gloriosa benedizione. Disse egli: «Figlio, ti benedico affinché lo Spirito Santo possa accompagnare te, tua moglie e i tuoi figli in tutto ciò che farete». Cos‘altro potrei chiedere?

Vorrei anche ringraziare la mia brava moglie e i miei cari figlioli, due dei quali sono ora in missione a tempo pieno, mentre il terzo è in attesa della chiamata. Senza il loro affetto e la loro fiducia non potrei fare nulla. Li amo profondamente e ho piena fiducia in loro.

Invito tutti coloro che sono in ascolto, giovani e vecchi, ad onorare i loro genitori un giorno dopo l‘altro e a sforzarsi di fare quelle cose che fanno loro onore. Porto testimonianza con tutto il cuore che Dio vive, che Suo Figlio Gesù Cristo Lo onorò, osservando i Suoi comandamenti e obbedendo alla Sua volontà. Il nostro Salvatore ci insegnò a far ciò quando disse: «Son disceso dal cielo per fare non la mia volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato» (Giovanni 6:38).

Porto testimonianza che il Salvatore è il nostro esempio e modello di vita. Dobbiamo sforzarci ogni giorno di seguire i Suoi insegnamenti e di fare le cose che Egli fece, poiché «il Figliuolo non può da se stesso far cosa alcuna, se non la vede fare dal Padre» (Giovanni 5:19).

Porto testimonianza che Joseph Smith era un profeta di Dio e che per mezzo di lui la pienezza del Vangelo è stata restaurata per glorificare le famiglie della terra. Porto anche testimonianza che Ezra Taft Benson è il profeta di Dio del nostro tempo, e che la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni è l‘unica vera chiesa vivente sulla faccia della terra. Rendo testimonianza di queste cose nel nome di Gesù Cristo. Amen.