Il tempio del Signore

Second Counselor in the First Presidency


Thomas S. Monson
Il presidente Benson ha sempre amato il tempio e il lavoro di tempio . . . Ogni venerdì egli e sorella Benson andavano al tempio per partecipare a una sessione.

Miei amati fratelli e sorelle, è consuetudine che il presidente della Chiesa apra ogni conferenza per salutare i santi di tutto il mondo e per indicare i temi che saranno trattati. Poiché il presidente Benson non è in grado di venire qui tra noi, ho risposto al suo invito di parlare a suo nome. In gran parte vi ripeterò proprio le sue parole.

Mercoledì scorso io e il presidente Hinckley abbiamo avuto un caloroso colloquio con il presidente Benson. Ci ha salutato affettuosamente, e con il suo ben noto cordiale sorriso ci ha dato il benvenuto. Quando il presidente Hinckley ha esposto i piani per la conferenza e ha chiesto al Presidente se li approvava e se potevamo esprimere il suo affetto a tutti i fedeli, egli ha risposto con un sonoro: «Sì». Noi conosciamo le cose che gli stanno a cuore; vi esterniamo il suo affetto e vi portiamo le sue benedizioni. Questo grande uomo del Signore merita le nostre continue preghiere e la nostra fede più ferma.

Venerdì 26 marzo io e mia moglie abbiamo partecipato all’inaugurazione ufficiale di una magnifica mostra nel museo a ovest della Piazza del Tempio. La mostra ha come tema «Il monte della casa dell’Eterno» e illustra l’affascinante storia quarantennale della costruzione del Tempio di Salt Lake. Se vi è possibile, vi esorto a visitare questa mostra e a sentire lo spirito che da essa emana. Martedì 6 aprile è l’anniversario del Tempio di Salt Lake. Sono trascorsi cento anni dal glorioso giorno in cui fu dedicato.

Durante la visita alla mostra un giornalista mi ha posto questa domanda: «Al presidente Benson piacerebbe questa mostra?»

Ho risposto: «Moltissimo!»

Il presidente Benson ha sempre amato il tempio e il lavoro di tempio. Quando stava bene, ogni venerdì egli e sorella Benson andavano al tempio per partecipare a una sessione. Sapevamo che la nostra riunione della Prima Presidenza in programma per quella mattina doveva essere posticipata per consentirgli di assolvere a tale impegno. Una mattina dissi che dovevo darmi da fare per svolgere il lavoro di tempio necessario per alcuni parenti dei quali avevo preparato i documenti. Con un sorriso il presidente mi disse: «Fratello Monson, se è troppo occupato, perché non lascia che io e sorella Benson lo facciamo per lei?» È superfluo dire che trovammo il tempo per svolgere personalmente quel lavoro.

Le parole del presidente Benson rivelano il suo amore per il tempio. Per esempio, egli ha detto: «Ricordo che una volta, quand’ero ragazzo, tornai a casa dai campi e sentii mia madre che cantava ‹Mi son reso oggi utile?›. Entrato in cucina, la vidi china sul tavolo da stiro, con la fronte imperlata di sudore, intenta a stirare lunghe strisce di tela bianca. Il pavimento era ricoperto di giornali per impedire che si sporcassero.

Quando le chiesi cosa stesse facendo, rispose: ‹Queste sono le vesti del tempio, figlio mio. Io e tuo padre andiamo al Tempio di Logan›.

Poi rimise il vecchio ferro da stiro sulla stufa, si sedette accanto a me e mi parlò del lavoro di tempio, di quanto era importante poter andare al tempio e partecipare alle sacre ordinanze che là vengono svolte. Espresse anche la fervida speranza che un giorno i suoi figli, nipoti e pronipoti avrebbero avuto la possibilità di godere di quelle inestimabili benedizioni. Sono lieto di poter dire che le sue ferventi speranze si sono in larga misura avverate».1

In un’altra occasione il presidente Benson ci ha impartito queste istruzioni: «Qualche volta, nella pace dei sacri templi, i più gravi problemi della vita trovano la loro soluzione. A volte la conoscenza pura discende su di noi quando ci troviamo là, sotto l’influenza dello Spirito. Sono grato al Signore per i templi. Le benedizioni della casa del Signore sono eterne; esse sono estrema-mente importanti per noi, perché è nei templi che riceviamo le più grandi benedizioni di Dio attinenti alla vita eterna. I templi sono davvero le porte del cielo.

Quando entriamo nei nostri gloriosi templi, ricordiamoci sempre che il velo può diventare molto sottile tra questo mondo e il mondo degli spiriti. So che questo è vero. È bene tenere a mente anche il fatto che lo stesso grande piano opera da entrambe le parti del velo, e che non ha molta importanza se serviamo Dio da questa parte o dall’altra, sempreché Lo serviamo con tutto il nostro cuore, mente, forza e facoltà».2

Presidente Benson, accogliamo con gioia le sue parole. Le abbiamo ascoltate, e le metteremo in pratica. Esse, come i templi che lei tanto ama, sono come un rifugio dalle tempeste della vita, un faro che mai si spegne, che ci guida alla salvezza.

Esprimo i sentimenti di tutti noi, presidente Benson, dicendo che le vogliamo bene e che preghiamo sempre per lei. Nel nome di Gesù Cristo. Amen. 9

Mostra riferimenti

  1.  

    1. Ensign, agosto 1985, pag. 8.

  2.  

    2. Vedi The Teachings of Ezra Taft Benson (Salt Lake City: Bookcraft, 1988), pag. 164