Un gruppo dove regna l’amore

LeGrand R. Curtis


Pensate a quale potenziale ha una famiglia che si inginocchia attorno al tavolo (senza la televisione), che prega, implora l’aiuto del Padre e Lo ringrazia per i doni che Egli conferisce loro.

Molto è stato scritto riguardo all’importanza della famiglia. Il presidente Marion G. Romney disse che «alla base del pernicioso malessere della società troviamo l’instabilità della famiglia».1 Constatiamo che alcune case sono grandi, bene arredate, anche lussuose. Altre sono molte piccole e umili, con appena i mobili necessari alla vita. Tuttavia ogni singola casa può essere un angolo di cielo sulla terra se coloro che vi abitano sono pieni d’amore, se quello è il luogo in cui desiderano essere (vedi Inni, No. 186), come ci ricorda uno dei nostri amati inni.

Uno degli articoli di arredamento più importanti che si trova nella maggior parte delle case è il tavolo di cucina. Può essere piccolo, può essere grande, può avere la forma di un piccolo banco con spazio appena sufficiente per il cibo e le posate. La sua funzione principale sembra quella di consentire ai diversi componenti della famiglia di ricevere il nutrimento necessario.

In questa occasione speciale è mio desiderio richiamare la vostra attenzione su una funzione più profonda, più importante del tavolo di cucina, tavolo al quale possiamo ricevere molto più del nutrimento necessario al nostro benessere fisico.

Una famiglia generalmente è composta da due o più persone di età diverse ma, quale che sia la sua composizione, deve riunirsi: possibilmente non soltanto per mangiare, ma per pregare, parlare, ascoltare, raccontare, imparare e crescere insieme. Il presidente Gordon B. Hinckley ha descritto questa necessità in modo esemplare: «Il mio invito – e vorrei poter essere più eloquente nel farlo – è un invito a salvare i bambini. Troppi di loro vivono nella sofferenza e nel dolore, nella solitudine e nella disperazione. I bambini hanno bisogno della luce del sole; hanno bisogno di felicità; hanno bisogno di essere amati e curati. Hanno bisogno di bontà, di nutrimento e di affetto. Ogni casa, povera o lussuosa che sia, può offrire un ambiente in cui regna l’amore, un ambiente che porti alla salvezza».2

La maggior parte delle famiglie sono soggette alle molte forze del mondo estranee alla casa, nonché alla forte influenza di radio, televisione, videocassette, nastri e molte altre cose che vi portiamo.

Immaginatevi una famiglia radunata attorno al tavolo, forse al tavolo di cucina, occupata a parlare del Vangelo, a parlare della riunione sacramentale, dei messaggi ascoltati, degli articoli comparsi nell’ultimo numero della rivista della Chiesa, a parlare della scuola e di tutti i suoi aspetti, a parlare della conferenza generale, delle lezioni della Scuola domenicale, ad ascoltare buona musica, a parlare di Gesù Cristo e dei Suoi insegnamenti. L’elenco si può allungare all’infinito. Non soltanto i genitori, ma tutti i componenti della famiglia faranno bene ad assicurarsi che ogni persona abbia la possibilità di parlare e ampie occasioni di partecipare.

Pensate a quale potenziale ha una famiglia che si inginocchia attorno al tavolo (senza la televisione), che prega, implora l’aiuto del Padre e Lo ringrazia per i doni che Egli conferisce loro – insegnando ai componenti di ogni età l’importanza del nostro affettuoso Padre nei cieli. La preghiera familiare detta insieme ai bambini più piccoli può sviluppare anche in quelli più grandi il desiderio di fare un giorno lo stesso con le loro famiglie.

Il presidente Thomas S. Monson lo ha spiegato molto bene: «Il Signore comandò di tenere la preghiera familiare quando disse: ‹Pregate il Padre nelle vostre famiglie, sempre in nome mio, affinché le vostre mogli ed i vostri figli siano benedetti› (3 Nefi 18:21).

Volete unirvi a me per osservare una tipica famiglia di Santi degli Ultimi Giorni che dice le sue preghiere al Signore? Padre, madre e ogni figlio si inginocchiano, chinano il capo e chiudono gli occhi. Un dolce spirito di amore, unità e pace riempie la casa. Quando il padre ascolta il figlioletto che prega Dio perché suo padre faccia le cose giuste e sia obbediente ai Suoi comandamenti, pensate che per questo padre sarà difficile fare onore alla preghiera del suo prezioso figlio? Una figlia adolescente ascolta la madre che implora il Signore perché sua figlia sia ispirata nello scegliere i suoi amici, perché si prepari per il matrimonio nel tempio; a vostro avviso, questa figlia non cercherà di fare onore all’umile e sincera implorazione della madre che tanto ama? Quando padre, madre e ognuno dei figli pregano sinceramente perché tutti loro vivano in modo degno da poter un giorno ricevere una chiamata a servire come ambasciatori del Signore nei campi di missione della Chiesa, abbiamo dei dubbi sul fatto che questi figli possano crescere con il sincero desiderio di servire come missionari?»3

Come molti hanno detto, «come potete mandare i vostri genitori e i vostri figli nel mondo ogni giorno senza esservi radunati insieme per parlare con il Signore?» I saggi genitori esamineranno i loro impegni e programmeranno almeno un po’ di tempo ogni giorno per raccogliere attorno a sé i loro figli per godere dei benefici della preghiera. Ben presto i giovani impareranno a partecipare a loro volta e si convinceranno dei preziosi doni che si trovano nella preghiera familiare.

Ho detto in precedenza che «la casa deve essere un luogo felice perché tutti si sforzano per renderla tale. Dicono che la felicità è una cosa fatta in casa; dobbiamo quindi sforzarci di fare della nostra casa un luogo felice e piacevole per noi e per i nostri figli. Una casa felice è quella che è basata sugli insegnamenti del Vangelo. Ciò richiede un costante e attento sforzo da parte di tutti gli interessati».4

Un’indaffarata adolescente di una famiglia numerosa si lamentava del lungo tempo impiegato per dire la preghiera di famiglia. La saggia madre, quando pregò il giorno dopo, tralasciò intenzionalmente la giovane dalla sua preghiera. Alla conclusione la ragazza disse: «Mamma, mi hai lasciato fuori dalla preghiera!» Quell’affettuosa madre spiegò che si era limitata a tener conto della sua lamentela. La ragazza indaffarata si lamentò ora: «Non lasciarmi fuori!»

Cercate di pensare a una famiglia attorno al tavolo sul quale stanno le Scritture aperte, intenta a parlare delle molte verità e lezioni che si possono apprendere. Questo è davvero un tavolo circondato dall’amore. I pedagoghi concordano che i figli devono leggere molto di più fuori della scuola. Noi possiamo aiutare i nostri figli leggendo le Scritture insieme a loro su base quotidiana – attorno al tavolo di cucina. Per riservare un periodo di tempo in cui la famiglia si riunisce attorno al tavolo di cucina può essere necessario un considerevole adattamento, un’attenta programmazione; ma cosa c’è di più importante dell’unità della famiglia, del progresso spirituale della famiglia, dei legami che si creeranno tra i suoi componenti mentre parlano, ascoltano e rispondono, tutti circondati dall’amore? Il nostro successo principale si basa semplicemente sul cercare e cercare ancora di farlo.

Oggi nel mondo vi sono molti fattori che cercano di minare la famiglia e la casa. I saggi genitori si sforzeranno di rinsaldare i legami familiari, di accrescere la spiritualità nella casa e di concentrarsi su Gesù Cristo e sull’attività del tempio. Il presidente Howard W. Hunter ci ha detto: «Prego che possiamo trattarci con più gentilezza, più cortesia, più umiltà, pazienza e disponibilità a perdonare. In secondo luogo e con lo stesso intento invito anche i membri della Chiesa a fare del tempio del Signore il grande simbolo della loro appartenenza al Regno e l’ambiente supremo delle loro più sacre alleanze. È il più profondo desiderio del mio cuore che ogni membro della Chiesa sia degno di andare al tempio».5

Questa esortazione impartita dal presidente Hunter può essere seguita più facilmente grazie a quello che avviene attorno al tavolo di cucina.

Nella nostra casa noi ci esercitiamo a trattare con gli altri. Come disse bene Goethe: «Se trattate una persona come è, rimarrà tale e quale, ma se la trattate come se fosse quello che deve e può diventare, diventerà quello che deve essere».6

Il presidente Boyd K. Packer ha dichiarato: «Portare nella casa alcune delle cose del cielo significa far sì che i figli imparino ad andare volentieri in chiesa. La serata familiare naturalmente è creata appositamente per questo scopo: è una riunione tenuta in casa che può essere usata per soddisfare ogni necessità; è proprio come una riunione della Chiesa, o può diventarlo, come se fosse tenuta nella cappella».7 Questo consiglio concorda con quello che ci ha detto l’anziano Dean L. Larsen: «Gli edifici della nostra chiesa non sono gli unici luoghi in cui possiamo rendere il nostro culto. Anche la nostra casa deve essere un luogo di devozione. È bene che ognuno di noi possa dire: ‹Vado in chiesa a casa›. Non deve esserci altro luogo in cui lo Spirito del Signore sia accolto con maggiore gioia, e sia più facilmente più disponibile, che nella nostra casa».8

E mentre ci sforziamo di fare tutto questo per la nostra famiglia, faremo bene a ricordare l’importanza della dichiarazione del presidente Harold B. Lee: «Ricordate che il lavoro più importante del Signore che io e voi potremo mai fare sarà svolto entro le mura della nostra casa».9

L’invocazione che vi rivolgo oggi è che ognuno di noi esamini attentamente la sua casa e il suo tavolo di cucina, e si sforzi continuamente di fare della sua dimora un angolo di cielo e di venire a Cristo. Nel nome di Gesù Cristo. Amen. 9

Mostra riferimenti

  1.  

    1.  Ensign, febbraio 1972, pag. 57.

  2.  

    2.  La Stella, gennaio 1995. pag. 66.

  3.  

    3.  Pathways to Perfection (Salt Lake City: Deseret Book Co., 1973), pag. 26.

  4.  

    4.  La Stella, gennaio 1991, pag. 11.

  5.  

    5.  Statement to the press, 7 giugno 1994; Ensign, luglio 1994, pag. 5.

  6.  

    6.  Emerson Roy West, Vital Quotations (Salt Lake City: Bookcraft, 1968), pag. 171.

  7.  

    7.  La Stella, gennaio 1990, pag. 58.

  8.  

    8.  Ensign, novembre 1989, pag. 63.

  9.  

    9.  Rafforziamo la casa, opuscolo, 1973, pag. 2.