Le risposte alle domande della vita

Of the Quorum of the Twelve Apostles


M. Russell Ballard
Quando comprendiamo il piano del nostro Padre celeste, troviamo la risposta alle domande della vita nel vangelo di Cristo.

Le domande più difficili della vita sembrano quelle che cominciano con la parola «perché». «Perché la vita è tanto difficile?» «Perché nel mondo c’è tanto dolore, odio e infelicità?» «Perché la morte ci priva dei nostri giovani?» «Perché gli innocenti devono soffrire?». Tutti, prima o poi, ci siamo trovati davanti a queste domande mentre lottiamo per superare le prove della vita terrena. Desidero particolarmente parlare ai componenti più giovani della famiglia di Dio del motivo per cui io credo che le uniche risposte soddisfacenti a queste domande scaturiscono dalla confortante prospettiva della fede nel nostro Padre celeste e nel Suo piano eterno per la nostra felicità.

Il profeta Alma chiamò questo disegno il «grande piano di felicità» (Alma 42:8), più comunemente chiamato piano di salvezza. Esso è bello nella sua semplicità, per tutti coloro che cercano devotamente di conoscere e capire il vero significato e scopo della vita.

Tramite i profeti del passato e del presente Dio ha rivelato le dottrine del Suo «grande piano di felicità». Questo piano consiste di principi infiniti, eterni, assoluti, immutabili. Da Alma sappiamo che «Iddio dette dunque loro dei comandamenti, dopo aver fatto loro conoscere il piano di redenzione» (Alma 12:32; corsivo dell’autore). Il piano spiega che tutti coloro che sono vissuti o vivranno su questa terra sono i figli di spirito di genitori celesti. Prima di venire sulla terra per ricevere il nostro corpo di carne ed ossa vivevamo con loro.

«Se Adamo ed Eva non avessero trasgredito, non sarebbero caduti, bensì sarebbero rimasti nel giardino di Eden . . . non avrebbero avuto figli; per cui sarebbero rimasti in uno stato d’innocenza, senza provar gioia . . .

Adamo trasgredì perché gli uomini fossero; e gli uomini sono per poter conoscere la gioia» (2 Nefi 2:22-23, 25).

Dopo la Caduta, Dio comandò a Adamo di unirsi a sua moglie Eva (vedi Mosè 3:24; DeA 42:22). «Dio disse loro: ‹Crescete e moltiplicate e riempite la terra» (Genesi 1:28), comandamento che non è mai stato abrogato.

Il piano del nostro Padre prevedeva la redenzione dalla Caduta tramite l’espiazione di Gesù Cristo. Come Unigenito Figlio di Dio e unica persona senza peccato vissuta su questa terra, Egli compì un’espiazione perfetta per tutta l’umanità, un’espiazione che è valida incondizionatamente per tutti per quanto attiene alla risurrezione dalla morte materiale o fisica, poiché tutti si leveranno da morte con un corpo immortale in conseguenza dell’Espiazione. Tuttavia l’Espiazione è condizionata per quanto attiene ai peccati individuali di ogni singola persona. È valida per tutti nel grado in cui ogni persona ha fede in Gesù Cristo, si pente e obbedisce al Vangelo. L’esaltazione e la vita eterna insieme a Dio sono riservate a coloro che osservano i comandamenti.

Pertanto la vita terrena è il periodo in cui dobbiamo mettere alla prova la nostra capacità di conoscere il piano del nostro Padre celeste, e naturalmente anche la nostra disponibilità a obbedire. L’obbedienza è indispensabile per ottenere l’esaltazione e la vita eterna. Re Beniamino spiegò che «il Signore Iddio ha mandato i Suoi santi profeti fra tutti i figliuoli degli uomini, per annunciare queste cose ad ogni stirpe, nazione e favella, affinché in tal modo chiunque crederà nell’avvento di Cristo possa ricevere la remissione dei suoi peccati e gioire, di un’allegrezza inesprimibile, proprio come se Egli fosse già venuto fra gli uomini» (Mosia 3:13).

Egli inoltre ammaestrò così il suo popolo: «Vorrei che consideraste lo stato benedetto e felice di coloro che osservano i comandamenti di Dio. Ecco, infatti, essi sono benedetti in ogni cosa, sia temporale che spirituale; e se perseverano fedeli fino alla fine, essi sono accolti in cielo, per dimorarvi con Dio, in uno stato di beatitudine eterna» (Mosia 2:41).

Quale cosa meravigliosa, consolante e rassicurante è sapere che l’obiettivo principale del Dio dei cieli è «l’immortalità e la vita eterna dell’uomo» (Mosè 1:39) o, in altre parole, la nostra felicità e gioia eterna. Qualche volta mi chiedo se ci rendiamo conto del vero significato di queste cose e del modo in cui dovrebbero influire sulla nostra vita. Dobbiamo dedicare un’adeguata attenzione alle dottrine della felicità – della vera felicità, infinita ed eterna. Esse dovrebbero essere la base di tutto quello che insegnamo nella Chiesa e di tutto quello che facciamo. Il profeta Joseph Smith disse: «Non si possono osservare tutti i comandamenti senza prima conoscerli, e non possiamo aspettarci di conoscerli tutti, o più di quanti ne conosciamo ora, a meno che non osserviamo quelli che abbiamo già avuto» (Insegnamenti del profeta Joseph Smith, pag. 200). Dobbiamo conoscere le dottrine fondamentali e ricevere le ordinanze di salvezza che sono indispensabili per la nostra esaltazione e felicità eterne. La nostra attuale condizione di esseri mortali stende un velo di oblio sulla nostra mente, e ci consente di dimostrare che siamo capaci di fare tutte le cose che il Signore nostro Dio ci ha comandato (vedi Abrahamo 3:25). E anche se la nostra attuale comprensione dell’eternità è limitata, tuttavia il Signore non ci ha lasciato privi di una guida. Egli ci ha dato le Scritture, gli apostoli e i profeti, tramite i quali ha rivelato il Suo piano per la nostra esaltazione e vita eterna. E abbiamo il Consolatore, lo Spirito Santo, che ci guida.

Il profeta Joseph Smith ci ha insegnato che «nell’obbedienza c’è gioia e pace senza macchia, e come Dio ha concepito la nostra felicità – e la felicità di tutte le Sue creature – così Egli non ha mai istituito, né mai istituirà un’ordinanza né darà al Suo popolo un comandamento la cui natura non miri al raggiungimento del massimo bene e della più grande gloria da parte di coloro che divengono sensibili alla Sua legge e alle Sue ordinanze» (Insegnamenti del profeta Joseph Smith, pag. 201).

La conoscenza del grande principio governante del libero arbitrio è indispensabile per conoscere il piano di felicità. Non è necessario che una persona passi troppo tempo nelle aule di questa terra per rendersi conto che il piano del Padre celeste non prevede una felicità perfetta a ogni passo del nostro cammino terreno. La vita è piena di dure realtà che affliggono il cuore e rattristano l’anima.

Non possiamo vedere la sofferenza, a prescindere dalle sue cause o origini, senza provare dolore e compassione. Posso capire perché coloro che non hanno una prospettiva eterna delle cose non riescono a guardare i terribili notiziari che ci presentano bambini che muoiono di fame e la crudeltà dell’uomo verso i suoi simili senza levare il pugno chiuso verso il cielo e gridare: «Se c’è un Dio, come può Egli consentire che accadano cose simili?»

La risposta non è facile, ma non è neppure così complicata. Dio ha messo in atto il Suo piano che procede secondo leggi naturali, che sono in effetti le leggi di Dio. E poiché sono Sue, Egli è vincolato a queste come lo siamo noi. Mi rendo conto che, per scopi che noi esseri mortali forse non comprendiamo, il Signore è in grado di controllare gli elementi. Di solito, tuttavia, Egli non causa i nostri mali, ma consente alla natura di seguire il suo corso. In questo mondo imperfetto a volte accadono brutte cose. La crosta terrestre a volte si muove e sobbalza causando i terremoti. Certe correnti causano uragani, inondazioni, cicloni e siccità.

Tante altre avversità sono tuttavia opera dell’uomo. Il cuore degli uomini si raffredda e lo spirito di Satana domina le loro azioni. Prevedendo i giorni di sofferenza dei nostri tempi, il Salvatore disse: «L’amore degli uomini si raffredderà, e l’iniquità abbonderà» (DeA 45:27). La violenza, l’immoralità e altri mali sconquassano la terra. Gran parte delle avversità trova la sua origine nel principio del libero arbitrio.

Siamo propensi a ritenere il libero arbitrio una questione personale. Se chiediamo a qualcuno di definire il «libero arbitrio morale», la risposta probabilmente è più o meno questa: «Libero arbitrio morale significa che sono libero di fare da solo le mie scelte». Spesso si trascura il fatto che le scelte hanno delle conseguenze. Dimentichiamo anche che il libero arbitrio offre agli altri lo stesso privilegio di scegliere. A volte subiamo le conseguenze negative del modo in cui gli altri scelgono di esercitare il loro libero arbitrio. Il Padre celeste ha tanto a cuore il nostro libero arbitrio, che consente ai Suoi figli di esercitarlo sia nel bene che nel male.

Il piano di felicità è disponibile a tutti i Suoi figli. Se il mondo lo abbracciasse e lo mettesse in pratica, la pace, la gioia e la prosperità abbonderebbero sulla terra. Gran parte delle sofferenze che conosciamo oggi scomparirebbero se le persone di tutto il mondo capissero e mettessero in pratica il Vangelo. Noi esseri terreni abbiamo una prospettiva limitata della vita dal punto di vista dell’eternità. Ma se conosciamo e comprendiamo il piano del Padre celeste, ci rendiamo conto che affrontare le avversità è uno dei modi principali in cui siamo messi alla prova. La nostra fede nel Padre celeste e nel Suo amato Figliolo Gesù Cristo è la sorgente della nostra forza interiore. Tramite la fede possiamo trovare la pace, il conforto e il coraggio necessari per perseverare sino alla fine. Se confidiamo in Dio e nel Suo piano per la nostra felicità con tutto il cuore, e non ci appoggiamo al nostro discernimento (vedi Proverbi 3:5), nasce in noi la speranza. La speranza scaturisce dalla fede e dà significato e scopo a tutto quello che facciamo. Può darci conforto di fronte alle avversità, forza nei momenti di prova e pace quando abbiamo motivo di dubitare o siamo in preda all’angoscia.

Concentrandoci e mettendo in pratica i principi del piano del Padre celeste per la nostra felicità eterna, possiamo separarci dalla malvagità del mondo. Se ci teniamo stretti alla corretta nozione di chi siamo, perché siamo qui su questa terra e dove possiamo andare alla fine di questa vita terrena, Satana non può minacciare la nostra felicità con nessuna specie di tentazione. Se siamo decisi a vivere secondo il piano del Padre celeste, useremo il libero arbitrio che Dio ci ha dato per prendere decisioni basate sulla verità rivelata, non sulle opinioni degli altri o sulle attuali teorie del mondo.

Per esempio, stiamo entrando in un’epoca in cui le strade dell’informatica hanno la capacità di aprirsi un passaggio per entrare nelle nostre case. Grazie alla tecnologia dei computer a fibre ottiche è possibile inviare nelle case un incredibile assortimento di messaggi e di suggerimenti. Questo mezzo sarà il canale delle informazioni che avranno il potere di cambiare la nostra cultura e quindi la nostra stessa vita. Se consideriamo l’importanza di nutrire il nostro interesse con le potenzialmente promettenti risorse di questo mezzo, dobbiamo essere sempre cauti riguardo alla scelta dei programmi e all’influsso dei mass media sella nostra vita. Coloro che conoscono il piano eterno del Padre celeste per la gioia e la felicità dei Suoi figli saranno meglio preparati a compiere le giuste scelte man mano che questo mezzo dell’informatica si estende a tutto il mondo. Il computer, la televisione, i satelliti, i microchip e anche il telefono possono tutti migliorare la nostra vita, oppure possono anche rovinarla.

Questo è il motivo per cui è importante prevedere le decisioni della vita sulla base del piano del Padre celeste. Se crediamo veramente di essere i Suoi figli, e che ci troviamo qui sulla terra per imparare a mettere in pratica mediante la fede gli insegnamenti e i comandamenti di Dio e del Suo Unigenito Figliuolo Gesù Cristo, faremo le scelte che ci qualificheranno per ritornare un giorno a vivere alla Loro presenza.

La conoscenza del vangelo di Gesù Cristo e la volontà di seguirLo come nostro Salvatore e Redentore influiranno su ogni aspetto della nostra vita, comprese tutte le nostre scelte individuali. Coloro che vivono secondo il piano eterno del Padre celeste non vorranno assorbire più informazioni di quanto sia lecito o consentito, né vorranno distruggere la loro sensibilità spirituale mediante atti immorali o l’uso di sostanze dannose. Né cercheranno cavilli dottrinali per avere motivo di contestare i dirigenti ordinati della Chiesa, né cercheranno di corrompere le semplici verità del Vangelo. Essi non cercheranno di giustificare un sistema di vita contrario al piano di felicità. Se faranno qualcuna di queste cose, non troveranno mai la pace interiore e la gioia di cui si gode vivendo nel rispetto delle norme del Vangelo. Tutti i figli del nostro Padre possono cercare con l’aiuto della preghiera di sapere chi sono, e possono trovare la vera felicità se obbediscono ai comandamenti di Dio e perseverano sino alla fine. Il presidente Howard W. Hunter disse:

«Non c’è nulla di triste o di scoraggiante nella persona che accetta le verità del Vangelo e mette in pratica questi principi nella vita quotidiana. Dio vuole che tutti i Suoi figli siano gioiosi e lieti, e possiamo godere di questa benedizione se siamo disposti a osservare i Suoi comandamenti e a vivere secondo la Sua parola in tutto quello che facciamo» (Conference Report, settembre/ottobre 1961, pag. 108).

Quando comprendiamo il piano del nostro Padre celeste, troviamo la risposta alle domande della vita nel vangelo di Cristo. Possiamo noi accettare con fede le dottrine e gli insegnamenti del Vangelo e il piano di salvezza, con convinzione di cuore e di mente. Sappiate sempre, fratelli e sorelle, che i dirigenti della Chiesa conoscono e accettano il piano del Vangelo, e lo difenderanno in ogni momento e in ogni luogo.

La mia testimonianza coincide con quella del prediletto Apostolo Giovanni: «Se sapete queste cose, siete beati se le fate» (Giovanni 13:17). Cerchiamo dunque le dottrine e i comandamenti del grande piano di felicità, e quando li avremo trovati abbracciamoli di buon animo. Se lo faremo, troveremo gioia, felicità e pace duratura. Gesù disse: «Io vi lascio pace; vi do la pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti» (Giovanni 14:27).

Vi do la mia testimonianza che la promessa di pace del Signore scaturisce dal conoscere e mettere in pratica i principi del piano di felicità del nostro Padre celeste. Possano la Sua pace e la Sua gioia scendere su tutti noi. Così prego umilmente, nel nome di Gesù Cristo. Amen. 9