Pastori spirituali

W. Eugene Hansen


Non c’è una zona neutrale tra il bene e il male. Se vi trovate dalla parte del diavolo, affrettatevi a uscirne il più rapidamente possibile.

Miei amati fratelli, sono consapevole del compito che mi è stato affidato questa sera dalla Prima Presidenza di parlare al sacerdozio della Chiesa.

Qui nel Tabernacolo si percepisce un’atmosfera di cordialità, di affetto e di fratellanza, che è una caratteristica del sacerdozio di Dio. So anche che voi che siete riuniti in tanti edifici di culto in tutto il mondo sentite lo stesso spirito di fratellanza.

Questo è un periodo fantastico in cui vivere, è la dispensazione della pienezza dei tempi (vedi Efesini 1:10; DeA 27:13).

L’umile preghiera di un ragazzo fu l’inizio di questa dispensazione, quando il Padre e il Figlio apparvero al profeta Joseph e gli affidarono l’incarico di contribuire ad aprire le porte a questo particolare periodo di tempo.

Gli antichi profeti, servi di Dio, hanno fatto visita alla terra allo scopo di restaurare le preziose chiavi del sacerdozio, chiavi dell’autorità e della responsabilità affidate loro dal Signore in un tempo precedente (vedi DeA 27).

Questa è la Chiesa restaurata di Gesù Cristo. Il nostro Salvatore, l’Unigenito Figlio di Dio, sta a capo di questa chiesa. Egli la istituì quasi duemila anni fa.

Alla sessione del sacerdozio della conferenza sono sempre colpito dal numero di giovani in età del Sacerdozio di Aaronne che sono qui presenti, molti insieme ai loro padri, alcuni con i loro nonni, altri con i loro dirigenti del sacerdozio. Voi giovani siete circondati da quello speciale, vibrante, entusiasta spirito della gioventù del nostro tempo. Perciò, durante i prossimi minuti, vorrei rivolgere a voi direttamente le mie parole.

Innanzitutto vorrei parlarvi di un’esperienza che feci quand’ero giovane, che mi insegnò un’importante lezione. Avvenne quando ero davvero molto giovane, per essere più precisi ero un ragazzo di dieci o undici anni. Stavo custodendo un gregge di pecore nelle montagne dell’Utah settentrionale, ad est di East Garland. Mio nonno mi aveva affidato le pecore, che durante l’estate venivano spinte sempre più in alto sulla montagna. Le avevo appena fatte abbeverare in un piccolo ruscello e avevo concesso loro un breve periodo di riposo prima di procedere.

Quando le pecore si furono adagiate, andai avanti per esplorare il terreno. Mi ero inoltrato di circa duecento metri nel canyon quando udii un suono che mi fece rabbrividire. Quando avete udito un serpente a sonagli, uno dei rettili più velenosi, non dimenticate mai quel suono.

Con molta cautela avanzai verso quel suono. Con mia sorpresa vidi non uno, ma tre serpenti a sonagli ad appena pochi metri di distanza da me. Stavano su un masso riscaldato dal sole di primavera. La vista di tre serpenti a sonagli tutti insieme mi affascinava, poiché raramente se ne vede più di uno alla volta, ma ero anche preoccupato, poiché le pecore avrebbero dovuto passare di lì.

Dopo pochi minuti le pecore si alzarono e iniziarono a muoversi su per il canyon. Quando furono alquanto vicine, i serpenti sembrarono rendersi conto che nella zona vi erano degli intrusi e scesero giù dal masso avviandosi verso il ruscello.

Temendo un pericolo per i miei animali, immediatamente li spinsi su per la collina, lontano dalla direzione in cui avevo visto scomparire i serpenti. Per un po’ di tempo ebbi successo, ma poi un paio di pecore si allontanarono dal gregge. Questo sembrò indurre le altre pecore a seguirle, e sembrava che non ci fosse modo di fermarle. Forse avete udito spesso l’espressione: «Andar dietro come un branco di pecore». Ebbene, questo è esattamente ciò che accadde in quell’occasione. A peggiorare le cose c’era il fatto che si stavano dirigendo verso il luogo in cui avevo veduto i serpenti a sonagli.

Avevo sperato che l’istinto naturale avrebbe tenuto le pecore a distanza di sicurezza. Ma alcune di esse furono sospinte direttamente verso i serpenti. E non c’era via di scampo per quegli animali sfortunati che furono attaccati dai rettili che avevano disturbato.

Fu una cosa triste per un giovane pastore, che dovette poco tempo dopo riferire al nonno la perdita di due dei suoi migliori capi. L’esperienza di quel giorno fu per me una chiara illustrazione di ciò che accade quando le pecore ignorano il loro pastore.

Io ero là come pastore. Ero consapevole del pericolo e cercavo di fare del mio meglio per proteggere le mie pecore. Ma quando alcune di esse cominciarono ad andare nella direzione sbagliata, altre erano decise a seguirle. Anche se soltanto due animali andarono perduti, fu lo stesso una perdita che poteva essere evitata.

Purtroppo nella vita troppo spesso vediamo le conseguenze subite da coloro che ignorano i tentativi dei loro pastori spirituali per guidarli lungo la via sicura, oltre i pericoli che essi non notano sul momento.

I genitori, vescovi, nonni, capi scout, consulenti e amici sinceri spesso possono svolgere la funzione di pastori spirituali. Notate che includo gli amici sinceri nella categoria dei pastori spirituali. Notate anche che in questo gruppo non ho incluso i «coetanei», anche se devo ammettere in alcuni casi i coetanei possono esercitare, come in effetti esercitano, un’influenza positiva.

Un amico sincero è colui che ha a cuore il vostro interesse, colui che vi incoraggia e nei momenti di debolezza vi dà la forza necessaria per aiutarvi ad evitare di commettere un grave errore. In altre parole, egli vi aiuta a evitare dolore e tristezza, imbarazzo e perdita del rispetto di voi, cosa che quasi sempre avviene quando si commette peccato. Ma purtroppo troppe volte vi sono situazioni in cui le pressioni dei coetanei hanno un effetto decisamente negativo.

Leggiamo e sentiamo parlare di molte indagini e interviste in cui i giovani rivelano che sono state proprio l’influenza e le insistenze dei coetanei che li hanno condotti a tenere un comportamento immorale e sciocco. Satana lo sa. È un esperto di inganni. Suppongo che debba esserlo, poiché ha fatto molta pratica. Egli conosce la grande influenza che un gruppo di coetanei può esercitare su un individuo.

C’è nell’uomo l’impellente desiderio di appartenere a qualcosa, di fare parte di un gruppo. Satana vince la battaglia se riesce ad indurre anche una sola persona a influire sugli altri perché compiano la scelta sbagliata, quale che sia il motivo per cui lo fanno. Spesso il più facile e semplice stimolo a commettere il male è la convinzione «che tutti lo fanno» oppure «è divertente», oppure ancora: «come fai a sapere che ti fa male se non provi?»

Non lasciatevi ingannare. Non lasciatevi influenzare da questo genere di lusinghe. Tenete gli occhi al di sopra della folla. Siate un individuo a pieni diritti. Vi sono stati insegnati i principi giusti. Tenetevi stretti ad essi.

Non c’è una zona neutrale tra il bene e il male. Se vi trovate dalla parte del diavolo, affrettatevi a uscirne il più rapidamente possibile. Per quanto forte fosse Nefi, non riesco a dimenticare la sua umile preghiera: «O Signore . . . mi renderai tale che sia scosso all’apparizione del peccato?» (2 Nefi 4:31).

Alcuni stoltamente cercano di giustificare una condotta che sanno essere sbagliata: «È cosa da poco, una cosa senza importanza». Anche se può essere vero che quella particolare condotta non costituisce un grave peccato, tuttavia l’aspetto più pericoloso della questione è che essa vi mette sulla strada sbagliata. Le «piccole mancanze» hanno la caratteristica di portarvi a «gravi mancanze».

Le parole di un religioso americano, Harry Emerson Fosdick, contengono ulteriori istruzioni in proposito: «I grandi peccati che commettiamo in questa vita di solito non sono intenzionali. Non abbiamo cominciato con l’intenzione di arrivare a questo punto; non ci pensavamo nemmeno . . . Quindi osservate la strada sulla quale vi trovate! Colui che raccoglie un bastone a un’estremità, ne raccoglie anche l’altra. Colui che sceglie l’inizio di una strada, sceglie anche la destinazione alla quale lo porterà» (Living Under Tension [1941], 110-111).

Miei giovani fratelli, sapete cos’è giusto. Siete stati istruiti diligentemente. Avete lo Spirito Santo. Il vostro impegno è quello di rimanere forti e fedeli. Mantenete puliti e puri il vostro corpo e la vostra mente. Prendete al più presto la decisione di scegliere la strada giusta e di rimanervi. Il vostro Padre celeste vi ama. Egli ha fiducia in voi. Vuole che siate felici. Vi ha dato lo schema da seguire (vedi DeA 52:14). Questo schema è il vangelo di Gesù Cristo.

Una delle più grandi benedizioni di questa dispensazione è la presenza di profeti viventi che ci danno direzione e guida. Il presidente Gordon B. Hinckley è oggi il nostro amato profeta. Egli vi ama. Ascoltate i suoi consigli:

«Date prova della vostra forza, mostrate la vostra indipendenza, dicendo no quando siete oggetto delle insistenze dei vostri compagni. La vostra forza rafforzerà i deboli. Il vostro esempio darà risolutezza agli altri» (La Stella, luglio 1987, pag. 45).

«Potete stabilire il genere di vita che condurrete quando avrete trenta o quarant’anni da ciò che fate nella vostra adolescenza» (citato in Ensign, dicembre 1995, 66).

Prego che prenderete le decisioni che porteranno alla vera felicità.

Questa è la chiesa di Gesù Cristo. Questa è la Sua opera. Di questo io porto testimonianza, nel nome di Gesù Cristo. Amen.