Ascoltiamo la voce del Signore

Francisco J. Viñas

Of the Second Quorum of the Seventy


Francisco J. Viñas
Quando le persone ascoltano e accettano con umiltà e semplice fede le parole dei profeti, ricevono le benedizioni del Signore.

Ultimamente ho riflettuto a lungo sugli effetti positivi che il fatto di ascoltare la voce del Signore ha avuto nella mia vita e in quella di altre persone, in particolare quando questa voce ci perviene tramite i Suoi servi e per il tramite dello Spirito Santo.

Il fatto che io mi trovi qui questo pomeriggio è di per sé una benedizione di cui devo esprimere gratitudine ai miei genitori, i quali molti anni fa, quando i missionari vennero a cercarli, ascoltarono per la prima volta la voce del Signore tramite i Suoi servi e ne misero in pratica i precetti. Quell’atto di fede cambiò il corso della loro vita ed ebbe una grande influenza sui loro figli e nipoti.

Dato che sono cresciuto nella Chiesa in Uruguay e sono stato testimone di questo meraviglioso lavoro in altri paesi del Sud America, ho avuto modo di osservare attentamente l’effetto che l’ascolto diligente e umile della voce del Signore ha avuto nella vita di molte persone. Osservai lo stesso effetto quando tornai a vivere in Spagna e vidi il cambiamento che avveniva nella vita delle persone quando ascoltavano diligentemente i servi del Signore e sviluppavano la fede sufficiente a obbedire ai comandamenti. Come Paolo scrisse ai Romani: «Così la fede vien dall’udire e l’udire si ha per mezzo della parola di Cristo» (Romani 10:17).

La promessa che fu fatta al popolo dell’antica Israele è fatta a noi oggi:

«Ora, se tu ubbidisci diligentemente alla voce dell’Eterno, del tuo Dio, avendo cura di mettere in pratica tutti i suoi comandamenti che oggi ti do, avverrà che l’Eterno, il tuo Dio, ti renderà eccelso sopra tutte le nazioni della terra;

e tutte queste benedizioni verranno su te e si compiranno per te, se darai ascolto alla voce dell’Eterno, dell’Iddio tuo» (Deuteronomio 28:1–2).

L’esortazione ad ascoltare attentamente la parola del Signore è stata ribadita in tutte le dispensazioni. Durante il Suo ministero terreno il Salvatore spesso diceva queste parole: «Chi ha orecchi da udire oda» (Matteo 13:9, 43; Marco 4:23; Luca 8:8; 14:35). Egli disse anche: «Colui che ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna» (Giovanni 5:24).

La prefazione, rivelata dal Signore, di Dottrina e Alleanze, che noi conosciamo come sezione 1 di questo libro, comincia con le parole: «Ascoltate, o voi, popolo della mia chiesa, dice la voce di Colui che dimora in alto ed i cui occhi sono su tutti gli uomini; sì, in verità Io dico: Ascoltate, voi, popoli da lungi; e voi che siete sulle isole del mare, ascoltate insieme» (DeA 1:1).

Re Beniamino iniziò il suo possente sermone con queste parole: «Voi tutti che vi siete riuniti . . . potete udire le parole che vi dirò oggi; poiché non vi ho comandato di salire qui per prendere alla leggera le parole che vi dirò, ma affinché mi diate ascolto, e apriate le orecchie per poter udire, e il vostro cuore per poter comprendere, e la mente affinché i misteri di Dio possano essere svelati al vostro sguardo» (Mosia 2:9).

Questa esortazione ad aprire le orecchie per ascoltare non sempre ottiene la stessa reazione. Mentre alcuni dimostrano la volontà di ascoltare attentamente e di obbedire alle parole del Signore, altri sembrano chiudere le orecchie, non volendo né udire né obbedire. Vi sono altri lenti ad ascoltare, ma che alla fine ascoltano e diventano obbedienti. Per tutte queste persone il risultato dell’atteggiamento tenuto verso la voce del Signore produce che in molti casi hanno natura eterna.

Un esempio di coloro che chiudono le orecchie si trova nel capitolo 15 di 1 Samuele dove Saul, che era stato unto re d’Israele, mise da parte i consigli e gli ammonimenti del profeta del Signore e cercò di giustificare gli errori del suo comportamento. Samuele, il profeta, rimproverò Saul e gli spiegò che «l’ubbidienza val meglio che il sacrificio, e dare ascolto val meglio che il grasso dei montoni». Egli quindi indicò a Saul le conseguenze del suo atteggiamento: «Giacché tu hai rigettata la parola dell’Eterno, anch’egli ti rigetta come re» (1 Samuele 15:22–23). Dall’esempio di Saul apprendiamo che l’orgoglio è un grande ostacolo all’ascolto della voce del Signore.

Nel capitolo 5 di 2 Re leggiamo la storia di Naaman, comandante dell’esercito siriano, che venne a chiedere aiuto al profeta Eliseo per guarire dalla lebbra. Il profeta mandò uno dei suoi servitori a dire a Naaman: «Va’, lavati sette volte nel Giordano; la tua carne tornerà sana, e tu sarai puro» (2 Re 5:10). Questa risposta non piacque a Naaman, che se ne andò adirato. Grazie all’intervento dei suoi servi che lo persuasero a obbedire alle istruzioni del profeta, Naaman infine «scese e si tuffò sette volte nel Giordano, secondo la parola dell’uomo di Dio; e la sua carne tornò come la carne d’un piccolo fanciullo, e rimase puro» (v. 14). Da questo episodio apprendiamo che spesso le parole dei profeti non rispondono alle nostre aspettative, né rispecchiano il nostro modo di vedere le cose. Qualche volta ci sembra che abbiamo bisogno di qualcun altro, oltre ai profeti, che ci persuada ad ascoltare la voce del Signore.

Nel capitolo 17 di 1 Re leggiamo di una povera vedova che viveva a Sarepta in un periodo di grande carestia a causa della siccità. A quella povera donna rimaneva soltanto una manciata di farina e un po’ d’olio per nutrire se stessa e suo figlio. Con questo poco cibo ella aveva intenzione di preparare un ultimo pasto e poi morire. Il profeta Elia le chiese di dare prima a lui qualcosa da mangiare, con la promessa che, se lo avesse fatto, la farina e l’olio non sarebbero mai venuti meno fino al ritorno delle piogge:

«Ed ella andò e fece come le avea detto Elia; ed essa, la sua famiglia ed Elia ebbero di che mangiare per molto tempo.

Il vaso della farina non si esaurì, e l’orciuolo dell’olio non calò, secondo la parola che l’Eterno avea pronunziata per bocca d’Elia» (1 Re 17:15–16).

Così vediamo che quando le persone ascoltano e accettano con umiltà e semplice fede le parole dei profeti, ricevono le benedizioni del Signore.

Per riassumere, possiamo udire la voce del Signore ascoltando i servi del Signore, studiando le Scritture e tramite i suggerimenti, inviatici per rivelazione, dello Spirito Santo. E il Signore chiama «i miei eletti» coloro che non soltanto odono, ma danno anche ascolto alla parola del Signore: «Poiché i miei eletti ascoltano la mia voce e non induriscono il loro cuore» (DeA 29:7).

Penso che la nostra capacità e volontà di udire possano crescere e che le nostre orecchie possano aprirsi per ascoltare più chiaramente la voce del Signore. Nella sezione 136, versetto 32, troviamo un’esortazione che ci aiuterà a fare proprio questo: «Che colui che è ignorante apprenda la saggezza umiliandosi e invocando il Signore suo Dio, affinché i suoi occhi siano aperti per vedere e le sue orecchie aperte per intendere» (DeA 136:32). Tramite l’umiltà e la preghiera possiamo sviluppare e migliorare la nostra capacità di prestare attenzione alle parole di vita che si riverseranno come benedizioni su di noi e sui nostri cari.

Questa conferenza è una grande occasione per ascoltare la voce del Signore, per seguire i consigli che ci sono stati impartiti e recepire con profitto gli insegnamenti che abbiamo ricevuto. So che Dio Padre Eterno vive, che Gesù Cristo vive ed è nostro Salvatore e nostro Redentore. So che il presidente Gordon B. Hinckley è un profeta del Signore e che questa è la vera chiesa. Porto testimonianza della veridicità del Libro di Mormon e del ruolo divinamente stabilito del profeta Joseph Smith. Porto testimonianza di questo, nel nome di Gesù Cristo. Amen. 9