Ci state tanto a cuore che vi mandiamo quanto abbiamo di meglio

Richard C. Edgley


I nostri missionari . . . vengono nelle vostre case solamente per portare ulteriori prove, nuove Scritture, che dimostrano che Dio vive, che Gesù è il Cristo.

Oggi vorrei rivolgere le mie parole a coloro tra voi che non appartengono alla nostra fede e seguono i nostri discorsi. Parlo come uno dei centomila e più padri e madri dei cinquantamila missionari della nostra Chiesa che servono il Signore in ogni parte del mondo. Parafrasando lo slogan di una importante azienda che produce biglietti d’auguri: «Ci state tanto a cuore che vi mandiamo quanto abbiamo di meglio». 1

I genitori a nome dei quali parlo oggi abitano in ogni parte del mondo. Abitano nelle pianure dell’Iowa e nelle strade del Bronx. Abitano nelle città del Perù o della Bolivia. Abitano nei Monti Ozarks e nelle giungle della Colombia e del Kenya. Appartengono a ogni strato sociale e condizione economica. Tuttavia tutti hanno qualcosa in comune: «Gli state tanto a cuore che vi mandano quanto hanno di meglio». Sì, vi mandiamo per due anni i nostri migliori giovani, uomini e donne, sulla soglia della loro vita di adulti: vi mandiamo i nostri figli che abbiamo amato, istruito e nutrito.

Gioiamo dei loro successi, soffriamo per le loro delusioni e insuccessi e preghiamo continuamente per loro. In breve, abbiamo per loro gli stessi sentimenti di amore, le stesse emozioni, gli stessi sogni che voi avete nei riguardi dei vostri figli.

Mandiamo questi giovani e coppie già mature in tutte le parti del mondo, dovunque i governi e i paesi sono disposti ad accoglierli. Vivono in ogni condizione, quasi sempre privi delle comodità a cui sono abituati. Spesso vivono in ambienti insoliti, che sono a volte ostili verso chi vuole insegnare i principi di salvezza di Gesù Cristo.

Alle molte migliaia di voi che non appartengono alla nostra fede, ma che hanno fatto amicizia con questi giovani, esprimiamo il nostro sincero ringraziamento e preghiamo affinché il Signore riversi su di voi copiose benedizioni.

La chiamata a servire in missione arriva raramente nel momento più adatto. Molti hanno appena finito da un anno la scuola superiore. Molti hanno appena iniziato gli studi universitari. Alcuni hanno rinviato o addirittura rinunciato ad allettanti professioni. Hanno venduto la loro macchina, per un po’ hanno lasciato da parte la ragazza o il ragazzo, hanno rimandato l’iscrizione all’università, hanno rinunciato a borse di studio, rimandato l’inizio della carriera. Dietro ogni missionario c’è una storia di anni di impegno personale, di preparazione, di sacrificio personale e di esempi di amore per il Salvatore. E ci sono poi quei ragazzi e ragazze degni che maturano nel loro cuore il grande desiderio di svolgere una missione, ma che a causa di problemi fisici, di salute o altri impedimenti, sono onorevolmente esonerati.

La vita del missionario non è facile. Dopo la preparazione che avviene durante la fanciullezza e l’adolescenza studiando le Scritture, preparandosi finanziariamente, mantenendosi degni (includendo la purezza sessuale e l’astensione da tabacco, alcool e droga), i missionari vengono ammessi in uno dei diversi centri di addestramento sparsi in tutto il mondo. Questo è l’unico addestramento formale che ricevono: due settimane, se sono destinati in un paese in cui si parla la loro lingua, due mesi se devono imparare un’altra lingua. La giornata nel campo di missione è davvero piena. Inizia ogni mattina alle 6,30 con due ore di studio; segue una dozzina di altre ore di duro e spesso scoraggiante lavoro che si protrae fino all’ora di andare a letto, circa alle 22. Questo lavoro consiste principalmente nel fare proselitismo e insegnare, ma comprende anche un generoso quantitativo di tempo speso a fare del volontariato nella comunità. Si possono incontrare mentre insegnano l’inglese in paesi stranieri, mentre donano il proprio tempo presso ospedali e ospizi, dando da mangiare a chi è solo e non ha una casa, o svolgono altri servizi a beneficio della comunità. Hanno mezza giornata alla settimana per la preparazione personale, per scrivere lettere, per un po’ di riposo e di ricreazione. Nella missione sono esclusi il corteggiamento, la musica leggera, le spiagge, il nuoto e molte altre attività che possono essere considerate normali per i ragazzi e le ragazze della loro età.

Alcuni al di fuori della nostra chiesa possono pensare che la missione sia un sacrificio pesante e illogico. I nostri missionari non lo vedono come un sacrificio. Lo vedono invece come un modo di esprimere il loro amore al Salvatore, che disse: «Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura» (Marco 16:15). Lo vedono come un’occasione per esprimere il loro amore a tutta l’umanità. Lo vedono come un’occasione di testimoniare di Gesù Cristo, il Figlio del Dio vivente, il Redentore del mondo. Lo vedono come un’occasione di crescere nella fede in Cristo e di insegnare i Suoi principi di salvezza e la Sua dottrina, fonte di consolazione. Io lo vedo come una delle caratteristiche più emblematiche del vero cristianesimo. Vedo questi giovani missionari come dei veri cristiani che col loro servizio sono esempi dei più alti valori cristiani, testimoniando e servendo il nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo.

I missionari continuano ad aumentare: oggi più di cinquantamila, domani più di sessantamila, in futuro settantamila, ragazzi, ragazze e coppie al lavoro in tutto il mondo. Mentre molti ragazzi e ragazze della loro età stanno vagando senza meta in cerca di uno scopo da dare alla vita, altre decine di migliaia di giovani sono invece dediti a questa grande causa per servire il Signore. Si preparano, si sacrificano, poi partono. Partono perché credono in Dio e nella fratellanza fra tutti gli uomini.

Alcuni si chiedono perché i nostri missionari lasciano le comodità delle loro case e rinunciano a due anni di vita per portare il messaggio del Vangelo in terre straniere e in luoghi sconosciuti. Altri si chiedono perché vengono mandati in ogni parte del mondo, perfino in paesi che sono cristiani. Nel terzo capitolo di Giovanni, versetto sedici, leggiamo: «Poiché Iddio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede il lui non perisca, ma abbia vita eterna». I nostri missionari vanno in ogni nazione e tra ogni popolo perché hanno una forte e incrollabile testimonianza che Dio ama ancora il mondo e che ha di nuovo parlato a conferma del Suo amore. Egli ha riportato sulla terra preziose verità che si erano perdute nel corso di quei secoli nei quali i Cristiani furono perseguitati, anni di oscurità e di confusione; verità indispensabili per la nostra pace e felicità. Sono verità talmente indispensabili alla nostra salvezza eterna che il nostro affettuoso Padre ce le ha restituite in tutta la loro pienezza. Dopo il ministero di Cristo e la Sua ascensione in cielo, l’apostolo Pietro profetizzò una restaurazione di tutte le cose prima che Cristo tornasse per la Sua seconda venuta. Disse:

«Ch’Egli vi mandi il Cristo che v’è stato destinato, cioè Gesù, che il cielo deve tenere accolto fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose» (Atti 3:20-21; corsivo dell’autore).

Questi missionari vanno in tutto il mondo pieni di amore e di fede perché hanno la certezza dell’adempimento della profezia di Pietro in merito alla restaurazione di tutte le cose. Portano testimonianza di una restaurazione tanto meravigliosa che solo la mano di Dio poteva realizzarla – così miracolosa che la si può concepire soltanto se si comprende il potere di Dio e il Suo amore per tutta l’umanità – di una storia così divina che la sua verità può essere accettata soltanto tramite una manifestazione personale da parte dello Spirito Santo, che il Salvatore promise come Suo modo di testimoniare la verità a tutti coloro che la cercano in preghiera.

I nostri missionari non si permettono di togliere alcuna preziosa verità, valore o principio che hanno condotto molti di voi a una vita di onesto e devoto servizio nei confronti del Signore. Vengono nelle vostre case solamente per portare ulteriori prove, nuove Scritture, che dimostrano che Dio vive, che Gesù è il Cristo, che nel Getsemani e sulla croce espiò per i nostri peccati. Portano un messaggio per confermare la Sua vita e la grandezza della Sua bontà e del Suo amore.

Vi porteranno testimonianza di una meravigliosa visione, considerata miracolosa nei nostri giorni pieni di dubbi, ma che nessuno oserebbe mettere in dubbio se fosse avvenuta duemila fa. Questi missionari spiegheranno come Dio e Cristo apparvero a un giovane di soli quattordici anni per dare inizio a questa restaurazione. Vi parleranno di altri messaggeri celesti che sono venuti a restaurare l’autorità, la dottrina e gli insegnamenti di Cristo, nella loro pienezza e semplicità. Vi racconteranno avvenimenti belli e meravigliosi, tanto meravigliosi che voi vi commuoverete man mano che vi saranno esposti.

I missionari vi spiegheranno il vero scopo di questa vita terrena. Vi aiuteranno a capire da dove veniamo, perché siamo qui e perché è necessario e desiderabile sperimentare le vicissitudini della vita terrena, compresa la sofferenza, il dolore, il peccato, e la morte, come pure la gioia e la felicità. Vi spiegheranno come attraverso gli insegnamenti di Cristo si possono trovare pace e guida in questo mondo a volte pericoloso e turbolento. Forse, cosa più importante di ogni altra, vi spiegheranno l’importanza che la santità della famiglia riveste per Dio. Per i mariti e le mogli che si amano e amano i loro figli ci sarà un messaggio su come potranno vivere per sempre insieme con i loro figli, anche oltre la tomba. Infine vi insegneranno come potrete ricevere una testimonianza personale in merito alla verità di queste cose.

Sì, «ci state tanto a cuore che vi mandiamo quanto abbiamo di meglio». A voi che non siete della nostra fede: quando due giovani con camicia bianca e cravatta, o due graziose ragazze, o una coppia di coniugi bussano alla vostra porta e si presentano come rappresentanti della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, vi esorto a farli entrare. Ascoltate il loro messaggio e traete poi le conclusioni. Vi consiglio di non accettare solo il loro messaggio, ma di chiedere fervidamente al nostro Padre Celeste se tutto ciò è vero e può aver valore per voi e la vostra famiglia; poiché Egli è l’autore di tutta la verità e ha promesso la Sua testimonianza a coloro che la cercano sinceramente.

Vi dichiaro solennemente che lo Spirito mi ha portato testimonianza che queste cose sono vere. Lo Spirito ha portato questa testimonianza a più di cinquantamila missionari, a più di centomila genitori e a migliaia di famiglie di fedeli che si sacrificano per offrire a voi tutti il loro dono più prezioso: il loro messaggio. Insieme con loro noi dichiariamo solennemente che lo Spirito vi porterà conferma della verità se ascolterete il messaggio e chiederete al Padre celeste di ricevere una conferma personale di tale verità.

Aggiungo solennemente la mia testimonianza a quella dei nostri missionari, dei loro genitori e dei milioni di altre persone che hanno ricevuto la stessa testimonianza, che Dio vive, che Gesù è il Cristo. Egli è il nostro Salvatore, il nostro Redentore e che ci ama, ama tutti noi, e ha restaurato il Suo vangelo nella sua pienezza. Nel nome di Gesù Cristo. Amen. 9

Mostra riferimenti

  1.  

    1.  Hallmark Cards, Inc.