«Vescovo, aiuto!»

Of the Quorum of the Twelve Apostles


Dallin H. Oaks
Il fardello del vescovo è davvero pesante. Egli non può portarlo senza l’appoggio dei dirigenti e membri del rione.

Miei cari fratelli e sorelle, comincio col raccontare un episodio che avvenne in un grande rione di Provo circa vent’anni fa. Durante la riunione sacramentale un bambino cominciò a fare le bizze. Dopo alcuni minuti di tentativi da parte della madre di calmare quel suo figlioletto di tre anni, ella, disperata, lo passò al padre, il quale era seduto vicino al corridoio quasi in prima fila. I capricci del bambino ormai distraevano sia l’oratore che la congregazione, e tutti erano consapevoli delle difficoltà dei genitori. Il padre aveva molto meno pazienza della madre, poiché dopo pochi momenti si mise il bambino sulla spalla, si alzò e si avviò verso la porta posteriore della cappella. Guardando indietro sopra la spalla di suo padre, e consapevole della determinazione del genitore, il bambino si calmò e cominciò a preoccuparsi. Proprio mentre il padre stava aprendo la porta posteriore della cappella, il bambino allungò le braccia verso il podio e gridò: «Vescovo, aiuto!»Nella vita di tutti noi vi sono delle occasioni in cui dobbiamo allungare le braccia verso il vescovo o i suoi consiglieri per chiedere aiuto. Forse abbiamo bisogno di consigli ispirati, di un’opinione qualificata, di un aiuto per i nostri familiari o per noi stessi. Forse cerchiamo una maggiore conoscenza del Vangelo o dei compiti attinenti alla nostra chiamata. In momenti di difficoltà possiamo aver bisogno di un’assistenza materiale. Possiamo anche aver bisogno di essere corretti per poter tornare sulla via che porta al progresso. Il loro esempio di vita retta per noi è sempre un aiuto. Sia ringraziato il cielo per i fedeli e ispirati vescovi e presidenti di ramo e i loro consiglieri!Il vescovo (o presidente del ramo) ha molti doveri. Come presidente del Sacerdozio di Aaronne egli dirige personalmente i programmi e le attività dei giovani, uomini e donne, del rione. Egli e i suoi consiglieri intervistano ognuno di loro una volta l’anno. Dedicano particolare attenzione a insegnare i principi giusti; incoraggiano sempre i nostri giovani a prepararsi per le alleanze che faranno nel tempio.Come sommo sacerdote presiedente il vescovo dirige tutti i quorum, organizzazioni ausiliarie, attività e programmi del rione. Le chiamate alle posizioni di responsabilità nel rione avvengono sotto la sua direzione. Lo stesso avviene per l’insegnamento familiare e l’insegnamento in visita e la celebrazione di ordinanze come il battesimo. Assistito in tutto questo dai suoi consiglieri, egli ha la responsabilità della riunione sacramentale e dell’insegnamento del Vangelo in tutte le classi del rione. Il vescovato dirige anche tutte le altre riunioni del rione, comprese quelle del comitato esecutivo del sacerdozio e del consiglio del rione.Il vescovato ha anche il compito di seguire il servizio svolto nella Chiesa di tutti i membri del rione che lavorano sotto la sua direzione. Consapevoli della situazione del rione, i componenti del vescovato stabiliscono un giusto equilibrio tra il tempo da dedicare a attività del rione e quello che deve essere dedicato alla famiglia. Essi sono anche consapevoli dello scopo del programma delle nostre riunioni domenicali unificate, che non fu istituito per reperire del tempo da dedicare ad altre riunioni domenicali, ma per consentire ai membri della Chiesa di trascorrere più tempo in famiglia, per studiare personalmente il Vangelo e per servire il prossimo.Il vescovato (o presidenza del ramo) ha anche la responsabilità delle finanze dell’unità. Questi fratelli ricevono le decime e le offerte, controllano il bilancio e le spese dell’unità, consegnano i fondi e si accertano che si tenga un’adeguata documentazione. Il vescovo è il giudice che stabilisce come si devono usare i beni e i fondi della Chiesa per provvedere alle necessità materiali dei fedeli. Egli ha anche il dovere di cercare i poveri e i bisognosi.Il vescovo è il giudice e il pastore che ha il potere di discernimento e il diritto alla rivelazione e ispirazione per la guida del gregge. Egli ha il dovere di tenere le interviste per stabilire la dignità e quindi autorizzare i fedeli ad andare al tempio, emanare le chiamate alle posizioni di responsabilità nel rione, effettuare le ordinazioni al sacerdozio e emanare la chiamata dei missionari. Egli amministra la disciplina ufficiale e ufficiosa in conseguenza della violazione delle leggi della Chiesa e consiglia e aiuta i fedeli su come evitare la necessità di essere sottoposti a misure di disciplina.Anche se alcuni dei loro doveri non possono essere delegati, per svolgere la maggior parte di questi compiti il vescovo e i suoi consiglieri hanno bisogno dell’assistenza di molte altre persone che lavorano sotto la loro direzione: segretario esecutivo, archivisti, presidenti e dirigenti di gruppi dei quorum, presidenze delle organizzazioni ausiliarie, dirigenti e insegnanti. Il vescovo deve saper delegare efficacemente, altrimenti rimarrà schiacciato sotto il peso dei suoi doveri o sarà frustrato vedendo che tanti di essi non vengono svolti.Mi stupisco dinanzi al lavoro fatto dai nostri vescovi e presidenti di ramo. Durante la mia vita la mia famiglia ha avuto molti vescovi. Abbiamo amato ognuno di loro e i loro consiglieri, e abbiamo sentito nella nostra vita il loro affetto e la loro disponibilità ad aiutarci. Ognuno di loro aveva una diversa personalità, ma ognuno era un devoto servo del Signore. Ho visto il peso della responsabilità accrescere la loro statura, e ho gioito dello stupendo servizio reso da loro ai fedeli. Dio benedica i vescovi e i vescovati di questa chiesa!C’è un’altra cosa che dobbiamo menzionare riguardo ai vescovi. Non sono specialisti. Non abbiamo vescovi la cui attenzione è esclusivamente dedicata ai giovani, agli anziani, alle persone sposate, a quelle maltrattate o a particolari professioni o gruppi etnici. Per rivelazione del Signore e sotto la direzione dei Suoi profeti, un vescovo viene ordinato e messo a parte a presiedere a un rione i cui confini sono geografici e i cui fedeli comprendono tutti coloro che vi risiedono. Per questo motivo il vescovo provvede alle necessità dei vecchi e dei giovani, delle persone sposate e di quelle non sposate, dei ricchi e dei poveri, delle persone attive e di quelle meno attive. In tutto quello che fa, egli cerca di unificare il gregge in modo che noi possiamo essere istruiti e servire in gruppi di santi che trascendono le considerazioni dettate dall’età, stato civile, ascendenza e condizioni economiche. I nostri vescovi guidano i fedeli in tutti gli sforzi che essi compiono per obbedire al comandamento del Salvatore: «Siate uniti; e se non siete uniti non siete miei» (DeA 38:27).Il Signore disse ai primi membri della Sua chiesa che la voce dei Suoi servi è la voce del Signore e che la mano dei Suoi servi è la mano del Signore (vedi DeA 1:38; 36:2). Porto testimonianza della verità di questo principio, che impone ai membri della Chiesa il solenne dovere di essere leali verso i loro dirigenti e fedeli nel seguire le loro direttive. Posso dichiarare che se lo faremo, il Signore ci benedirà. Questo principio impone una grande responsabilità anche a coloro che detengono un ufficio in questa chiesa. I dirigenti devono assicurarsi di esercitare la loro sacra autorità «per persuasione, per longanimità, per gentilezza e mansuetudine, e con amore sincero» (DeA 121:41).Oggi in questa chiesa abbiamo più di quindicimila vescovi e ottomila presidenti di ramo. Quando conteggiamo i loro consiglieri, il numero totale delle persone che fanno parte dei vescovati e delle presidenze di ramo supera le sessantacinquemila. Noi lodiamo e onoriamo questi degni pastori del gregge, giudici in Israele, dirigenti e insegnanti dei fedeli, uomini che amano e sono amati da coloro che noi serviamo come assistenti pastori del Signore Gesù Cristo. Dio benedica questi bravi uomini! E Dio benedica le loro fedeli mogli, la cui lealtà e sostegno rendono loro possibile servire.All’inizio di questo discorso ho citato le parole di un bambino di tre anni che gridò: «Vescovo, aiuto!» Ora voglio scambiare queste parole e farne una sfida per ognuno di voi: «Aiutate il vescovo!»La nostra attuale situazione è diversa da quella in cui si trovavano i vescovi, i loro consiglieri e i membri della Chiesa nei tempi passati. Oggi abbiamo dirigenti locali nella maggior parte del mondo. Molti rioni e rami geografici si trovano in grandi città e comprendono centinaia di migliaia e anche milioni di persone. Alcuni vescovi viaggiano durante la settimana o fanno i pendolari per lunghe ore e su lunghe distanze per lavorare, praticamente isolati dai loro familiari e dai fedeli per la maggior parte delle ore della settimana. Tuttavia abbiamo anche mezzi di comunicazione e di trasporto che nei tempi passati neppure si sognavano. Quali che siano stati i cambiamenti materiali avvenuti con il trascorrere degli anni, la natura delle chiamate dei dirigenti locali non è cambiata, né è cambiata la loro ricompensa. Essi non ricevono il denaro che si usa sulla terra, poiché la ricompensa delle loro fatiche viene effettuata secondo il piano di retribuzione rinviata concepito dal Signore.Immutato è anche il fatto che mentre lottano per assolvere i doveri delle loro chiamate, i vescovi e i loro consiglieri devono anche guadagnarsi da vivere e occuparsi dei loro altri doveri familiari. Essi lo fanno non soltanto per l’amore che nutrono per la moglie e per i figli, ma anche perché hanno la responsabilità di essere modelli di comportamento per i componenti del loro gregge. Il fardello è pesante, è un fardello che non si può portare senza l’efficace sostegno degli altri dirigenti e dei membri del rione.Come li possiamo aiutare? Per alleggerire il fardello del vescovato, le presidenze delle organizzazioni ausiliarie e le presidenze dei quorum e i capigruppi del Sacerdozio di Melchisedec devono esercitare il loro spirito di iniziativa e funzionare appieno nell’assolvere i grandi compiti delle loro chiamate. I vescovi hanno la responsabilità di chiamare, ma non deve essere chiesto loro di implorare o di spingere. Tutti noi dobbiamo accettare le chiamate che ci sono affidate e servire con tutta la diligenza. La chiamata che gli uomini più spesso ricevono è quella di insegnante familiare, e per le donne della Società di Soccorso è l’insegnamento in visita. Quando vengono svolte diligentemente, queste importanti chiamate possono alleggerire considerevolmente il fardello del vescovato. Gli insegnanti familiari e le insegnanti visitatrici sono gli occhi, le orecchie e le mani del vescovo. Fratelli e sorelle, aiutate il vescovo e i suoi consiglieri facendo diligentemente e fedelmente le vostre visite e vegliando sulle famiglie della Chiesa come insegnanti familiari e insegnanti visitatrici.Ognuno di noi deve fare tutto il possibile, secondo i principi di autosufficienza del Vangelo, per provvedere a noi stessi e ai nostri familiari sia materialmente che spiritualmente. Poi, se sarà necessario chiedere aiuto, sapremo di aver fatto prima tutto il possibile. Questo significa aiutare i nostri parenti vicini e lontani al massimo delle nostre possibilità, in modo che il vescovo non debba portare i fardelli che in primo luogo dovrebbero essere portati dai singoli individui e dai loro familiari.Un altro modo di aiutare i nostri vescovi e i loro consiglieri oberati di fardelli è stare attenti a non far perdere loro del tempo prezioso per cose di cui altre persone possono occuparsi. Se abbiamo bisogno di un indirizzo o di un numero di telefono o di aiuto per svolgere un compito di routine, non dobbiamo rivolgerci a un componente del vescovato. Lasciamo loro il tempo per occuparsi delle pesanti responsabilità che appartengono esclusivamente a loro. Rivolgiamoci ad altri per le cose di cui questi possono occuparsi.Quando è necessario mettersi in contatto con i nostri dirigenti locali, dobbiamo ricordarci che essi hanno anche il loro lavoro. Non chiamiamoli sul posto di lavoro, a meno che non si tratti di una vera situazione di emergenza. Stiamo attenti a non mettere a rischio il lavoro dei nostri dirigenti. I fedeli non devono neppure aspettarsi che i loro dirigenti locali li gratifichino con i prodotti della loro occupazione. I nostri dirigenti sono chiamati a servirci nella Chiesa, non in veste di professionisti o commercianti.Dobbiamo ricordare che i nostri dirigenti sono anche mariti e padri. Sono vescovi o consiglieri per un certo tempo, ma non verranno mai rilasciati dai loro doveri familiari, che sussistono per l’eternità. I nostri dirigenti hanno bisogno del tempo necessario per occuparsi anche dei loro doveri familiari, e un po’ di considerazione da parte nostra sarà molto utile.Ho sofferto davvero molto per una giovane madre che si chiedeva perché mai suo marito, il vescovo, aveva dovuto dedicare sei ore a consigliare un membro bisognoso del rione una domenica dopo la riunione sacramentale. Egli non arrivò a casa prima delle sei di sera, cosa che già di per sé non andava bene, ma si dava il caso che quella domenica fosse anche il giorno di Natale. Sono sicuro che quel vescovo si sentiva in obbligo di dare l’aiuto che gli era stato richiesto, ma mi chiedo anche se quella persona che aveva bisogno di aiuto non poteva aspettare un altro giorno e consentire al vescovo di trascorrere il pomeriggio di Natale con la sua famiglia. Naturalmente questo è un caso estremo, ma il problema in sé non è eccezionale, come possono confermare molti vescovi e le loro mogli.Un caso più comune mi è stato riferito in un rione che ho visitato ultimamente a Salt Lake City. La moglie di un componente del vescovato tenne un discorso nella riunione sacramentale. Ringraziò i membri del rione che non li chiamavano al telefono il lunedì sera. Ella disse che quello era l’unico giorno della settimana in cui ella e i suoi figli potevano contare sulla presenza in famiglia del rispettivo marito e padre. Questa assenza di telefonate il lunedì sera è un buon esempio per tutti i rioni e rami.Fratelli e sorelle, in questa chiesa gli uffici di vescovo, presidente di ramo e loro consiglieri sono sacri. Gli uomini che detengono questi uffici sono rispettati dal Signore, ispirati dal Suo Spirito e hanno i poteri di discernimento necessari al loro ufficio. Noi li onoriamo e li amiamo, e lo dimostriamo con la considerazione che abbiamo per loro.Porto testimonianza del Signore Gesù Cristo, a cui appartiene questa chiesa e di cui siamo servitori. Invoco le benedizioni del Signore sui membri e sui dirigenti di questa chiesa, generali e locali. Nel nome di Gesù Cristo. Amen. 9