Come possiamo aprire le cateratte del cielo

James E. Faust


La decima è un principio fondamentale per la felicità e il benessere dei membri della Chiesa di tutto il mondo, sia ricchi che poveri.

Presentarsi a questo pulpito è sempre una grave responsabilità. Lo faccio con umiltà. Prego che possiate capire tramite lo Spirito tutto ciò che ho da dire.

Vorrei parlare di come possiamo aprire le cateratte del cielo. Quand’ero ragazzo imparai una grande lezione di fede e di sacrificio lavorando nella fattoria di mio nonno durante la grande crisi economica degli anni ’30. Le tasse sulla fattoria non venivano pagate da molto tempo e il nonno, come molti altri, non aveva denaro. Il paese era afflitto dalla siccità e alcune mucche e cavalli morivano per la mancanza di erba e di fieno. Un giorno stavamo tagliando quel poco fieno che era rimasto nel campo. Il nonno ci chiese di portare il carro in un angolo del campo dove cresceva il fieno migliore, di riempire il carro il più possibile e di portarlo al magazzino della decima, come pagamento della sua decima in natura.

Mi chiedevo perché il nonno usava il fieno per pagare la decima, quando alcune delle mucche che ne ricevevano sostentamento potevano morire di fame. Non ero nemmeno sicuro che il Signore si aspettasse un sacrificio tanto grande da lui. Infine mi stupii davanti alla sua grande fede nel fatto che in qualche modo il Signore avrebbe provveduto. Il retaggio di fede che egli trasmise ai suoi posteri era molto più importante del denaro, poiché egli inculcò nella mente dei suoi figli e dei suoi nipoti il concetto che egli soprattutto amava il Signore e il Suo santo lavoro più delle altre cose della terra. Non diventò mai ricco, ma morì in pace con il Signore e con se stesso.

Mi sono state insegnate altre cose riguardo allo spirito della decima dal presidente Henry D. Moyle, che abitava nel mio rione quando io ero un giovane vescovo. In occasione di una liquidazione della decima il presidente Moyle venne nel mio ufficio e dichiarò: «Vescovo, questa è la mia decima intera e qualcosa di più, perché siamo stati davvero molto benedetti».

La decima è un principio fondamentale per la felicità e il benessere dei membri della Chiesa di tutto il mondo, sia ricchi che poveri. La decima è un principio di sacrificio e la chiave che apre le cateratte del cielo. Nella Primaria imparai a memoria una poesia sulla decima: «Cos’è la decima? Ve lo dirò ancora una volta: dieci centesimi su un dollaro e un centesimo su ogni moneta da dieci». Ma non compresi appieno questo principio sino a quando non mi fu insegnato dal nonno e dal presidente Henry D. Moyle.

La legge della decima è semplice: paghiamo ogni anno1 un decimo delle nostre entrate. Entrate è stato interpretato dalla Prima Presidenza come guadagno. 2 Quello che equivale al dieci per cento delle nostre entrate è una faccenda tra ognuno di noi e il suo Creatore. Non vi sono cavilli legali. Come disse un convertito della Corea: «Con la decima non conta se si è ricchi o poveri. Si paga il dieci per cento e non c’è motivo di vergognarsi se non si è guadagnato molto. Se fate tanto denaro pagate il dieci per cento. Se fate poco denaro pagate sempre il dieci per cento. Il Padre celeste vi amerà perché lo fate. Potete andare a testa alta». 3

Perché i membri della Chiesa di tutto il mondo, molti dei quali forse non hanno abbastanza per sopperire alle loro necessità quotidiane, dovrebbero essere incoraggiati a osservare la legge della decima del Signore? Come ha detto il presidente Hinckley a Cebu, nelle Filippine, se i membri, «anche quelli che vivono nella povertà, accetteranno il Vangelo e lo metteranno in pratica, pagheranno le loro decime e offerte, anche se modeste . . . avranno riso nelle loro ciotole, vestiti sulle loro spalle e un tetto sul loro capo. Non vedo altra soluzione». 4

Alcuni possono ritenere di non potersi permettere di pagare la decima, ma il Signore ha promesso che ci preparerà la via per la quale noi possiamo osservare tutti i Suoi comandamenti. 5 Il pagamento della decima richiede grande fede nel principio che la regola ma, come ha detto Gesù: «Se uno vuol fare la volontà di lui, conoscerà se questa dottrina è da Dio». 6 Impariamo la validità del principio della decima pagandola. Credo davvero che sia possibile uscire dalla povertà avendo la fede per restituire al Signore una parte di quel poco che abbiamo.

I membri della Chiesa che non pagano la decima non perdono la loro condizione di membri: perdono soltanto le benedizioni. Tramite Malachia il Signore chiede: «L’uomo dev’egli derubare Iddio? Ma voi dite: ‹In che t’abbiam noi derubato? Nelle decime e nelle offerte›». 7 Se confidiamo nel Signore Egli ci aprirà le «cateratte del cielo», quando Gli restituiamo il decimo che Egli ci chiede. La Sua promessa è sicura: «Vedrete s’io . . . non riverso su voi tanta benedizione, che non vi sia più dove riporla». 8 Anche se la decima comporta il godimento di benefici sia materiali che spirituali, l’unica promessa assoluta fatta al fedele è: «Avrete le ricchezze dell’eternità». 9

Il presidente Heber J. Grant mise la questione nel suo giusto contesto quando disse: «La prosperità arride a coloro che osservano la legge della decima. Quando dico prosperità non penso solo in termini di dollari e di centesimi . . . Quello che io considero vera prosperità . . . è la crescita nella conoscenza di Dio, la crescita nella testimonianza, nel potere di mettere in pratica il Vangelo e ispirare i nostri familiari a fare altrettanto. Questa è prosperità nel vero senso della parola». 10

Sorella Yaeko Seki vide avverarsi una parte di questa grande promessa. Ella scrive:

«Io e la mia famiglia eravamo andati a passare un giorno nel Parco Nazionale delle Alpi Giapponesi. Ero in attesa del quarto figlio e mi sentivo piuttosto stanca, perciò mi sdraiai sotto gli alberi . . . Cominciai a pensare alle nostre difficoltà economiche. Mi sentii sopraffatta dalle preoccupazioni e scoppiai a piangere. ‹Signore, paghiamo la decima per intero e abbiamo fatto dei sacrifici. Quando sarà che le cateratte del cielo si apriranno per noi e il nostro fardello diventerà più lieve?›

Pregai con tutto il cuore. Poi mi voltai e vidi mio marito e i miei figli che giocavano e ridevano insieme, e improvvisamente lo Spirito mi portò testimonianza che le mie benedizioni erano davvero abbondanti e che la mia famiglia era la più grande benedizione che il Padre celeste poteva darmi». 11

Molti di noi hanno veduto aprirsi davanti a loro le cateratte del cielo, perciò non consideriamo la decima un sacrificio, ma piuttosto un beneficio e anche un privilegio.

Una delle benedizioni di cui gode il popolo di questa chiesa è la possibilità di incontrarsi con il vescovo una volta l’anno, sistemare la loro posizione per quanto attiene alla decima e riferire che ciò che hanno pagato è una decima intera. È anche una grande benedizione per il vescovo fare questa esperienza. Ricordo un uomo del nostro rione che aveva una famiglia numerosa e portava con sé tutti i suoi figli quando veniva alla liquidazione della decima. Cominciando dal più giovane, egli chiedeva a ognuno di loro di riferire al vescovo se i contributi che aveva versato costituivano una decima. Quando tutti i figli avevano riferito, egli lo faceva a nome di tutta la famiglia. E quella famiglia era abbondantemente benedetta per la sua fedeltà.

State certi che le decime di questa chiesa sono amministrate come è indicato nella rivelazione data nel 1838 al profeta Joseph Smith. I diciotto dirigenti della Chiesa designati nella sezione 120 di Dottrina e Alleanze si riuniscono per amministrare questi fondi sacri. Quelli di noi che siedono in quel consiglio sanno che questo sacro compito viene svolto secondo la «voce del Signore». 12

Il presidente Hinckley ha annunciato la costruzione di più templi di quanti ne siano stati costruiti in qualsiasi altro momento della storia. La necessità di templi in tutto il mondo è grande; questo perché essi sono santuari spirituali. Coloro che vanno al tempio possono trovare protezione contro Satana e il suo desiderio di distruggere loro e le loro famiglie. Ai membri della Chiesa delle comunità isolate che vogliono avere un tempio fra loro suggerisco che prima dimostrino la loro fede pagando la decima, in modo da essere degni di ricevere le benedizioni. Come il Signore rivelò agli anziani della Chiesa a Kirtland: «Ecco, da oggi sino alla venuta del Figliuol dell’Uomo si dice ‹oggi›; e in verità è un’epoca di sacrificio, e un giorno per la decima del mio popolo». 13

Il Signore parla di offerte al plurale. Io credo che Egli si aspetti come condizione di fedeltà che paghiamo la nostra decima e le nostre offerte di digiuno per aiutare i poveri e i bisognosi. Ma abbiamo il privilegio di fare altre offerte, non su richiesta, non per versare una quota o per direttive ecclesiastiche. Tra queste troviamo le donazioni al fondo missionario generale, al fondo per gli aiuti umanitari e al fondo del Libro di Mormon. Abbiamo anche il privilegio di poter contribuire volontariamente all’edificazione dei nuovi templi che il presidente Hinckley ha annunciato.

Recentemente ho ricevuto una lettera anonima da una persona che aveva compiuto un grande sacrificio per contribuire al fondo generale per i templi della Chiesa. Ella dice: «Decisi che quando avrei sentito il desiderio di spendere dei soldi per me, avrei rinunciato e avrei versato il denaro nel fondo per il tempio. Questo significò niente vestiti nuovi, né scarpe, né libri, né spese per la parrucchiera, collane o qualsiasi altro oggetto di natura personale sino a quando avessi raggiunto il mio obiettivo. Pensavo che sarebbe stato un sacrificio, ma invece nel farlo provai una grande gioia. È stata un’esperienza remunerativa e soddisfacente».

Il profeta Joseph Smith una volta disse: «Una religione che non richiede il sacrificio di tutte le cose non ha mai il potere sufficiente a generare la fede necessaria per la vita e la salvezza». Egli continua: «Coloro che non compiono il sacrificio non possono godere di questa fede, poiché gli uomini dipendono dal sacrificio per ottenere questa fede». 14

Le nostre donazioni sono santificate dalla nostra fede. Recentemente ho partecipato a una riunione sacramentale nel mio rione. Prima dell’inizio della riunione alcune persone consegnarono le buste con i loro contributi ai componenti del vescovato. Venivano con un sorriso e con aspetto felice. Quelle buste contenevano le loro decime e altre offerte che essi versavano con gioia come umile espressione della loro gratitudine per le benedizioni del Signore. Erano una testimonianza della loro fede.

Il lavoro di Dio sta progredendo in molte parti del mondo come mai in passato, specialmente nei paesi dove il livello di vita non è molto alto e i nuovi membri stanno ancora imparando il principio della fede e il suo legame con le benedizioni che riceviamo. Essere membri fedeli di questa chiesa richiede sacrificio e consacrazione. Significa che i piaceri del mondo e i beni terreni non devono essere il nostro obiettivo principale in questa vita perché il dono della vita eterna richiede la disponibilità a sacrificare tutto ciò che abbiamo e che siamo per ottenerlo.

Ai tempi dell’Antico Testamento il Signore mandò una pestilenza in Israele e molte persone morirono. Egli comandò a Davide di offrire un sacrificio sull’aia di Arauna il Gebuseo. Quando Davide andò da Arauna e questi scoprì il motivo per cui era venuto da lui, generosamente si offrì di dargli qualsiasi cosa fosse necessaria per il sacrificio. La risposta di Davide fu davvero illuminante: «No, io comprerò da te queste cose per il loro prezzo, e non offrirò all’Eterno, al mio Dio, olocausti che non mi costino nulla». 15 Egli acquistò l’aia, offrì il sacrificio e la pestilenza cessò.

Ai nostri giorni siamo oppressi da una pestilenza di violenza, malvagità e odio in molte forme. Coloro che tengono fede alle loro alleanze e pagano le loro decime e offerte avranno una difesa più forte contro queste moderne e virulente forme di male. Ma questa protezione non ci sarà data per un sacrificio che non ci costa nulla.

Dico questo perché la tendenza del mondo per quanto riguarda la religione è ovvia. Se si può avere qualcosa a poco prezzo, senza sforzo o sacrificio, alle persone non dispiace averla. Al contrario, i benefici che scaturiscono dall’appartenenza alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni richiedono sia sforzo che sacrificio. Per godere di questi benefici è necessario pagare le decime e le offerte. La nostra non è una religione solo per la domenica. Richiede una condotta esemplare e sforzi ogni giorno della settimana. Comporta accettare le chiamate e servire con fedeltà in esse. Richiede forza di carattere, integrità e onestà verso il Signore e il nostro prossimo. Richiede che le nostre case siano luoghi di rifugio e amore. Richiede una battaglia senza sosta contro il bombardamento dei mali del mondo. Richiede, a volte, anche essere poco apprezzati e in disaccordo con le tendenze generalmente accettate.

Mi sento onorato e privilegiato di avere una piccola parte nello svolgimento di questo sacro lavoro. Questo è un grande periodo di spiritualità in tutto il mondo. È meraviglioso vedere ciò che accade. È il lavoro di Dio. È diretto dal capo di questo chiesa, che è il nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. Il presidente Gordon B. Hinckley è il Suo profeta, veggente e rivelatore. Credo che la guida ispirata del presidente Hinckley sia un beneficio per tutta l’umanità.

L’offerta suprema fu quella del Salvatore stesso che dette la Sua vita. Fa sì che ognuno di noi si chieda: Quante gocce di sangue furono versate per me? Porto testimonianza che Gesù è il Cristo, il Santo Figlio di Dio, il guaritore della nostra anima, il nostro Salvatore e il Redentore dell’umanità. Di questo io porto testimonianza nel Suo nome, nel nome di Gesù Cristo. Amen. 9

Mostra riferimenti

  1.  

    1.  Vedere DeA 119:4.

  2.  

    2.  Vedere il Manuale di istruzioni della Chiesa, Libro 1: Presidenze di palo e vescovati, pag. 134.

  3.  

    3.  Lettera di D. Brent Clement, presidente della Missione di Seul, (Corea), 1981.

  4.  

    4.  «Inspirational Thoughts», Ensign, agosto 1997, 7.

  5.  

    5.  Vedere 1 Nefi 3:7.

  6.  

    6.  Giovanni 7:17.

  7.  

    7.  Malachia 3:8.

  8.  

    8.  Malachia 3:10.

  9.  

    9.  DeA 38:39.

  10.  

    10.  Gospel Standards, a cura di G. Homer Durham (1941), 59.

  11.  

    11.  «Le cateratte del cielo», La Stella, marzo 1992, 17.

  12.  

    12.  DeA 120.

  13.  

    13.  DeA 64:23.

  14.  

    14.  Lectures on Faith (1985), 69—70.

  15.  

    15.  2 Samuele 24:24.