Una testimonianza del Libro di Mormon

Russell M. Nelson

Of the Quorum of the Twelve Apostles


Russell M. Nelson
Quando leggete il Libro di Mormon concentratevi sul Personaggio principale di questo libro—dal primo all’ultimo capitolo—il Signore Gesù Cristo

Poco dopo la mia chiamata a servire come uno dei Dodici Apostoli fui invitato nell’ufficio del presidente del nostro quorum, il presidente Ezra Taft Benson. Egli espresse la sua preoccupazione che i membri della Chiesa non apprezzavano pienamente il valore del Libro di Mormon. Con la voce rotta dall’emozione lesse nella sezione 84 di Dottrina e Alleanze:

«E in passato le vostre menti sono state oscurate a causa dell’incredulità e perché avete trattato con leggerezza le cose che avete ricevuto–

Vanità e incredulità che hanno portato la Chiesa intera sotto condanna». 1

Con queste parole il presidente Benson mi aveva completamente convertito alla sua tesi. Egli poi concluse così il suo ammonimento:

«Ed essi rimarranno sotto questa condanna finché non si pentiranno e non ricorderanno la nuova alleanza, sì, il Libro di Mormon». 2

Non dimenticherò mai quella lezione. Da allora il presidente Howard W. Hunter, il presidente Gordon B. Hinckley e molti altri dirigenti della Chiesa hanno continuato a lodare il Libro di Mormon agli abitanti di tutto il mondo.

Vorrei aggiungere la mia testimonianza della divinità di questo libro. L’ho letto molte volte. Ho anche letto molto di quanto è stato scritto riguardo ad esso. Alcuni autori si sono concentrati sulle sue storie e sui suoi personaggi, sui suoi episodi storici. Altri sono rimasti affascinati dalla struttura del suo linguaggio o dalla sua descrizione delle armi, geografia, vita animale, tecniche di costruzione o sistemi di pesi e misure.

Per quanto interessanti possono essere queste cose, lo studio del Libro di Mormon è più remunerativo quando ci concentriamo sul suo proposito principale: rendere testimonianza di Gesù Cristo. Al confronto di questo proposito, tutti gli altri aspetti sono soltanto elementi collaterali.

Quando leggete il Libro di Mormon concentratevi sul Personaggio principale di questo libro—dal primo all’ultimo capitolo—il Signore Gesù Cristo, Figlio del Dio vivente. 3 E notate il secondo tema che lo sostiene: Dio terrà fede alle Sue alleanze con i superstiti della casa di Israele. 4

Il Libro di Mormon è un elemento cruciale di tale alleanza. 5 È un santo scritto che abbraccia i sacri scritti provenienti dalle piccole e grandi tavole di Nefi, dalle tavole di Mormon, dalle tavole di Ether e dalle tavole di bronzo che contenevano «i cinque libri di Mosè . . . una storia dei Giudei . . . le profezie dei santi profeti». 6

Quando Mormon riassunse questi annali notò che non poteva scrivere la centesima parte del loro contenuto. 7 Perciò gli aspetti storici del libro assumono un’importanza secondaria.

La sacra Bibbia è composta da sessantasei libri; il Libro di Mormon da quindici. Il primo libro di Nefi—scritto sei secoli prima della nascita di Gesù—racconta che il profeta Lehi8 ebbe una visione dell’albero della vita. 9 Suo figlio Nefi pregò per conoscerne il significato. In risposta gli fu data una visione straordinaria. Egli vide una vergine che teneva in braccio un Bambino. Egli vide il Redentore del mondo, il Suo ministero terreno e la Sua crocifissione. Egli vide dodici altre persone che avrebbero seguito il Santo e previde la continua opposizione al lavoro di Dio e dei Suoi apostoli. 10

Altri grandi profeti del Libro di Mormon—nella loro maniera e nel loro tempo—portarono testimonianza della divinità del Signore Gesù Cristo. Tra loro troviamo il fratello di Giared,11 Zenoc, Neum e Zenos. 12 Testimonianze di Gesù Cristo che predatano la Sua nascita a Betleem sono portate anche da re Beniamino, Abinadi, Alma il Vecchio, Alma il Giovane, Amulec, i figli di Mosia, il comandante Moroni, i fratelli Nefi e Lehi e Samuele il Lamanita. 13 In un’apparentemente infinita sequenza di dichiarazioni profetiche—testimonianze di «tutti i santi profeti» 14 per «molte migliaia di anni prima della sua venuta» 15 , il Libro di Mormon fa una solenne dichiarazione che Gesù è il Cristo, nostro Salvatore e Redentore.

GLI AUTORI

La maggior parte dei libri contenuti nelle biblioteche del mondo sono stati scritti per i lettori contemporanei. E generalmente sono stati scritti per profitto, per i diritti di autore accumulati grazie al successo delle vendite.

Non è così per il Libro di Mormon. Esso fu scritto nell’antichità per il nostro tempo. Rivela ⌦l’eterno potere e autorità del Signore Gesù Cristo nella storia ⌦di due dispensazioni americane 16 —preservato per il beneficio di noi ⌦che viviamo in questa dispensazione della pienezza dei tempi. Sicuramente i suoi autori non godettero di alcun diritto di autore. Infatti essi pagarono caramente per il privilegio della loro partecipazione. Che cosa li motivava? La loro devozione a Dio! I quattro principali autori del libro—Nefi, Giacobbe, Mormon e Moroni 17 —furono tutti testimoni oculari del Signore, come lo fu il suo traduttore che morì martire, il profeta Joseph Smith.

IL CONTENUTO

I loro scritti erano incentrati su Gesù Cristo, la Sua missione e il Suo ministero. Giacobbe per esempio fa ripetutamente riferimento all’espiazione e alla risurrezione di Cristo. «Diletti fratelli», scrive Giacobbe, «riconciliatevi con lui [Dio] tramite l’espiazione di Cristo, suo Figlio Unigenito, e potrete ottenere la risurrezione . . . ed essere presentati a Dio come la primizia di Cristo . . .

Ed ora . . . perché infatti non parlare dell’espiazione di Cristo, e tendere a una conoscenza perfetta di Lui», e a una «conoscenza della risurrezione e del mondo a venire?» 18

Il consiglio di Giacobbe è prezioso e sempre valido.

Il Salvatore dichiarò che il Libro di Mormon contiene la pienezza del Suo vangelo eterno. 19 In che modo Egli definisce il Vangelo? Il Signore risorto spiegò: «Questo è il Vangelo che vi ho dato—che sono venuto nel mondo per fare la volontà del Padre mio, perché mio Padre mi ha mandato». 20

Poi Egli allarga questa definizione di una sola frase: «Mio Padre mi ha mandato, affinché fossi innalzato sulla croce; e dopo essere stato sulla croce, potessi attirare tutti gli uomini a me». 21

Questa particolare missione terrena del Salvatore—il Vangelo, così come Egli la definisce—è da noi conosciuta come Espiazione. La pienezza del Vangelo perciò comporta una più profonda conoscenza dell’Espiazione. 22 Noi non riceviamo questa conoscenza soltanto dalla Bibbia. La parola espiazione (in una qualsiasi delle sue forme) è menzionata soltanto una volta nella versione di Re Giacomo del Nuovo Testamento. 23 Nel Libro di Mormon compare trentacinque volte! 24 Il Libro di Mormon contiene anche più riferimenti alla Risurrezione di quanto faccia la Bibbia. 25

Il Salvatore chiama il Libro di Mormon la Sua nuova alleanza con la casa di Israele, 26 un segno tangibile della suprema alleanza di Cristo con l’umanità. 27 I divini insegnamenti di questo libro, come terzo testamento, chiariscono la dottrina e uniscono l’Antico al Nuovo Testamento. Le alleanze, 28 i testamenti, 29 e le testimonianza 30 delle Scritture sin dal principio del tempo sono collegate all’espiazione di Gesù Cristo, l’atto centrale di tutta la storia umana.

Il Libro di Mormon è il testo religioso più importante rivelato da Dio all’uomo «da quando gli scritti del Nuovo Testamento furono raccolti quasi due millenni fa». 31 Joseph Smith dichiarò che il Libro di Mormon è «il libro più corretto della terra, la chiave di volta della nostra religione». 32 È l’unico libro della cui verità il Signore stesso ha reso testimonianza. 33

L’avvenimento culminante descritto in questo sacro libro è il ministero svolto dal Signore risorto presso i popoli che vivevano nell’antica America. Egli fece loro questo annuncio rivelatorio:

«Ecco, io sono Gesù Cristo, il Figlio di Dio. Ho creato i cieli e la terra e tutte le cose che sono in essi. Io ero col Padre fin dal principio . . .

Le Scritture che riguardano la mia venuta sono adempiute . . .

Io sono la luce e la vita del mondo . . .

Chiunque verrà a me con cuore spezzato e spirito contrito, lo battezzerò con il fuoco e con lo Spirito Santo . . .

Io sono venuto nel mondo per portare la redenzione al mondo, per salvare il mondo dal peccato.

Perciò chiunque si pente e viene a me come un fanciullo, io lo riceverò, poiché di questi è il regno di Dio . . . Ho deposto la mia vita e l’ho ripresa; pentitevi dunque e venite a me . . . e siate salvati». 34

Dopo questa introduzione divina il Maestro ribadì la Sua identità consentendo alla moltitudine di mettere le mani sul Suo fianco e sentire le impronte dei chiodi nelle Sue mani e nei Suoi piedi. Allora essi seppero veramente che il Dio di Israele stava in loro presenza, Colui che era stato ucciso per i peccati del mondo. 35

Egli ammaestrò il popolo, insegnò loro a pregare, a pentirsi, ad essere battezzati, a prendere il sacramento, a conoscere la Sua dottrina, a capire l’importanza delle sacre ordinanze e alleanze e a perseverare sino alla fine. 36

Il Libro di Mormon è un dono di Dio a tutta l’umanità ed Egli ha «comandato al suo popolo di persuadere tutti gli uomini al pentimento». 37 Egli invita tutti loro «a venire a lui e a prendere parte alla sua bontà», ed Egli «non rifiuta nessuno che venga a lui, bianco o nero, schiavo o libero, maschio o femmina». 38

LA TRADUZIONE

Questo invito a tutto il mondo comporta la traduzione del messaggio in molte lingue grazie al lavoro di capaci traduttori. Per esempio, la versione di Re Giacomo nella Bibbia è il frutto del lavoro di cinquanta studiosi inglesi che svolsero il loro compito in sette anni traducendo al ritmo di una pagina al giorno. 39 I traduttori più esperti oggi sono bravi se già possono tradurre anch’essi le Scritture al ritmo di una pagina al giorno.

Al contrario, Joseph Smith tradusse il libro di Mormon al ritmo di circa dieci pagine al giorno portando a termine tale compito in circa ottantacinque giorni!40 (Molti di noi si sentirebbero soddisfatti di sé, se potessero leggere il libro durante lo stesso arco di tempo).

Tale ritmo è ancora più straordinario quando consideriamo la situazione in cui lavorava il Profeta. In quello stesso periodo, mentre era oggetto di costanti distrazioni e incessanti ostilità, Joseph si trasferì ⌦a più di centosessanta chilometri ⌦di distanza, da Harmony in Pennsylvania a Fayette, nello Stato di New York. 41 Egli fece richiesta dei diritti di autore. 42 Ricevette rivelazioni che comprendono le sezioni da 3 a 18 di Dottrina e Alleanze. 43 Esseri celesti restaurarono il santo sacerdozio. Tuttavia egli portò a termine il lavoro di traduzione in meno di tre mesi.

La Prima Presidenza ha dato ai Dodici Apostoli la possibilità di vedere parti del manoscritto originale e il manoscritto consegnato al tipografo del Libro di Mormon. Non vi sono parole per descrivere la profonda emozione che provammo quando esaminammo quei preziosi documenti e osservammo che pochissime pagine delle bozze portavano segni di correzioni.

Testimonianza personale e benedizione

Ognuno di noi che studia devotamente il Libro di Mormon può anch’egli ricevere una testimonianza della sua divinità. 44 Inoltre questo libro può aiutarci a risolvere i problemi personali in maniera molto reale. Volete liberarvi di una cattiva abitudine? Volete migliorare i rapporti con i vostri familiari? Volete accrescere la vostra capacità spirituale? Leggete il Libro di Mormon! Vi porterà più vicini al Signore Gesù Cristo e al Suo affettuoso potere. 45 Colui che nutrì una moltitudine con cinque pani e due pesci 46 , Colui che aiutò il cieco a vedere e lo zoppo a camminare, 47 può aiutare anche voi! Egli ha promesso che coloro che vivono in base ai precetti di questo libro «riceveranno una corona di vita eterna». 48

Il Libro di Mormon è vero! Di questo io porto testimonianza, nel nome di Gesù Cristo. Amen. 9

Mostra riferimenti

  1.  

    1.  DeA 84:54–55.

  2.  

    2.  DeA 84:57.

  3.  

    3.  Il Libro di Mormon è diviso in 6.607 versetti, 3.925 dei quali parlano di Gesù Cristo, usando più di 100 titoli. Perciò il nome di Cristo è usato in qualche forma in media una volta in ogni 1,7 versetti (vedere Susan Easton Black, Finding Christ through the Book of Mormon [1987], 16–18.

  4.  

    4.  Vedere 3 Nefi 16:11–12; 29:3; Mormon 5:20; 8:21; 9:37.

  5.  

    5.  Vedere DeA 84:57–58.

  6.  

    6.  «A Brief Explanation about the Book of Mormon»; 1 Nefi 5:11–13.

  7.  

    7.  Words of Mormon 1:5. Questa spiegazione è ripetuta altre cinque volte (vedere Giacobbe 3:13; Helaman 3:14; 3 Nefi 5:8; 26:6; Ether 15:33). Giacobbe, il quale ricevette le tavole da suo fratello Nefi, fornisce altre informazioni e fa notare che gli era stato comandato di non trattare «se non brevemente, la storia di questo popolo», ma che egli doveva trattare le cose sacre, ossia le cose più grandi «il più possibile, per amore di Cristo e per il bene del nostro popolo» (Giacobbe 1:2, 4).

  8.  

    8.  Anche Lehi, padre di Nefi e Giacobbe, fu testimone oculare del Signore (vedere 2 Nefi 1:15).

  9.  

    9.  Vedere 1 Nefi 8:10–35.

  10.  

    10.  Vedere 1 Nefi 11:14–36.

  11.  

    11.  Vedere Ether 3:14.

  12.  

    12.  Vedere 1 Nefi 19:10.

  13.  

    13.  Si potrebbero elencare molti altri, come ad esempio Enos, Giarom, Omni, Amaron, Chemish, Abinadom, Amaleki, ecc.

  14.  

    14.  Giacobbe 4:4.

  15.  

    15.  Helaman 8:18.

  16.  

    16.  Giarediti e Lehiti.

  17.  

    17.  Poiché Isaia viene citato tanto ampiamente, merita menzione come uno degli autori principali del Libro di Mormon. Una utile nota a piè di pagina di 2 Nefi 12:2 nell’attuale edizione delle Scritture pubblicata dalla Chiesa indica che circa 433 versetti di Isaia—ossia un terzo dell’intero libro—sono citati nel Libro di Mormon. Nell’edizione in lingua inglese più della metà (circa 233 versetti) differiscono per qualche particolare dal corrispondente versetto biblico, «mentre 200 versetti hanno le stesse parole della versione di Re Giacomo». Uno studioso di Isaia ha dimostrato che non meno di 391 dei 433 versetti menzionano gli attributi, l’aspetto, la maestà e la missione di Gesù Cristo (vedere Monte S. Nyman, «Great Are the Words of Isaiah» [1980], 7, 283–287). L’anziano Jeffrey R. Holland (Christ and the New Covenant: The Messianic Message of the Book of Mormon [1997], 78–94) ha classificato in cinque categorie per argomento gli insegnamenti di Isaia riportati nel Libro di Mormon: (1) Nascita e ministero terreno di Cristo (vedere 1 Nefi 11:13, 15, 18, 20; 2 Nefi 17:14–15; Alma 7:10). (2) Visita di Cristo agli Spiriti in carcere (vedere 1 Nefi 21:6–9). (3) Bontà dimostrata da Cristo e la protezione di Sion negli ultimi giorni (vedere 1 Nefi 21:13–16; 2 Nefi 7:1–2; 3 Nefi 22:8—che cita Isaia 54:8). (4) The Millennial Christ (vedere 2 Nefi 12:2–5; 21:1–12; 30:9). (5) Crocifissione e Espiazione (vedere Mosia 14:1–12).

  18.  

    18.  Giacobbe 4:11–12.

  19.  

    19.  DeA 27:5; vedere anche DeA 20:9; Joseph Smith–Storia 34.

  20.  

    20.  3 Nefi 27:13. Il testo completo di questo sermone comprende anche le ordinanze e le alleanze come aspetti integrali del Vangelo.

  21.  

    21.  3 Nefi 27:14.

  22.  

    22.  Non tutte le dottrine divine sono comprese nel Libro di Mormon. Il lavoro di tempio come lo conosciamo noi oggi è stato rivelato come parte della restaurazione di tutte le cose ed è insegnato in Dottrina e Alleanze e nelle rivelazioni successive ai profeti viventi.

  23.  

    23.  Vedere Romani 5:11.

  24.  

    24.  Espiazione: sostantivo: 24 volte; verbo: 11 volte. Totale: 35 volte.

  25.  

    25.  La parola risurrezione compare 40 volte nella versione di Re Giacomo nella Bibbia; compare 81 volte nel Libro di Mormon vedere anche Christ and the New Covenant, 238.

  26.  

    26.  Vedere DeA 84:57.

  27.  

    27.  Vedere 3 Nefi 21:1; 29: introduzione al capitolo.

  28.  

    28.  Alleanza proviene dal francese Alliance (dal latino barbaro Alligantia) per indicare l’atto di legare insieme principi o stati (risponde con precisione all’italiano «lega»).

  29.  

    29.  Testamento proviene dal termine latino testis, che significa «testimone». Testamento è anche legato alla radice latina testamentum da «testari», attestare e dettare l’ultima volontà.

  30.  

    30.  Il temine inglese Witness (testimone) deriva dall’antico inglese wit, che significa «conoscenza». Testimone è definito colui che ha conoscenza specifica.

  31.  

    31.  Jeffrey R. Holland, Christ and the New Covenant, 9–10.

  32.  

    32.  History of the Church, 4:461.

  33.  

    33.  Vedere DeA 17:6.

  34.  

    34.  3 Nefi 9:15–22.

  35.  

    35.  Vedere 3 Nefi 11:14.

  36.  

    36.  Vedere 3 Nefi 15:9.

  37.  

    37.  2 Nefi 26:27.

  38.  

    38.  2 Nefi 26:33.

  39.  

    39.  Vedere Christ and the New Covenant, 349.

  40.  

    40.  Dal 7 aprile al 30 giugno 1829. Dopo aver sottratto il tempo dedicato ad altri compiti il numero effettivo dei giorni di lavoro disponibili a Joseph è vicino a 55 giorni. L’attuale edizione in lingua inglese del Libro di Mormon contiene 531 pagine. Prendendo come dato di fatto 55 giorni per il lavoro di traduzione il ritmo è calcolato a 9,7 pagine attuali al giorno.

  41.  

    41.  Vedere John W. Welch and Tim Rathbone, «Book of Mormon Translation by Joseph Smith», Encyclopedia of Mormonism, 4 voll. [1992], 1:211.

  42.  

    42.  Vedere «A Chronology of Church History», Appendice 2, Encyclopedia of Mormonism, 4:1652, in data 11 giugno 1829.

  43.  

    43.  Sezioni 6–9 e 11–18

  44.  

    44.  Vedere Moroni 10:4–5.

  45.  

    45.  Il profeta Joseph Smith dichiarò che «un uomo si avvicina di più a Dio obbedendo ai suoi precetti [quelli del Libro di Mormon] che a quelli di qualsiasi altro libro» (History of the Church 4:461?.

  46.  

    46.  Vedere Matteo 14:19–20; Marco 6:41–42; Luca 9:16–17.

  47.  

    47.  Vedere Matteo 11:5; Luca 7:21–22.

  48.  

    48.  DeA 20:14.