Arricchiamo la nostra esperienza del tempio

L. Lionel Kendrick


«C’è una differenza fra andare al tempio e cercare di vivere una ricca esperienza spirituale».

Una delle grandi benedizioni di cui godiamo oggi è la possibilità di frequentare il tempio. Con un numero sempre maggiore di templi, le benedizioni del tempio sono disponibili per un numero sempre crescente di membri della Chiesa.

Non si devono prendere queste benedizioni alla leggera. Il Salvatore ci ha comandato di «non scherzare con le cose sacre» (DeA 6:12). Il tempio e le sacre ordinanze sono senza dubbio sacri e noi dobbiamo essere spiritualmente sensibili a loro riguardo. Andare al tempio e adorare il Signore è una grande benedizione.

C’è una differenza fra andare al tempio e cercare di vivere una ricca esperienza spirituale. Riceviamo le vere benedizioni del tempio quando arricchiamo l’esperienza che viviamo nel tempio. Per fare questo dobbiamo provare uno spirito di riverenza per il tempio e uno spirito di adorazione.

SPIRITO DI RIVERENZA

Tutti coloro che si recano al tempio, devono tenere a mente il consiglio del Signore quando ha detto: «porterete rispetto al mio santuario» (Levitico 19:30). La riverenza è una dimostrazione di profondo rispetto, onore e adorazione nei confronti del Signore. Significa mostrare riverenza per il Suo nome, per le Sue parole, per le Sue ordinanze e alleanze, per i Suoi servi, per le Sue cappelle e per i Suoi templi.

È un’indicazione esteriore di un sentimento interiore che nutriamo per Lui. Dobbiamo ricordare sempre che noi andiamo nella Sua santa casa, il tempio del Signore, dietro un Suo invito. Dobbiamo rispondere al Suo invito cercando di essere degni, preparati e dando nella nostra vita una grande importanza al tempio. Quando siamo nel tempio dobbiamo comportarci come se ci trovassimo alla Sua sacra presenza.

Essere riverenti non è solo stare in silenzio. Comporta la consapevolezza di quello che avviene. Comporta il desiderio divino di apprendere e di essere aperti ai suggerimenti dello Spirito. Comporta sforzarsi per cercare ulteriore luce e conoscenza. L’irriverenza non è solo un atto di mancanza di rispetto per la Divinità, ma rende impossibile allo Spirito insegnarci le cose che abbiamo bisogno di sapere.

Nel tempio dobbiamo parlare con toni riverenti. La riverenza non è un aspetto minore o mondano, le sue conseguenze sono eterne e dobbiamo considerare la sua natura divina. Per essere riverenti nel tempio dobbiamo percepire che è un luogo di purezza e un luogo di santità.

Luogo di purezza. Il tempio è un luogo di purezza. È della massima importanza che noi manteniamo il tempio puro e sacro. Il Salvatore ha promesso:

«E se il mio popolo mi costruisce una casa nel nome del Signore, e non permette che alcuna impurità vi entri… la mia gloria si poserà su di essa;

Si, e vi sarà la mia presenza, poiché io vi entrerò…» (DeA 97:15–16).

Coloro che entrano nel tempio devono preparare sia il cuore che la mente, devono essere in grado di rispondere affermativamente alla domanda posta da Alma, quando dice: «Potrete alzare lo sguardo a Dio in quel giorno, con cuore puro e mani pulite? Io vi dico, potrete alzare lo sguardo, avendo l’immagine di Dio impressa sul vostro volto?» (Alma 5:19).

Se siamo riverenti quando siamo nel tempio, aiutiamo a mantenerlo puro e santo, libero da distrazioni e da offese verso lo Spirito. Dobbiamo ricordare di non dire o fare niente che potrebbe essere offensivo per il Signore.

Il presidente David O. McKay ha consigliato: «Quando entrate in un edificio della Chiesa, entrate alla presenza del nostro Padre nei cieli; questo pensiero dovrebbe essere un incentivo sufficiente perché prepariate il cuore e la mente e anche perché possiate stare appropriatamente e decorosamente alla Sua presenza» (Improvement Era, luglio 1962, 509).

La riverenza comprende il pensare, parlare, sentire e agire come se fossimo alla presenza del Signore.

Luogo di santità. Il tempio è un luogo di santità. È il luogo più sacro e più santo della terra e deve essere trattato con il più alto grado di riverenza e di rispetto. Quando siamo riverenti nel tempio mostriamo al Signore che consideriamo il tempio sacro e lo riconosciamo come la Sua santa casa.

SPIRITO DI ADORAZIONE

Il tempio è un luogo di adorazione. La riverenza è la più alta forma di adorazione. È la forma di adorazione che si trova nel regno celeste. Nella visione dei gradi di gloria data al profeta Joseph Smith, questa adorazione celestiale viene descritta con queste parole:

«E così vedemmo la gloria dei celesti,… dove Dio, il Padre stesso, regna sul suo trono per sempre e in eterno.

Davanti al cui trono tutte le cose si inchinano in umile riverenza e gli danno gloria per sempre e in eterno» (DeA 76:92–93).

La nostra adorazione nel tempio è una preparazione a vivere alla presenza del nostro Padre celeste e di Suo Figlio. Dobbiamo adorarLi in spirito di umiltà e in spirito di riverenza.

La vera adorazione del Signore nella Sua santa casa significa che dobbiamo accrescere la nostra esperienza del tempio. Nel tempio possiamo vivere una ricca esperienza spirituale se facciamo quanto segue:

Primo, quando entriamo nel tempio dobbiamo lasciare il mondo dietro di noi.

Secondo, dobbiamo cercare di ottenere maggior luce e conoscenza.

Lasciamo il mondo dietro di noi. Quando entriamo nel tempio dobbiamo lasciarci il mondo alle spalle. Dobbiamo pensare come sarebbe se entrassimo alla presenza del Signore. Possiamo considerare quali pensieri e quali comunicazioni avremmo in Sua presenza. Se possiamo afferrare la visione di questo possibile avvenimento, possiamo prepararci meglio ad entrare alla Sua presenza e a lasciarci il mondo alla spalle quando entriamo nel tempio.

1. Pensieri

Quando entriamo sul suolo del tempio dobbiamo lasciarci dietro i nostri pensieri mondani e concentrarci sulle sacre responsabilità che ci competono mentre serviamo nella casa del Signore.

La natura dei nostri pensieri deve essere spirituale. Dobbiamo ricordare che il Signore è consapevole dei nostro pensieri. Parlando a Ezechiele disse: «Io conosco le cose che vi passan per la mente» (Ezechiele 11:5).

2. Comunicazioni

Il Salvatore ci ha dato un grande consiglio su come comunicare nel tempio. Ha detto: «Cessate dunque ogni discorso leggero, ogni risata… ogni orgoglio e frivolezza…» (DeA 88:121).

Proprio come lasciamo i pensieri mondani al di fuori quando entriamo nel suolo del tempio, dobbiamo lasciare fuori anche le nostre discussioni mondane. Nel tempio è fuori luogo parlare di affari, divertimenti o avvenimenti correnti.

Non solo è importante di cosa parliamo nel tempio, ma anche il modo in cui parliamo. In qualsiasi luogo del tempio ci troviamo dobbiamo avere sempre un tono di voce sommesso e mite. Così deve essere la nostra voce nel tempio.

Nei luoghi del tempio dove vengono officiate le sacre ordinanze deve esserci silenzio, a parte le comunicazioni necessarie che si riferiscono all’esecuzione dell’ordinanza. Si tratta di ordinanze sacre e non si deve dare spazio a nessuna conversazione mondana.

Il Salvatore ci ha dato un consiglio affettuoso che, se lasciamo il mondo fuori, ci aiuterà ad arricchire la nostra esperienza nel tempio: «E in verità ti dico di lasciare da parte le cose di questo mondo e di cercare le cose di uno migliore» (DeA 25:10).

Forse è importante che anche noi ricordiamo le parole di rimprovero del Signore a David Whitmer:

«Ma la tua mente si è rivolta più alle cose della terra che alle cose che riguardano me, tuo Creatore… e non hai prestato attenzione al mio Spirito…

Pertanto, sei lasciato a chiedermi per te stesso… » (DeA 30:2-3).

Cerchiamo di ottenere maggior luce e conoscenza. Ottenere maggior luce e conoscenza non è un procedimento passivo. Significa mettere a fuoco le cose dello Spirito e cercare di impararne le lezioni spirituali. Il Signore ha consigliato: «E se i vostri occhi sono rivolti unicamente alla mia gloria, tutto il vostro corpo sarà riempito di luce, e non vi saranno tenebre in voi; e il corpo che è riempito di luce comprende ogni cosa» (DeA 88:67).

Lo Spirito Santo è il nostro insegnante nel tempio. Insegna principi che hanno un significato eterno. Durante queste istruzioni vediamo la relazione fra il terreno e l’eterno. Dobbiamo ricordare che lo Spirito insegna solo a coloro che sono pronti ad apprendere. Se entriamo nel tempio con il desiderio di cercare maggior luce e conoscenza, possiamo apprendere e comprendere qualcosa di nuovo durante l’esperienza del tempio. Il Salvatore ha promesso: «Ciò che è da Dio è luce; e colui che… continua in Dio riceve più luce; e quella luce diventa sempre più brillante fino al giorno perfetto» (DeA 50:24).

CONCLUSIONE

Prego affinché noi possiamo arricchire la nostra esperienza del tempio con uno spirito di riverenza, trattandolo come un luogo di purezza e un luogo di santità. Possiamo noi arricchire la nostra esperienza del tempio con uno spirito di adorazione lasciando il mondo alle spalle e cercando di ottenere maggior luce e conoscenza. Se faremo queste cose il Signore ci benedirà e noi saremo preparati a vivere alla Sua santa presenza. Vi porto testimonianza di queste cose nel sacro nome di Gesù Cristo. Amen.