Il miracolo della fede

Gordon B. Hinckley

President of the Church


Gordon B. Hinckley
«La fede è la base della testimonianza. La fede è la base della lealtà alla Chiesa. La fede rappresenta il sacrificio offerto con gioia per far procedere l’opera del Signore».

Grazie al coro per questo magnifico numero musicale. Anche se è stato preso parte del mio tempo, sono grato per questa musica stupenda. Grazie, fratello Ballard, per aver ripetuto il mio discorso.

Miei cari fratelli e sorelle, il mio cuore si rivolge a voi, ovunque siate. Sento un legame particolare con tutti voi che siete membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Io amo quest’opera, e mi meraviglio della sua forza e crescita, del modo in cui tocca la vita delle persone in tutto il mondo. Mi sento umile nel parlarvi. Ho implorato il Signore perchè guidasse i miei pensieri e le mie parole.

Siamo appena ritornati da un lungo viaggio che ci ha portato da Salt Lake City a Montevideo, in Uruguay, per dedicare il centotreesimo tempio in funzione della Chiesa. Per i nostri fedeli laggiù è stato un momento di grande gioia. A migliaia si sono riuniti in quel magnifico e sacro edificio e nelle altre cappelle in cui si sono tenute le riunioni.

Uno degli oratori, una sorella, ha raccontato una storia simile a quelle che avete già sentito molte volte. Ha parlato del momento in cui i missionari hanno bussato alla sua porta. Non aveva la minima idea di ciò che essi insegnavano. In ogni caso, li invitò ad entrare, e insieme al marito ascoltò il loro messaggio.

Era una storia incredibile. I missionari parlarono loro di un ragazzo che viveva nello Stato di New York. Egli aveva quattordici anni quando lesse nel libro di Giacomo: «Che se alcuno di voi manca di sapienza, la chiegga a Dio che dona a tutti liberalmente senza rinfacciare, e gli sarà donata» (Giacomo 1:5).

Poichè desiderava la sapienza, dal momento che tutte le religioni reclamavano di possedere la verità, il giovane Joseph decise di andare nel bosco per pregare il Signore.

Quando lo fece, in risposta alla sua preghiera ebbe una visione. Dio Padre Eterno e Suo Figlio, Gesù Cristo, il Signore risorto, apparvero dinanzi a lui e gli parlarono.

Poi seguirono altre manifestazioni. Durante una di queste, egli ottenne delle tavole d’oro che si trovavano su una collina vicino a casa sua, che tradusse per dono e potere di Dio.

Gli apparvero dei messaggeri celesti e gli conferirono le chiavi del sacerdozio e l’autorità di parlare in nome di Dio.

Come si poteva credere a questa storia? Sembrava assurda. Eppure, mentre venivano istruite, queste persone credettero. La fede entrò nei loro cuori per far loro accettare ciò che veniva insegnato. Fu un miracolo. Fu un dono di Dio. Non potevano crederci, eppure lo fecero.

Dopo il loro battesimo, la loro conoscenza della Chiesa crebbe. Impararono di più riguardo il matrimonio nel tempio e le famiglie unite per l’eternità tramite l’autorità del santo sacerdozio. Erano determinati a ricevere quella benedizione. Ma vicino a loro non vi era alcun tempio. Risparmiarono, e quando ebbero abbastanza denaro, viaggiarono dall’Uruguay all’Utah insieme ai loro figli per essere suggellati come famiglia nel vincolo del matrimonio eterno. Oggi la sorella che ha raccontato la storia è assistente della moglie del presidente del tempio di Montevideo, in Uruguay, e suo marito è un consigliere della presidenza del tempio.

Non mi sorprende che soltanto pochi si uniscano alla Chiesa, rispetto al gran numero di persone alle quali i missionari insegnano. Non c’è fede. Anzi, mi sorprende che così tanti lo facciano. È meraviglioso che migliaia di persone vengano toccate dal miracolo dello Spirito Santo, credano e accettino, e diventino membri della Chiesa. Essi vengono battezzati. La loro vita viene influenzata in bene per sempre. I miracoli accadono. Un seme della fede viene piantato nei loro cuori. Man mano che imparano, questo cresce. Essi accettano principio dopo principio, finchè ricevono tutte le benedizioni che spettano a coloro che camminano con fede in questa che è la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.

È la fede che converte. È la fede che insegna.

È sempre stato così fin dal principio.

Mi sorprende il tipo di uomini e donne che accettarono la testimonianza di Joseph Smith e si unirono alla Chiesa. Tra loro c’erano uomini come Brigham Young, i fratelli Pratt, Willard Richards, John Taylor, Wilford Woodruff, Lorenzo Snow, le loro mogli e molti altri. Erano persone di talento. Molti di loro avevano una buona istruzione. Furono benedetti dal Signore con la fede per accettare la storia che udirono. Quando ricevettero il messaggio, quando il dono della fede toccò il loro cuore, essi furono battezzati. I fratelli abbandonarono di buon grado ciò che avevano fatto fino ad allora e, con il sostegno delle loro famiglie, accettarono la chiamata ad attraversare l’oceano per insegnare ciò che essi avevano accettato con fede.

L’altro giorno ho riletto il racconto di Parley P. Pratt di come lesse il Libro di Mormon e si unì alla Chiesa. Egli disse:

«Lo aprii, impaziente di cominciare, e ne lessi il frontespizio. Poi lessi la testimonianza dei diversi testimoni sul modo in cui il libro fu trovato e tradotto. Poi cominciai a leggerne il contenuto dall’inizio. Lessi per tutto il giorno; mangiare era un peso per me, non avevo alcun desiderio di cibo; e anche quando scese la notte preferivo leggere che dormire.

Mentre leggevo, lo Spirito del Signore era su di me, e io seppi e compresi che il libro era vero, tanto chiaramente quanto un uomo sa di esistere» (Autobiography of Parley P. Pratt, ed. Parley P. Pratt Jr. [1938], 37).

Il dono della fede toccò la sua vita. Egli non poté fare abbastanza per ripagare al Signore ciò che aveva ricevuto. Trascorse il resto dei suoi giorni a fare lavoro missionario. Egli morì come martire di questa grande opera e regno.

Magnifici nuovi templi sono in costruzione a Nauvoo, in Illinois, e a Winter Quarters, nel Nebraska. Essi staranno come testimoni della fede delle migliaia di Santi degli Ultimi Giorni che costuirono e poi furono costretti a lasciare Nauvoo e che si spostarono con molte sofferenze lungo quello che oggi è lo Stato dell’Iowa per stabilirsi temporaneamente a Council Bluffs e Winter Quarters, a nord di Omaha.

La proprietà del tempio di Winter Quarters è porprio vicino al luogo di sepoltura di molti che diedero la vita per questa causa che considerarono più preziosa della loro stessa vita. Il loro viaggio verso la Valle del Grande Lago Salato è una storia che non ha confronti. Le sofferenze che patirono, i sacrifici che fecero fu il prezzo che dovettero pagare per ciò in cui credevano.

Nel mio ufficio ho una piccola statua di un mio nonno pioniere che seppellisce, lungo il cammino, la moglie e il fratello di lei che morirono lo stesso giorno. Egli poi prese la sua bambina e la portò in questa valle.

Fede? Non c’è alcun dubbio. Quando i dubbi li assalivano, quando le tragedie li colpivano, udivano la voce tranquilla della fede nella quiete della notte, certa e rassicurante quanto lo era la posizione della stella polare nella volta celeste.

È stata questa misteriosa manifestazione della fede che ha portato rassicurazione, che ha parlato con certezza, e che è venuta come dono da Dio in merito a questa grande opera degli ultimi giorni. Vi sono innumerevoli storie a dimostrazione di questa fede. Ma non finisce tutto qui.

Oggi succede ciò che avveniva allora. Questo prezioso e magnifico dono della fede, questo dono che viene da Dio nostro Padre eterno, è tuttora la forza di questo lavoro e la linfa vitale del suo messaggio. La fede sta alla base di tutto. La fede è l’essenza di tutto ciò che viene fatto nella Chiesa. Andare in missione, obbedire alla Parola di saggezza, pagare la decima, è sempre un atto di fede. La fede che è in noi che si riflette in tutto ciò che facciamo.

Chi ci critica non può comprenderlo. E poichè alcuni non comprendono, ci attaccano. Chi ci critica ci capirebbe e apprezzerebbe di più se avesse maggior desiderio di chiedere e comprendere questo principio che ci porta i risultati che raggiungiamo.

Una volta, durante una conferenza stampa mi è stato chiesto come facciamo a convincere gli uomini a lasciare il lavoro e la famiglia e prestare servizio nella Chiesa.

Ho risposto che noi semplicemente lo chiediamo, sapendo quale sarà la loro risposta.

Questo potere di convinzione che dice che la Chiesa è vera è una cosa meravigliosa. È la santa opera del Signore. Egli governa sulle cose del Suo regno e nella vita dei Suoi figli e figlie. Questo è il motivo per cui la Chiesa cresce. I punti di forza di questa causa e regno non si trovano nel patrimonio che possiede, per quanto possa essere notevole. Si trovano piuttosto nel cuore del suo popolo. Questa è la ragione del successo. Questa è la ragione per cui è forte e in crescita. Questo è il motivo per cui riesce a realizzare tante cose meravigliose. Tutto deriva dal dono della fede, conferito dall’Onnipotente ai Suoi figli che non dubitano e non temono, ma perseverano.

L’altra sera mi trovavo in una riunione ad Aruba. Penso che la maggior parte di voi non sappia dove si trovi Aruba, o perfino che esista tale luogo. È un’isola che si trova lungo le coste del Venezuela. È sotto il protettorato dei Paesi Bassi. È un luogo molto piccolo nella vastità di questo mondo. A quella riunione erano presenti circa 180 persone. In prima fila vi erano otto missionari, sei anziani e due sorelle. La congregazione era composta da uomini e donne, ragazzi e ragazze di diverse razze. Si parlava poco inglese, molto spagnolo e qualche altra lingua. Mentre guardavo i loro volti, pensavo alla fede che rappresentano. Essi amano questa Chiesa. Apprezzano tutto ciò che fa. Si ergono quali testimoni della realtà di Dio Padre Eterno e del Suo beneamato Figlio risorto, il Signore Gesù Cristo. Essi portano testimonianza del profeta Joseph Smith e del Libro di Mormon. Essi prestano servizio in qualsiasi luogo vengano chiamati a farlo. Sono uomini e donne di fede che hanno abbracciato il vangelo vero e vivente del Maestro, e tra di loro vi erano quegli otto missionari. Sono certo che per loro quello è un luogo solitario. Ma essi stanno facendo ciò che è stato loro richiesto grazie alla loro fede. Le due giovani sono graziose e felici. Mentre le osservavo, mi sono detto: Diciotto mesi è un lungo periodo di tempo da passare in questo luogo disperso. Ma non se ne lamentano. Parlano della grandiosa esperienza che stanno vivendo e delle persone meravigliose che incontrano. Nella loro opera risplende la fede che rassicura che l’opera in cui sono impegnate è vera e che il servizio che stanno prestando è offerto a Dio.

Ciò vale per tutti i nostri missionari, ovunque stiano lavorando, qui a Salt Lake City o in Mongolia. Loro vanno e prestano servizio con fede nel cuore. È un fenomeno di grande potere che sussurra: «Questa causa è vera, e voi sentite l’obbligo di servire a prescindere dal prezzo che dovete pagare».

Anche in questo caso, le persone possono non comprenderlo, migliaia di ragazzi e ragazze brillanti e capaci che abbandonano la vita sociale, lasciano la scuola e vanno con altruismo in qualsiasi luogo vengano chiamati per insegnare il Vangelo. Essi vanno con il potere della fede e insegnano con il potere della fede, piantano un seme di fede qui e là che cresce e matura in convertiti forti e capaci.

La fede è la base della testimonianza. La fede è la base della lealtà alla Chiesa. La fede rappresenta il sacrificio offerto con gioia per far procedere l’opera del Signore.

Il Signore ci ha comandato di prendere su di noi «lo scudo della fede, col quale sarete in grado di spegnere tutti i dardi infuocati del maligno» (DeA 27:17).

Nello spirito della fede di cui vi ho parlato, vi porto testimonianza che questa è l’opera del Signore, che questo è il Suo regno restaurato sulla terra ai nostri giorni, per portare beneficio ai figli di Dio di tutte le generazioni.

Padre, aiutaci ad essere fedeli a Te e al nostro glorioso Redentore, a servirTi in verità, e a farlo come espressione del nostro amore. Questa è la mia umile preghiera nel nome di Gesù Cristo. Amen.