Agli uomini del sacerdozio

Gordon B. Hinckley

President of the Church


Gordon B. Hinckley
Voi uomini che detenete questo prezioso sacerdozio, legatelo alla vostra anima. Siatene degni in ogni momento e in tutte le circostanze.

Ora, miei amati fratelli, vi parlo col desiderio di essere utile. Prego che lo spirito del Signore mi guidi.

Non ho bisogno di dirvi che siamo diventati una Chiesa molto grande e complessa. Il programma è tanto vasto e la portata è così estesa che è difficile da comprendere. Siamo una Chiesa con una dirigenza laica. Questo è qualcosa di meraviglioso. Deve sempre rimanere così. Non deve mai muoversi verso un sacerdozio stipendiato. Sappiamo che il carico amministrativo grava molto sui nostri vescovi, presidenti di palo, come pure su altre persone. La consapevolezza di questo fatto ha portato la Presidenza e i Dodici a tenere molte riunioni, alcune delle quali lunghe e interessanti, nelle quali abbiamo smontato la Chiesa e poi l’abbiamo ricostruita. Il nostro obiettivo è stato di vedere se potevamo sbarazzarci di alcuni programmi. Nell’analizzare i programmi, però, non abbiamo visto molto che possa essere eliminato. Eliminarne uno è come dare via uno dei propri figli. Non si ha il cuore di farlo. Vorrei assicurarvi, tuttavia, che siamo consapevoli dei fardelli che portate e del tempo che trascorrete. In questa riunione del sacerdozio vorrei menzionare qualche punto di cui abbiamo discusso. Penso che noterete che abbiamo fatto progressi, sebbene piccoli.

Vi parlerò di molti diversi punti.

Abbiamo stabilito, prima di tutto, che a partire dal primo novembre le raccomandazioni per il tempio saranno valide per due anni invece di uno. Questo ridurrà il tempo che i vescovi e i presidenti di palo e i loro consiglieri dovranno utilizzare per le interviste per le raccomandazioni per il tempio. Se, comunque, in qualsiasi momento il detentore della raccomandazione divenisse indegno di recarsi al tempio, sarà responsabilità del vescovo o presidente di palo di ritirare la raccomandazione.

L’esperienza ha comunque dimostrato che si verificano pochi di questi casi. Questo diventerà il programma, fratelli. A partire dal primo novembre, a prescindere dalla data riportata sulla raccomandazione, il termine sarà esteso di un anno. Le raccomandazioni saranno rinnovate ogni due anni invece che ogni anno, come ora. Spero che questo porti dei benefici. Noi siamo certi che sarà così.

Un altro punto.

L’anziano Ballard vi ha parlato dei missionari. Vorrei sottoscrivere ciò che ha detto. Spero che i nostri ragazzi e le nostre ragazze accolgano la sfida che ha lanciato. Dobbiamo alzare il livello della dignità e delle qualifiche di chi va nel mondo quale ambasciatore del Signore Gesù Cristo.

Abbiamo un’interessante abitudine nella Chiesa: fare una festa d’addio per i missionari in partenza. In alcuni rioni questo è diventato un problema. Tra i missionari in partenza e quelli di ritorno la maggior parte delle riunioni sacramentali sono dedicate alle partenze e ai rientri.

Nessun altro nella Chiesa riceve un saluto particolare quando inizia un servizio. Non facciamo mai una riunione speciale quando viene chiamato un nuovo vescovo, presidente di palo, presidentessa della Società di Soccorso, Autorità generale o una qualsiasi altra persona che mi venga in mente. Perché dobbiamo fare una festa per i missionari in partenza?

La Prima Presidenza e i Dodici, dopo aver attentamente considerato e pregato, hanno deciso che il presente programma dei saluti ai missionari deve essere modificato.

Verrà data l’occasione al missionario in partenza di parlare a una riunione sacramentale per quindici o venti minuti, ma non ai genitori e fratelli. Ci potranno essere due o più missionari in partenza che parlano alla stessa riunione, che sarà nelle mani del vescovo e non organizzata dalla famiglia. Non ci sarà musica speciale o niente del genere.

Sappiamo che questo comporterà una delusione per molte famiglie. Le madri e i padri, i fratelli e le sorelle, nonché gli amici, hanno partecipato nel passato. Vi chiediamo di accettare questa decisione. Se una riunione speciale è già stata organizzata, può essere svolta, ma non deve esserne organizzata nessuna nel futuro secondo le vecchie tradizioni. Siamo convinti che, quando si considerano tutti gli aspetti, questa è una saggia decisione. Cari fratelli, accettatela, per cortesia. Estendo questa supplica anche alle sorelle, in particolare alle madri.

Speriamo anche che non si tengano elaborate open house dopo la riunione sacramentale in cui parlano i missionari. I familiari possono volersi riunire. Non abbiamo obiezioni a questo, tuttavia, chiediamo che non ci siano ricevimenti pubblici a cui sono invitate molte persone.

Il servizio missionario è un’esperienza così meravigliosa che porta con sé le sue generose ricompense. Quando un missionario ritorna a casa e nel suo rione, gli può essere nuovamente data la possibilità di parlare a una riunione sacramentale.

Prossimo punto.

Lasciatemi comunicare un breve rapporto sul Fondo perpetuo per l’educazione che è stato stabilito un anno e mezzo fa alla conferenza di aprile. Il programma sta progredendo su solide basi. Abbiamo una sostanziosa somma offerta dai devoti Santi degli Ultimi Giorni. Speriamo che le offerte continuino ad arrivare per rendere possibile l’assistenza a un maggior numero di persone degne di aiuto.

Attualmente circa 5.000 uomini e donne, per lo più giovani, stanno ricevendo un’istruzione cui altrimenti non avrebbero accesso. Pensate alle conseguenze di questo. A questi devoti Santi degli Ultimi Giorni è offerta una scala mediante la quale possono superare la condizione di povertà in cui loro e i loro genitori hanno vissuto. Il loro potenziale remunerativo è accresciuto grandemente. La loro capacità di dirigenza è aumentata. Diverranno uomini e donne di rilievo, membri della Chiesa che porteranno avanti il suo programma in un modo prima inimmaginabile.

Eccovi un esempio. La prima ragazza a ricevere un prestito ha ora completato un anno di studio e ha fatto richiesta di fondi per completare il suo ultimo anno. Sta studiando per diventare assistente dentista.

Prima di questo, lavorava in un ristorante e guadagnava centotrenta dollari al mese. È da dire che, quando completerà il corso, guadagnerà seicentocinquanta dollari al mese all’inizio, il cinquecento per cento d’aumento immediato, che poi aumenteranno nel tempo.

Quale meravigliosa differenza può fare qualche dollaro quando impiegato bene. Moltiplicate ora la sua esperienza per cinquemila. È una cosa grandiosa da contemplare. Gli studenti stanno studiando per diventare meccanici, analisti, consulenti finanziari, tecnici sanitari, tecnici informatici, infermieri, assistenti ospedalieri, programmatori informatici, ingegneri elettronici, stilisti, ragionieri, elettricisti, insegnanti d’inglese, panettieri, amministratori alberghieri, disegnatori grafici e così via.

Le possibilità sono senza fine e ciò che sta accadendo è una cosa meravigliosa e miracolosa.

Il prossimo punto che vorrei toccare è la serata familiare. Temiamo che questo importantissimo programma stia sbiadendosi in troppe aree. Fratelli, non c’è nulla di più importante della vostra famiglia, lo sapete. Questo programma risale al 1915, a 87 anni fa, quando il presidente Joseph F. Smith spronò i Santi degli Ultimi Giorni a dedicare specificamente una sera alla settimana alla famiglia. Era inteso che fosse un momento d’insegnamento, di lettura delle Scritture, di sviluppo dei talenti, di discussione delle questioni familiari. Non doveva essere un momento per andare ad eventi sportivi o cose del genere. Certo, se c’è occasionalmente un’attività familiare di questo tipo, può andare bene, ma nella sempre maggiore frenesia della nostra vita è importantissimo che i padri e le madri si siedano con i loro figli, preghino insieme, li ammaestrino nelle vie del Signore, considerino i problemi familiari e lascino esprimere ai figli i loro talenti. Sono convinto che questo programma giunse mediante rivelazione del Signore in risposta a un bisogno delle famiglie della Chiesa.

Se c’era bisogno 87 anni fa, questo bisogno è certamente maggiore oggi.

Fu presa la decisione che il lunedì sera sarebbe stato dedicato a quest’attività familiare. In quelle zone in cui c’erano molti fedeli, tra cui funzionari scolastici, il programma fu onorato e non furono programmati eventi in quella sera.

Ora sembra che ci sia la crescente tendenza a programmare altre attività il lunedì sera. Con rispetto chiediamo che i nostri funzionari scolastici e le altre persone ci lascino avere questa sera alla settimana per portare avanti questo programma tradizionale e importante. Chiediamo che non siano programmati eventi che richiedano il tempo dei figli il lunedì sera. Siamo certi che si renderanno conto che è di massima importanza che le famiglie abbiano la possibilità, almeno una volta alla settimana, di stare insieme senza conflitti d’interesse. Saremo grati se di fatto coopereranno in questa faccenda. Noi sproniamo, nel modo più determinato possibile, i padri e le madri a considerare nella maniera più seria questa opportunità e sfida di rendere il lunedì sera un momento sacro per la famiglia.

Ho ricevuto non poche volte inviti da parte della comunità a partecipare a riunioni di diverso genere di lunedì. Senza eccezioni ho rifiutato questi inviti con gentilezza, spiegando che ho riservato il lunedì alla serata familiare. Spero veramente che ognuno di voi faccia altrettanto.

Prossimo punto.

Fratelli, vorrei insistere ancora sull’importanza dell’autosufficienza da parte di ogni singolo membro della Chiesa e famiglia.

Nessuno di noi conosce quando potrebbe avvenire una catastrofe. Possiamo essere colpiti da malattie, incidenti, disoccupazione.

Abbiamo un grande programma del benessere con facilitazioni in varie aree per cose come la scorta di grano. È importante che lo facciamo, ma il luogo migliore per fare una scorta di cibo è a casa nostra, insieme a un piccolo risparmio di denaro. Il miglior programma del benessere è il nostro proprio programma. Cinque o sei contenitori pieni di grano nella vostra riserva valgono più di un quintale nei granai della Piazza del Benessere.

Non predico nessun disastro imminente. Spero che non ce ne siano, ma la prudenza deve governare la nostra vita. Tutti coloro che possiedono una casa riconoscono la necessità di essere assicurati contro gli incendi. Noi speriamo e preghiamo che non ci sia mai un incendio. Tuttavia, paghiamo affinché l’assicurazione ci copra in caso dovesse accadere una tale catastrofe.

Dobbiamo fare altrettanto riguardo al benessere della famiglia.

Possiamo iniziare anche con poco. Possiamo iniziare con una scorta per una settimana, per poi arrivare gradualmente a un mese, poi tre mesi. Sto parlando ora di cibo per coprire i bisogni fondamentali. Come tutti voi vi rendete conto, questo consiglio non è nuovo, ma temo che molti pensino che una scorta per un lungo periodo sia così oltre la loro portata, che non fanno alcuno sforzo.

Iniziate con poco, miei fratelli, e gradualmente continuate verso un obiettivo ragionevole. Risparmiate un po’ di denaro con regolarità e vi sorprenderete di come si accumula.

Uscite dai debiti e liberatevi della terribile schiavitù che essi portano.

Sentiamo di molte persone che fanno secondi mutui. Ora sento che esistono i terzi mutui.

Disciplinatevi riguardo alle spese, ai prestiti, alle pratiche che portano al fallimento e all’agonia che ne deriva.

Ora fratelli, per concludere, vorrei brevemente ritornare a una questione che ho trattato in precedenza e di cui hanno parlato l’anziano Ballard e il presidente Monson in questa conferenza. Spero che non abbiano nulla da obiettare se rafforzo ciò che loro hanno detto. Mi riferisco alla disciplina morale dei fedeli della Chiesa.

Troppi sono stati intrappolati nella ragnatela dell’immoralità e nel frutto amaro che ne consegue. Ai ragazzi che sono qui stasera, i Giovani Uomini, vorrei dire, nel modo più forte di cui sono capace, di stare alla larga dall’iniquità morale. Voi sapete ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Non potete scusarvi con l’ignoranza per un comportamento inaccettabile.

Come potete pensare di poter indulgere in pratiche immorali e poi andare sul campo di missione come rappresentanti del Signore Gesù Cristo? Pensate di essere degni di recarvi nella Casa del Signore per essere sposati per il tempo e l’eternità, se vi siete lasciati andare in tali pratiche?

Vi imploro, miei cari giovani amici, di evitare un tale comportamento. Non sarà facile. Richiederà autodisciplina. Le forze cui vi trovate davanti sono potenti e invitanti. Sono le forze dell’astuto avversario. Avete bisogno della forza che deriva dalla preghiera.

State alla larga dal materiale erotico su Internet. Può solo trascinarvi giù. Può portarvi alla distruzione.

Non perdete mai di vista il fatto che detenete il sacerdozio di Dio. Quando Giovanni Battista conferì il Sacerdozio di Aaronne a Joseph Smith e Oliver Cowdery, dichiarò che questo sacerdozio «detiene le chiavi del ministero degli angeli, e del Vangelo di pentimento e del battesimo per immersione per la remissione dei peccati» (DeA 13).

Desiderate il ministero degli angeli?

Questo ministero porterà con sé ricompense incomparabili. Prendete la strada maestra nella vostra vita e Dio vi benedirà, vi nutrirà e vi «condurrà per mano e darà risposte alle [vostre] preghiere» (DeA 112:10).

A voi uomini maturi estendo la stessa supplica e lo stesso ammonimento. Piccoli passi portano a grandi tragedie. Noi abbiamo a che fare costantemente con tragedie. Tra di noi ci sono molti cuori sofferenti, risentimento, disillusione e divorzi.

Lasciatemi menzionare un punto su cui mi sono espresso a lungo nel passato. Mi riferisco al malvagio e meschino peccato del maltrattamento dei bambini.

Non possiamo tollerarlo. Non lo tollereremo. Chiunque maltratta un bambino si aspetti la disciplina della Chiesa come pure possibili azioni legali.

Il maltrattamento dei bambini è un affronto verso Dio. Gesù ha parlato della bellezza e dell’innocenza dei bambini. A chiunque ha una tendenza che potrebbe portare all’abuso dei bambini dico, nel modo più forte di cui sono capace, di controllarsi. Cerchi aiuto prima di ferire un bambino e di portare se stesso alla rovina.

Voi uomini che detenete questo prezioso sacerdozio, legatelo alla vostra anima. Siatene degni in ogni momento e in tutte le circostanze.

Se voi lo farete, godrete di quella «pace di Dio che sopravanza ogni intelligenza» (Filippesi 4:7).

Possa Dio benedirvi, miei cari fratelli del sacerdozio, giovani e vecchi. Padri, date il buon esempio ai vostri figli. Ragazzi, guardate a vostro padre per ricevere saggezza, guida e comprensione.

Quanto sono grandi le promesse del Signore a coloro che camminano in fede. Vi lascio questa testimonianza insieme al mio affetto e alle mie benedizioni. Quale grande e meravigliosa forza per il bene c’è in questo sacerdozio, se siamo uniti e avanziamo insieme. Prego umilmente che il Signore possa benedirci affinché lo facciamo. Nel nome di Gesù Cristo. Amen.