Il matrimonio eterno

F. Burton Howard

Of the First Quorum of the Seventy


F. Burton Howard
Se vuoi che qualcosa duri a lungo, devi trattarla in un modo diverso… Diventa speciale perché tu l’hai resa speciale.

Alcuni anni fa mi sono recato assieme a mia moglie a un ricevimento di nozze che si teneva in giardino. Alla mattina eravamo andati al tempio dove i due giovani, che conoscevamo bene, si erano sposati per il tempo e per tutta l’eternità. Erano molto innamorati. Le circostanze in cui si erano incontrati avevano un che di miracoloso. Alla fine di quel giorno perfetto, durante il quale erano state versate molte lacrime di gioia, eravamo in fila per salutare gli sposi. Davanti a noi c’era un amico intimo della famiglia. Giunto vicino alla coppia, iniziò a cantare con una bella, chiara voce tenorile le commoventi parole di Ruth: «Perché dove andrai tu, andrò anch’io; e dove starai tu, io pure starò; il tuo popolo sarà il mio popolo, e il tuo Dio sarà il mio Dio; dove morrai tu morrò anch’io» (Ruth 1:16-17).

Rimanemmo molto colpiti e ci sentimmo rassicurati sulle prospettive che avevano di vivere una vita felice, forse in parte suppongo poiché quelle stesse parole sono appese a una parete della nostra casa da molti anni.

Sfortunatamente queste meravigliose parole stanno perdendo di significato. Oggi troppi matrimoni terminano col divorzio. L’egoismo, il peccato e la convenienza personale prevalgono spesso sulle alleanze e sull’impegno.

Il matrimonio eterno è un principio stabilito prima della fondazione del mondo e fu istituto sulla terra prima che la morte facesse la sua comparsa. Adamo ed Eva furono dati l’uno all’altra da Dio quando erano nel Giardino di Eden prima della Caduta. Le Scritture dicono: «Nel giorno che Dio creò l’uomo, lo fece a somiglianza di Dio; li creò maschio e femmina, li benedisse» (Genesi 5:1-2; corsivo dell’autore).

I profeti hanno insegnato costantemente che l’elemento perfetto e principale del grande piano di Dio per beneficare i Suoi figli è il matrimonio eterno. Il presidente Ezra Taft Benson ha dichiarato: «La fedeltà all’alleanza matrimoniale porta la gioia più grande in questa vita e gloriose ricompense nella vita futura» (TheTeachings of Ezra Taft Benson, [1988], 533-534). Il presidente Howard W. Hunter ha descritto il matrimonio celeste come «l’ordinanza suprema del Vangelo» e ha chiarito che mentre per raggiungerlo, a qualcuno «può essere necessario più tempo, forse anche oltre questa vita terrena», non verrà negato a nessun individuo che ne sia degno» (Teachings of Howard W. Hunter, edito da Clyde J. Williams [1997], 132, 140). Il presidente Gordon B. Hinckley ha definito il matrimonio eterno una «cosa stupenda» («Quello che Dio ha congiunto», La Stella, luglio 1991, 68) e un «dono, più prezioso di tutti gli altri» («Il matrimonio che dura», La Stella, novembre 1974, 478).

Eppure, malgrado la sua importanza e la sua gloria, questo dono non è gratuito. È sottoposto, infatti, a condizioni e una volta che viene elargito può esserci tolto se non osserviamo le condizioni dell’alleanza che lo accompagna. La sezione 131 di Dottrina e Alleanze ci dice: «Nella gloria celeste vi sono tre cieli o gradi; E allo scopo di ottenere il più alto, un uomo (o anche una donna) deve entrare in quest’ordine del sacerdozio (cioè la nuova ed eterna alleanza di matrimonio)» (DeA 131:1–2).

Un’alleanza è una promessa sacra. Noi promettiamo di fare alcune cose e Dio s’impegna a farne altre. A coloro che osservano l’alleanza del matrimonio Dio promette la pienezza della Sua gloria, vite eterne, progenie eterna, l’esaltazione nel regno celeste e una pienezza di gioia. Noi tutti lo sappiamo ma qualche volta non pensiamo molto a ciò che noi dobbiamo fare per ricevere queste benedizioni. Le Scritture dicono chiaramente che connessi a quest’alleanza vi sono almeno tre obblighi.

Primo, un matrimonio eterno è eterno. Eterno sottintende crescita e progresso continui. Significa che l’uomo e la donna cercheranno sinceramente di perfezionarsi. Significa che non si deve rinunciare con leggerezza al rapporto matrimoniale al primo segno di disaccordo o quando le cose si fanno difficili. Significa che l’amore con il tempo si farà più forte e che continuerà dopo la morte. Significa che ogni coniuge sarà benedetto per sempre dalla compagnia dell’altro coniuge e che sarà bene risolvere i problemi e le differenze perché non se n’andranno da soli. Eterno significa pentimento, perdono, longanimità, pazienza, speranza, carità, amore e umiltà. Tutte queste cose sono conglobate in qualcosa che è eterno, e di certo dobbiamo conoscerle e metterle in pratica se vogliamo aspirare a un matrimonio eterno.

Secondo, il matrimonio eterno è ordinato da Dio, il che significa che le parti che contraggono l’alleanza matrimoniale acconsentono a invitare Dio nel loro matrimonio, a pregare insieme, a osservare i comandamenti, e a mantenere desideri e passioni entro i limiti indicati dai profeti. Significa essere compagni alla pari ed essere fedeli e puri tanto fuori casa quanto in casa. Questo è parte del significato dell’espressione ordinato da Dio.

Terzo, il matrimonio eterno è una specie di associazione con Dio. A coloro che sono suggellati nel tempio Egli promette una continuità di vite. Implicito nel comandamento dato a Adamo ed Eva di moltiplicarsi e riempire la terra è un legame con il Creatore. C’è l’obbligo di insegnare il Vangelo ai figli, perché essi sono anche figli Suoi. Ecco perché abbiamo la Serata familiare e lo studio delle Scritture, le conversazioni sul Vangelo e il servizio reso alle altre persone. Sembra che ciascuno abbia l’obbligo di sostenersi a vicenda nelle chiamate e nei compiti che vengono affidati. Come possiamo asserire di essere uno con Dio se non possiamo sostenerci a vicenda quando la moglie è chiamata a servire nella Primaria o il marito nel vescovato?

L’alleanza del matrimonio comporta almeno queste cose e probabilmente anche altre. Non credo di sbagliare di molto quando affermo che chi maltratta a parole o fisicamente la moglie o il marito, o chi degrada o avvilisce o esercita un dominio ingiusto nel matrimonio, non osserva l’alleanza; né l’osserva chi trascura i comandamenti o non sostiene i propri dirigenti. Sono a rischio persino coloro che semplicemente rifiutano le chiamate, trascurano i vicini o adottano con moderazione i sistemi di vita di questo mondo. Non abbiamo alcuna promessa se non osserviamo la nostra parte dell’alleanza.

Soprattutto, ritengo che non possiamo ottenere il matrimonio eterno senza impegnarci affinché funzioni. La maggior parte delle cose che so su questo argomento le ho imparate da mia moglie. Siamo sposati da quasi quarantasette anni e fin dall’inizio lei sapeva che tipo di matrimonio voleva.

Abbiamo cominciamo come poveri studenti universitari, ma la sua visione del nostro matrimonio era raffigurata da un servizio d’argento. Come è normale anche oggi, quando ci siamo sposati mia moglie decise di fare una lista di nozze in un grande magazzino del luogo ma invece di inserire nella lista una batteria da cucina e tutti gli altri elettrodomestici di cui avevamo bisogno e che speravamo di ricevere, scelse una direzione diversa. Chiese dell’argenteria. Scelse una marca e il numero di set di posate e sulla lista di nozze fece un elenco di coltelli, forchette e cucchiai, e nient’altro. Non c’erano tovaglie, né tostapane, né televisore; solo coltelli, forchette e cucchiai.

Il giorno del matrimonio arrivò e passò. I nostri amici e gli amici dei nostri genitori ci avevano fatto dei regali. Partimmo per una breve luna di miele e decidemmo di aprire i regali al ritorno. Quando lo facemmo rimanemmo sorpresi: nei pacchi non c’era neppure un coltello o una forchetta. Ci ridemmo sopra e continuammo la nostra vita.

Mentre frequentavamo ancora l’università nacquero due bambini. Non avevamo soldi da buttar via, ma quando in occasione di un lavoro part time come segretaria di seggio o quando qualcuno le regalava qualche dollaro per il suo compleanno, mia moglie metteva quei soldi da parte e quando ne aveva abbastanza andava in città e comprava una forchetta o un cucchiaio. Ci vollero molti anni per avere un numero di pezzi sufficiente per usarli. Quando riuscimmo finalmente ad avere un servizio per quattro persone, iniziammo ad invitare a cena alcuni amici.

Prima del loro arrivo, in cucina avevamo sempre una piccola discussione: quali posate volevamo usare, quelle in acciaio ammaccate e scompagnate o l’argenteria speciale? A quel tempo votavo spesso per le posate in acciaio. Era più facile. Dopo cena si potevano mettere direttamente nella lavastoviglie e si pulivano da sole. Per l’argento invece ci voleva un sacco di lavoro. Mia moglie lo aveva nascosto sotto il letto perché un eventuale ladro non lo trovasse facilmente. Ella aveva insistito affinché comprassi un panno antiossidante per avvolgerlo. Ogni pezzo era in una tasca separata e non era compito facile metterli tutti insieme. Dopo che era stato usato, l’argento doveva essere lavato e asciugato a mano perché non vi rimanessero macchie, riposto nelle tasche perché non si annerisse, avvolto e nascosto di nuovo attentamente perché non venisse rubato. Se venivano scoperte delle macchie, venivo mandato a comprare il preparato per lucidare l’argento e insieme strofinavamo fino a quando le macchie andavano via.

Nel corso degli anni abbiamo aggiunto pezzi al nostro servizio e ho sempre osservato con meraviglia l’attenzione che mia moglie riservava all’argento. Mia moglie non si è mai adirata con facilità ma ricordo il giorno in cui uno dei nostri figli, in qualche modo, prese una delle forchette e voleva usarla per scavare nel giardino dietro casa. Quel tentativo fu annullato con uno sguardo di fuoco e l’avvertimento a non pensarci nemmeno. Mai!

Ho notato che l’argenteria non è mai stata usata per i molti pranzi di rione che mia moglie ha cucinato, né ha mai accompagnato i molti pasti che ha preparato e mandato a chi era ammalato o nel bisogno. Non è mai stata usata per le gite o quando siamo andati in campeggio. In effetti non è mai stata adoperata altrove e, col passare del tempo, non se ne è fatto un uso frequente nemmeno a tavola. Alcuni nostri amici non erano stati giudicati degni e non hanno mai visto l’argenteria. Quando venivano a cena usavamo le posate d’acciaio.

Arrivò il momento in cui fummo chiamati a svolgere una missione. Arrivai a casa un giorno e mi fu detto che dovevo affittare una cassetta di sicurezza per l’argento. Non voleva che lo portassimo con noi, non voleva lasciarlo e non voleva perderlo.

Per anni ho pensato che mia moglie fosse un po’ eccentrica, poi un giorno mi sono reso conto che ella sapeva da tempo qualcosa che io avevo appena iniziato a capire. Se vuoi che qualcosa duri a lungo, devi trattarla in un modo diverso. La copri e la proteggi. Non ne fai un cattivo uso. Non la esponi agli elementi atmosferici. Non la usi comunemente e in modo abituale. Se diventa opaca, la lucidi con amore fino a che brilla come se fosse nuova. Diventa speciale perché tu l’hai resa speciale e il suo valore aumenta con il passare del tempo.

Il matrimonio eterno è proprio così. Dobbiamo trattarlo proprio in questa maniera. Prego perché possiamo vederlo come il dono inestimabile che è. Nel nome di Gesù Cristo. Amen.