Il pentimento: una benedizione dell’appartenenza alla Chiesa

Of the First Quorum of the Seventy


Richard G. Hinckley
Il pentimento… non è un principio duro… Esso è generoso e misericordioso.

Miei cari fratelli, mi sento umile e onorato per il privilegio di occupare questa posizione. Non ho mai pensato, per ragioni a voi ovvie, di poter ricevere tale chiamata. Un anno fa, quando fui sostenuto, il presidente Hinckley aveva chiarito all’intera Chiesa che egli non aveva dato il via al processo che poi portò alla mia chiamata. Successivamente, gli affermai che probabilmente ero l’unica autorità generale nella storia della Chiesa ad essere stata sostenuta dai membri nonostante la bocciatura da parte del profeta!

Sono grato per il vostro voto di sostegno e prometto di offrire tutto il mio cuore a questa grande causa. Sono grato oltre ogni dire per la mia famiglia, per mia moglie e i miei figli e per i miei buoni genitori. Mia madre è deceduta esattamente due anni fa, solo due giorni dopo la conferenza. Ella era di piccola statura ma una grande donna. La sua influenza resterà per sempre con me. Non posso adeguatamente onorarla con le parole, ma solamente col modo in cui vivo.

Non saprei cosa dire di mio padre senza metterlo in imbarazzo, a parte che gli voglio bene e che lo sostengo. A rischio di diventare troppo personale, dirò che mentre lo guardo invecchiare, ripenso ai giorni in cui noi eravamo bambini, quando egli rimaneva con noi a lottare e a giocare sul pavimento, quando ci prendeva in braccio, ci abbracciava e ci faceva il solletico, o alle occasioni in cui ci portava nel letto con lui e la mamma quando eravamo ammalati oppure spaventati. Di lui ricorderò sempre le risate e l’amore; la fermezza, la testimonianza, il continuo duro lavoro, la fede e la lealtà. Egli è gentile e saggio e sono benedetto oltre misura dal fatto di poterlo sostenere come mio profeta per questo periodo di mortalità, ma anche di poterlo reclamare quale padre per il resto dell’eternità.

Alcune settimane fa la mia mente è stata toccata quando, in una riunione del quorum, all’anziano Douglas L. Callister dei Settanta fu chiesto di raccontare brevemente la vita di suo nonno, LeGrand Richards. Fra le altre cose interessanti da lui dette, vi era questa: quando l’anziano Richards era un giovane vescovo, andò a far visita a coloro che erano meno attivi. Egli li invitò coraggiosamente a parlare alla riunione sacramentale sul tema «Cosa significa per me l’appartenenza alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni». Straordinariamente, alcuni risposero positivamente e l’esperienza li riportò alla piena attività nella Chiesa.

Questa sera, vorrei parlare riguardo a questo tema. Invito tutti voi, giovani o anziani, a dedicare un piccolo libricino a questo argomento. Scrivete in alto nella prima pagina «Cosa significa per me l’appartenenza alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni». Quindi elencate brevemente tutto ciò che vi viene in mente. Col tempo vi sorgeranno altri pensieri che potrete aggiungere alla vostra lista. Presto avrete una grossa raccolta che vi riempirà di gratitudine e apprezzamento per la vostra appartenenza alla chiesa del Signore. Potrebbe essere un ottimo aiuto per i discorsi che potreste dover fare nel futuro.

La mia lista è già lunga, ma ho selezionato da essa solo un argomento da discutere questa sera. Devo tenere disponibili gli altri argomenti per altre occasioni.

Parlerò brevemente del principio del pentimento. Quanto sono grato per la comprensione che abbiamo di questo grande principio. Non è un principio duro, come pensavo quando ero ragazzo. Esso è generoso e misericordioso. La radice ebraica della parola significa, semplicemente, «svoltare», 1 o ritornare a Dio. Geova supplicò d’Israele: «Torna,… io non vi mostrerò un viso accigliato, giacché io son misericordioso… e non serbo l’ira in perpetuo. Soltanto riconosci la tua iniquità: tu sei stata infedele all’Eterno, al tuo Dio». 2

Quando riconosciamo i nostri peccati, li confessiamo, li abbandoniamo e ritorniamo a Dio, Egli ci perdonerà.

Recentemente, mentre servivo quale presidente di missione, due dei nostri anziani mi chiesero di incontrare una loro simpatizzante che doveva essere battezzata il giorno seguente. Mi dissero che ella aveva delle domande alle quali loro non erano in grado di rispondere. Guidammo verso la sua casa e là incontrai una giovane vedova, di quasi trent’anni, con una bambina. Suo marito era stato ucciso in un tragico incidente pochi anni prima. Le sue erano domande ponderate ed era molto ricettiva. Dopo che tutte queste furono risolte, le chiesi se aveva altri dubbi. Ella annuì e disse che desiderava parlare soltanto con me. Chiesi agli anziani di uscire e di rimanere in giardino dove potevano vederci chiaramente attraverso una grande finestra. Appena essi chiusero la porta ella iniziò a piangere. Mi raccontò degli anni che aveva passato da sola, pieni di dolori e di solitudine. Durante quegli anni aveva compiuto alcuni gravi errori. Mi disse che sapeva di aver sbagliato, ma non aveva avuto la forza di scegliere il sentiero giusto, fino a che incontrò i missionari. Durante le settimane in cui i missionari la istruirono, ella supplicò il Signore di perdonarla. Ella ricercò da me la sicurezza che tramite il suo pentimento e le ordinanze del battesimo e del ricevimento dello Spirito Santo, lei potesse essere purificata e divenire degna di appartenere alla Chiesa. Le insegnai usando le Scritture, portando la mia testimonianza del principio del pentimento e dell’Espiazione.

Il giorno seguente io e mia moglie partecipammo al suo battesimo e a quello della sua bambina. La stanza era piena di amici del suo rione, pronti e ansiosi di starle vicino quale nuovo membro della Chiesa. Mentre lasciavamo la cerimonia, fui riempito di un sentimento di gratitudine per lo stupendo principio del pentimento e per l’Espiazione che lo rende possibile; per il miracolo della conversione, per questa grande Chiesa e i suoi membri, e per i nostri missionari.

Cosa significa per me l’appartenenza alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni? Significa tutto. Influenza, vivifica, permea e dona uno scopo e un significato a ogni cosa nella vita che per me è importante: il mio rapporto con Dio, il mio Padre Eterno, e con il Suo Beneamato Figliolo, il Signore Gesù Cristo. Mi insegna che tramite l’obbedienza ai principi e alle ordinanze del Vangelo, posso trovare pace e felicità in questa vita ed essere invitato a vivere alla presenza di Dio, con la mia famiglia, nella vita che sicuramente seguirà la mortalità, dove la Sua misericordia soddisferà le esigenze della giustizia, e circonderà me, la mia famiglia, voi e le vostre famiglie, con le braccia della salvezza. 3 Di questo rendo testimonianza nel nome di Gesù Cristo. Amen.

Mostra riferimenti

  1.  

    1. Joseph P. Healey, «Repentance», inThe Anchor Bible Dictionary, ed. David Noel Freedman, 6 voll. (1992), 5:671.

  2.  

    2. Geremia 3:12–13.

  3.  

    3. Vedere Alma 34:16.