Il punto di sicuro ritorno

Anziano Dieter F. Uchtdorf

Membro del Quorum dei Dodici Apostoli


Il dono dell’espiazione di Gesù Cristo ci fornisce in ogni momento e in ogni luogo i benefici del pentimento e del perdono.

Durante il mio addestramento per diventare un comandante delle linee aeree, dovetti imparare a pilotare un aereo su lunghe distanze. Volare sopra oceani immensi, attraversare grandi deserti, e volare da un continente all’altro richiede un’attenta pianificazione per assicurarsi un arrivo sicuro alla destinazione programmata. Alcuni di questi voli non-stop possono durare fino a 14 ore e coprire circa 16000 chilometri.

Durante questi voli così lunghi esiste un punto di decisione importante che è comunemente conosciuto come il punto di sicuro ritorno. Fino a questo punto l’aereo dispone di carburante sufficiente per tornare in sicurezza all’aeroporto di partenza. Oltrepassando il punto di sicuro ritorno, il comandante ha perso questa possibilità e deve continuare ad andare avanti. Questo è il motivo per cui ci si riferisce a questo punto come al punto di non ritorno.

Ci sono punti di non ritorno nella nostra vita?

Satana, «il padre di tutte le menzogne» (2 Nefi 2:18), «il padre delle contese» (3 Nefi 11:29), «l’autore di tutti i peccati» (Helaman 6:30) e il «nemico di Dio» (Moroni 7:12), usa le forze del male per convincerci che questo concetto si applica ogni volta che pecchiamo. Le Scritture lo chiamano «l’accusatore» perché vuole farci sentire come se non potessimo più essere perdonati (vedere Apocalisse 12:10). Satana vuole farci pensare che quando pecchiamo abbiamo oltrepassato un «punto di non ritorno» e che è troppo tardi per cambiare il nostro corso. Nel nostro mondo bello ma allo stesso tempo turbato, è una triste realtà che questo comportamento sia la fonte di grande dolore, pena e angoscia nelle famiglie, nei matrimoni e nella vita dei singoli.

Satana cerca di contraffare l’opera di Dio, e così facendo può sviare molti. Per farci perdere la speranza, farci sentire miserabili come lui, e farci credere che non possiamo più essere perdonati, Satana può perfino usare in modo sbagliato parole delle Scritture che sottolineano la giustizia di Dio, per far intendere che non c’è misericordia.

Qual è il piano del Signore per il nostro sicuro ritorno?

La protezione contro l’influenza del maligno viene attraverso il vangelo di Gesù Cristo. È una buona novella che Gesù Cristo abbia compiuto un’espiazione perfetta per tutta l’umanità. È un messaggio di amore, speranza e misericordia che ci sia una riconciliazione dell’uomo con Dio.

Il peccato è una trasgressione volontaria di una legge divina. L’espiazione di Gesù Cristo è il dono di Dio ai Suoi figli per correggere e superare le conseguenze del peccato. Dio ama tutti i Suoi figli, e non smetterà mai di amarli e sperare per loro. Il piano del nostro Padre celeste è chiaro, e grandi sono le Sue promesse: «Infatti Iddio non ha mandato il suo Figliuolo nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato» (Giovanni 3:17).

Cristo venne per salvarci. Se abbiamo preso una strada sbagliata, l’espiazione di Gesù Cristo ci può dare la sicurezza che il peccato non è un punto di non ritorno. È possibile un sicuro ritorno se seguiremo il piano di Dio per la nostra salvezza.

Abbiamo ricevuto questo piano dalla più alta autorità nell’universo, Dio stesso, il nostro Padre celeste. Questo piano venne preparato ancora prima della fondazione del mondo. È un grande piano di felicità, di misericordia, di redenzione, un piano di salvezza. Questo piano ci permette di vivere un’esistenza fisica, compreso la mortalità, un tempo di prova, e di ritornare alla presenza di Dio per vivere in uno stato di eterna felicità e gloria. Ciò viene spiegato nelle dottrine del vangelo restaurato di Gesù Cristo.

Seguire questo piano porta delle meravigliose conseguenze eterne per noi individualmente, per le nostre famiglie, per le generazioni a venire e anche per le generazioni passate. Il piano prevede la riconciliazione divina e il perdono.

Com’è reso possibile il perdono divino?

Sappiamo che «tutti hanno peccato e son privi della gloria di Dio» (Romani 3:23), ma dichiariamo anche con certezza che il pentimento e il perdono possono essere reali quanto lo è il peccato.

L’espiazione di Gesù Cristo fa sì che ogni persona sia responsabile per i suoi propri peccati. Supereremo le conseguenze dei nostri peccati avvalendoci delle benedizioni e dei benefici dell’espiazione.

Il presidente David O. McKay disse: «Ogni principio e ordinanza del vangelo di Gesù Cristo è significativo e importante… ma nessun principio è più essenziale per la salvezza della famiglia umana di quello divino e eternamente operativo del pentimento» (Gospel Ideals [1953], 13).

«Poiché la salvezza non viene a nessuno… se non tramite il pentimento e la fede nel Signore Gesù Cristo» (Mosia 3:12).

Non è il pentimento in sé che salva l’uomo. È il sangue di Gesù Cristo che ci salva. Non è solo tramite il nostro cambiamento di comportamento sincero e onesto che siamo salvati, ma «è per grazia che siamo salvati, dopo aver fatto tutto ciò che possiamo fare» (2 Nefi 25:23). Il vero pentimento, comunque, è la condizione necessaria affinché possiamo ricevere il perdono di Dio. Il sincero pentimento rende «splendente anche la notte più scura» (Spencer W. Kimball, Il miracolo del perdono [1969], 331).

In cosa consiste il vero pentimento?

Dobbiamo avere una forte fede in Cristo per poterci pentire. La nostra fede deve comprendere una «idea corretta del carattere di Dio, della Sua perfezione e dei Suoi attributi» (Lectures on Faith [1985], 38). Se crediamo che Dio conosce ogni cosa, che è amorevole e misericordioso, avremo fiducia in Lui senza esitare per la nostra salvezza. La fede in Cristo cambierà i nostri pensieri, convinzioni e comportamenti che non sono in armonia con la volontà di Dio.

Il vero pentimento ci riporta a fare ciò che è giusto. Per pentirci sinceramente dobbiamo riconoscere i nostri peccati e sentire rimorso, o tristezza secondo Dio, e confessarli a Dio. Se i peccati sono seri, dobbiamo anche confessarli ai dirigenti del sacerdozio autorizzati. Dobbiamo chiedere perdono a Dio e fare tutto ciò che possiamo per rimediare a qualsiasi male le nostre azioni possano aver causato. Pentimento significa un cambiamento di mente e di cuore: smettiamo di fare cose che sono sbagliate, e cominciamo a fare ciò che è giusto. Ci porta un atteggiamento nuovo verso Dio, verso noi stessi e la vita in generale.

Quali sono i frutti del perdono?

Il vero pentimento benedice la nostra vita con gli effetti dell’espiazione: sentiamo il perdono di Dio e la Sua pace, e la nostra colpa e il nostro dolore vengono spazzati via; godiamo in maggior abbondanza dell’influenza dello Spirito; e siamo meglio preparati a vivere con il Padre celeste.

Il presidente Spencer W. Kimball insegnò: «L’essenza del miracolo del perdono è che esso porta pace all’anima che prima era ansiosa, inquieta, frustrata e forse tormentata… Dio asciugherà le… lacrime di angoscia, di rimorso… di timore e di colpa» (Il miracolo del perdono, 332, 337).

Gesù promise: «Io vi lascio pace; vi do la mia pace… Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti» (Giovanni 14:27).

Il profeta Alma, che fu restituito dal peccato alla felicità tramite il perdono di Dio, dichiarò: «La malvagità non fu mai felicità» (Alma 41:10). Egli era stato testimone del dolore amaro del peccato, ma parlò anche con gioia riguardo alla felicità che accompagna il vero pentimento e perdono: «Sì, io ti dico… non può esservi nulla di così intenso e dolce quanto lo fu la mia gioia» (Alma 36:21). Alma concluse con un consiglio potente e saggio per tutti coloro che cercano il perdono: «Ed ora… desidero che tu non ti lasci più turbare da queste cose, e che ti lasci turbare soltanto dai tuoi peccati, con quel turbamento che ti porterà al pentimento» (Alma 42:29).

Come possiamo sapere che Dio ci ha perdonato?

Il presidente Harold B. Lee disse: «Quando avrete fatto tutto ciò che è in vostro potere per correggere i vostri errori e avrete fermamente deciso in cuor vostro che non li ripeterete mai più, allora… [potrete ottenere] la pace di coscienza che vi farà sapere che i vostri peccati sono stati perdonati» («Law of Chastity Vital, Girls Told», Church News, 2 settembre 1972, 7).

Una volta che ci siamo pentiti sinceramente, Cristo ci toglierà il peso della colpa dei nostri peccati. Possiamo sapere da noi stessi che siamo stati perdonati e resi puri. Lo Spirito Santo lo confermerà; Egli è il santificatore. Nessun’altra testimonianza di perdono può essere più grande.

Il Signore disse: «Colui che si pente e rispetta i comandamenti del Signore sarà perdonato» (DeA 1:32; corsivo dell’autore). Egli ha detto: «Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati, e io vi darò riposo» (Matteo 11:28). «Sii fedele e diligente… e io ti circonderò con le braccia del mio amore» (DeA 6:20).

Ed Egli dichiarò: «Ecco, colui che si è pentito dei suoi peccati è perdonato, e io, il Signore, non li ricordo più» (DeA 58:42).

Satana proverà a farci credere che i nostri peccati non ci sono stati perdonati perché noi li possiamo ricordare. Satana è un mentitore, egli prova a oscurare la nostra visione e a condurci fuori dal cammino del pentimento e del perdono. Dio non ha promesso che noi non ci saremmo ricordati dei nostri peccati. Ricordarli ci aiuterà a evitare di fare lo stesso errore un’altra volta. Ma se ci manteniamo giusti e fedeli, il ricordo dei nostri peccati con il passare del tempo sarà più leggero. Questo farà parte del processo necessario di guarigione e santificazione. Alma testimoniò che dopo aver gridato misericordia a Gesù, si poteva ricordare ancora dei suoi peccati, ma questo ricordo non lo angosciava e tormentava più, perché sapeva di essere stato perdonato (vedere Alma 36:17–19).

È nostra responsabilità eliminare tutto ciò che può farci ricordare i nostri peccati passati. Quando continuiamo ad avere un «cuore spezzato e [uno] spirito contrito» (3 Nefi 12:19), possiamo avere fede che Dio «non ricorderà più i nostri peccati».

In che modo perdonare gli altri può aiutarci a ricevere il perdono di Dio?

Gesù ci insegnò un principio eterno quando ci disse come pregare: «Perdonaci i nostri debiti, come noi perdoniamo i nostri debitori… Poiché, se voi perdonate agli uomini le loro offese, anche il vostro Padre celeste perdonerà anche a voi; [m]a se voi non perdonate… neppure il Padre vostro perdonerà le vostre offese» (3 Nefi 13:11, 14–15).

Quindi, perdonare è una condizione necessaria per ricevere il perdono.

Per il nostro stesso bene, abbiamo bisogno del coraggio morale di perdonare e chiedere perdono. Mai l’anima è più nobile e coraggiosa di quando perdona. Incluso perdonare noi stessi.

Ognuno di noi è sotto l’obbligo della parola divina di avere misericordia e di perdonarsi reciprocamente. C’è un grande bisogno di questo attributo cristiano nelle nostre famiglie, nei matrimoni, nei nostri rioni e pali, nelle nostre comunità e nelle nostre nazioni.

Riceveremo la gioia del perdono quando saremo disposti a perdonare gli altri senza condizioni. Dire senza agire non è sufficiente. Abbiamo bisogno di ripulire il cuore e la mente dai sentimenti e dai pensieri di amarezza e lasciare che la luce e l’amore di Cristo vi entrino. Come conseguenza, lo Spirito del Signore riempirà la nostra anima della gioia che accompagna la pace di coscienza (vedere Mosia 4:2–3).

Cari fratelli e sorelle, miei cari giovani amici, quando un comandante di lungo corso supera il punto del sicuro ritorno, e i venti di coda sono troppo forti o l’altitudine troppo bassa, può essere costretto a dirigere verso un aeroporto diverso da quello di arrivo. Nel nostro viaggio di ritorno alla casa celeste non è così. Ovunque vi troviate nel vostro viaggio della vita, qualsiasi difficoltà possiate affrontare, c’è sempre un punto di sicuro ritorno; c’è sempre speranza. Voi siete i capitani della vostra vita e Dio ha preparato un piano per tornare a Lui in sicurezza, per giungere alla vostra destinazione divina.

Il dono dell’espiazione di Gesù Cristo ci fornisce in ogni momento e in ogni luogo i benefici del pentimento e del perdono. Grazie a questo dono, la possibilità di ritornare in sicurezza dalla strada disastrosa del peccato è disponibile a tutti noi.

Per questo ringrazio il nostro Padre celeste, e di questo rendo testimonianza con tutto il mio cuore e la mia anima, nel nome di Gesù Cristo. Amen.