Tutti noi avremo bisogno del Suo aiuto per evitare la tragedia di procrastinare quello che dobbiamo fare qui e ora per raggiungere la vita eterna.

Nell’espressione un giorno è insito un pericolo, quando è usata per dire «non oggi». «Un giorno mi pentirò». «Un giorno lo perdonerò». «Un giorno parlerò della Chiesa al mio amico». «Un giorno comincerò a pagare la decima». «Un giorno ritornerò al tempio». «Un giorno… »

Le Scritture ci chiariscono il pericolo che comporta il rimandare: potremmo scoprire che non ci rimane più tempo. Iddio, che ci offre ogni giorno affinché ne facciamo tesoro, ci domanderà il resoconto di ciò che abbiamo fatto. Piangeremo, ed Egli piangerà, se intendevamo pentirci e servirLo nei domani mai giunti o sognavamo gli ieri dove la possibilità di agire era passata. L’oggi è un dono prezioso di Dio. Il pensiero «un giorno lo farò» può essere un ladro delle occasioni che il tempo ci dà e delle benedizioni eterne.

Nelle parole scritte nel Libro di Mormon leggiamo un avvertimento e un consiglio solenni:

«Ed ora, come vi ho detto prima, siccome avete avuto tante testimonianze, vi supplico dunque di non procrastinare il giorno del pentimento fino alla fine; poiché, dopo questo giorno di vita che ci è dato per prepararci per l’eternità, ecco, se non facciamo buon uso del nostro tempo durante questa vita, allora viene la notte tenebrosa in cui non si può compiere nessuna opera.

Non potrete dire, quando sarete portati a quella crisi terribile: Mi pentirò, tornerò al mio Dio. No, non potrete dirlo; poiché lo stesso spirito che possiede il vostro corpo al momento in cui uscite da questa vita, quello stesso spirito avrà il potere di possedere il vostro corpo in quel mondo eterno».1

Amulec poi ci ammonisce che la procrastinazione del pentimento e del servizio può far sì che lo Spirito del Signore si ritiri da noi,

tuttavia, nel farlo ci fornisce questa speranza: «E so questo perché il Signore ha detto che non dimora in templi impuri, ma dimora nel cuore dei giusti; sì, ed ha anche detto che i giusti siederanno nel suo regno, per non uscirne più; ma le loro vesti debbono essere rese candide tramite il sangue dell’Agnello».2

Le Scritture sono piene di esempi di saggi servitori dell’Eterno che hanno fatto tesoro del giorno loro assegnato e hanno scelto di compiere ciò che porta alla purezza. Giosuè era uno di loro: «Scegliete oggi a chi volete servire», disse, «quanto a me e alla casa mia, serviremo all’Eterno».3

Servire Iddio invita lo Spirito Santo a dimorare con noi ed Esso ci purifica dai peccati.

Persino il Salvatore, che era senza peccato, ci ha fornito un esempio della necessità di non procrastinare. Egli disse:

«Bisogna che io compia le opere di Colui che mi ha mandato, mentre è giorno; la notte viene in cui nessuno può operare.

Mentre sono nel mondo, io sono la luce del mondo».4

In qualità di Salvatore risorto, Egli è oggi e per sempre la Luce del mondo. È Lui che ci invita a venire a Lui e a servirLo, senza rimandare. Ecco il Suo incoraggiamento: «Io amo quelli che m’amano, e quelli che mi cercano mi trovano».5

Questo vale per ogni giorno, e per tutta la vita. La preghiera del mattino e uno studio approfondito delle Scritture di buon’ora per sapere che cosa dovremmo fare per il Signore può stabilire il corso della giornata. Possiamo sapere quale compito, tra tutti quelli che potremmo scegliere, conta di più per Dio e, pertanto, per noi. Ho imparato che questa preghiera trova sempre risposta se chiediamo e ponderiamo, sottomessi come fanciulli, pronti ad agire immediatamente per svolgere anche il più umile servizio.

Molte volte non sarà facile fare ciò che conta di più. Non è previsto che lo sia. Lo scopo divino della creazione era di metterci alla prova. Il piano ci fu spiegato nel mondo degli spiriti prima che nascessimo. Lì fummo abbastanza coraggiosi da qualificarci per avere la possibilità di resistere qui alle tentazioni e di prepararci per la vita eterna, che è il dono più grande tra tutti i doni di Dio. Gioimmo nel sapere che la prova sarebbe stata di obbedire fedelmente, anche quando non sarebbe stato facile: «E in questo modo li metteremo alla prova, per vedere se essi faranno tutte le cose che il Signore loro Dio comanderà loro».6

Per quanto sapevamo che la prova sarebbe stata dura, gioimmo, perché eravamo certi che avremmo potuto superarla. La nostra sicurezza proveniva dal sapere che Gesù Cristo sarebbe venuto al mondo come nostro Salvatore. Egli avrebbe vinto la morte. Ci avrebbe reso possibile essere purificati dai peccati qualificandoci per gli effetti della Sua espiazione.

Conoscevamo, inoltre, alcuni fatti rassicuranti su ciò che sarebbe stato necessario per ricevere la purificazione di cui avremmo avuto bisogno. Tutto ciò che la purificazione avrebbe richiesto—il battesimo mediante la debita autorità, il ricevimento dello Spirito Santo tramite l’imposizione delle mani da parte di detentori del sacerdozio autorizzati, ricordarci di Lui e, pertanto, avere il Suo Spirito con noi, e osservare i Suoi comandamenti—tutto sarebbe stato alla portata dei più umili tra noi. Non sarebbe stato necessario un intelletto superiore, né ricchezze, né longevità. Sapevamo, poi, che il Salvatore ci avrebbe attirato a Sé, che avrebbe avuto il potere di aiutarci quando le prove sarebbero state ardue e grande la tentazione di procrastinare. Il grande profeta Alma descrisse come Cristo ottenne questa capacità:

«Ed egli andrà, soffrendo pene e afflizioni e tentazioni di ogni specie; e ciò affinché si possa adempiere la parola che dice: egli prenderà su di sé le pene e le malattie del suo popolo.

E prenderà su di sé la morte, per poter sciogliere i legami della morte che legano il suo popolo; e prenderà su di sé le loro infermità, affinché le sue viscere possano essere piene di misericordia, secondo la carne, affinché egli possa conoscere, secondo la carne, come soccorrere il suo popolo nelle loro infermità».7

Tutti noi avremo bisogno del Suo aiuto per evitare la tragedia di procrastinare quello che dobbiamo fare qui e ora per raggiungere la vita eterna. Per la maggior parte di noi la tentazione di posporre giungerà da uno o entrambi i sentimenti seguenti, che sono agli antipodi: il primo è di compiacersi di ciò che abbiamo già conseguito; il secondo, di sentirsi sopraffatti da quello che ancora abbiamo bisogno di fare.

La compiacenza è un pericolo per tutti noi. Può essere avvertita da un giovane ingenuo che pensa che nel futuro ci sia un sacco di tempo per le cose spirituali. Egli potrebbe ritenere di aver già fatto abbastanza, considerando la sua breve vita. So per esperienza come il Signore può aiutare un tale giovane a capire di essere ora in mezzo a cose spirituali. Egli può aiutarvi a vedere che i compagni di scuola vi stanno osservando. Può aiutarvi a comprendere che il loro futuro eterno è modellato da ciò che vi osservano fare o non fare. I vostri semplici ringraziamenti per la loro influenza duratura su di voi può edificarli più di quanto possiate immaginare. Se chiederete a Dio, Egli può e vi rivelerà le occasioni che avete per ispirare le altre persone, poiché Egli ve le ha poste attorno sin dall’infanzia.

La compiacenza può colpire anche gli adulti stagionati. Meglio e più a lungo servirete, più è probabile che il tentatore riesca a mettervi in testa questa menzogna: «Ti meriti un riposo». Potreste essere state per due volte la presidentessa della Primaria del vostro piccolo ramo, oppure potreste avere lavorato a lungo e sodo in missione, sacrificandovi moltissimo per servire. Forse, dove vivete siete stati dei pionieri della Chiesa. Può giungere il pensiero: «Perché non lascio che siano le persone nuove a servire? Ho fatto la mia parte». La tentazione sarà di ritenere che, un giorno, ritornerete a servire.

Il Signore può aiutarvi a scorgere il pericolo insito nel riposo ritenendo di avere fatto abbastanza. Egli mi ha aiutato facendomi parlare con uno dei Suoi servitori più anziani, che era fievole, con un corpo indebolito dai decenni di lavoro senza tregua e dalle malattie. I medici non gli permettevano più di uscire di casa. Su sua richiesta, gli raccontai un viaggio che avevo intrapreso al servizio del Signore, durante il quale ero stato in diverse nazioni, avevo partecipato a dozzine di riunioni, tenuto molte interviste, aiutato individui e famiglie. Gli raccontai la gratitudine che le persone avevano espresso per lui e per i molti anni di servizio reso. Mi chiese se dovevo di nuovo partire per un altro incarico. Gli spiegai che mi attendeva un altro lungo viaggio. Mi sorprese e mi vaccinò, spero per sempre, contro la compiacenza, afferrandomi un braccio e dicendomi: «Ti prego, portami con te».

È difficile sapere quando avremo fatto abbastanza affinché l’Espiazione cambi la nostra natura in modo da qualificarci per la vita eterna. Noi, poi, non sappiamo quanti giorni avremo per prestare quel servizio necessario affinché tale cambiamento avvenga. Sappiamo, tuttavia, che avremo abbastanza tempo, a condizione di non sprecarlo. Ecco la buona novella:

«E i giorni dei figlioli degli uomini furono prolungati, secondo la volontà di Dio, affinché potessero pentirsi mentre erano nella carne; pertanto il loro stato divenne uno stato di prova e il loro tempo fu prolungato, secondo i comandamenti che il Signore Iddio diede ai figlioli degli uomini».8

Questa rassicurazione del Maestro può aiutare coloro che tra noi si sentono sopraffatti dalle circostanze. Nel mezzo delle prove più dure, sin quando avete la forza di pregare, potete chiedere ad un affettuoso Dio: «Ti prego di lasciarmi servire oggi. Non m’importa quante poche cose possa essere in grado di fare. Fammi solamente sapere che cosa posso fare. Oggi obbedirò. So che posso farlo, con il Tuo aiuto».

L’invito tranquillo che vi giungerà potrà essere di fare una cosa tanto semplice, come perdonare una persona che vi ha offeso. Potete farlo da un letto d’ospedale. Potrebbe essere di andare ad aiutare un affamato. Potreste sentirvi inadeguati per via della vostra povertà e dagli impegni del giorno, ma se decidete di non aspettare quando avrete più forze e più denaro, se pregherete per avere lo Spirito Santo con voi, quando arriverete saprete che cosa fare e come aiutare una persona ancora più povera di voi. Potreste scoprire, quando arrivate, che le persone stanno pregando e attendendo che qualcuno come voi si presenti nel nome del Signore.

A chi è scoraggiato per via delle circostanze e, pertanto, è tentato di ritenere di non poter servire il Signore oggi, faccio due promesse. Per quanto difficili possano apparire oggi le cose, domani starete meglio se sceglierete di servire oggi il Signore con tutto il cuore. Le vostre circostanze potrebbero non migliorare come desiderate, ma riceverete nuova forza per portare i fardelli e avere rinnovata fiducia che, quando i carichi diventano eccessivamente pesanti, il Signore, che avete servito, si caricherà di quello che voi non riuscite a portare. Egli sa come. Si è preparato molto tempo fa. Soffrì per le vostre infermità e dolori quando era nella carne, in modo da sapere come soccorrervi.

L’altra promessa che vi faccio è che scegliendo di servirLo oggi, sentirete il Suo amore e imparerete ad amarLo di più. Potreste ricordare il passo scritturale:

«Io vi dico, vorrei che vi ricordaste di conservare sempre il nome scritto nel vostro cuore… che udiate e conosciate la voce dalla quale sarete chiamati, ed anche il nome con il quale egli vi chiamerà.

Poiché, come conosce un uomo il padrone che non ha servito, e che gli è estraneo e che è lungi dai pensieri e dagli intenti del suo cuore?»9

ServendoLo oggi arriverete a conoscerLo meglio. Sentirete il Suo amore e il Suo apprezzamento. Non vorrete procrastinare il momento di ricevere tale benedizione. Sentire l’amore che nutre per voi vi riporterà al Suo servizio, spazzando via sia la compiacenza sia lo scoraggiamento.

Quando Lo servirete riuscirete a conoscere meglio la voce dalla quale sarete chiamati. Quando vi accosterete alla fine del giorno, potranno ritornarvi in mente le parole: «Va bene, buono e fedel servitore; sei stato fedele in poca cosa».10 Prego che possiamo ricevere questa benedizione oggi, ogni giorno e nella vita.

So che il Padre celeste vive e risponde alle preghiere. So che Gesù è il Cristo vivente, il Salvatore del mondo, e che oggi possiamo scegliere di sentire gioia e pace nel Suo servizio. Nel nome di Gesù Cristo. Amen.

Mostra riferimenti

  1.  

    1. Alma 34:33–34.

  2.  

    2. Alma 34:36.

  3.  

    3. Giosuè 24:15.

  4.  

    4. Giovanni 9:4–5.

  5.  

    5. Proverbi 8:17.

  6.  

    6. Abrahamo 3:25.

  7.  

    7. Alma 7:11–12.

  8.  

    8. 2 Nefi 2:21.

  9.  

    9. Mosia 5:12–13.

  10.  

    10. Matteo 25:21; vedere anche v. 23.