Oggi è il momento

Membro della Presidenza dei Settanta


Che cosa stiamo facendo per scolpire nella nostra anima i principi del Vangelo che ci sosterranno nei momenti di avversità?

Quando il presidente James E. Faust informò me e mia moglie che saremmo stati trasferiti a Lima, in Perù, non avevamo idea che il 15 agosto, solo pochi giorni dopo il nostro arrivo, saremmo stati testimoni di un devastante terremoto. Più di 52.000 case sono state distrutte dalla sua forza. Ancora peggio, ha provocato più di cinquecento vittime. Nove di loro erano membri della Chiesa. I membri dei pali di Ica e Pisco e dei distretti di Cañete e Chincha ne hanno patito le conseguenze subito dopo.

La Chiesa ha provveduto immediatamente soccorso ai suoi membri e a quelli di altre fedi. La mattina dopo il terremoto, i nostri fedeli nell’area disastrata hanno ricevuto cibo e indumenti e, prima di mezzogiorno, la Chiesa stava donando aiuti umanitari alla protezione civile. Molti membri rimasti senza tetto sono stati ospitati nelle case di riunione. Nonostante la catastrofe inaspettata, l’organizzazione del sacerdozio ha lavorato molto bene per soccorrere i meno fortunati.

I presidenti di palo e distretto, insieme ai vescovi, sono andati ad aiutare i loro membri solo pochi minuti dopo il terremoto. Vale la pena sottolineare la terribile situazione in cui si trovavano questi dirigenti del sacerdozio: era notte, mancava la luce; la distruzione era ovunque e la terra non smetteva di tremare. Questi magnifici dirigenti del sacerdozio hanno lasciato le loro famiglie al sicuro e sono usciti al buio, tra la gente che piangeva, attorniati da case distrutte. Così i nostri dirigenti sono usciti di notte e nei giorni seguenti, dovendo affrontare spesso forti scosse di terremoto secondarie e un’allerta tsunami. Hanno cercato tra le macerie, in mezzo allo scompiglio, rischiando la vita per recuperare tutti i membri. Un vescovo ha dichiarato: «Senza pensarci due volte sono corso alla ricerca dei miei fratelli e dirigenti della Chiesa». Li ha trovati. Ecco come ha trascorso la notte.

Che cosa ha spinto questi dirigenti ad uscire in cerca degli altri, anche a rischio della vita? Di certo è stata la loro gran fede nel Salvatore e nella Sua chiesa. È stata la comprensione della loro chiamata di dirigenti del sacerdozio. Sono stati i principi del Vangelo scolpiti nella loro vita prima del terremoto, non durante la crisi, scritti non con inchiostro, ma col fuoco dello Spirito su tavole che son cuori di carne (vedere 2 Corinzi 3:3).

La possibilità che avvenisse un terremoto è sempre stata presente. Quando o come avrebbe colpito nessuno lo sapeva. Ma è successo, ed è stato devastante. Ma sotto le direttive del sacerdozio, il problema è stato affrontato. In molti casi, quando i membri non erano in grado di intervenire, lo ha fatto il Signore. Alcuni fedeli hanno raccontato di aver visto uomini in vesti bianche che hanno salvato loro la vita. Altri hanno sentito delle voci che li hanno guidati. Anni di servizio nella Chiesa sono stati una scuola preparatoria per essere organizzati e aiutarsi a vicenda.

Lo stesso accade nella nostra vita. Non sappiamo quando o come i terremoti ci colpiranno. Potranno non essere letteralmente dei terremoti, come è successo in Perù, ma scosse di tentazioni, peccati o prove come la disoccupazione o una grave malattia. Oggi è il momento di prepararci per quando sopraggiungeranno quelle scosse. Ora è il momento di prepararsi, non durante la crisi. Che cosa stiamo facendo per scolpire nella nostra anima i principi del Vangelo che ci sosterranno nei momenti di avversità?

Per esempio, che cosa aveva piantato nella sua anima Giuseppe che fu venduto in Egitto per rispondere: «Come dunque potrei io fare questo gran male e peccare contro Dio?» (Genesi 39:9) quando evitò la pressione fattagli dalla moglie di Potifar a infrangere la legge di castità? Che cosa aveva seminato Nefi nella sua anima quando, trovandosi davanti a un comandamento di Dio, fu in grado di rispondere «Andrò e faro… poiché so»? (1 Nefi 3:7).

Ciò che fecero questi grandi dirigenti fu di consentire allo Spirito di scrivere i principi del Vangelo nella loro anima. Queste cose non si scolpiscono da un giorno all’altro. Esporre profondamente la nostra anima ai principi di rettitudine sarà fondamentale per la nostra preparazione alle scosse di terremoto spirituali. Questa esposizione può essere aumentata dalla meditazione e dal porre fine alle cattive influenze.

I principi eterni metteranno radice in noi quando dedicheremo del tempo non solo a leggere gli insegnamenti dei profeti e le Scritture, ma anche a meditarli in spirito di preghiera. Nefi, ad esempio, prese del tempo per sedersi e ponderare. Nel farlo, gli furono svelati dei tesori dottrinali (vedere 1 Nefi 11:1). Dedicate del tempo a fare ciò che il Signore ci ha chiesto: «Fate tesoro di queste cose nel vostro cuore, e che le solennità dell’eternità rimangano nella vostra mente» (DeA 43:34). In un mondo che reclama incessantemente il nostro tempo, è essenziale che ci dedichiamo alla meditazione nelle nostre case, per poter comprendere la dottrina divina e i suoi principi. Come disse il Salvatore: «Andate dunque alle vostre case, meditate sulle cose che vi ho detto… [per] poter comprendere, e preparate la vostra mente per domani» (3 Nefi 17:3).

Nel farlo, la nostra esposizione alla dottrina e i suoi principi continuerà a crescere se ascolteremo anche l’ammonimento del Signore sulle cattive compagnie. È molto probabile che vi siano persone che ci fanno pressione affinché agiamo o pensiamo in modo che i futuri terremoti ci trovino impropriamente preparati. A questo riguardo il Salvatore ci ha dato una chiave che ci aiuterà a prepararci meglio oggi per le vicissitudini immediate. Egli disse: «Perciò, se la tua mano ti reca offesa, mozzala; ossia, se il tuo fratello ti reca offesa, e non confessa e non rinunzia, sarà reciso» (Marco 9:40, TJS).

Fortunatamente il Salvatore stesso insegnò il significato di mozzare la mano. Non si tratta di infliggersi una mutilazione, ma di rimuovere oggi dalla nostra vita quelle influenze che ci impediscono di prepararci ai terremoti di domani. Se ho degli amici che esercitano una cattiva influenza su di me, l’ammonimento è chiaro: «Meglio è per te entrare nella vita senza il tuo fratello, piuttosto che essere gettati tu e tuo fratello in inferno» (Marco 9:41, TJS). Il Signore applicò questo stesso principio quando avvisò Nefi di separarsi dai suoi fratelli che erano diventati un’influenza pericolosa (vedere 2 Nefi 5:5).

Ne consegue che bisogna interrompere i rapporti non solo con gli amici, ma con ogni cattiva influenza, come inopportuni spettacoli televisivi, siti Internet, film, libri, giochi o musica. Scolpire questo principio nel nostro cuore ci aiuterà a resistere alla tentazione di cedere alle cattive influenze.

Accrescere la nostra esposizione alla dottrina e ai suoi principi ci renderà detentori del sacerdozio in cui sono radicati profondamente i valori del Vangelo. Saremo meglio preparati ad affrontare le scosse che arriveranno all’improvviso, inaspettatamente. Come detentori del sacerdozio, sentiremo estesa a noi la promessa fatta al profeta Geremia: «Ecco, oggi io ti stabilisco come una città fortificata, come una colonna di ferro e come un muro di rame contro tutto il paese» (Geremia 1:18).

Allora saremo in grado di esprimere la nostra gratitudine come la sorella Linda Cruzado di Ica. Dopo aver trascorso la notte in balia degli elementi, scrisse: «All’alba del giorno successivo, il nostro Padre celeste ci mostrò il Suo amore tramite un sole caldo che arrivò molto presto, e di notte ci confortò con un cielo stellato».

Oggi è il momento di essere valorosi e di decidere di esporre seriamente e profondamente la nostra anima agli insegnamenti del Salvatore. So che Egli vive e che, dopo che avremo fatto tutto il possibile, Lui farà il resto. Di questo io rendo testimonianza, nel nome di Gesù Cristo. Amen.