Conserva onorevolmente un nome e una posizione

David A. Bednar

Of the Quorum of the Twelve Apostles


Il fuoco dell’alleanza brucerà nel cuore di tutti i fedeli membri di questa chiesa che adoreranno e che conserveranno onorevolmente un nome e una posizione nella santa casa del Signore.

Poco dopo essere stato chiamato a servire come presidente di palo nel 1987, parlai con un buon amico che in precedenza era stato rilasciato dallo stesso incarico. Durante la conversazione, gli chiesi che cosa poteva insegnarmi sul diventare un presidente di palo efficace. La sua risposta ebbe un’influenza profonda sul mio successivo servizio e ministero.

Egli mi spiegò che subito dopo il rilascio era stato chiamato come lavorante del tempio, poi aggiunse: «Quanto avrei voluto essere stato chiamato come lavorante del tempio prima che come presidente di palo. Se prima avessi servito nel tempio, sarei stato un presidente di palo molto diverso».

La sua risposta mi colpì e gli chiesi di spiegarsi meglio. Mi rispose: «Penso di essere stato un buon presidente di palo. I programmi nel palo funzionavano bene, le statistiche erano superiori alla media. Il servizio nel tempio, però, ha allargato la mia visione. Se fossi chiamato oggi come presidente di palo, il mio primo obiettivo sarebbe la dignità di ricevere e onorare le alleanze del tempio. Mi adopererei affinché la preparazione al tempio fosse al centro di tutto. Farei un lavoro migliore nel guidare i santi alla casa del Signore».

Quella breve conversazione mi aiutò come presidente di palo a insegnare più profondamente e a rendere testimonianza dell’importanza eterna delle ordinanze, delle alleanze e dell’adorazione nel tempio. Il desiderio più profondo della nostra presidenza fu che ogni membro del palo ricevesse le benedizioni del tempio, fosse degno della raccomandazione e la usasse frequentemente.

Oggi il mio messaggio verte sulle benedizioni del tempio. Prego che lo Spirito Santo ci illumini la mente, penetri nel nostro cuore e renda testimonianza della verità a tutti noi.

Lo scopo divino del raduno

Il profeta Joseph Smith dichiarò che in tutte le epoche lo scopo divino del raduno del popolo di Dio era di costruire i templi, in modo che i Suoi figli potessero ricevere le somme ordinanze e, tramite esse, ottenere la vita eterna (vedere Insegnamenti dei presidenti della Chiesa: Joseph Smith [Corso di studio per il Sacerdozio di Melchisedec e la Società di Soccorso, 2007], 426–430). Questo rapporto fondamentale tra il principio del raduno e l’edificazione dei templi è sottolineato nel Libro di Mormon:

«Ecco, il campo era maturo e voi siete benedetti, poiché avete messo mano alla falce e avete mietuto con forza, sì, avete lavorato tutto il giorno; e guardate il numero dei vostri covoni! E saranno riuniti nei granai, affinché non vadano sprecati» (Alma 26:5).

In questa analogia, i covoni rappresentano i nuovi convertiti, mentre i granai sono i sacri templi. L’anziano Neal A. Maxwell spiegò: «Chiaramente, quando battezziamo, i nostri occhi dovrebbero guardare al di là del fonte, verso il sacro tempio. Il grande granaio in cui vanno riuniti i covoni è il sacro tempio» (John L. Hart, «Make Calling Focus of Your Mission»,Church News, 17 settembre 1994, 4). Questo insegnamento chiarisce e sottolinea l’importanza delle sacre ordinanze e delle alleanze del tempio, affinché i covoni non vadano sprecati.

«Sì, non saranno abbattuti dalla tempesta all’ultimo giorno; sì, né saranno dispersi dai turbini; ma, quando verrà la tempesta, saranno raccolti insieme al loro posto, affinché la tempesta non possa raggiungerli; sì, e neppure saranno spinti da fieri venti ovunque il nemico abbia in cuore di portarli» (Alma 26:6).

L’anziano Dallin H. Oaks spiegò che quando rinnoviamo le alleanze battesimali prendendo gli emblemi del sacramento, «non testimoniamo di prendere su di noi il nome di Gesù Cristo: testimoniamo invece di avere la volontà di farlo (vedere DeA 20:77). Il fatto che testimoniamo soltanto la nostra disponibilità a farlo sta a indicare che deve accadere qualcos’altro, prima di poter effettivamente prendere su di noi questo sacro nome nel senso [ultimo e] più importante» (vedere «Prendiamo su di noi il nome di Gesù Cristo», La Stella, luglio 1985, 74). L’alleanza battesimale contempla chiaramente un evento o più eventi futuri e punta al tempio.

Nelle rivelazioni moderne il Signore si riferisce ai templi come a case costruite «al mio nome» (DeA 105:33; vedere anche DeA 124:39; 109:2–5). Nella preghiera dedicatoria del Tempio di Kirtland, il profeta Joseph Smith proferì: «Ti chiediamo, Padre Santo, che i tuoi servitori escano da questa casa armati del tuo potere, e che il tuo nome sia su di loro» (DeA 109:22). Domandò inoltre una benedizione: «Sul tuo popolo, sul quale sarà posto il tuo nome in questa casa» (versetto 26). Quando il Signore apparve e accettò il Tempio di Kirtland come Sua casa, dichiarò: «Io ho accettato questa casa, e qui vi sarà il mio nome; e in questa casa mi manifesterò al mio popolo in misericordia» (DeA 110:7).

Questi versetti ci aiutano a capire che il processo per prendere su di noi il nome di Gesù Cristo, cominciato nelle acque battesimali, è continuato e ampliato nella casa del Signore. Quando ci troviamo nelle acque battesimali, volgiamo lo sguardo al tempio. Quando prendiamo il sacramento, volgiamo lo sguardo al tempio. Promettiamo di ricordarci sempre del Salvatore e di osservare i Suoi comandamenti per prepararci a partecipare alle ordinanze sacre della casa del Signore e a ricevere le massime benedizioni disponibili mediante il nome e l’autorità del Signore Gesù Cristo. Nelle ordinanze del sacro tempio, pertanto, prendiamo più completamente su di noi il nome di Gesù Cristo.

«E questo sacerdozio maggiore [di Melchisedec] amministra il Vangelo e detiene la chiave dei misteri del regno, sì, la chiave della conoscenza di Dio.

Perciò, nelle sue ordinanze il potere della divinità è manifesto.

E senza le sue ordinanze e l’autorità del sacerdozio il potere della divinità non è manifesto agli uomini nella carne» (DeA 84:19–21).

Nessun concorso di malvagità avrà il potere di prevalere sul tuo popolo

Viviamo in un grandioso periodo in cui nel mondo sono costruiti molti templi. Certamente l’avversario si rende conto che il numero di questi edifici sparsi sulla terra continua a crescere. Come sempre, la costruzione e la dedicazione di queste strutture sacre sono accompagnate dall’opposizione dei nemici della Chiesa, come pure dal criticismo poco saggio di alcuni suoi fedeli.

Questo antagonismo non è certo nuovo. Nel 1861, mentre il Tempio di Salt Lake era in costruzione, Brigham Young incoraggiò i Santi in questo modo: «Se volete che questo tempio sia costruito, andate a lavorare e fate tutto ciò che potete… Alcuni dicono: “Non mi piace farlo, perché non si comincia mai a costruire un tempio senza che le campane dell’inferno comincino a suonare”. Io voglio sentirle suonare di nuovo. Tutte le tribù dell’inferno saranno in moto… Ma che cosa pensi che riescano a fare? Tu hai sempre visto a quanto siano valsi i loro sforzi» (Deseret News, 10 aprile 1861, 41).

Come santi fedeli siamo stati fortificati dalle avversità e abbiamo ricevuto la tenera misericordia del Signore. Ci siamo spinti innanzi sotto la promessa dell’Eterno: «Io non permetterò che distruggano la mia opera; sì, mostrerò loro che la mia saggezza è più grande delle astuzie del diavolo» (DeA 10:43).

Per molti anni io e mia moglie abbiamo ospitato uomini e donne fedeli invitati come oratori alle riunioni della Brigham Young University–Idaho. Molti di loro erano stati rilasciati come Settanta, alcuni erano Settanta emeriti che, dopo il servizio reso come Autorità generali, erano stati presidenti di tempio. Parlando con questi valorosi dirigenti, posi sempre loro questa domanda: «Che cosa ha imparato come presidente di tempio che le sarebbe piaciuto aver compreso meglio quando era un’Autorità generale?»

Ascoltando le risposte, notai un tema costante, che riassumo come segue: «Sono giunto a comprendere meglio la protezione disponibile attraverso le alleanze del tempio e a capire che cosa significa fare un’offerta gradita in termini di adorazione nel tempio. C’è una differenza tra i fedeli che vanno in chiesa, pagano la decima e che ogni tanto corrono al tempio a fare una sessione, e coloro che fedelmente e con regolarità adorano nel tempio».

La somiglianza delle risposte mi ha molto colpito. Tutte le risposte alla mia domanda vertevano sul potere protettivo delle ordinanze e delle alleanze disponibili nella casa del Signore. Tali risposte si allineavano con le promesse contenute nella preghiera dedicatoria offerta nel 1836 per il Tempio di Kirtland:

«Ti chiediamo, Padre Santo, di rendere stabile il popolo che adorerà in questa casa e che conserverà onorevolmente in essa un nome e una posizione, per tutte le generazioni e per l’eternità;

Che nessuna arma forgiata contro di loro prosperi; che colui che scava una fossa per loro vi cada egli stesso;

Che nessun concorso di malvagità abbia il potere di sorgere e di prevalere sul tuo popolo, sul quale sarà posto il tuo nome in questa casa;

E se qualche altro popolo sorgerà contro questo popolo, che la tua ira si infiammi contro di loro;

E se colpiranno questo popolo, tu colpisci loro; combatti per il tuo popolo come facesti nel giorno della battaglia, affinché sia liberato dalla mano di tutti i suoi nemici» (DeA 109:24–28).

Considerate questi versetti alla luce dell’attuale furia dell’avversario e di quanto abbiamo detto sulla di-sponibilità a prendere su di noi il nome di Gesù Cristo, come pure della benedizione della protezione promessa a coloro che con onore conservano un nome e una posizione nel sacro tempio. È significativo che queste benedizioni promesse siano per tutte le generazioni e per tutta l’eternità. Vi invito a continuare a studiare e a meditare ferventemente le implicazioni di questi versetti nella vostra vita e per la vostra famiglia.

Non dovremmo sorprenderci per gli sforzi di Satana di contrastare o di gettare discredito sull’adorazione e sul lavoro di tempio. Il diavolo disprezza la purezza e il potere della casa del Signore. La protezione disponibile a ciascuno di noi nel tempio e attraverso le ordinanze e le alleanze del tempio si erge come un grande ostacolo ai disegni malvagi di Lucifero.

Il fuoco dell’alleanza

Nel settembre 1846, l’esodo da Nauvoo causò difficoltà inimmaginabili ai fedeli Santi degli Ultimi Giorni. Molti cercarono riparo negli accampamenti lungo il Mississippi. Quando a Winter Quarters Brigham Young venne a sapere in che condizioni si trovavano questi rifugiati, immediatamente inviò una lettera a Council Point incoraggiando i fratelli a prestare soccorso, ricordando loro l’alleanza stretta nel Tempio di Nauvoo. Quindi li esortò: «Questo è il momento di lavorare. La fiamma dell’alleanza che avete fatto nella casa del Signore bruci nel vostro cuore come una fiamma inestinguibile» (Journal History of The Church of Jesus Christ of Latter-day Saints, 28 settembre 1846, 5). Nel giro di pochi giorni dei carri erano diretti verso est in soccorso dei santi in difficoltà.

Che cosa diede a questi primi santi tanta forza? Fu il fuoco delle alleanze del tempio che bruciava nel loro cuore. Fu il loro impegno nell’adorazione e nel conservare onorevolmente un nome e una posizione nella casa del Signore.

Ora e nel futuro, nell’opera del Signore affrontiamo e affronteremo grandi difficoltà, ma come i pionieri che trovarono il luogo che il Signore aveva preparato per loro, di nuovo ardore ci armerem e sempre Dio con noi avrem (vedere «Santi, venite», Inni, 21). Oggi i templi sono sparsi sulla terra come luoghi sacri di ordinanze e alleanze, di edificazione e di rifugio dalle tempeste.

Inviti ed elogi

Il Signore dichiarò: «Devo radunare il mio popolo… affinché il grano possa essere messo al sicuro nei granai, per possedere la vita eterna ed essere coronato di gloria celeste» (DeA 101:65).

A portata della mia voce ci sono molti bambini, giovani donne e giovani uomini. Vi prego di rimanere degni e fermi, e di attendere con ansia il giorno in cui riceverete le ordinanze e le benedizioni del tempio.

A portata della mia voce ci sono persone che avrebbero dovuto ricevere le ordinanze della casa del Signore, ma che non le hanno ricevute. Qual che sia il motivo, indipendentemente dalla procrastinazione, vi invito a iniziare la preparazione spirituale necessaria per ricevere le benedizioni disponibili soltanto nel sacro tempio. Allontanate dalla vita ciò che vi ostacola. Cercate le cose che hanno valore eterno.

A portata della mia voce ci sono persone che hanno ricevuto le ordinanze del tempio e che, per svariati motivi, non ci ritornano da un po’ di tempo. Pentitevi, preparatevi e fate ciò che va fatto per adorare nuovamente nel tempio e per ricordare e onorare più pienamente le alleanze sacre.

A portata della mia voce ci sono molte persone che detengono una valida raccomandazione per il tempio e che si sforzano degnamente di usarla. Vi elogio per la vostra fedeltà e devozione.

Attesto solennemente che il fuoco dell’alleanza brucerà nel cuore di tutti i fedeli membri di questa chiesa che adoreranno e che conserveranno onorevolmente un nome e una posizione nella santa casa del Signore. Gesù Cristo è il nostro Redentore e Salvatore. Egli vive e dirige gli affari della Sua chiesa attraverso le rivelazioni date ai Suoi servitori eletti. Di queste cose rendo testimonianza nel sacro nome del Signore Gesù Cristo. Amen.