Il retaggio perenne della Società di Soccorso

Presidente Henry B. Eyring

Primo consigliere della Prima Presidenza


La storia della Società di Soccorso è registrata con parole e numeri, ma il retaggio è trasmesso da cuore a cuore.
 

Sono grato di essere con voi questa sera. Desidero esprimervi l’amore e la gratitudine del presidente Monson e del presidente Uchtdorf. Dalla sua fondazione nel 1842 la Società di Soccorso è stata benedetta dalla supervisione attenta e amorevole del profeta di Dio. Al suo inizio, a Nauvoo, Joseph Smith diede istruzioni alle dirigenti e alle sorelle riunite in assemblea.

Essendo a conoscenza della vostra gloriosa storia, sento il peso dell’invito che il presidente Monson mi ha fatto di parlarvi. Nel corso di una delle prime riunioni della Società di Soccorso, il profeta Joseph Smith sorprese il vescovo Newel K. Whitney chiedendogli di parlare in sua vece. Il vescovo Whitney disse che era arrivato pregustando con gioia gli insegnamenti che avrebbe ricevuto dal Profeta. Capisco i suoi sentimenti di disappunto, e forse anche i vostri.

Pertanto, mentre mi preparavo per questo momento, ho chiesto al presidente Monson di cosa, secondo lui, sarebbe stato più utile per voi sentir parlare. Quanto mi ha detto ha confermato le impressioni che già avevo avuto mentre studiavo e pregavo.

Stasera vi parlerò del grande retaggio che vi hanno lasciato le sorelle che sono state nella Società di Soccorso prima di voi. La parte della fondazione che posero per voi, che a me sembra essere la più importante e la più tenace, è che la carità è nel cuore della Società di Soccorso e doveva entrare nel cuore di ogni sua appartenente, essere parte della sua vera natura. Carità significava per loro molto più di un sentimento di benevolenza. La carità nasce dalla fede nel Signore Gesù Cristo ed è un effetto del modo in cui la Sua espiazione opera nel cuore dei membri. Esistono molti gruppi caritatevoli femminili che fanno cose ottime. Tanti nutrono fortissimi sentimenti di solidarietà nei confronti dello sventurato, del malato e del bisognoso. Ma questa organizzazione è unica e lo è stata fin dal suo inizio.

Queste grandi sorelle posero come fulcro di questa fondazione il principio «la carità non verrà mai meno».1 È servito loro agli albori; è servito nel periodo che seguì; serve in questa nuova era e servirà la Società di Soccorso in tutto il tempo a venire.

La Società di Soccorso è composta da donne i cui sentimenti di carità si sprigionano da cuori che sono cambiati, perché si sono rese degne e hanno osservato le alleanze offerte solo nella vera chiesa del Signore. I loro sentimenti di carità provengono dal Signore, tramite la Sua espiazione. I loro atti di carità sono guidati dal Suo esempio—e dimostrano un sentimento di gratitudine per il Suo dono misericordioso infinito—e dallo Spirito Santo, che il Signore manda per accompagnare i Suoi servitori nelle loro missioni compassionevoli. Grazie a questo, hanno fatto e sono capaci di fare cose non comuni per il prossimo e trovare gioia anche quando i loro bisogni personali sono enormi.

La storia della Società di Soccorso è piena di racconti di grandi atti di servizio altruistici. Nei giorni terribili della persecuzione e delle privazioni, quando i fedeli si spostavano dall’Ohio al Missouri, all’Illinois e poi attraverso il deserto diretti all’ovest, le sorelle, benché povere e con tante pene, si prendevano cura degli altri. Vi mettereste a piangere, come ho fatto io, se ora vi leggessi alcuni di questi racconti. Sareste commosse dalla loro generosità ma ancor di più nel riconoscere la fede che le sollevava e le sosteneva.

Provenivano da condizioni molto diverse. Affrontavano tutte le prove e le angosce universali della vita. La loro determinazione, nata dalla fede di servire il Signore e il prossimo, non le faceva passare accanto alle tempeste della vita terrena ma le metteva nel loro mezzo. Alcune di loro erano giovani, altre più anziane. Provenivano da molte nazioni e popoli diversi, come voi oggi. Ma avevano un solo cuore, una sola mente e un solo intento. Erano decise ad aiutare il Signore a edificare la Sua Sion, dove avrebbero potuto vivere l’esistenza felice che viene descritta in modo così vivido nel Libro di Mormon. Ricordate certamente alcune scene descritte in 4 Nefi che quelle sorelle portavano nel cuore dovunque il Signore le guidava nel loro cammino verso Sion:

«E avvenne che nel trentaseiesimo anno il popolo si era tutto convertito al Signore, su tutta la faccia del paese, sia i Nefiti che i Lamaniti, e non vi erano contese e dispute fra loro, e tutti si comportavano con giustizia l’uno verso l’altro.

E avevano tutte le cose in comune fra loro; non v’erano dunque ricchi e poveri; liberi e schiavi, ma erano stati resi tutti liberi e partecipi del dono celeste…

E avvenne che non vi erano affatto contese nel paese, a motivo dell’amor di Dio che dimorava nei cuori del popolo».2

Le prime sorelle della Società di Soccorso non conobbero un periodo così idilliaco. Ma l’amore di Dio dimorava nei loro cuori e assieme ad esso resistettero nel viaggio verso l’ovest e negli anni che seguirono. A causa delle condizioni difficili, la Società di Soccorso, per quasi quarant’anni, cessò la sua funzione di organizzazione mondiale della Chiesa. Ma nel 1868 Brigham Young chiamò Eliza R. Snow per assistere i vescovi nell’organizzazione delle Società di Soccorso. Nel 1880, fu chiamata quale seconda presidentessa generale della Società di Soccorso. I registri dell’organizzazione indicano che, quando i dirigenti della Chiesa avvicinarono le sorelle per dare di nuovo inizio al lavoro ufficiale della Società di Soccorso, si accorsero che nei loro cuori la carità non era diminuita. Avevano continuato a tendere la mano con misericordia a chi era nel bisogno. Il dono della carità, del puro amore di Cristo, era sopravvissuto in quelle sorelle che erano rimaste fedeli alle loro alleanze. Era ancora loro.

Negli anni che seguirono, la Società di Soccorso crebbe in numero e in forza per aiutare i bisognosi. Sotto la guida di donne di grande visione e di grande capacità, la Società di Soccorso diresse un servizio di carità che non esisteva in quelle zone di frontiera per chi ne aveva necessità. Crearono un piccolo ospedale. Aiutarono delle donne ad andare all’est per ricevere una formazione professionale in medicina e fornire di personale l’ospedale. Quello fu l’inizio di uno dei maggiori sistemi ospedalieri degli Stati Uniti.

Avviarono programmi che, negli anni, divennero i programmi mondiali dei servizi sociali della Chiesa. Crearono un sistema di immagazzinamento del grano così efficace da metterle in grado di soddisfare la richiesta di aiuto da parte del governo federale in tempo di guerra e di crisi. Diedero inizio a quelle che divennero la Primaria e l’organizzazione delle Giovani Donne della Chiesa. Crearono un loro periodico per le donne. Divennero una delle più grandi organizzazioni femminili del mondo. Entrarono anche a far parte della dirigenza delle organizzazioni femminili degli Stati Uniti.

Quando la Chiesa iniziò ad avere la forza di distribuire aiuti umanitari in tutto il mondo, la Società di Soccorso ne fu il cuore. Nelle loro visite nello Utah, i capi delle nazioni esprimono meraviglia e ammirazione per quanto la Chiesa sta facendo nel mondo per i poveri e per le vittime di guerre e calamità naturali. Questi doni eccezionali fatti ai figli di Dio fanno parte del patrimonio perenne della Società di Soccorso.

Il profeta Joseph Smith disse alle sorelle della Società di Soccorso, nel corso della loro prima riunione, che dal loro servizio fedele sarebbero derivate cose eccezionali. Egli disse che sarebbero venute regine per imparare dal loro servizio e farne parte.3 Ho visto quella profezia adempiersi. Posso vedere dai verbali che a quelle pioniere della Società di Soccorso venne concessa anche una promessa, che nelle Scritture viene fatta a coloro che servono il Signore nella Sua opera. Quella promessa, data tramite il profeta Joseph Smith, si trova nella sezione 88 di Dottrina e Alleanze. Parla di coloro che saranno chiamati a servirLo nelle stagioni successive:

«Ed egli disse al primo: Va’ e lavora nel campo, e nella prima ora verrò da te, e tu vedrai la gioia del mio volto.

E disse al secondo: Va’ anche tu nel campo, e nella seconda ora ti visiterò con la gioia del mio volto.

E anche al terzo disse: Ti visiterò.

E al quarto e così via fino al dodicesimo.

E il signore del campo andò dal primo nella prima ora, e si trattenne con lui per tutta quell’ora, e questi fu allietato dalla luce del volto del suo signore».4

È chiaro dalle loro registrazioni che quelle donne dei primi tempi della Società di Soccorso sentirono la gioia promessa dal Signore. Era con loro nel loro lavoro. Lo fece prosperare e loro provarono gioia e videro la luce.

Ma il Profeta Joseph previde che sarebbe seguita un’altra stagione. Vide le grandi opere che quelle donne avrebbero creato nella prima stagione. Ma disse anche che dovevano servire, benedire, prendersi cura di chi era vicino a loro e che conoscevano personalmente.

Dopo un gioioso periodo di servizio nella Società di Soccorso, il Signore le guidò in un’altra stagione, lontane dai luoghi di cui si erano prese cura in modo così splendido. Per esempio, fu difficile per gli uomini ereditare il sistema ospedaliero che era basato sulle fondamenta create dalla Società di Soccorso. Il Signore, tramite i Suoi profeti, rese chiaro che i Suoi servitori del sacerdozio avrebbero dovuto dare la fiducia di mantenere ed accrescere quel potente strumento per il bene a terzi. E così la Chiesa cedette il suo meraviglioso sistema ospedaliero.

Conosco e ammiro gli uomini che hanno provato la gioia del servizio in quel sistema ospedaliero. Ho visto la loro riconoscenza perché avevano provato la gioia per il lavoro che svolgevano con il Signore, non per le loro qualità personali. Così, sorridendo, diedero via volentieri quello che avevano costruito. Avevano fede che il Signore aveva visto che c’era maggior bisogno del loro servizio altrove, in un altro campo, in un’altra stagione.

Una parte preziosa della vostra eredità come Società di Soccorso è quella stessa fede nel cuore delle dirigenti e dei membri della Società di Soccorso. Il Signore sapeva dove ci sarebbe stata la necessità dei loro grandi talenti nella stagione successiva e dove avrebbero trovato una gioia ancora più grande di quella provata nelle imprese meravigliose che avevano iniziato e costruito.

La Chiesa diventò più grande e si diffuse in tutto il mondo. I servizi che avevano creato cominciarono a richiedere risorse massicce e un costante controllo nella Chiesa che si stava allargando e nel mondo, dove i disordini stavano aumentando. Programmi sempre più vasti e centralizzati hanno diminuito la possibilità per le dirigenti della Società di Soccorso e per le sorelle di provare la gioia di servire il prossimo per il Signore e con il Signore.

Per una nuova stagione, il Signore aveva già pronta per loro un’altra opportunità. Il solo sistema che poteva dare soccorso e conforto in una chiesa così vasta in un mondo così vario sarebbe stato tramite servitori individuali vicini alle persone che avevano bisogno. Il Signore aveva visto che questo sarebbe arrivato, sin dall’inizio della Società di Soccorso.

Stabilì un modello valido. Due sorelle accettano il compito di visitare un’altra sorella come una chiamata che viene dal Signore. Questo era vero fin dall’inizio. Le dirigenti della Società di Soccorso organizzarono sorelle di cui conoscevano la fede per offrire un servizio di carità quando questo andava al di là del potere di due insegnanti visitatrici regolarmente incaricate. Questo servizio era sempre svolto vicino a casa, fra le conoscenti. Alle riunioni locali i membri insegnano il Vangelo e rendono testimonianza del Salvatore e della Restaurazione. Le figlie vegliano sulle madri. Le madri hanno prestato ascolto alle figlie, hanno insegnato e si sono prese cura di loro.

I pastori locali del sacerdozio hanno sempre avuto fiducia nelle sorelle della Società di Soccorso. Ogni vescovo e ogni presidente di ramo ha una presidentessa della Società di Soccorso su cui fare affidamento. La presidentessa ha insegnanti visitatrici che conoscono le difficoltà e le necessità di ogni sorella. Tramite loro può conoscere il cuore degli individui e delle famiglie. Può soddisfare le loro necessità e aiutare il vescovo nella sua chiamata di nutrire il singolo e le famiglie.

Una parte meravigliosa dell’eredità della Società di Soccorso è evidente nel modo in cui il sacerdozio ha mostrato rispetto per la Società di Soccorso e ne ha ricevuto a sua volta. Come voi, anche io l’ho visto. Anni fa, il nostro vescovo mi disse sorridendo: «Come mai quando vado da qualcuno nel rione che ha delle difficoltà, pare che tua moglie ci sia sempre stata prima di me?» Ogni vescovo e presidente di ramo che abbia un minimo di esperienza ha sentito l’incitamento garbato dell’esempio ispirato delle sorelle. Ci aiutano a ricordare che per tutti, sia donne che uomini, non ci sarà salvezza senza il servizio di carità.

Chi fra voi è più anziana ricorderà che il presidente Marion G. Romney citava questa Scrittura, quando diceva che era determinato a essere fedele nel fornire quel servizio quanto lo erano le sorelle. Citava re Beniamino: «Ed ora, per ottenere queste cose che vi ho detto—cioè al fine di mantenere la remissione dei vostri peccati di giorno in giorno, per poter camminare senza colpa dinanzi a Dio— vorrei che impartiste ai poveri delle vostre sostanze, ognuno secondo ciò che ha, come nutrire gli affamati, rivestire gli ignudi, visitare gli infermi e provvedere a soccorrerli, sia spiritualmente che temporalmente, secondo i loro bisogni».5

Se ricordo bene, il presidente Romney sorrideva quando diceva che voleva veramente la remissione dei suoi peccati. Per questo avrebbe voluto unirsi alle sorelle in tutti i loro atti di servizio compassionevole.

Ora è il momento di parlare di cosa dovete fare per passare questo retaggio meraviglioso e sacro della Società di Soccorso a coloro che vi seguiranno. Ci vorranno cose piccole e semplici. Ricordate solo che questo retaggio viene passato da cuore a cuore. La carità, il puro amore di Cristo, è una parte di quel possente mutamento di cuore che il Signore ha promesso ai Suoi discepoli fedeli. Pertanto, non è difficile vedere quali semplici cose potete e dovete fare per trasmettere questa eredità.

Per esempio, ogni volta che, assieme alla vostra collega, vi preparate per andare a fare l’insegnamento in visita, dovete solo ricordare dove sta il successo. Sarà più che superare l’uscio. Sarà più che lasciare un messaggio. Sarà più che chiedere come potete essere di aiuto. Il successo arriverà forse soltanto dopo molte visite. Probabilmente in questo mondo non vedrete la prova che avete avuto successo, ma potete sentire tramite lo Spirito se siete sulla giusta via.

Ho parlato con una sorella della Società di Soccorso di una visita che ha fatto. Era andata da una donna che presto avrebbe perso, all’improvviso e in modo tragico, il marito. Negli ultimi anni la donna aveva avuto solo contatti saltuari con la Società di Soccorso.

Le insegnanti visitatrici si fermarono a comprare dei fiori per prepararsi a quella visita. Era la stagione dei tulipani, che, disposti in fasci di tanti colori, erano pronti per essere venduti. Quella donna scelse il suo coloro preferito, poi però si sentì spinta a sceglierne un altro. Non sapeva perché la sua scelta fosse caduta sul giallo, ma lo fece.

Quando si presentò alla porta con i tulipani gialli, la donna sorrise e disse: «Venite a vedere il mio giardino sul retro». Era pieno di tulipani gialli in piena fioritura. La donna disse ancora: «Mi stavo giusto chiedendo se avrei dovuto tagliarne qualcuno da mettere in casa. Ma ora che mi avete portato questi posso lasciarli in giardino e godermeli ancora un po’». Chiacchierarono piacevolmente come se fossero vecchie amiche. Dall’impressione che aveva avuto di portare dei fiori e di scegliere i tulipani gialli, quella insegnante visitatrice ebbe la prova di essere al servizio del Signore. Potevo percepire la gioia nella sua voce mentre mi parlava.

Quando parlò con me, non sapeva come si era sentita la vedova dopo la visita. Ma, se la vedova aveva sentito che Dio l’amava e le aveva mandato un angelo, l’insegnante visitatrice l’aveva aiutata ad avanzare per avere successo agli occhi del Signore. Quella sorella potrà verificare il successo del suo lavoro fedele solo nel mondo a venire.

Questo si applica a due insegnanti visitatrici che continuamente hanno portato amore a un’altra vedova che ha vissuto per circa nove anni in una casa di cura. Dopo momenti difficili, questa vedova è deceduta poche settimane fa. Da quanto ho sentito da un figlio della vedova, sono certo che quelle insegnanti hanno avuto successo e potranno vivere la felice esperienza che la madre del profeta Joseph Smith descrisse alle sorelle in una riunione della Società di Soccorso alla quale prese parte: «Dobbiamo prenderci cura l’una dell’altra, vegliare l’una sull’altra, confortarci a vicenda e ottenere l’istruzione in modo da poterci ritrovare insieme in cielo».6

Voi trasmettete questa eredità quando aiutate altre sorelle a ricevere nel proprio cuore il dono della carità. Allora queste sorelle saranno in grado di trasmetterlo ad altre. La storia della Società di Soccorso è registrata con parole e numeri, ma il retaggio è trasmesso da cuore a cuore. Ecco perché le famiglie beneficiano tanto della Società di Soccorso.

Mia madre mi ha lasciato una piccola spilla con su scritte le parole: «La carità non verrà mai meno». La sorella Beck mi ha dato quest’altra piccola spilla da mettere al bavero della giacca.

L’eredità perenne che mia madre lasciò alla sua famiglia è più che una spilla: è il suo amore e l’amore del Signore che ho visto e sentito nelle cose semplici che lei faceva mostrando agli altri la compassione del Signore. Era una donna della Società di Soccorso. Mia madre non ha avuto figlie, ma mia moglie ha passato quel patrimonio alle nostre due figlie che lo manterranno vivo nel cuore di altre donne. Resisterà, perché la carità non viene mai meno.

Attesto che la carità è il puro amore di Cristo. Egli vive. Quando serviamo gli altri assieme a Lui proviamo la Sua gioia. Con la Sua espiazione ha fatto sì che noi potessimo invocare e ricevere il dono della carità. So che il Padre vive e risponde alle nostre preghiere. Voi fate parte di una società che è stata fondata e il cui corso è stato stabilito da Joseph Smith, il profeta della Restaurazione. La sorella Beck e le sue consigliere sono state chiamate tramite l’ispirazione che Dio ha dato a un profeta vivente. So che è vero.

Voi avete una gloriosa eredità. Prego Dio perché vi ispiri a preservarla e a trasmetterla come un retaggio per benedire e portare gioia a coloro che vivranno nelle generazioni e nelle stagioni a venire. Nel sacro nome di Gesù Cristo, che serviamo. Amen.

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  1.  

    1. 1 Corinzi 13:8; Moroni 7:46.

  2.  

    2. 4 Nefi 1:2–3, 15.

  3.  

    3. Vedere Relief Society, Minute Book marzo 1842–marzo 1844, 28 aprile 1842, Church History Library, Salt Lake City, 39.

  4.  

    4. DeA 88:52–56; corsivo dell’autore.

  5.  

    5. Mosia 4:26.

  6.  

    6. Lucy Mack Smith, Relief Society, Minute Book marzo 1842–marzo 1844, 24 marzo 1842, pagine 18–19.