Aiutateli lungo la via che li riporta a casa

Presidente Henry B. Eyring

Primo consigliere della Prima Presidenza


La maniera più efficace di aiutare i figli di Dio è fornire loro sin da piccoli il modo di accrescere la fede in Gesù Cristo e nel Suo vangelo restaurato.
 

Fratelli e sorelle, il Padre celeste desidera e ha bisogno del nostro aiuto per riportare i Suoi figli di spirito a casa da Lui. Oggi parlerò dei giovani che sono già nella Sua vera chiesa e che, pertanto, si sono già incamminati lungo il sentiero stretto e angusto per ritornare alla loro dimora celeste. Egli vuole che acquistino subito la forza spirituale necessaria per rimanere sul sentiero. Se iniziano a perdersi, il Padre ha bisogno del nostro aiuto per riportarli rapidamente in carreggiata.

Ero un giovane vescovo quando iniziai a capire perché il Signore vuole che rafforziamo i bambini sin da piccoli e che li soccorriamo prontamente. Vi racconterò una storia di una ragazza che rappresenta molti altri giovani che ho cercato di aiutare nel corso degli anni.

Era seduta dall’altra parte della scrivania nell’ufficio del vescovo e mi parlò della sua vita. Era stata battezzata e confermata membro della Chiesa quando aveva otto anni. Mentre mi raccontava i successivi vent’anni che seguirono, non piangeva, ma la voce era triste. Mi raccontò che era caduta nella spirale scegliendo la compagnia di persone che pensava fossero divertenti. Cominciò a violare quelli che all’inizio le sembravano comandamenti meno importanti.

Dapprima provò un po’ di tristezza e un po’ di rimorso. La compagnia degli amici, tuttavia, le faceva provare un sentimento nuovo di essere apprezzata, così le decisioni sporadiche di pentirsi divennero via via meno importanti. Con l’aumentare della gravità dei comandamenti che infrangeva, sfumò il sogno di una famiglia eterna felice.

Era seduta davanti a me in uno stato da lei stessa definito di miseria. Voleva che la salvassi dalla trappola del peccato in cui si sentiva imprigionata. L’unica via d’uscita, però, era che esercitasse la fede in Gesù Cristo, che avesse un cuore spezzato e che si pentisse, in modo da essere purificata, trasformata e rafforzata grazie all’espiazione del Signore. Le resi testimonianza che ciò era ancora possibile, come poi i fatti confermarono. Ciò, tuttavia, fu molto più duro di quanto sarebbe stato esercitare la fede all’inizio del cammino che riporta a Dio e appena aveva iniziato a perdersi.

Pertanto la maniera più efficace di aiutare i figli di Dio è fornire loro sin da piccoli il modo di accrescere la fede in Gesù Cristo e nel Suo vangelo restaurato. Se poi smarriscono il sentiero, dobbiamo aiutarli a ravvivare velocemente quella fede prima che si smorzi del tutto.

Possiamo quindi aspettarci di avere quasi continuamente l’opportunità di tendere la mano ai figli di Dio in viaggio. Il Salvatore ci spiegò perché ciò sarebbe accaduto quando descrisse il viaggio pericoloso verso casa che tutti i figli di spirito di Dio compiono nelle brume tenebrose che il peccato e Satana creano:

«Entrate per la porta stretta; poiché larga è la porta e spaziosa è la via che porta alla distruzione; e ce ne sono molti che entrano per essa.

Perché stretta è la porta e angusta è la via che porta alla vita, e ve ne sono pochi che la trovano».1

Prevedendo le necessità dei Suoi figli, l’amorevole Padre celeste ha posto lungo la via dei segnali e dei soccorritori. Egli ha mandato Suo Figlio, Gesù Cristo, per rendere il percorso possibile e visibile. In questi giorni ha chiamato come Suo profeta il presidente Thomas S. Monson. Sin dalla gioventù, il presidente Monson ha insegnato non soltanto come rimanere sul sentiero, ma anche come soccorrere coloro che sono finiti nel dolore.

Il Padre celeste ci ha assegnato una grande varietà di postazioni da cui rafforzare e, quando necessario, scortare i viaggiatori in luoghi sicuri. I nostri compiti più importanti e influenti sono in seno alla famiglia. Sono importanti perché la famiglia ha la possibilità sin dall’inizio della vita di un figlio di posizionargli saldamente i piedi sul sentiero che conduce a Dio. Genitori, fratelli e sorelle, nonni e nonne, zii e zie sono resi guide e soccorritori più forti grazie ai legami d’amore che costituiscono la natura stessa di una famiglia.

La famiglia ha un vantaggio nei primi otto anni di vita di un figlio. In questi anni protetti, grazie all’espiazione di Gesù Cristo, Satana non può usare le brume tenebrose per nascondere il sentiero per ritornare a casa. In questi anni preziosi, il Signore aiuta le famiglie chiamando persone in Primaria perché contribuiscano a rafforzare spiritualmente i bambini. Egli mette anche a disposizione detentori del Sacerdozio di Aaronne che offrono il sacramento. Nelle preghiere sacramentali, i bambini ascoltano la promessa che un giorno potranno avere lo Spirito Santo come guida se obbediranno ai comandamenti di Dio. Di conseguenza, essi sono fortificati per resistere alle tentazioni che giungeranno e poi, nel futuro, per soccorrere il prossimo.

Molti vescovi della Chiesa sono ispirati a chiamare le persone più forti nel rione perché servano singoli bambini in Primaria. Essi si rendono conto che se i bambini sono rafforzati, con la fede e con la testimonianza, quando saranno adolescenti avranno probabilmente meno bisogno di soccorso. Capiscono che delle fondamenta spirituali forti possono fare la differenza per tutta la vita.

Tutti noi possiamo dare una mano. Le nonne, i nonni e tutti i membri che conoscono un bambino possono essere d’aiuto. Non occorre un incarico formale in Primaria, né c’è un limite d’età. Una di queste donne, quando era più giovane, faceva parte del consiglio generale della Primaria che contribuì a creare il motto SIG.

Non si è mai stancata di servire i bambini. Su sua stessa richiesta, insegnò nella Primaria del suo rione sino a quasi novant’anni. I bambini piccoli percepivano l’amore che provava per loro. Vedevano il suo esempio. Imparavano da lei i principi semplici del vangelo di Gesù Cristo. Soprattutto, grazie al suo esempio, hanno imparato a sentire e a riconoscere lo Spirito Santo. Quando questo è accaduto, si sono ritrovati già ben indirizzati lungo la via verso la fede necessaria per resistere alle tentazioni. Sarebbe stato meno probabile che avrebbero avuto bisogno di soccorso e sarebbero stati pronti per aiutare il prossimo.

Ho imparato il potere della semplice fede nella preghiera e nello Spirito Santo quando i nostri figli erano piccoli. Il nostro figlio maggiore non era ancora stato battezzato. I genitori, gli insegnanti della Primaria e i servitori del sacerdozio avevano provato ad aiutarlo a sentire e a riconoscere lo Spirito, come pure a sapere in che modo ricevere il Suo aiuto.

Un pomeriggio, mia moglie lo aveva portato a casa di una donna che gli stava insegnando a leggere. Avevamo programmato che io passassi a prenderlo rincasando dal lavoro.

La lezione era terminata prima del previsto. Lui era sicuro di conoscere la strada di casa, così s’incamminò. In seguito ci raccontò che si era sentito sicuro e che gli era piaciuta l’idea di andare da solo. Dopo aver percorso circa un chilometro, iniziò a farsi buio. Intuì di essere ancora molto lontano da casa.

Ricorda ancora che, per via delle lacrime, vedeva in maniera confusa i fari delle macchine che passavano. Si sentiva come un bambino piccolo, non più il giovanotto che si era incamminato verso casa. Si rese conto che aveva bisogno di aiuto. Poi, si ricordò di una cosa. Sapeva che doveva pregare, così lasciò la strada e si diresse verso alcuni alberi che nel buio vedeva a malapena. Trovò un posto dove inginocchiarsi.

Attraverso i cespugli udì la voce di alcune persone dirette verso di lui. Due giovani lo avevano udito piangere. Mentre si avvicinavano, gli chiesero: «Possiamo aiutarti?» Con le lacrime agli occhi spiegò loro di essersi perso e di voler tornare a casa. Gli domandarono se conoscesse il suo numero di telefono o l’indirizzo, ma non li conosceva. Gli chiesero se sapesse il suo nome. Quello almeno lo sapeva. Lo portarono poco distante, dove abitavano e trovarono il nostro cognome nell’elenco telefonico.

Quando ricevetti la telefonata, corsi a prenderlo, grato che persone gentili fossero state poste lungo la strada di casa. Da allora sono stato sempre grato che gli fosse stato insegnato a pregare con fede che, quando si fosse perso, l’aiuto sarebbe giunto. Questa fede lo ha condotto in salvo e gli ha portato soccorritori più volte di quante se ne ricordi.

Nel Suo regno il Signore ha stabilito un modello di soccorso e di soccorritori. Nella Sua saggezza, il Signore ha ispirato i Suoi servitori a porre alcune delle risorse più efficaci per rafforzarci quando attraversiamo l’adolescenza e a mettere in campo i migliori soccorritori.

Conoscete due potenti programmi offerti dal Signore: uno, per le Giovani Donne, che è il «Progresso personale»; l’altro, per i detentori del Sacerdozio di Aaronne, che è il «Dovere verso Dio». Incoraggiamo i giovani della generazione emergente a considerare il loro potenziale di sviluppare una grande forza spirituale. Supplichiamo inoltre coloro che si prendono cura dei giovani di elevarsi al livello richiesto dal Signore per aiutarli. Dato che il futuro della Chiesa dipende da loro, tutti noi li abbiamo a cuore.

I due programmi sono stati migliorati, ma il loro scopo rimane immutato. Il presidente Monson l’ha messa in questi termini: «[Dobbiamo] imparare ciò che dobbiamo imparare, fare ciò che dobbiamo fare ed essere come dobbiamo essere!»2

Il libretto Progresso personale delle Giovani Donne spiega chiaramente il suo scopo: «Il programma del Progresso personale impiega gli otto valori delle Giovani Donne per aiutarti a capire più pienamente chi sei, perché sei qui sulla terra e cosa devi fare come figlia di Dio per prepararti per il giorno in cui ti recherai al tempio per contrarre le sacre alleanze».

Continua poi spiegando che le ragazze si assumeranno impegni, li assolveranno e riferiranno il loro progresso a un genitore o a un dirigente. Promette inoltre che «i modelli che stabilira[nno] mentre lavorera[nno] sul Progresso personale, come la preghiera, lo studio delle Scritture, il servizio e tenere un diario diventeranno delle abitudini personali quotidiane. Queste abitudini rafforzeranno la [loro] testimonianza e [le] aiuteranno a imparare e migliorare per tutta la vita».3

Il programma Dovere verso Dio per i ragazzi del Sacerdozio di Aaronne è stato rafforzato e reso più mirato. Sarà contenuto in un unico libro per tutti e tre gli uffici del Sacerdozio di Aaronne. I giovani uomini e i loro dirigenti riceveranno una copia di questo nuovo libro. È uno strumento possente. Rafforzerà la testimonianza dei giovani uomini e il loro rapporto con Dio. Li aiuterà a imparare i loro doveri sacerdotali e a desiderare di adempierli. Fortificherà il loro rapporto con i genitori, con i membri del quorum e tra i giovani uomini e i loro dirigenti.

Entrambi questi programmi pongono grande responsabilità sugli sforzi compiuti dai giovani stessi, che sono invitati ad apprendere e a fare cose che risulterebbero difficili per chiunque. Riflettendo sulla mia giovinezza, non ricordo compiti tanto impegnativi. Certo, qualche volta mi fu chiesto di superare questo tipo di prove, ma solo ogni tanto. Questi programmi esigono costanza, grande impegno e di accumulare conoscenza ed esperienze spirituali nel corso degli anni.

Pensandoci, mi sono reso conto che il contenuto di questi libretti è una rappresentazione fisica della fiducia del Signore nella generazione emergente e in tutti noi che li amiamo. Ho avuto prova che tale fiducia è ben riposta.

Nelle mie visite ho osservato i quorum del Sacerdozio di Aaronne in azione. Ho visto giovani uomini seguire modelli di apprendimento e fare programmi per svolgere ciò che Dio richiedeva loro, quindi lavorare per quello che si erano impegnati a fare, raccontando agli altri quanto fossero cambiati spiritualmente. Mentre osservavo e ascoltavo, è diventato per me chiaro che i padri, le madri, i dirigenti, gli amici e persino i vicini nella congregazione sono stati toccati dallo Spirito, quando hanno udito la testimonianza dei giovani su come sono stati rafforzati. I ragazzi sono stati edificati nel rendere testimonianza, come pure coloro che stavano cercando di aiutarli a crescere.

Il programma delle Giovani Donne ha in sé lo stesso modello possente per sviluppare la forza spirituale nelle ragazze e offrirci la possibilità di tendere loro la mano. Il Progresso personale aiuta le ragazze a prepararsi a ricevere le ordinanze del tempio. Le giovani sono aiutate dall’esempio delle madri, delle nonne e di tutte le donne rette nella Chiesa che le circondano. Ho visto come i genitori hanno aiutato una figlia a raggiungere gli obiettivi e a realizzare i suoi sogni, notando e apprezzando tutte le cose buone che faceva.

Soltanto qualche giorno fa ho osservato una madre accanto alla giovane figlia mentre ricevevano un riconoscimento per essere diventate insieme un esempio straordinario del ruolo della donna. Mentre mi parlavano di ciò che significava per loro, ho sentito l’approvazione e l’incoraggiamento del Signore per tutti noi.

Di tutto l’aiuto che potremo fornire a queste ragazze, il più grande sarà far loro sentire la nostra fiducia che si trovano sul sentiero che porta a Dio e che possono farcela. Il modo migliore di farlo è accompagnarle. Poiché il sentiero è scosceso e talvolta roccioso, a volte si scoraggiano o inciampano. Talvolta possono essere confuse riguardo alla destinazione e deviano verso mete eternamente meno importanti. Questi programmi ispirati fanno in modo che ciò sia meno probabile, perché guidano i giovani a invitare e a ricevere la compagnia dello Spirito Santo.

Il miglior consiglio che possiamo impartire ai giovani è che possono ritornare al Padre celeste se sono guidati e corretti dallo Spirito di Dio. Quindi, se siamo saggi, incoraggeremo, elogeremo e rappresenteremo tutto quanto invita la compagnia dello Spirito Santo. Quando ci raccontano quello che stanno facendo e come si sentono, dobbiamo essere qualificati per la compagnia dello Spirito. Allora, sentiranno nei nostri elogi e sorrisi l’approvazione di Dio. Se sentiremo la necessità di impartire loro dei consigli correttivi, sentiranno in essi il nostro amore e quello di Dio, non i rimproveri e il rigetto che permettono a Satana di allontanarli ancora di più.

L’esempio di cui hanno più bisogno è che anche noi facciamo ciò che devono fare loro. C’è bisogno che preghiamo per i doni dello Spirito. C’è bisogno che meditiamo le Scritture e le parole dei profeti viventi. C’è bisogno che facciamo programmi che non siano soltanto desideri, bensì alleanze; poi dobbiamo mantenere le promesse che facciamo a Dio. È fondamentale che edifichiamo il prossimo parlando dei benefici dell’Espiazione che abbiamo ricevuto.

C’è bisogno che siamo esempi di quella fedeltà costante e perseverante che il Signore si aspetta da loro. Se lo faremo, li aiuteremo a sentire dallo Spirito la rassicurazione che se persevereranno udranno le parole del Salvatore e del Padre celeste, che tanto ci amano: «Va bene, buono e fedel servitore; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore».4 Noi che li aiutiamo lungo il cammino udremo con gioia quelle parole.

Rendo testimonianza che il Signore ama voi e ogni figlio di Dio. Questo è il Suo regno, restaurato con le chiavi del sacerdozio tramite il profeta Joseph Smith. Thomas S. Monson è il profeta del Signore oggi. Prometto a ciascuno di voi che, se seguirà la guida ispirata che si trova nella vera chiesa di Gesù Cristo, i nostri giovani e noi che li aiutiamo e li amiamo potremo giungere in sicurezza alla nostra dimora con il Padre celeste e il Salvatore, per vivere per sempre gioiosamente come famiglie. Nel nome di Gesù Cristo. Amen.

Mostra riferimenti

  1.  

    1. 3 Nefi 14:13–14.

  2.  

    2. Thomas S. Monson, «Imparare, fare, essere», Liahona, novembre 2008, 67.

  3.  

    3.  Progresso Personale delle Giovani Donne (opuscolo, 2009), 6.

  4.  

    4. Matteo 25:21.