Ricordate chi siete!

Elaine S. Dalton

Presidentessa generale delle Giovani Donne


Non c’è spettacolo più bello di una giovane donna che si illumina dello Spirito, che è fiduciosa e coraggiosa perché è virtuosa.

Siamo figlie del nostro Padre celeste. Egli ci ama e noi Lo amiamo.1 Mi sento umile e grata di essere alla vostra presenza. Il Signore mi ha benedetta con una consapevolezza molto chiara di chi siete e del perché vi trovate sulla terra in questo momento. Il Signore vi ama e io so che voi amate Lui. Si vede sul vostro volto, nella vostra modestia, nel vostro desiderio di scegliere il giusto e nel vostro impegno a rimanere virtuose e pure.

Abbiamo condiviso molti momenti spirituali speciali. Abbiamo reso la nostra testimonianza nei campeggi intorno al fuoco, nelle cappelle e durante i caminetti. Siamo state riscaldate dal fuoco della nostra fede. Abbiamo scalato montagne e spiegato vessilli dorati, dal Brasile a Bountiful, per indicare l’impegno profondo nel nostro cuore di rimanere virtuose e di essere sempre degne di entrare nel tempio. Abbiamo pregato, letto il libro di Mormon e sorriso ogni giorno, e stiamo lavorando al progresso personale insieme alle nostre madri, nonne e dirigenti. E questo è solo l’inizio!

Questo è un tempo perfetto per essere sulla terra e per essere una giovane donna. La nostra visione è sempre la stessa. Riguarda l’essere degne di stringere e di osservare le sacre alleanze e di ricevere le ordinanze del tempio. Questa è la nostra meta più importante. E quindi continueremo a guidare il mondo verso un ritorno alla virtù: alla castità e alla purezza morale. Continueremo a fare tutto quello che può aiutarci a «stare in luoghi santi»2 e a ricevere e riconoscere lo Spirito Santo e a contare su di Lui.

Continueremo a parlare di Cristo, a gioire in Cristo, affinché ognuno di noi sappia a quale fonte può rivolgersi per la remissione dei propri peccati.3 E sì, continueremo a mantenerci ferme in qualunque tempesta che possa infuriare intorno a noi perché sappiamo e rendiamo testimonianza che: «è sulla roccia del nostro Redentore, che è Cristo, il Figlio di Dio, che do[bbiamo] costruire le [nostre] fondamenta… un fondamento sul quale se [noi] edific[hiamo] non [possiamo] fallire».4

Il consiglio che Dio diede a Giosuè è il consiglio che Egli da a voi oggi, che siete giovani «di regal retaggio».5 «Sii forte e fatti animo; non ti spaventare e non ti sgomentare, perché l’Eterno, il tuo Dio, sarà teco dovunque andrai».6 Non siete sole! Sebbene possiate essere gli unici santi degli ultimi giorni della vostra scuola o della vostra comitiva, persino della vostra famiglia, non siete sole. Potete confidare nella forza del Signore. Come disse Giosuè agli Israeliti: «Santificatevi, poiché domani l’Eterno farà delle maraviglie in mezzo a voi».7 Questa era la chiamata di Giosuè per un ritorno alla virtù ed è la stessa chiamata per noi oggi. Non possiamo fare il lavoro per il quale siamo state tenute in serbo e preparate, a meno che non accediamo alla forza e alla fiducia che derivano dal vivere una vita virtuosa.

Voi siete giovani donne di grande fede. Avete portato con voi la vostra fede quando siete venute sulla terra. Alma ci insegna che nel regno premortale avete mostrato «grandissima fede e buone opere».8 Avete combattuto con la vostra fede e la vostra testimonianza per difendere il piano che fu presentato da Dio. Sapevate che il piano era buono e che il Salvatore avrebbe fatto ciò che aveva promesso: perché Lo conoscevate! Eravate dalla Sua parte ed eravate entusiaste dell’opportunità di venire sulla terra. Sapevate cosa vi sarebbe stato richiesto. Sapevate che sarebbe stato difficile eppure avevate fiducia che non avreste soltanto potuto compiere la vostra missione divina, ma avreste anche potuto fare la differenza. Voi siete «spiriti scelti che erano stati tenuti in serbo per venire nella pienezza dei tempi, per prendere parte alla posa delle fondamenta della grande opera degli ultimi giorni, inclusa la costruzione dei templi e la celebrazione in essi delle ordinanze».9

Ed ora siete qui per fare quello per cui siete state preparate. Mentre vi guardo stasera, mi chiedo se le fidanzate dei duemila giovani soldati di Helaman somigliassero a voi! Non c’è da meravigliarsi che Satana abbia intensificato i suoi attacchi alla vostra identità e alla vostra virtù. Se può sgomentarvi, scoraggiarvi, distrarvi, rallentarvi o escludervi dall’essere degne di ricevere la guida dello Spirito Santo o di entrare nella casa del Signore, egli vince.

Giovani donne della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, ricordate chi siete! Siete elette. Siete figlie di Dio. Non potete essere una generazione di giovani donne che si accontentano di “riuscire ad inserirsi”. Voi dovete avere il coraggio di “distinguervi”; di «alzarvi e splendere, affinché la vostra luce sia uno stendardo per le nazioni».10 Il mondo vorrebbe farvi credere che voi non siete importanti, che siete fuori moda e fuori dalla realtà. Con voci insistenti e rumorose, il mondo vi dice di “divertirvi”, “provare di tutto”, “sperimentare ed essere felici”. Al contrario, lo Spirito Santo sussurra e il Signore vi invita a «camminare nei sentieri della virtù», «lasciare da parte le cose di questo mondo» e «att[enervi] alle alleanze che [avete] fatto».11

Mi è sempre piaciuta la storia del figlio di re di Francia, Luigi XVI, perché aveva una consapevolezza incrollabile della sua identità. Da ragazzo fu rapito dagli uomini malvagi che avevano detronizzato suo padre, il re. Quegli uomini sapevano che se avessero potuto distruggerlo moralmente, egli non avrebbe ereditato il trono. Lo soggiogarono per sei mesi con ogni cosa spregevole che la vita aveva da offrire, eppure egli non cedette mai alla pressione. Questo lasciò perplessi i suoi rapitori e, dopo aver fatto tutto quello che riuscivano a immaginare, gli chiesero perché avesse una forza morale tanto grande. La risposta fu semplice: «Io non posso fare ciò che mi chiedete, perché sono nato per essere un re».12

Come il figlio del re, ognuna di voi ha ereditato un lignaggio reale. Ognuna di voi ha un retaggio divino. «Voi siete letteralmente le nobili figlie del nostro Padre celeste».13 Ognuna di voi è nata per essere una regina.

Ho imparato il vero significato di essere una regina quando frequentavo l’Università Brigham Young. Insieme a un gruppetto di altri studenti, mi era stata data l’eccezionale occasione di incontrare il profeta, il presidente David O. McKay. Mi fu detto di indossare il mio abito migliore e di essere pronta per partire presto per Huntsville la mattina seguente, per andare a casa del profeta. Non dimenticherò mai l’esperienza che feci. Non appena entrammo, sentii lo spirito che riempiva la casa. Eravamo seduti attorno al profeta nel suo soggiorno. Il presidente McKay indossava un abito bianco e sua moglie era seduta accanto a lui. Egli chiese ad ognuno di noi di farsi avanti e parlargli di noi. Quando avanzai, egli tese la mano e prese la mia, e quando gli parlai della mia vita e della mia famiglia, mi guardò profondamente negli occhi.

Quando finimmo si appoggiò allo schienale della sedia, prese la mano di sua moglie e disse: «Adesso, giovani donne, vorrei che incontraste la mia regina». Seduta lì accanto a lui c’era sua moglie, Emma Rae McKay. Sebbene non indossasse una corona di scintillanti diamanti, né fosse seduta su un trono, io sapevo che lei era una vera regina. I suoi capelli bianchi erano la sua corona e i suoi occhi puri splendevano come gioielli. Quando il presidente e sorella McKay parlarono della loro famiglia e della loro vita insieme, le loro mani intrecciate dissero tutto sul loro amore. I loro volti irradiavano gioia. La sua era una bellezza che non può essere acquistata. Era il risultato di anni di ricerca dei doni migliori, dell’ottenere una buona istruzione, della ricerca della conoscenza tramite lo studio e tramite la fede. Era il risultato di anni di duro lavoro, del sopportare fedelmente le prove con ottimismo, fiducia, forza e coraggio. Era il risultato della sua risoluta devozione e fedeltà al marito, alla famiglia e al Signore.

Quel giorno d’autunno ad Huntsville, nello Utah, mi fu rammentata la mia identità divina e compresi quella che ora chiamo “bellezza profonda”, il tipo di bellezza che splende da dentro. È il tipo di bellezza che non può essere dipinto, creato chirurgicamente o comprato. È il tipo di bellezza che non si lava via. È fascino spirituale. La bellezza profonda proviene dalla virtù. È la bellezza di essere caste e moralmente pulite. È il genere di bellezza che vedete negli occhi di donne virtuose come vostra madre e vostra nonna. È una bellezza che si acquisisce tramite la fede, il pentimento e il rispetto delle alleanze.

Il mondo pone così tanta enfasi sull’attrazione fisica e vorrebbe farvi credere che dovete assomigliare all’inafferrabile modella della copertina di una rivista. Il Signore vi direbbe che ognuna di voi è bella in modo unico. Quando siete virtuose, caste e moralmente pulite, la vostra bellezza interiore risplende nei vostri occhi e sul vostro volto. Mio nonno diceva sempre: «Quando vivi vicino a Dio e alla Sua grazia infinita, non c’è bisogno di dirlo, ti si legge in faccia».14 Quando siete degne della compagnia dello Spirito Santo, siete sicure di voi stesse e la vostra bellezza risplende. «La virtù adorni i tuoi pensieri senza posa; allora la tua fiducia si rafforzerà alla presenza di Dio; e… Lo Spirito Santo sarà tuo compagno costante».15

Ci è stato insegnato che «il dono dello Spirito Santo… ravviva tutte le facoltà intellettuali, accresce, allarga, espande, e purifica tutte le passioni e gli affetti naturali… Ispira virtù, premura, bontà, tenerezza, gentilezza e carità. Sviluppa la bellezza, la forma e l’aspetto di una persona».16 Questo si che è un vero segreto della bellezza! Questa è la bellezza che osservai nella casa di un profeta. Quel giorno imparai che la bellezza che vidi in sorella McKay era l’unico genere di bellezza veramente importante e perenne.

Alma pone delle domande incisive che ognuno di noi deve considerare: «Avete ricevuto la sua immagine sul vostro volto?»17

Un gruppo di giovani donne mi ha recentemente fatto visita nel mio ufficio. Alla fine della visita, una giovane donna mi ha confidato con le lacrime agli occhi: «Non ho mai pensato di essere bella. Mi sono sempre sentita molto comune. Ma oggi, mentre passavo davanti allo specchio del suo ufficio, mi sono guardata ed ero bellissima!» Lei era bellissima perché il suo volto risplendeva dello Spirito. Si è vista come la vede il Padre celeste. Aveva ricevuto la Sua immagine sul suo volto. Quella è la “bellezza profonda”.

Giovani donne, guardate nello specchio dell’eternità. Ricordate chi siete! Vedetevi come vi vede il Padre celeste. Siete elette. Siete di nobile nascita. Non compromettete il vostro retaggio divino. Siete nate per essere regine. Vivete in modo da essere degne di entrare nel tempio e ricevere «tutto quello che [il] Padre ha».18 Sviluppate la bellezza profonda. Non c’è spettacolo più bello di una giovane donna che si illumina dello Spirito, che è fiduciosa e coraggiosa perché è virtuosa.

Ricordate che voi siete le figlie del nostro Padre celeste. Egli vi ama così tanto da mandare suo Figlio per mostrarvi la maniera in cui vivere, affinché un giorno possiate tornare a Lui. Attesto che mentre vi avvicinate al Salvatore, la Sua espiazione infinita vi permette di pentirvi, di cambiare, di essere pure e di ricevere la Sua immagine sul vostro volto. La Sua espiazione vi consente di essere forti e coraggiose mentre continuate ad alzare il vostro stendardo per la virtù. Voi siete preziose. Voi stesse siete lo stendardo!

E quindi concludo con le parole del Signore ad ognuna di noi, Sue preziose figlie: «Ecco… tu sei una donna eletta, che io ho chiamato».19 «Cammin[a] nei sentieri della virtù… [lascia] da parte le cose di questo mondo… attieniti alle alleanze che hai fatto… Rispetta i miei comandamenti con costanza, e riceverai una corona di giustizia».20 Di questo rendo testimonianza nel sacro nome del nostro Salvatore Gesù Cristo. Amen.

Mostra riferimenti

  1.  

    1. Vedere «Tema delle Giovani Donne», Progresso personale delle Giovani Donne, 3.

  2.  

    2. Dottrina e Alleanze 87:8.

  3.  

    3. Vedere 2 Nefi 25:26.

  4.  

    4. Helaman 5:12.

  5.  

    5. «Come montagne saremo», Inni, 162.

  6.  

    6. Giosuè 1:9.

  7.  

    7. Giosuè 3:5; vedere anche Guida alle Scritture: «Santificazione», su scriptures.lds.org/it/.

  8.  

    8. Alma 13:3.

  9.  

    9. Dottrina e Alleanze 138:53–54.

  10.  

    10. Dottrina e Alleanze 115:5.

  11.  

    11. Dottrina e Alleanze 25:2, 10, 13.

  12.  

    12. Vedere Vaughn J. Featherstone, «The King’s Son», New Era, novembre 1975, 35.

  13.  

    13. Ezra Taft Benson, «Alle Giovani Donne della Chiesa», La Stella, gennaio 1987, 81.

  14.  

    14. Autore sconosciuto; vedere Elaine S. Dalton, «È evidente sul vostro volto», Liahona, maggio 2006, 109.

  15.  

    15. Dottrina e Alleanze 121:45–46.

  16.  

    16. Parley P. Pratt, Key to the Science of Theology, 10a edizione (1965), 101; corsivo dell’autore.

  17.  

    17. Alma 5:14.

  18.  

    18. Dottrina e Alleanze 84:38.

  19.  

    19. Dottrina e Alleanze 25:3.

  20.  

    20. Dottrina e Alleanze 25:2, 10, 13, 15.