Narrami le storie di Gesù

Anziano Neil L. Andersen

Membro del Quorum dei Dodici Apostoli


Una fede personale in Gesù Cristo più forte preparerà [i vostri figli] alle difficoltà che di certo affronteranno.

Quando ci viene chiesto di parlare alla fine dell’ultima sessione della conferenza generale, si presta ascolto a ogni parola, chiedendosi quali parti del discorso verranno usate prima che venga il proprio turno. Gli argomenti non sono assegnati, non c’è collegamento fra i discorsi. La maniera del Signore, naturalmente, è sempre la maniera migliore. Egli prende gli sforzi individuali e devoti di ogni oratore e orchestra una sinfonia spirituale fatta di rivelazione e potere. Temi ripetuti, principio edificato su principio, ammonimenti profetici, promesse edificanti: l’armonia divina è una miracolo! Testimonio che in questa conferenza abbiamo udito e sentito la mente e la volontà del Signore.

Il presidente Thomas S. Monson ha definito la nuova generazione «forte come mai prima»1 e ha detto ai giovani: «Siete venut[i] su questa terra in un momento glorioso. Le opportunità davanti a voi sono quasi illimitate».2 Tuttavia, ha avvisato: «Siamo stati posti sulla terra in un periodo agitato».3 «È un’epoca di permissivismo, in cui la società in generale per abitudine non rispetta le leggi di Dio e le infrange».4 Siamo circondati da moltissime cose che sono ideate per distrarci. «L’avversario usa ogni mezzo per intrappolarci nella sua rete di inganni».5

Nelle nostre mani sta il futuro della nuova generazione. Questi giovani vengono sulla terra con responsabilità importanti e grandi capacità spirituali. Non possiamo essere superficiali nel modo in cui li prepariamo. Come genitori e insegnanti, la nostra sfida non è creare un nucleo spirituale nella loro anima, ma piuttosto alimentare la fiamma del nucleo spirituale che già arde con il fuoco della loro fede premortale.

Quest’oggi, vorrei sottolineare la richiesta di un bambino in un inno della Primaria:

Narrami ancora le storie del buon Gesù,
quel che vorrei ascoltare se fosse qui.6

Nel mondo di oggi, ogni bambino, ogni giovane uomo e donna necessita di una propria conversione alla verità. Ciascuno ha bisogno di una propria luce, di una propria fede costante e irremovibile7 nel Signore Gesù Cristo, indipendentemente dai genitori, dai dirigenti e dal sostegno degli amici.

Le storie di Gesù possono essere come un soffio di vento sulle braci della fede nel cuore dei nostri figli. Gesù disse: «Io son la via, la verità e la vita».8 Le storie di Gesù raccontate più volte producono fede nel Signore Gesù Cristo e rafforzano la base della testimonianza. Riuscite a pensare a un dono più prezioso per i nostri figli?

La vita e gli insegnamenti di Gesù Cristo sono radicati nella mente e nell’anima dei nostri figli? Pensano alla vita del Salvatore quando si chiedono cosa devono fare nella loro vita? Ciò diverrà sempre più importante negli anni a venire.

I nostri figli riescono a immaginare il concilio preterreno,9 dove Gesù, il più grande di tutti, dichiarò: «Eccomi, manda me»?10 Riescono a vedere il loro desiderio di servire come l’emulazione del Suo esempio?

Pensano alla Sua umile nascita,11 al Salvatore del mondo posto a giacere in una mangiatoia?12 Queste Sue circostanze li aiutano a capire meglio il giusto valore dei beni materiali?

Sanno che Gesù spesso insegnò «chiedete e riceverete»?13 Le preghiere di gratitudine14 da Lui offerte e le Sue suppliche rivolte al Padre15 ritornano alla mente dei nostri figli mentre si inginocchiano in preghiera per esprimere le loro preoccupazioni?

Abbiamo raccontato loro dell’amore che Gesù ha per i bambini, di come li tenne in braccio, pregò per loro e pianse?16 I nostri figli sanno che Gesù li attende «a braccia aperte per accoglier[li]»?17

Traggono forza dalle storie di Gesù che digiuna,18 quando insegnamo loro la legge del digiuno?

Quando si sentono soli, i nostri figli sanno della solitudine che il Salvatore provò quando i Suoi amici lo abbandonarono e chiese agli apostoli «non ve ne volete andare anche voi?»19

I nostri figli hanno sentito il potere dei miracoli del Salvatore? Gesù guarì i lebbrosi20 e ridiede la vista ai ciechi.21 Sfamò cinquemila persone,22 calmò il mare23 e risuscitò Lazzaro dalla morte.24 I nostri figli credono che «è per fede che si compiono i miracoli»25 e pregano affinché avvengano dei miracoli nella loro vita?

I nostri figli traggono coraggio dalle parole del Salvatore al capo della sinagoga, «non temere; solo abbi fede»?26

I nostri figli conoscono la Sua vita perfetta,27 il Suo ministero altruistico, che fu tradito e crudelmente crocifisso?28 Abbiamo testimoniato loro della certezza della Sua risurrezione,29 della Sua visita ai Nefiti nelle Americhe,30 della Sua apparizione al profeta Joseph Smith nel Bosco Sacro?31

Attendono con gioia il Suo maestoso ritorno quando sarà resa giustizia in ogni cosa e ogni ginocchio si piegherà e ogni lingua confesserà che Gesù è il Cristo?32

I nostri figli dicono: «Narrami ancora le storie del buon Gesù»?33

Ai giovani e ai bambini dico: vivete all’altezza delle vostre importanti responsabilità e grandi capacità spirituali. Cercate di conoscere di più Gesù; aprite le Scritture. Un’idea potrebbe essere quella di rileggere il libro di Giovanni e poi discuterne coi vostri genitori, insegnanti e tra di voi.

Ai padri e alle madri, ai nonni e alle nonne, a coloro che non hanno figli propri ma che con amore si curano di bambini e giovani, io consiglio di parlare più frequentemente di Gesù Cristo. Nel Suo sacro nome vi è grande potere spirituale. «Non [è] dato alcun altro nome, né alcun altro modo… per cui la salvezza possa giungere ai figlioli degli uomini, se non nel nome e tramite il nome di Cristo».34

Alle madri che allevano figli senza un padre in casa prometto che, se parlerete di Gesù Cristo, sentirete il potere del cielo che vi benedirà.

Dopo la morte di suo marito, la sorella Stella Oaks allevò i suoi tre figli (tra cui l’anziano Dallin H. Oaks35) da sola. Una volta affermò: «Mi fu dato di sapere che il Signore mi amava e che sarei stata resa in grado di adempiere alla mia missione. Provai un amore avvolgente… [e seppi] che Egli [ci avrebbe sostenuto] contro l’opposizione che si [sarebbe] generata».36

Faccio un appello speciale ai padri: vi prego di parlare abbondantemente ai vostri figli del Salvatore. Essi hanno bisogno di una conferma tramite l’espressione della vostra fede, in aggiunta a quella della madre.

Benché ci possano essere periodi in cui un bambino non ascolta con cuore credente, la vostra testimonianza di Gesù rimarrà nella sua mente e anima. Ricordate la storia di Alma che aveva scelto il cammino errato? Ravvedendosi, disse:

«Ricordai… di aver udito mio padre [parlare]… riguardo alla venuta di… Gesù Cristo… per espiare i peccati del mondo.

Mentre la mia mente si soffermava su questo pensiero, gridai nel mio cuore: O Gesù, tu, Figlio di Dio, abbi misericordia di me».37

Se un figlio non ascolta, non disperate. Il tempo e la verità sono dalla vostra parte. Al momento giusto, le vostre parole ritorneranno come se fosse dal cielo stesso. La vostra testimonianza non lascerà mai i vostri figli.

Parlando riverentemente del Salvatore in macchina, in autobus, attorno al tavolo, inginocchiati in preghiera, durante lo studio delle Scritture o in conversazioni serali, lo Spirito del Signore accompagnerà le vostre parole.38

Se farete del vostro meglio, la testimonianza di Gesù si distillerà dolcemente sul cuore dei vostri figli. Si rivolgeranno al loro Padre celeste in umile preghiera e sentiranno la Sua influenza mediante il potere dello Spirito Santo. Una fede personale in Gesù Cristo più forte li preparerà alle difficoltà che di certo affronteranno.39

Conobbi Bill Forrest e Debbie Hutchings quando erano studenti alla Brigham Young University. Bill era ritornato dalla missione; i due si innamorarono e si sposarono nel tempio di Oakland, in California. Si stabilirono a Mesa, in Arizona, e furono benedetti con cinque figli e due figlie. Bill e Debbie insegnarono ai loro figli ad amare il Signore Gesù Cristo come Lo amavano loro. Il figlio, l’anziano Daniel Forrest, che attualmente serve nella Missione messicana di Oaxaca, ha detto: «Ogni mattina prima di andare a scuola, senza eccezioni, eravamo lì, attorno al tavolo, per leggere e parlare delle Scritture».

La figlia, Kara, ora sposata con due figli, si ricorda ancora chiaramente di quando suo padre la portava alle attività scolastiche mattutine. A tal proposito ha detto: «A mio padre piaceva imparare citazioni, passi delle Scritture e poesie a memoria [e durante il tragitto di quelle mattine] ci esercitavamo a ripeterle». Uno dei suoi passi scritturali preferiti era: «Ricordate, ricordate che è sulla roccia del nostro Redentore, che è Cristo, il Figlio di Dio, che dovete costruire le vostre fondamenta; affinché, quando il diavolo manderà i suoi venti potenti… non abbia su di voi alcun potere di trascinarvi nell’abisso … a motivo della roccia sulla quale siete edificati».40

Il venerdì prima di Pasqua, nel 2000, precisamente dieci anni fa, Bill Forrest era il vescovo del rione di Estate Groves in Arizona. Recandosi al lavoro, a poco più di un chilometro da casa, la sua auto fu travolta da un grosso camion. Debbie e i figli erano usciti di casa poco dopo di lui e capitarono inaspettatamente sul luogo della tragedia. Bill non era sopravvissuto all’incidente. Lo spirito immortale di questo caro marito e padre era stato improvvisamente riportato a casa da Colui che vinse la morte, il Figlio di Dio, la cui gloriosa risurrezione avrebbero dovuto celebrare assieme quella domenica di Pasqua.

Come hanno trovato Debbie e i suoi sette figli (il più giovane di soli 5 anni) la forza di cui avevano bisogno? Kara, che all’epoca dell’incidente aveva 15 anni, di recente mi ha detto: «Sono grata a [mia madre e mio padre] per il modo in cui mi hanno parlato [del Salvatore]. Aprivano le Scritture assieme a me, pregavano con me e sono stati esempi della carità, dell’amore e della pazienza [del Salvatore]… La Pasqua [è] per me un periodo sereno ogni anno perché rifletto sulla vita, missione e risurrezione del nostro Salvatore e ricordo la vita del mio padre terreno».

L’anziano Daniel Forrest ha detto: «Avevo dieci anni quando mio padre è morto. È stato un momento difficile… Mia madre è sempre stata un esempio degli insegnamenti del Salvatore. Porto con me la targhetta di quando mio padre era missionario in Spagna. [Due] delle citazioni di mio padre che io preferisco [sono]: “Due uomini possono fare qualsiasi cosa purché uno di loro sia il Signore” e “Il Salvatore deve essere il nostro fondamento. Altrimenti ci troveremo in difficoltà”».

La fede in Gesù Cristo ha riempito il cuore dei figli dei Forrest. In questo fine settimana di Pasqua, dieci anni dopo la morte del padre, sentono fortemente la sua mancanza, ma il pungiglione della sua morte è annullato in Cristo.41 Sanno che grazie all’inestimabile dono del Salvatore possono essere di nuovo con il loro padre terreno e il Padre celeste.

Narrami le storie di Gesù.

Fra un attimo ascolteremo il profeta di Dio. Parlando del Suo profeta, il Signore ha detto: «Accoglierete la sua parola come se fosse dalla mia propria bocca».42 Testimonio che il presidente Thomas S. Monson è il portavoce del Signore sulla terra.

Attesto che Gesù è il Cristo, il Salvatore di tutta l’umanità. La Sua vita, la Sua espiazione, la Sua risurrezione, il Suo atteso ritorno sono sicuri e certi come il sorgere del sole. Che il Suo nome sia lodato per sempre e in eterno.43 Nel sacro nome di Gesù Cristo. Amen.

Mostra riferimenti

  1.  

    1. Thomas S. Monson, «Principi saldi per tempi mutevoli», Liahona, maggio 2005, 19.

  2.  

    2. Thomas S. Monson, «Abbiate il coraggio», Liahona, maggio 2009, 123.

  3.  

    3. Thomas S. Monson, «Esempi di rettitudine», Liahona, maggio 2008, 65.

  4.  

    4. Thomas S. Monson, «Discorso di chiusura», Liahona, novembre 2009, 109.

  5.  

    5. Thomas S. Monson, «Fino al giorno in cui ci rivedrem», Liahona, maggio 2009, 113.

  6.  

    6. «Narrami le storie di Gesù», Innario dei bambini, 36.

  7.  

    7. Alma 1:25.

  8.  

    8. Giovanni 14:6.

  9.  

    9. Vedere Abrahamo 3:2–28.

  10.  

    10. Abrahamo 3:27.

  11.  

    11. Vedere Luca 2.

  12.  

    12. Vedere Luca 2:7.

  13.  

    13. 3 Nefi 27:29.

  14.  

    14. Vedere Luca 10:21.

  15.  

    15. Vedere Luca 11:2–4.

  16.  

    16. Vedere 3 Nefi 17:11–24.

  17.  

    17. Mormon 6:17.

  18.  

    18. Vedere Luca 4:1–13.

  19.  

    19. Giovanni 6:67. L’anno scorso, rivolgendosi alle giovani, il presidente Monson ha detto: «Sarete chiamate a difendere ciò in cui credete. A meno che le radici della vostra testimonianza non siano saldamente piantate, avrete difficoltà a sopportare lo scherno di coloro che mettono alla prova la vostra fede» (Liahona, maggio 2009, 126).

  20.  

    20. Vedere Marco 1:40–42.

  21.  

    21. Vedere Luca 18:35–43.

  22.  

    22. Vedere Marco 6:34–44.

  23.  

    23. Vedere Marco 4:35–41.

  24.  

    24. Vedere Giovanni 11:8–53.

  25.  

    25. Moroni 7:37.

  26.  

    26. Marco 5:36.

  27.  

    27. Vedere 1 Pietro 2:21–25.

  28.  

    28. Vedere Luca 22:47–48; 23:32–46.

  29.  

    29. Vedere Giovanni 20:11–23.

  30.  

    30. Vedere 3 Nefi 11–26.

  31.  

    31. Vedere Joseph Smith—Storia 1:17.

  32.  

    32. Vedere Dottrina e Alleanze 88:104.

  33.  

    33. «Narrami le storie di Gesù».

  34.  

    34. Mosia 3:17.

  35.  

    35. L’anziano Dallin H. Oaks una volta ha commentato: «Quand’ero ragazzo trascorrevo gran parte delle mie serate a leggere. Uno dei libri che preferivo era Hurlbut’s Story of the Bible… [un] libro che contiene 168 storie tratte dai Sacri Scritti. Amavo queste storie e le rileggevo continuamente» («Storie della Bibbia e protezione personale», La Stella, gennaio 1993, 42).

  36.  

    36. Stella Oaks, «Thy Will Be Done», in Remarkable Stories from the Lives of Latter-day Saint Women, compilato da Leon R. Hartshorn, 2 voll. (1973–1975), 2:184.

  37.  

    37. Alma 36:17–18.

  38.  

    38. Ai nostri giorni più che mai abbiamo bisogno che le parole pronunciate da Enos su suo padre siano le stesse dei nostri figli su di noi: «Le parole che avevo spesso sentito pronunciare da mio padre riguardo alla vita eterna… penetrarono profondamente nel mio cuore. E la mia anima era affamata; e io caddi in ginocchio dinanzi al mio Creatore» (Enos 1:3–4).

  39.  

    39. Il presidente Monson ha promesso alle giovani: «Se ben radicata, la testimonianza del Vangelo, del Salvatore e del nostro Padre celeste influenzerà ciò che fate per tutta la vostra vita… La vostra testimonianza, quando viene nutrita costantemente, vi tiene al sicuro» (Liahona, maggio 2009, 126).

  40.  

    40. Helaman 5:12.

  41.  

    41. Mosia 16:8.

  42.  

    42. Dottrina e Alleanze 21:5.

  43.  

    43. Vedere Alma 26:12.