Obbedienza ai profeti

Claudio R. M. Costa

Membro della Presidenza dei Settanta


Quale meravigliosa benedizione è avere dei profeti ai giorni nostri!

Sono un convertito alla Chiesa. Sono molto grato a Dio per aver risposto alla mia preghiera e avermi dato la conoscenza e la forte testimonianza che Joseph Smith è un profeta di Dio.

Prima di prendere la decisione di essere battezzato nella Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni ho studiato gli estratti della storia di Joseph Smith e, dopo aver letto attentamente ogni paragrafo, ho pregato. Se volete farlo anche voi, vi ci vorranno circa quattordici ore.

Dopo aver letto, meditato e pregato, il Signore mi ha dato la certezza che Joseph Smith era il Suo profeta. Rendo testimonianza che Joseph Smith è un profeta e, poiché ho ricevuto questa risposta dal Signore, so che anche tutti i suoi successori sono profeti. Quale meravigliosa benedizione è avere dei profeti ai giorni nostri!

Perché è importante avere profeti viventi che guidano la vera Chiesa di Gesù Cristo e i suoi fedeli?

Nella Guida alle Scritture troviamo la definizione della parola profeta: “Persona che è stata chiamata da Dio a parlare per Suo conto. Come messaggero di Dio il profeta riceve comandamenti, profezie e rivelazioni da Lui” (“Profeta”, Guida alle Scritture, 158).

È una grande benedizione ricevere la parola, i comandamenti e la guida del Signore in questi difficili giorni della terra. Il profeta può essere ispirato a vedere il futuro a beneficio dell’umanità.

Ci viene detto che “il Signore, l’Eterno, non fa nulla, senza rivelare il suo segreto ai suoi servi, i profeti” (Amos 3:7). Da questo versetto impariamo che il Signore rivela sicuramente ai Suoi profeti qualsiasi cosa Egli reputi necessario comunicarci. Ci rivela la Sua volontà e ci istruisce tramite i Suoi profeti.

Il Signore ci ha promesso che se crediamo nei santi profeti, avremo la vita eterna (vedere DeA 20:26). Nel sesto Articolo di Fede noi dichiariamo di credere nei profeti. Credere significa avere fede e fiducia in loro, seguirli e fare quello che ci chiedono.

Nel 1980, a una riunione di devozione tenutasi nel Marriott Center della BYU, il presidente Ezra Taft Benson, allora presidente del Quorum dei Dodici Apostoli, pronunciò un messaggio possente sull’obbedienza ai profeti. Quel grande discorso intitolato “Quattordici principi fondamentali nel seguire il Profeta” toccò il mio cuore. Le sue parole mi resero felice di aver preso la decisione di seguire i profeti per il resto della vita quando avevo deciso di battezzarmi nella vera chiesa del Signore.

Vorrei condividere con voi alcuni dei principi insegnati dal presidente Benson:

“Primo: Il Profeta è l’unico uomo che parla per il Signore in ogni cosa” (1980 Devotional Speeches of the Year [1981], 26).

Nei nostri giorni il profeta di Dio ci ha detto di obbedire ai comandamenti, amare il prossimo, servire, prenderci cura della nuova generazione, soccorrere l’inattivo o il meno attivo, di fare molte cose che chiamiamo priorità profetiche. Dobbiamo comprendere che queste priorità sono le priorità di Dio e che il profeta è la Sua voce nel comunicarle a tutti i membri della Chiesa e al mondo.

Siamo invitati a dare “ascolto a tutte le sue parole e ai suoi comandamenti” (DeA 21:4). Impariamo anche:

“Poiché accoglierete la sua parola come se fosse dalla mia propria bocca, in tutta pazienza e fede.

Poiché, se fate queste cose, le porte dell’inferno non prevarranno contro di voi; sì, e il Signore Iddio disperderà i poteri delle tenebre dinanzi a voi e farà sì che i cieli siano scossi per il vostro bene e per la gloria del suo nome» (DeA 21:5–6).

Secondo principio: “Il profeta vivente è per noi più essenziale delle opere canoniche” (“Fourteen Fundamentals”, 26).

Il profeta vivente riceve rivelazioni specifiche per noi. Ricordo le tante volte in cui sono stato presente e ho sentito uno dei servi del Signore parlare di una cosa specifica per una città o una nazione. Ricordo almeno tre profeti, veggenti e rivelatori viventi che hanno parlato del mio paese, il Brasile. Uno di questi servitori disse che il Brasile sarebbe diventato una grande economia mondiale, libero dall’inflazione. A quel tempo c’era un’inflazione galoppante che peggiorava di mese in mese. Era difficile per molte persone credere in quello che diceva il profeta, ma io lo feci. Il Brasile, oramai da molti anni consecutivi, ha un’inflazione del 5 per cento annua. È diventato l’ottava economia mondiale e il paese sta andando molto bene!

Terzo principio: “Il profeta vivente è per noi più importante di un profeta morto” (“Fourteen Fundamentals”, 27).

Le Scritture ci insegnano una grande lezione in merito a questo principio. Ai tempi di Noè era più facile per le persone credere nei profeti morti, ma era difficile per loro credere in Noè. Sappiamo che a causa della loro incredulità non sopravvissero al diluvio (vedere Genesi 6–7).

Quarto principio: “Il profeta non porterà mai la Chiesa a traviamento” (“Fourteen Fundamentals”, 27).

Di nuovo impariamo dai profeti viventi. Il presidente Wilford Woodruff affermò: “Il Signore non permetterà mai a me, né ad alcun altro che stia come Presidente di questa Chiesa, di condurvi fuori strada. Non è nel programma. Non è negli intenti di Dio. Se io dovessi tentare di farlo, il Signore mi toglierebbe dal mio posto, e lo stesso farebbe con chiunque altro che cercasse di indurre i figlioli degli uomini ad allontanarsi dagli oracoli di Dio e dal loro dovere” (Dichiarazione Ufficiale 1).

Quinto principio: “Al Profeta non è richiesto di possedere particolari specializzazioni terrene o credenziali per parlare su qualsiasi argomento o agire in qualsiasi cosa in qualsiasi momento” (“Fourteen Fundamentals”, 27).

Il Signore chiamò un giovane, Joseph Smith, per restaurare la Sua chiesa. Pensate che il giovane Joseph Smith fosse laureato in teologia o scienza? Sappiamo che era un giovane umile, senza un’istruzione accademica. Ma fu scelto dal Signore e dal Signore ricevette tutto ciò che era necessario per onorare e magnificare la chiamata di profeta della Restaurazione.

Il presidente Benson continua dicendo:

“Sesto: Il Profeta non ha bisogno di dire ‘Così dice il Signore’ per comunicarci Sacre Scritture…

Settimo: Il Profeta dice ciò che dobbiamo conoscere, non sempre ciò che vogliamo conoscere”(“Fourteen Fundamentals”, 27, 28).

Quindi il presidente Benson cita 1 Nefi 16:1, 3:

“Ed ora avvenne che dopo che io, Nefi, ebbi cessato di parlare ai miei fratelli, ecco, essi mi dissero: tu ci hai dichiarato delle cose dure, più di quanto siamo in grado di sopportare…

Ed ora, fratelli miei, se voi foste giusti e foste disposti a dare ascolto alla verità e a prestarvi attenzione, per poter camminare rettamente dinanzi a Dio, allora non mormorereste a causa della verità, e non direste: Tu dici delle cose dure contro di noi”.

Ottavo principio: “Il Profeta non è limitato dalla ragione umana…

Sembra ragionevole curare la lebbra dicendo ad un uomo di lavarsi sette volte in un particolare fiume? Eppure questo è esattamente ciò che Eliseo disse di fare ad un lebbroso e questo guarì (vedere 2 Re 5:)”. (“Fourteen Fundamentals”, 28).

Il presidente Benson continua ad elencare altri principi sull’obbedienza al Profeta. Leggo gli ultimi sei e vi invito, alla prossima serata familiare, a trovarli nelle parole e negli insegnamenti dei nostri profeti, veggenti e rivelatori viventi pronunciati nel corso di questa conferenza generale.

“Nono: Il Profeta può ricevere rivelazioni su qualsiasi argomento, sia di ordine temporale che spirituale…

Decimo: Il Profeta può essere coinvolto negli affari della nostra società…

Undicesimo: Le due categorie di persone che incontrano le maggiori difficoltà nel seguire il Profeta sono gli orgogliosi istruiti e gli orgogliosi ricchi…

Dodicesimo: Il Profeta non godrà necessariamente di popolarità presso il mondo o presso coloro che si interessano al mondo…

Tredicesimo: Il Profeta e i suoi consiglieri costituiscono la Prima Presidenza, il più alto quorum della Chiesa…

Quattordicesimo: Il Profeta e la presidenza—il profeta vivente e la Prima Presidenza—: seguiteli e godrete di grandi benedizioni, respingeteli e soffrirete” (“Fourteen Fundamentals”, 29).

È un privilegio ascoltare le parole dei nostri profeti, veggenti e rivelatori viventi durante questa magnifica conferenza generale. Ci comunicano la volontà del Signore per noi, il Suo popolo. Ci trasmettono la parola di Dio e i Suoi consigli diretti a noi. Prestate attenzione e seguite le loro istruzioni e i loro suggerimenti, e vi attesto che la vostra vita riceverà grandi benedizioni.

Gesù è il Cristo, il nostro Salvatore e Redentore. Thomas S. Monson è il profeta vivente di Dio e i componenti della Prima Presidenza e del Quorum dei Dodici Apostoli sono profeti, veggenti e rivelatori. Nel nome di Gesù Cristo. Amen.