Redenzione

LeGrand R. Curtis jr

Membro dei Settanta


Grazie a Cristo, le persone possono cambiare la propria vita e ottenere la redenzione.

Ci sono molti nomi con cui è chiamato il Signore Gesù Cristo. Questi nomi ci fanno riflettere sui diversi aspetti della Sua missione espiatoria. Prendiamo, ad esempio, il titolo di “Salvatore”. Tutti comprendiamo quello che significa essere salvati, perché ognuno di noi, in qualche occasione, è stato salvato da qualcosa. Da bambini, io e mia sorella stavamo giocando in una piccola barca su un fiume, quando, poco saggiamente, ci allontanammo dalla zona sicura e ci ritrovammo, spinti dalla corrente, ad andare incontro a qualche pericolo sconosciuto. Rispondendo alle grida, nostro padre corse in nostro soccorso, salvandoci dai pericoli del fiume. Quando penso alla salvezza, mi viene in mente quell’esperienza.

Il titolo di “Redentore” ci porta a considerazioni simili. “Redimere” significa comprare o riscattare. Dal punto di vista legale, un bene immobile è riscattato se si estinguono il mutuo o le ipoteche. Ai tempi dell’Antico Testamento, la legge di Mosè prevedeva diversi modi in cui i servi e le proprietà potevano essere riscattati, o redenti, tramite pagamento di denaro (vedere Levitico 25:29–32, 48–55).

Nelle Scritture, un uso importante della parola redimere riguarda la liberazione dei figliuoli d’Israele dalla cattività in Egitto. Dopo la liberazione, Mosè disse loro: “Perché l’Eterno vi ama… vi ha tratti fuori con mano potente e vi ha redenti dalla casa di schiavitù, dalla mano di Faraone, re d’Egitto” (Deuteronomio 7:8).

Nelle Scritture ricorre molte volte il tema di Geova che redime il popolo d’Israele dalla cattività. Spesso viene fatto per ricordare al popolo la bontà del Signore nel liberare i figliuoli d’Israele dagli Egiziani, ma anche per insegnare che ci sarebbe stata per Israele un’altra redenzione, più importante. Lehi spiegò: “E il Messia verrà nella pienezza del tempo, per poter redimere i figlioli degli uomini dalla caduta” (2 Nefi 2:26).

Il Salmista scrisse: “Ma Iddio riscatterà l’anima mia dal potere del soggiorno dei morti” (Salmi 49:15).

Attraverso Isaia, il Signore dichiarò: “Io ho fatto sparire le tue trasgressioni come una densa nube, e i tuoi peccati, come una nuvola; torna a me, perché io t’ho riscattato” (Isaia 44:22).

La redenzione a cui fanno riferimento questi tre versetti è, ovviamente, l’Espiazione di Gesù Cristo. Questa è l’“abbondanza di redenzione” offerta da un Dio amorevole (Salmi 130:7). A differenza dei riscatti sotto la legge di Mosè o nei contratti legali moderni, questa redenzione non avviene con “cose corruttibili, con argento e oro” (1 Pietro 1:18). “In [Cristo] noi abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione de’ peccati, secondo le ricchezze della sua grazia” (Efesini 1:7). Il presidente John Taylor insegnò che, grazie al sacrificio del Redentore, “il debito è pagato, la redenzione ottenuta, l’alleanza adempiuta, la giustizia soddisfatta, la volontà di Dio eseguita e tutto il potere è… rimesso nelle mani del Figlio di Dio” (Insegnamenti dei presidenti della Chiesa: John Taylor [2002], 43).

Gli effetti di questa redenzione comprendono il superamento della morte fisica per tutti i figli di Dio, ovvero la morte temporale sarà sconfitta e tutti risorgeremo. Un altro aspetto di questa redenzione operata da Cristo è la vittoria sulla morte spirituale. Con la sofferenza e la morte, Cristo pagò per i peccati di tutta l’umanità a patto che ci sia un pentimento individuale.

Pertanto, se ci pentiamo, i nostri peccati ci possono essere perdonati, giacché il prezzo è stato pagato dal nostro Redentore. Questa è una buona notizia per tutti noi, perché “tutti hanno peccato e son privi della gloria di Dio” (Romani 3:23). Chi si è allontanato molto dai sentieri della rettitudine ha disperatamente bisogno di questa redenzione e, se si pente completamente, la ottiene. Tuttavia, anche chi ha lavorato sodo per condurre una buona esistenza ha disperatamente bisogno di questa redenzione, perché nessuno può giungere alla presenza del Padre senza l’aiuto di Cristo. Così, questa redenzione amorevole permette alle leggi della giustizia e della misericordia di essere soddisfatte nella vita di chi si pente e segue Cristo.

Completo è il pian ch’Ei adempì,
disegno redentor.
Giustizia e amore in armonia
Con la mercè del ciel.
(“Iddio ebbe carità”, Inni, 105)

Il presidente Boyd K. Packer ha insegnato: “C’è un Redentore, un Mediatore disposto ed in grado di soddisfare le richieste della giustizia e di porgere misericordia ai penitenti” (“Il Mediatore”, La Stella, ottobre 1977, 60).

Le Scritture, la letteratura e le esperienze della vita sono piene di storie di redenzione. Grazie a Cristo, le persone possono cambiare la propria vita e ottenere la redenzione. Amo le storie che parlano di redenzione.

Ho un amico che da giovane non ha seguito gli insegnamenti della Chiesa. Da giovane adulto si è reso conto di quello che aveva perso per non aver messo in pratica il Vangelo. Si è pentito, è cambiato e si è impegnato a vivere in maniera retta. Un giorno, anni dopo le nostre attività giovanili, l’ho incontrato nel tempio. La luce del Vangelo brillava nei suoi occhi e ho sentito che era un membro devoto della Chiesa che cercava di mettere pienamente in pratica il Vangelo. La sua è una storia di redenzione.

Una volta intervistai per il battesimo una donna che aveva commesso un grave peccato. Durante l’intervista le chiesi se avesse compreso che non avrebbe più potuto commettere quel peccato. Gli occhi e la voce esternavano la profonda emozione che provava quando mi rispose: “Presidente, non potrei ripetere quel peccato. Questo è il motivo per cui voglio essere battezzata: per purificarmi dagli effetti di quel terribile peccato”. La sua è una storia di redenzione.

Negli ultimi anni, durante la mia partecipazione a conferenze di palo e ad altre riunioni, ho ripetuto l’invito del presidente Thomas S. Monson di soccorrere i membri meno attivi della Chiesa. In una conferenza di palo raccontai la storia di un membro meno attivo che era ritornato alla piena attività dopo che il vescovo e altri dirigenti erano andati a trovarlo a casa, gli avevano detto che c’era bisogno di lui e lo avevano chiamato a servire nel rione. L’uomo non solo accettò la chiamata, ma cambiò anche vita e abitudini, divenendo completamente attivo nella Chiesa.

Un mio amico si trovava nella congregazione e il suo voltò cambiò visibilmente mentre raccontavo la storia. Il giorno dopo mi mandò un’e-mail spiegandomi che la sua commozione era dovuta al fatto che la storia del ritorno all’attività nella Chiesa di suo suocero era molto simile a quella che avevo raccontato. Mi scrisse che a seguito di una visita simile del vescovo e dell’invito a servire nella Chiesa, suo suocero rivalutò la propria vita e la sua testimonianza, apportò grandi cambiamenti e accettò la chiamata. Quell’uomo riattivato ora ha ottantotto discendenti che sono membri attivi della Chiesa.

Qualche giorno dopo, in una riunione raccontai entrambe le storie. Il giorno successivo ricevetti un’altra e-mail che iniziava così: “Questa è anche la storia di mio padre”. Quell’e-mail, scritta da un presidente di palo, spiegava come suo padre fosse stato invitato a servire nella Chiesa, anche se non era attivo e aveva alcune abitudini che doveva cambiare. Accettò l’invito e, nel processo, si pentì, quindi servì come presidente di palo e poi di missione, ponendo solide fondamenta affinché la sua posterità fosse fedele nella Chiesa.

Qualche settimana dopo narrai tutte e tre le storie in un’altra conferenza di palo. Dopo la riunione, un uomo venne da me e mi disse che quella non era la storia di suo padre, bensì la sua. Mi raccontò gli eventi che lo portarono al pentimento e al ritorno al pieno coinvolgimento nella Chiesa. E così è stato: nell’adempiere la chiamata di soccorrere i meno attivi, ho visto e sentito, una dopo l’altra, storie di persone che hanno risposto all’invito di ritornare e di cambiare. Ho sentito, una dopo l’altra, storie di redenzione.

Benché non potremo mai ripagare il Redentore per ciò che fece per noi, il piano di redenzione richiede i nostri migliori sforzi per pentirci pienamente e fare la volontà di Dio. L’anziano Orson F. Whitney scrisse:

Salvatore, Redentore della mia anima,
la cui mano potente mi ha sanato,
il cui potere straordinario mi ha elevato
e ha addolcito la mia coppa amara.
Quale gratitudine può la lingua esprimere,
o benigno Dio d’Israele.
Non potrò mai ripagarTi, Signore,
ma posso amarTi. Non è forse stata la Tua parola pura
il mio diletto,
la mia opera di giorno, il mio sogno di notte?
Possano allora le mie labbra proclamarla ancora
e possa tutta la mia vita riflettere la Tua volontà.
(“Savior, Redeemer of My Soul”, Hymns, 112).

Rendo testimonianza del potere dell’Espiazione di Cristo. Quando ci pentiamo e veniamo a Lui, possiamo ricevere tutte le benedizioni della vita eterna. Prego che possiamo pentirci e venire a Lui, scrivendo così la nostra storia di redenzione. Nel nome di Gesù Cristo. Amen.