La posta in gioco è troppo alta per noi come individui, come famiglie e come chiesa di Cristo per dare soltanto metà del nostro cuore a questa sacra opera.

Quasi duecento anni fa, il racconto breve americano “Rip Van Winkle” divenne improvvisamente un classico. Il personaggio principale, Rip, è un uomo ambizioso che è molto bravo a evitare due cose: il lavoro e sua moglie.

Un giorno, mentre vaga tra le montagne con il suo cane, Rip scopre un gruppo di persone vestite in modo strano che bevono e giocano. Dopo aver accettato un po’ del loro liquore, Rip inizia ad avere sonno e chiude gli occhi per un attimo. Quando riapre gli occhi, si sorprende nel vedere che il suo cane è sparito, il suo fucile si è arrugginito e che gli è cresciuta una lunga barba.

Rip fa ritorno al suo villaggio e scopre che ogni cosa è cambiata. Sua moglie è morta, i suoi amici sono scomparsi e il ritratto di re Georgio III alla locanda è stato sostituito dal ritratto di qualcuno che egli non riconosce: il generale George Washington.

Rip Van Winkle ha dormito per venti anni! E, durante il suo dormire, ha perso uno dei più entusiasmanti periodi della storia del suo paese — egli ha dormito durante tutta la Rivoluzione americana.

Nel maggio del 1966, il dottor Martin Luther King jr, usò questa storia come esempio nel suo discorso “Non dormite durante la rivoluzione”1.

Oggi vorrei usare lo stesso tema e porre una domanda a tutti noi che deteniamo il sacerdozio di Dio: “Stiamo dormendo durante la Restaurazione?”

Stiamo vivendo nell’epoca della Restaurazione

A volte pensiamo alla Restaurazione del Vangelo come a qualcosa di compiuto, che è già alle nostre spalle: Joseph Smith tradusse il Libro di Mormon, ricevette le chiavi del sacerdozio, la Chiesa fu organizzata. In realtà, la Restaurazione è un processo in corso; la stiamo vivendo in questo momento. Essa comprende “tutto ciò che Dio ha rivelato, […] tutto ciò che rivela ora” e le “molte cose grandi e importanti” che Egli rivelerà ancora.2 Fratelli, gli sviluppi emozionanti di oggi sono parte del periodo di preparazione a lungo predetto che culminerà nella gloriosa seconda venuta del nostro Salvatore, Gesù Cristo.

Questo è uno dei periodi più straordinari della storia del mondo! I profeti antichi desideravano ardentemente vedere i nostri giorni.

Quando il nostro tempo nella mortalità sarà terminato, quali esperienze saremo in grado di condividere riguardo al nostro contributo a questo periodo significativo della nostra vita e all’avanzamento dell’opera del Signore? Potremo dire di esserci rimboccati le maniche e di aver lavorato con tutto il nostro cuore, facoltà, mente e forza? O dovremo ammettere che il nostro ruolo è stato in gran parte quello di un osservatore?

Suppongo che ci siano una varietà di motivazioni per cui è facile assopirsi un po’ riguardo all’edificazione del regno di Dio. Lasciate che ne menzioni tre principali. Nel farlo, vi invito a riflettere se qualcuna di queste si applica. Se vedete dei margini di miglioramento, vi chiedo di meditare su ciò che potete fare per cambiare in meglio.

Egoismo

Primo: l’egoismo.

Gli egoisti cercano il proprio interesse e piacere su tutto il resto. La domanda principale dell’egoista è: “Che cosa ci guadagno?”

Fratelli, sono certo che riuscite a vedere che questo atteggiamento è chiaramente contrario allo spirito richiesto per edificare il regno di Dio.

Quando ricerchiamo il nostro tornaconto piuttosto che rendere un servizio altruistico, le nostre priorità si concentrano sull’ottenere riconoscimenti e piacere.

Le generazioni passate hanno avuto le loro difficoltà a causa di varie forme di egotismo e di narcisismo, tuttavia, credo che oggi non siamo affatto da meno. Sarà una coincidenza che l’Oxford Dictionary recentemente ha proclamato “selfie” la parola dell’anno?3

Naturalmente, tutti noi desideriamo un riconoscimento e non vi è nulla di male nel riposarsi e rilassarsi, ma quando la ragione principale della nostra motivazione è la ricerca del “guadagno e [delle] lodi del mondo”4, ci neghiamo l’esperienza gioiosa e redentrice che giunge quando ci dedichiamo generosamente all’opera del Signore.

Qual è il rimedio?

Come sempre, la risposta è contenuta nelle parole di Cristo:

“Se uno vuol venir dietro a me, rinunzi a se stesso e prenda la sua croce e mi segua.

Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi perderà la sua vita per amor di me e del Vangelo, la salverà”5.

Coloro che, con tutto il cuore, volgono la propria vita verso il Salvatore e servono Dio e i loro simili scoprono la ricchezza e la pienezza della vita che gli egoisti e gli egocentrici non riceveranno mai. Gli altruisti fanno dono di se stessi. Può trattarsi di piccoli doni di carità che hanno un grande impatto positivo: un sorriso, una stretta di mano, un abbraccio, del tempo speso ad ascoltare, una parola dolce di incoraggiamento o un gesto premuroso. Tutti questi atti di gentilezza possono cambiare cuori e vite. Quando sfruttiamo le infinite opportunità di amare e di servire i nostri simili, compresi il nostro coniuge e i familiari, la nostra capacità di amare Dio e di servire gli altri aumenta grandemente.

Coloro che servono gli altri non dormiranno durante la Restaurazione.

Dipendenze

Durante quest’epoca così significativa del mondo, un’altra cosa che può ridurci a dei sonnambuli è la dipendenza.

Spesso le dipendenze iniziano subdolamente. Le dipendenze sono fili sottili di azioni ripetute che si tessono fino a diventare delle abitudini radicate. Le cattive abitudini hanno il potenziale di diventare delle dipendenze logoranti.

Tali catene vincolanti di dipendenza possono avere molte forme: la pornografia, l’alcol, il sesso, la droga, il tabacco, il gioco d’azzardo, il cibo, il lavoro, Internet o le realtà virtuali. Satana, il nostro comune nemico, dispone di molti strumenti per derubarci del nostro potenziale divino di adempiere la nostra missione nel regno del Signore.

Rattrista il nostro Padre Celeste vedere quanto volontariamente alcuni dei Suoi nobili figli porgono i propri polsi per accettare le catene di dipendenze devastanti.

Fratelli, noi deteniamo il sacerdozio eterno di Dio Onnipotente. Siamo destinati a innalzarci senza limiti attraverso i cieli. Non siamo destinati a essere incatenati sulla terra, imprigionati in camicie di forza fatte da noi stessi.

Qual è il rimedio?

La prima cosa che dobbiamo comprendere è che è molto più facile prevenire le dipendenze che curarle. Usando le parole del Salvatore: “Non [permettete] a nessuna di queste cose di entrare nel vostro cuore”6.

Diversi anni fa, io e il presidente Thomas S. Monson abbiamo avuto l’opportunità di fare un tour dell’Air Force One: il magnifico aeroplano che trasporta il presidente degli Stati Uniti. C’è stato un accurato sistema di controllo da parte dei Servizi segreti, e ho sorriso un po’ mentre gli agenti perquisivano il nostro caro profeta prima di imbarcarsi.

Poi il pilota in comando mi ha invitato a sedermi sul sedile del capitano. È stata un’esperienza straordinaria sedermi di nuovo al timone di un meraviglioso velivolo simile a quelli che ho pilotato per così tanti anni. Il ricordo di voli transoceanici e intercontinentali ha riempito il mio cuore e la mia mente. Ho immaginato gli emozionanti decolli e atterraggi avvenuti negli aeroporti di tutto il mondo.

Quasi inconsapevolmente, ho posto le mie mani sulle quattro manette del 747. Proprio in quel momento, ho sentito una voce inconfondibile e amata — la voce di Thomas S. Monson che diceva:

“Dieter, non ci pensare neanche”.

Non sto facendo alcuna ammissione, ma potrebbe anche essere che il presidente Monson abbia letto la mia mente.

Quando siamo tentati di fare qualcosa che non dovremmo fare, prestiamo ascolto alle parole amorevoli di avvertimento dei familiari e degli amici di cui ci fidiamo, del nostro amato profeta e, sempre, del Salvatore.

La miglior difesa contro la dipendenza è non farla mai iniziare.

Ma che dire di coloro che si trovano nella morsa della dipendenza?

Prima di tutto, vi prego di comprendere che c’è speranza. Cercate l’aiuto di persone care, dirigenti del sacerdozio e professionisti esperti. La Chiesa fornisce assistenza per il recupero dalle dipendenze tramite i dirigenti locali, Internet7 e, in alcune zone, i Servizi di consulenza per la famiglia.

Ricordatevi sempre che, con l’aiuto del Salvatore, potete liberarvi della dipendenza. Potrebbe essere un sentiero lungo e difficile, ma il Signore non vi abbandonerà: Egli vi ama. Gesù Cristo ha sofferto per compiere l’Espiazione per aiutarvi a cambiare e a liberarvi dalla schiavitù del peccato.

La cosa più importante è quella di continuare a provare; a volte sono necessari diversi tentativi prima di avere successo, perciò, non arrendetevi. Non perdete la fede. Mantenete il vostro cuore vicino al Signore, ed Egli vi darà il potere di liberazione. Egli vi renderà liberi.

Miei cari fratelli, tenetevi sempre lontani da abitudini che potrebbero portarvi alla dipendenza. Coloro che lo faranno saranno in grado di consacrare cuore, facoltà, mente e forza al servizio di Dio.

Essi non dormiranno durante la Restaurazione.

Priorità in conflitto tra loro

Il terzo ostacolo che ci impedisce di dedicarci interamente a quest’opera sono le molte priorità che confliggono tra loro, con cui abbiamo a che fare. Alcuni di noi sono così impegnati da sentirsi come un carro spinto da una dozzina di animali, ognuno dei quali tira in direzioni diverse. Sebbene venga spesa molta energia, il carro non si muove.

Spesso dedichiamo le nostre energie migliori per perseguire un hobby, uno sport, una vocazione o un impegno politico o civico. Tutte queste cose possono essere buone e onorevoli, ma ci lasciano il tempo e le energie per quelle che dovrebbero essere le nostre priorità più alte?

Qual è il rimedio?

Di nuovo, il rimedio viene dalle parole del Salvatore:

“Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua e con tutta la mente tua.

Questo è il grande e il primo comandamento.

Il secondo, simile ad esso, è: Ama il tuo prossimo come te stesso”8.

Tutto il resto nella vita dovrebbe essere di secondaria importanza rispetto a queste due priorità.

Anche nel servizio nella Chiesa è facile ritrovarsi a rendere un servizio superficiale senza metterci il cuore essendo veri discepoli.

Fratelli, come detentori del sacerdozio ci siamo impegnati a essere un popolo che ama Dio e il prossimo, e che è disposto a dimostrare questo amore con le parole e con le azioni. Questa è l’essenza della nostra identità quali discepoli di Gesù Cristo.

Coloro che vivono all’altezza di questi principi non dormiranno durante la Restaurazione.

Un appello a svegliarsi

L’apostolo Paolo scrisse: “Risvegliati, o tu che dormi, e risorgi da’ morti, e Cristo t’inonderà di luce”9.

Miei cari amici, sappiate di essere figli della luce.

Non siate egoisti! Non adottate abitudini che potrebbero portare alla dipendenza! Non permettete a delle priorità in conflitto tra loro di cullarvi fino a rendervi indifferenti o distaccati rispetto alle benedizioni dell’essere discepoli e del servizio nobilitante del sacerdozio!

La posta in gioco è troppo alta per noi come individui, come famiglie e come chiesa di Cristo per dare soltanto metà del nostro cuore a questa sacra opera.

Essere discepoli di Gesù Cristo non è soltanto un impegno di una volta la settimana o di una volta al giorno. È un impegno preso una volta per tutte.

La promessa del Signore ai Suoi veri detentori del sacerdozio è quasi troppo grande da comprendere.

Coloro che sono fedeli al Sacerdozio di Aaronne e al Sacerdozio di Melchisedec e magnificano la loro chiamata “[sono santificati] dallo Spirito a rinnovamento del [loro] corpo”. Pertanto, tutto quello che il Padre ha sarà dato loro.10

Attesto che il potere purificatore dell’Espiazione di Gesù Cristo e il potere che lo Spirito Santo ha di cambiarci possono curare e soccorrere l’umanità. È nostro privilegio, nostro sacro dovere e nostra gioia rispondere alla chiamata del Salvatore e seguirLo con una mente ben disposta e con pieno intento di cuore. “[Scuotiamoci] di dosso le catene con le quali [siamo] legati, e [usciamo] fuori dall’oscurità, e [alziamoci] dalla polvere”.11

Restiamo svegli e non stanchiamoci di fare il bene, perché “[stiamo] ponendo le fondamenta di una grande opera”12, invero, ci stiamo preparando per il ritorno del Salvatore. Fratelli, quando aggiungiamo la luce del nostro esempio come testimonianza della bellezza e del potere della verità restaurata, non dormiamo durante la Restaurazione. Di questo rendo testimonianza e vi lascio la mia benedizione. Nel nome sacro del nostro Maestro, Gesù Cristo. Amen.

Show References

  1.  

    1. Vedere Martin Luther King jr, “Don’t Sleep Through the Revolution” (Ware Lecture del 1966, assemblea generale dell’Associazione universalista unitariana, Hollywood, Florida, 18 maggio 1966).

  2.  

    2.  Articoli di Fede 1:9.

  3.  

    3. Vedere blog.oxforddictionaries.com/press-releases/oxford-dictionaries-word-of-the-year-2013.

  4.  

    4.  2 Nefi 26:29.

  5.  

    5.  Marco 8:34–35.

  6.  

    6.  3 Nefi 12:29.

  7.  

    7. Vedere, per esempio, www.lds.org/topics/addiction.

  8.  

    8.  Matteo 22:37–39.

  9.  

    9.  Efesini 5:14.

  10.  

    10. Vedere Dottrina e Alleanze 84:33, 38.

  11.  

    11.  2 Nefi 01:23.

  12.  

    12. Vedere Dottrina e Alleanze 64:33.