Ottobre 2015 | “Che mi manca ancora?”

    “Che mi manca ancora?”

    Ottobre 2015 Conferenza generale

    Se siamo umili e istruibili, lo Spirito Santo ci spingerà a migliorare e ci condurrà a casa, ma dobbiamo chiedere indicazioni al Signore lungo il cammino.

    Quando ero un giovane adulto iniziai a interessarmi alla Chiesa. All’inizio fu l’esempio dei miei amici appartenenti alla Chiesa ad avvicinarmi al Vangelo, ma poi fu la sua peculiare dottrina ad attrarmi. Quando appresi che gli uomini e le donne fedeli potevano continuare a progredire fino a diventare come i nostri genitori celesti, rimasi sinceramente stupefatto. Questo concetto mi piaceva, aveva senso.

    Poco dopo il mio battesimo, studiando il Sermone sul Monte, mi resi conto che questa stessa verità del progresso eterno era stata insegnata da Gesù nella Bibbia. Egli disse: “Voi dunque siate perfetti, com’è perfetto il Padre vostro celeste”1.

    Sono membro della Chiesa da quarant’anni e, ogni volta che lo leggo, questo versetto mi ricorda il nostro scopo qui sulla terra. Siamo venuti per imparare e per migliorare fino a che, gradualmente, diventeremo santificati, ossia perfetti in Cristo.

    Quello del discepolato non è un viaggio facile. È stato definito il “corso di un miglioramento costante”2. Durante il nostro cammino lungo il sentiero stretto e angusto, lo Spirito ci spinge continuamente a essere migliori e ad andare avanti. Lo Spirito Santo è un compagno di viaggio ideale. Se siamo umili e istruibili, Egli ci prenderà per mano e ci condurrà a casa.

    Nondimeno, lungo la via dobbiamo chiedere indicazioni al Signore. Dobbiamo porGli alcune domande difficili, come: “Che cosa devo cambiare?”, “Come posso migliorare?”, “Quali punti deboli devo rafforzare?”.

    Esaminiamo il racconto relativo al ricco giovane notabile, nel Nuovo Testamento. Questi era un giovane uomo retto che osservava già i Dieci Comandamenti, ma voleva diventare migliore. Il suo obiettivo era la vita eterna.

    Quando incontrò il Salvatore, Gli domandò: “Che mi manca ancora?”3

    Gesù rispose prontamente con un consiglio rivolto specificamente al giovane ricco. “Gesù gli disse: Se vuoi esser perfetto, va’, vendi ciò che hai e dallo ai poveri, […] poi, vieni e seguitami”4.

    Il giovane rimase sorpreso: non aveva mai preso in considerazione quel sacrificio. Aveva avuto abbastanza umiltà da chiedere al Signore, ma non abbastanza fede per seguire il Suo consiglio divino. Dobbiamo essere disposti ad agire, quando riceviamo una risposta.

    Il presidente Harold B. Lee insegnò: “Ognuno di noi, per raggiungere la perfezione, deve chiedersi: ‘Che cosa mi manca ancora?’”5.

    Conosco una giovane madre fedele che ha chiesto con umiltà: “Che cosa mi impedisce di progredire?”. Nel suo caso, la risposta dello Spirito è giunta immediatamente: “Smetti di lamentarti”. Questa risposta l’ha sorpresa; non si era mai vista come una che si lamenta. Il messaggio dello Spirito Santo, però, era molto chiaro. Nei giorni seguenti, ha preso consapevolezza della sua abitudine di lamentarsi. Grata per il suggerimento ricevuto, ha deciso di contare le benedizioni anziché i problemi. Dopo pochi giorni, ha sentito la rassicurante approvazione dello Spirito.

    Un giovane che sembrava non riuscire a trovare la ragazza giusta ha chiesto umilmente aiuto al Signore, dicendo: “Che cosa mi impedisce di essere l’uomo giusto?”. La risposta gli è giunta nella mente e nel cuore così: “Pulisci il tuo linguaggio”. In quel momento si è reso conto che alcune espressioni volgari erano divenute parte del suo vocabolario, e ha deciso di cambiare.

    Una coraggiosa sorella non sposata ha posto questa domanda: “In che cosa devo cambiare?”, e lo Spirito le ha sussurrato: “Non interrompere le persone mentre parlano”. Lo Spirito Santo ci dà veramente consigli personalizzati. È un compagno assolutamente onesto, che ci dirà cose che nessun altro sa o ha il coraggio di dirci.

    Un missionario ritornato era stressato da una vita piena di impegni. Cercava di trovare il tempo per il lavoro, per gli studi, per la famiglia e per l’incarico in Chiesa. Ha chiesto consiglio al Signore: “Come posso sentire la pace, con tutto quello che devo fare?”. La risposta non è stata quella che si aspettava: ha ricevuto l’impressione di dover osservare e santificare la domenica con maggiore dedizione. Ha deciso di dedicare la domenica al servizio di Dio — di mettere da parte i suoi studi, in quel giorno, e studiare invece il Vangelo. Questo piccolo aggiustamento gli ha portato la pace e l’equilibrio che cercava.

    Anni fa lessi in una rivista della Chiesa la storia di una ragazza che viveva lontana da casa e frequentava l’università. Era indietro con gli esami, la sua vita sociale non era quella che sperava e, in generale, non era felice. Lo Spirito Santo le sussurrò: “Alzati e pulisci la tua stanza”. Fu molto sorpresa di questo suggerimento, ma era proprio l’inizio di cui aveva bisogno. Dopo essersi dedicata a organizzare e a mettere in ordine le cose, sentì lo Spirito riempire la stanza e rincuorarla.

    Lo Spirito Santo non ci dice di migliorare tutto in una volta. Se lo facesse, ci scoraggeremmo e ci daremmo per vinti. Lo Spirito opera con noi alla nostra velocità, un passo alla volta, o, come ha detto il Signore: “Linea su linea, precetto su precetto, […] e benedetti sono coloro che danno ascolto ai miei precetti […] poiché a colui che riceve io darò ancora”6. Ad esempio, se lo Spirito Santo vi suggerisse di ringraziare più spesso e voi obbediste a questo invito, allora Egli potrebbe ritenervi pronti per passare a qualcosa di più impegnativo — come imparare a dire: “Scusa, è colpa mia”.

    Una famiglia prende il sacramento

    Un momento perfetto per chiederci “Che mi manca ancora?” è quando prendiamo il sacramento. L’apostolo Paolo insegnò che quello è un momento per esaminare noi stessi.7 In tale atmosfera di riverenza, mentre i nostri pensieri si volgono al cielo, il Signore può dirci dolcemente su cosa dobbiamo lavorare ora.

    Come voi, negli anni ho ricevuto molti messaggi dallo Spirito che mi hanno mostrato come potevo migliorare. Permettetemi di farvi qualche esempio personale di messaggi che ho preso a cuore. Alcuni di questi sono stati:

    • Non alzare la voce.

    • Organizzati: crea un elenco giornaliero delle cose da fare.

    • Prenditi cura meglio del tuo corpo mangiando più frutta e verdura.

    • Vai al tempio più spesso.

    • Prenditi il tempo di riflettere prima di pregare.

    • Chiedi consiglio a tua moglie.

    • E sii paziente quando guidi; non superare i limiti di velocità (su quest’ultimo ci sto ancora lavorando).

    Il sacrificio espiatorio del Salvatore è ciò che rende possibile la perfezione, o santificazione. Da soli non potremmo mai farcela, ma la grazia di Dio basta ad aiutarci. Come ha osservato una volta l’anziano David A. Bednar: “La maggior parte di noi comprende in modo chiaro che l’Espiazione è per i peccatori. Non sono sicuro, tuttavia, che sappiamo e comprendiamo che l’Espiazione è anche per i santi, per le donne e gli uomini buoni che sono obbedienti, degni e coscienziosi, e che si sforzano di migliorare”8.

    Donna che prega

    Vorrei suggerire a ognuno di voi di eseguire quanto prima un esercizio spirituale, magari stasera stessa quando pregherete. Fate umilmente al Signore questa domanda: “Che cosa mi impedisce di progredire?”, in altre parole: “Che mi manca ancora?”. Poi attendete quietamente la risposta. Se siete sinceri, la risposta presto vi sarà chiara. Sarà una rivelazione rivolta espressamente a voi.

    Forse lo Spirito vi dirà che dovete perdonare qualcuno. Oppure il messaggio potrebbe essere di scegliere con più attenzione i film che guardate o la musica che ascoltate. Potreste sentire l’impressione di dover essere più onesti negli affari o più generosi con le offerte di digiuno. Le possibilità sono infinite.

    Lo Spirito ci può mostrare le nostre debolezze, ma ci può anche mostrare i nostri punti di forza. A volte dobbiamo chiedere che cosa stiamo facendo bene, in modo che il Signore ci possa confortare e incoraggiare. Quando leggiamo la nostra benedizione patriarcale, ci ricordiamo che il nostro Padre Celeste conosce il nostro potenziale divino. Egli gioisce ogni volta che facciamo un passo avanti. Per Lui, la direzione che seguiamo è assai più importante della velocità a cui andiamo.

    Fratelli e sorelle, persistete ma non scoraggiatevi mai. Dovremo andare oltre la tomba prima di poter effettivamente raggiungere la perfezione, ma qui, nella mortalità, possiamo gettare le fondamenta. “È quindi nostro dovere essere oggi migliori di ieri, e domani migliori di oggi”9.

    Se la crescita spirituale non è una priorità nella nostra vita, se non stiamo seguendo il corso di un miglioramento costante, ci perderemo le importanti esperienze che Dio vuole farci avere.

    Anni fa lessi queste parole del presidente Spencer W. Kimball, che hanno avuto su di me un’influenza duratura. Egli disse: “Ho imparato che dove vi è un cuore devoto, dove vi è sete di rettitudine, dove vi è odio per il peccato e obbedienza ai comandamenti di Dio, il Signore riversa sempre più luce sino a quando alla fine dà il potere di attraversare il velo celeste. […] Una persona di una simile rettitudine ha la promessa inestimabile che un giorno vedrà il volto del Signore e saprà che Egli è”10.

    Prego che, un giorno, questa sarà la nostra esperienza suprema perché avremo permesso allo Spirito Santo di ricondurci a casa. Nel nome di Gesù Cristo. Amen.

    Mostra riferimentiNascondi riferimenti

      Note

      1. Matteo 5:48.

      2. Neal A. Maxwell, “Testimoniare della gloriosa Espiazione”, Liahona, aprile 2002, 9.

      3. Matteo 19:20.

      4. Matteo 19:21.

      5. Insegnamenti dei presidenti della Chiesa — Harold B. Lee (2001), 197.

      6. 2 Nefi 28:30.

      7. Vedere 1 Corinzi 11:28.

      8. David A. Bednar, “L’Espiazione e il viaggio della vita terrena”, Liahona, aprile 2012, 14.

      9. Joseph Fielding Smith, Dottrine di salvezza, a cura di Bruce R. McConkie, 3 voll. (1977–1980), 2:26.

      10. Spencer W. Kimball, “Offrite al Signore la vostra lealtà”, La Stella, novembre 1980, 3.