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Aprile 2017 | Il piano glorioso di nostro Padre

Il piano glorioso di nostro Padre

Aprile 2017 Conferenza generale

Grazie al santo piano di Dio, noi sappiamo che la nascita e la morte sono in realtà solo delle pietre miliari nel nostro viaggio verso la vita eterna con il nostro Padre Celeste.

All’inizio del mio praticantato medico ebbi il privilegio di aiutare una giovane madre a partorire il primo figlio. Lei era calma, concentrata e felice. Quando il prezioso neonato venne alla luce, io glielo porsi. Con lacrime di felicità che solcavano il suo volto, prese il bambino tra le braccia e lo esaminò da capo a piedi. Lo tenne stretto a sé e lo amò come solo una madre può fare. Fu un privilegio essere con lei in quella sala.

L’inizio della vita è stato così per ognuno di noi. Ma la nostra nascita è stata davvero l’inizio? Il mondo vede la nascita e la morte come l’inizio e la fine. Grazie al santo piano di Dio, noi sappiamo che la nascita e la morte sono in realtà solo delle pietre miliari nel nostro viaggio verso la vita eterna con il nostro Padre Celeste.1 Sono parti essenziali del piano di nostro Padre — sacri momenti in cui la vita terrena e il cielo si incrociano. Oggi, riflettendo su ciò che ho appreso negli anni di pratica medica e di servizio nella Chiesa osservando la nascita e la morte, voglio rendere testimonianza del glorioso piano di nostro Padre.

“Prima di nascere vivevamo con Dio, il Padre del nostro spirito. Tutti noi [che siamo sulla terra] siamo letteralmente fratelli e sorelle”2 nella Sua famiglia e ciascuno di noi è prezioso per Lui. Abbiamo vissuto con Lui per lunghissimo tempo prima della nostra nascita — periodo in cui abbiamo imparato, scelto e ci siamo preparati.

Poiché ci ama, il Padre Celeste vuole che abbiamo il più grande dono che possa darci: il dono della vita eterna.3 Non poteva semplicemente concederci questo dono, dovevamo riceverlo scegliendo Lui e le Sue vie. Ciò ha richiesto che lasciassimo la Sua presenza e iniziassimo un viaggio meraviglioso e impegnativo di fede, crescita e trasformazione. Il viaggio che il Padre ha preparato per noi si chiama piano di salvezza o piano di felicità.4

In un grande concilio preterreno, nostro Padre ci parlò del Suo piano.5 Quando lo comprendemmo, fummo talmente felici che lanciammo gridi di giubilo e “le stelle del mattino [cantarono] tutte assieme”6.

Quel piano si basa su tre grandi pilastri: i pilastri dell’eternità.7

Il primo pilastro è la creazione della terra, l’ambientazione del nostro viaggio terreno.8

Il secondo pilastro è la caduta dei nostri progenitori terreni, Adamo ed Eva. Per via della Caduta ci sono state accordate delle cose meravigliose. Siamo nati e abbiamo ricevuto un corpo fisico.9 Sarò per sempre grato a mia madre per aver portato me e i miei fratelli in questo mondo e per averci insegnato il Vangelo.

Dio ci ha anche dato l’arbitrio morale — la capacità e il privilegio di scegliere e di agire da noi stessi.10 Per aiutarci a scegliere bene, il Padre Celeste ci ha dato i comandamenti. Ogni giorno, osservando i Suoi comandamenti, noi mostriamo a Dio che Lo amiamo ed Egli benedice la nostra vita.11

Sapendo che non sceglieremo sempre bene, ossia che peccheremo, il Padre ci ha dato il terzo pilastro: il Salvatore Gesù Cristo e la Sua Espiazione. Attraverso le Sue sofferenze, Cristo ha pagato il prezzo sia per la morte fisica che per il peccato.12 Egli ha insegnato: “Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna”13.

Gesù Cristo visse una vita perfetta, osservando sempre i comandamenti di Suo Padre. “[Percorse] le strade della Palestina” insegnando le verità dell’eternità, “guarendo gli infermi, ridando la vista ai ciechi e risuscitando i morti”.14 “[Andò] attorno facendo del bene”15 ed esortò “tutti a seguire il Suo esempio”16.

Alla fine della Sua vita terrena, si inginocchiò in preghiera e disse:

“Padre, se tu vuoi, allontana da me questo calice! Però, non la mia volontà, ma la tua sia fatta. […]

Ed essendo in agonia, egli pregava vie più intensamente; e il suo sudore divenne come grosse gocce di sangue che cadeano in terra”.17

Cristo ci ha aiutato a comprendere meglio la portata delle Sue sofferenze tramite ciò che disse al profeta Joseph Smith:

“Io, Iddio, ho sofferto queste cose per tutti, affinché non soffrano, se si pentiranno;

Ma se non volessero pentirsi, essi dovranno soffrire proprio come me;

E queste sofferenze fecero sì che io stesso, Iddio, il più grande di tutti, tremassi per il dolore e sanguinassi da ogni poro e soffrissi sia nel corpo che nello spirito”.18

Nel Giardino di Getsemani cominciò a pagare il prezzo dei nostri peccati e delle nostre malattie, dei nostri dolori e delle nostre infermità.19 Poiché lo fece, noi non siamo mai soli in quelle infermità, se scegliamo di camminare insieme a Lui. “Fu arrestato e processato sulla base di false accuse, trovato colpevole per soddisfare la plebaglia e condannato a morire sulla croce del Calvario”. Sulla croce “Egli dette la Sua vita per espiare i peccati di tutta l’umanità [in] un grande dono fatto per procura in favore di tutti coloro che siano mai vissuti sulla terra”.20

Egli dichiarò:

“Ecco, io sono Gesù Cristo, di cui i profeti attestarono che sarebbe venuto nel mondo.

Ed ecco, io sono la luce e la vita del mondo: ed ho bevuto da quella coppa amara che il Padre mi ha dato ed ho glorificato il Padre prendendo su di me i peccati del mondo”21.

Poi, il primo giorno della settimana,22 si levò dalla tomba con un corpo perfetto e risorto, per non morire mai più. E poiché lo fece, noi faremo lo stesso.

Attesto che Cristo è davvero risorto dalla tomba; ma per risorgere da quella tomba, prima è dovuto morire. E così deve essere per noi.

Un’altra delle grandi benedizioni della mia vita è stata quella di sentire la vicinanza del cielo nei momenti in cui mi sono ritrovato al capezzale delle persone mentre morivano. Un mattino presto di alcuni anni fa entrai nella stanza d’ospedale di una vedova, fedele membro della Chiesa, che aveva il cancro. Due delle sue figlie erano lì con lei. Quando arrivai al suo capezzale scoprii subito che aveva smesso di soffrire perché era appena spirata.

Nel momento della morte, la camera era pervasa di pace. Le figlie provavano una dolce tristezza, ma i loro cuori erano pieni di fede. Sapevano che la loro madre non se n’era andata: era tornata a casa.23 Anche nei momenti di più profondo dolore, in cui il tempo sembra rallentare e la vita sembra essere ingiusta, possiamo trovare conforto nel nostro Salvatore perché anch’Egli ha sofferto.24 Fu un privilegio per me essere in quella stanza.

Quando moriamo, lo spirito lascia il corpo e noi passiamo alla fase successiva del nostro viaggio: il mondo degli spiriti. È un luogo di apprendimento, di pentimento, di perdono e di trasformazione25, dove attendiamo la risurrezione26.

Un glorioso giorno futuro, chiunque sia mai nato si leverà dalla tomba. Il nostro spirito e il nostro corpo saranno riuniti nella loro forma perfetta. Tutti risorgeremo, “sia vecchi che giovani, […] sia maschi che femmine, sia malvagi che giusti”, e “ogni cosa sarà restituita alla sua forma perfetta”.27

Dopo la risurrezione avremo la benedizione suprema di essere giudicati dal nostro Salvatore, il quale disse:

“Io attirerò a me tutti gli uomini affinché possano essere giudicati secondo le loro opere.

E avverrà che chiunque si pente ed è battezzato nel mio nome, sarà saziato; e se persevera fino alla fine, ecco, io lo terrò per innocente dinanzi al Padre mio, nel giorno in cui mi leverò per giudicare il mondo”28.

E poi, tramite Cristo e la Sua Espiazione, tutti coloro che scelgono di seguire Lui mediante la fede, il pentimento, il battesimo, il ricevimento dello Spirito Santo e perseverando sino alla fine29 scopriranno che alla fine del loro viaggio li aspetterà un destino divino come eredi della vita eterna.30 Essi torneranno alla presenza di loro Padre per vivere con Lui per sempre. Spero che sceglieremo bene.

La nostra esistenza è molto più di ciò che accade tra la vita e la morte. Vi invito a venire e a seguire Cristo.31

Invito tutti i membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, ogni giorno, a venire “a Cristo, e [a essere] resi perfetti in lui, e [a rifuggire] da ogni empietà […], cosicché […] tramite lo spargimento del sangue di Cristo [possiate diventare] santi, senza macchia”32.

Invito coloro che non sono ancora membri di questa Chiesa a venire, a leggere il Libro di Mormon e ad ascoltare i missionari. Venite e abbiate fede e pentitevi dei vostri peccati. Venite e siate battezzati e ricevete lo Spirito Santo. Venite e vivete una vita felice incentrata su Cristo. Vi prometto che nel venire a Lui e nell’osservare i Suoi comandamenti potrete trovare pace e scopo in questa esperienza mortale spesso tumultuosa, e “vita eterna nel mondo a venire”33.

Per coloro che hanno sperimentato queste verità e che per qualsiasi ragione si sono allontanati: vi invito a tornare. Tornate oggi. Nostro Padre e il Salvatore vi amano. Attesto che Cristo ha il potere di rispondere alle vostre domande, di guarire i vostri dolori e le vostre sofferenze e di perdonare i vostri peccati. So che questo è vero. So che tutte queste cose sono vere. Cristo vive! Questa è la Sua chiesa. Nel nome di Gesù Cristo. Amen.

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