Il Signore vi benedica

Second Counselor in the First Presidency


Thomas S. Monson
«Gli oratori a questa conferenza hanno sottolineato le difficoltà del nostro tempo e la necessità di fare in modo che la vita che viviamo sia conforme ai principi del Vangelo».

Per tradizione il presidente della Chiesa conclude la conferenza. Quanto ci piacerebbe ascoltare il presidente Benson! Siamo lieti che egli, a novantatré anni, non soffra alcun dolore, possa muoversi, incontrarsi spesso con la Prima Presidenza e il Consiglio dei Dodici e ricevere la vostra fede, le vostre preghiere e le vostre espressioni di affetto. Tutti noi siamo felici che il presidente Benson sia stato in grado di partecipare a parte delle sessioni di apertura di sabato e domenica mattina.

Poiché egli non è in grado di parlare ai presenti, prima di aggiornare la conferenza mi è stato chiesto di rivolgermi a voi in suo nome. Chiedo l’ispirazione del Signore nell’esprimervi l’affetto e i consigli del Profeta.

E’ stata una conferenza magnifica. I Fratelli sono stati ispirati nei loro discorsi. Le preghiere sono state dette con il cuore e la musica è stata veramente «il canto dei giusti» e «una preghiera per [il Signore]» (DeA 25:12). Il nostro sincero apprezzamento e la nostra gratitudine vanno a ognuno di coloro che hanno in qualche modo partecipato a rendere questa conferenza veramente memorabile.

Sentiamo la mancanza dell’anziano Derek A. Cuthbert, che è stato chiamato alla sua dimora celeste il 7 aprile 1991. Ricordiamo la sua testimonianza di verità riguardo a quest’opera e ci stupiamo che egli sia riuscito a fare tante cose nonostante i suoi problemi di salute. Nelle nostre preghiere ricordiamo la sua cara moglie Muriel e tutti gli altri componenti della sua famiglia.

Gli oratori a questa conferenza hanno sottolineato le difficoltà del nostro tempo e la necessità di fare in modo che la vita che viviamo sia conforme ai principi del Vangelo, in modo che tutti noi possiamo meritarci la compagnia del Signore e la Sua guida lungo questo viaggio terreno e ci renda degni, grazie alla nostra obbedienza, di godere le benedizioni che Egli desidera riversare su di noi.

Il presidente Benson ha spesso sottolineato l’importanza della famiglia. Egli ha dichiarato: «Ricordate che la famiglia è una delle più grandi fortezze di Dio contro i mali del nostro tempo. Adoperatevi per mantenere la vostra famiglia forte, unita e degna delle benedizioni del nostro Padre nei cieli. Se lo farete, avrete una forza e una fede che vi aiuteranno per sempre» (Ensign, maggio 1986, pag. 43).

«Le nostre case hanno anche bisogno dei benefici che scaturiscono dalla quotidiana comunicazione con Dio… Le divergenze e le irritazioni del giorno svaniscono quando la famiglia si presenta unita davanti al trono dei cieli. Cresce l’unità. I legami di amore e di affetto si rafforzano e la pace del cielo si diffonde» (… So Shall Ye Reap, Salt Lake City: Deseret Book Co., 1960, pag. 107).

Il presidente Benson ha sempre sottolineato la forza dei giovani e le nostre responsabilità verso di loro. Egli ci ha dato questo consiglio: «Una grande cosa che il Signore chiede a ognuno di noi è di creare una casa in cui esistano felici e positive influenze benefiche. Negli anni futuri non conterà molto l’arredamento lussuoso della casa o il numero dei bagni, ma conteranno invece, e molto, l’amore e l’accettazione che i nostri figli avranno trovato in quella casa. Conterà molto se vi saranno stati felicità e sorrisi, oppure litigi e contese» (Conferenza generale di aprile 1981).

Quanto è lieto il presidente Benson di stringere la mano dei bambini e dei giovani! Egli ha viaggiato in tutta la Chiesa e ha sempre trovato un grande piacere ascoltando i bambini quando cantano l’inno «Un bambino mormone».

Il presidente Benson riceve molte lettere dai bambini. Qualche volta sono divertenti; altre volte commoventi. Quando il presidente Benson fu ricoverato all’ospedale e i medici gli applicarono uno stimolatore cardiaco, una bambina gli scrisse dicendo: «Caro presidente Benson, so che lei guarirà, perché la Bibbia dice: ‹L’Eterno riguarda al cuore› ».

Egli ha pianto quando gli ho letto una lettera che ho ricevuto dal padre di un bambino. La lettera comincia così: «L’aprile scorso io e mia moglie stavamo seguendo la sessione pomeridiana di domenica della conferenza. Il nostro bambino di tre anni, Christopher, stava su una sedia davanti al banco di cucina, intento a giocare con la creta, ascoltando la conferenza alla radio. Quando entrammo in cucina, alla fine del discorso rivolto dal presidente Benson ai bambini, Christopher esclamò eccitato: ‹Quell’uomo alla radio ha detto che anche quando facciamo degli errori, il Padre celeste continua ad amarci›. Questa semplice dichiarazione ha lasciato una duratura e solenne impressione su nostro figlio. Posso chiedergli ancor oggi che cosa ha detto il presidente Benson e ricevere la stessa entusiastica risposta. Per lui è un grande conforto sapere di avere un generoso e affettuoso Padre nel cielo».

Questa commovente storia rispecchia la positiva influenza personale che il presidente Benson ha sempre esercitato. Egli è gentile, è generoso, è affettuoso, è vostro amico com’è mio amico; ed egli conosce il Signore, il nostro Salvatore. Sono certo di esprimere ciò che pensano lui e tutti i Fratelli se, a conclusione di questa conferenza, dico: «L’Eterno [la] benedica e [la] guardi!

L’Eterno faccia risplendere il Suo volto su di [lei] e [le] sia propizio!

L’Eterno volga verso di [lei] il Suo volto e [le] dia la pace» (Numeri 6:24–26).

Nel nome di Gesù Cristo. Amen.