Alzate lo sguardo e proseguite

Elaine L. Jack


«Essere una donna dell’alleanza è una chiamata sacra e santa. Le nostre alleanze devono nobilitarci, servirci da ispirazione e da incentivo»

Quando i miei quattro figli vivevano ancora a casa, durante l’estate io e mio marito Joe facevamo molte escursioni insieme con loro. Le mete preferite di queste escursioni si trovavano tra le alte montagne. A tutti noi piaceva affrontare l’impegno di una dura scalata e godere di quei momenti esilaranti in cui poggiavamo i piedi su quello che sembrava il tetto del mondo. Scrutavamo attentamente l’orizzonte, ammirando altre cime e valli.

Una delle più belle avventure della mia vita ebbe luogo il giorno in cui salimmo in successione su tre alti passi di montagna. Partimmo molto presto al mattino e cominciammo subito la nostra ascesa, salendo sempre più in alto. Quell’escursione si dimostrò più lunga e più impegnativa del previsto, tuttavia ogni veduta offriva la sua particolare maestosa e prospettiva. La soddisfazione che provavo a ogni nuova vista faceva scomparire la stanchezza. Non ho mai dimenticato lo stupore e il senso di successo che provavo quando stavo sulla cima di un monte e spaziavo con lo sguardo su questo mondo vasto e meraviglioso.

Oggi, mie amate sorelle della Società di Soccorso, tenendoci per mano, stiamo su un altro tipo di cima. Da questo pinnacolo di 150 anni di storia della Società di Soccorso, gettiamo lo sguardo sui ricchi frutti della carità, cresciuta sui semi piantati con fede in centotrentacinque paesi e territori. È tanto bello rendersi conto delle testimonianze che crescono, delle persone che cambiano in meglio la loro vita, della carità che viene sviluppata ed esercitata, delle famiglie che sono rafforzate e delle sorelle che godono di far parte di un’associazione che unisce più di tre milioni di donne nella Società di Soccorso.

Il punto che vi offre una vista dall’alto può essere una montagna vera e propria, una collinetta in una vasta pianura o una semplice duna nel deserto. Può essere una striscia di spiaggia o una cresta ghiacciata su una collina coperta di neve. Può essere in cima alle scale di casa vostra. Quale che sia la vostra prospettiva, oggi vi chiedo di prendermi a braccetto e di alzare lo sguardo! Saliamo insieme a nuove altezze spirituali. Ripeteremo insieme le parole di Isaia: «Saliamo al monte dell’Eterno, alla casa dell’Iddio di Giacobbe; egli ci ammaestrerà intorno alle sue vie, e noi cammineremo per i suoi sentieri» (Isaia 2:3).

Oggi vi chiedo di intraprendere con me un viaggio spirituale degno dei nostri migliori sforzi. Vi chiedo di avanzare insieme con me alla ricerca di ineguagliabili livelli di spiritualità personale. Cerchiamo di avere una visione più chiara e un cuore più forte. Facciamo che le parole «La carità non verrà mai meno» siano un motto di un significato personale tale, che il mondo sia aiutato da noi, figlie di Dio, che siamo le sorelle della Società di Soccorso.

In questo momento siamo unite come mai in passato. Mai nella storia della Chiesa le donne di Sion si sono trovate unite tanto strettamente. Questo è un fatto simbolico, che ci ricorda che siamo unite nella più grande di tutte le cause: il vangelo di Gesù Cristo. Sono cresciuta all’ombra delle montagne rocciose del Canada. Spesso immaginavo di poter un giorno scalare quelle immani cime. Oggi che siamo letteralmente unite insieme attraverso i continenti del mondo, possiamo scalare montagne molto più alte di quelle che vedevo allora.

Sorelle, noi siamo il popolo dell’alleanza, e abbiamo la fortuna di vivere sulla terra in un’epoca in cui possiamo prepararci seriamente per la seconda venuta del Salvatore. Prego che ogni giorno ci rallegreremo di vivere ora, quando possiamo stringere delle alleanze mediante il battesimo e nella casa del Signore. Provo gli stessi sentimenti espressi da Nefi: «La mia anima si diletta pure delle alleanze che il Signore ha fatto con i nostri padri; sì, la mia anima si diletta nella Sua grazia, nella Sua giustizia, nella Sua potenza e nella misericordia del grande ed eterno piano di liberazione dalla morte» (2 Nefi 11:5). Essere una donna dell’alleanza è una chiamata sacra e santa. Le nostre alleanze devono nobilitarci, servirci da ispirazione e da incentivo. Una più profonda conoscenza delle nostre alleanze ci innalza alle più ampie prospettive che ci aspettano. Poiché siamo vere seguaci di Gesù Cristo, possiamo diventare figlie di Dio, «onde siamo simili a Lui, quando apparirà; poiché Lo vedremo tale quale Egli è» (Moroni 7:48).

In questa ricerca di quanto vi è di meglio in noi, siamo simili a Saria, che con Lehi e i figli lasciò Gerusalemme al comando del Signore. Noi ci troviamo con la nostra famiglia e le nostre provviste (vedi 1 Nefi 2:4) e viaggiamo attraverso il deserto. Noi rendiamo grazie al Signore nostro Dio (vedi 1 Nefi 2:7). Qualche volta ci addoloriamo a causa della durezza di cuore di coloro che amiamo. In alcuni momenti ci sentiamo piene di immensa gioia (vedi 1 Nefi 5:1). In altri momenti esortiamo con tutto il cuore di genitrici affettuose (vedi 1 Nefi 8:37), che siamo o no madri naturali di coloro che esortiamo. Fatichiamo. Affrontiamo i conflitti. Ci sforziamo di aver fede. Sopportiamo ogni cosa (vedi 1 Nefi 17:20). Sì, come Saria continuiamo a progredire verso l’esaltazione, verso la suprema terra promessa.

Ricorderete che, durante il viaggio della famiglia di Lehi e Saria, Nefi spezzò il suo arco. Gli fu comandato di andare in cima alla montagna (vedi 1 Nefi 16:30) per procurarsi del cibo per la sua famiglia. Mi chiedo se, quando raggiunse la cima, si fermò e, come ho fatto spesso io da tanta altezza, si guardò attorno per vedere quanto cammino egli e i suoi cari avevano percorso, e la direzione verso cui dovevano ancora procedere.

Amate sorelle, dal punto di vista di cui godo vedo la vostra bontà e il vostro potenziale. So che in questa vita incontrate tante difficoltà. Vedo anche quanto siete già salite in alto e quali vette stupende avete già conquistato. Sento l’amore che il Salvatore ha per voi, e il vostro amore per Lui. Disse nostro Signore: «Andrò avanti a voi. Io sarò alla vostra destra e alla vostra sinistra, e il mio Spirito sarà nei vostri cuori, e i miei angeli tutt’attorno a voi, per sostenervi» (DeA 84:88). Forti di questa promessa, possiamo continuare a progredire. Forti di questa sicurezza, ci innalzeremo ad altezze spirituali mai sognate.

Recentemente una presidentessa della Società di Soccorso di rione mi ha riferito la reazione di un funzionario del suo comune davanti alla sua richiesta di conoscere le possibilità di svolgere lavoro di volontariato. La presidentessa gli spiegò con calma che ogni unità della Società di Soccorso della Chiesa avrebbe svolto un particolare progetto. Il funzionario esclamò: «Intende dire che diciottomila gruppi di donne della Società di Soccorso faranno qualcosa per migliorare la comunità in cui vivono? Se è così, cambierete il mondo».

Noi cambieremo il mondo. In meglio. Poiché questo viaggio che ci porterà a grandi altezze non è un viaggio ordinario, come non lo fu quello di Saria. La nostra è una ricerca per cambiare noi stesse, per diventare discepoli ancora più fedeli del nostro Signore e Salvatore. Innalzeremo gli occhi alle montagne e procederemo senza sosta verso l’esaltazione.

E come scaleremo questa montagna? Un passo dopo l’altro, fedelmente. Ho una buona amica con la quale mi sono spesso consigliata nel corso degli anni riguardo alle tante cose che più mi preoccupavano. In particolare, quando stavo per cominciare un nuovo compito e mi sentivo insicura, ella diceva invariabilmente piena di entusiasmo: «Che cosa entusiasmante! Elaine, ce la farai». Le sono sempre stata riconoscente per la fiducia che mi dimostrava. Sorelle, oggi vi dico che possiamo farcela. Edificheremo il regno di Dio – una persona e una casa alla volta. Sposate, nubili, vecchie, giovani, con o senza figli, dimostreremo che Eliza R. Snow, una delle prime ispirate dirigenti della Società di Soccorso, aveva ragione: «Non c’è sorella tanto isolata, non c’è sorella la cui sfera d’influenza sia tanto limitata, che non possa fare molto per edificare il regno di Dio sulla terra» (Woman’s Exponent, 15 settembre 1873, pag. 62). Edificheremo il regno di Dio illuminando la nostra casa con la fede, sia che viviamo sole o che facciamo parte di una famiglia numerosa.

Per molte di noi, le montagne più aspre che affrontiamo stanno proprio entro le pareti della nostra casa. Poiché ci sforziamo di diventare nuclei familiari eterni, dobbiamo attribuire un grande valore alla nostra famiglia. Care sorelle, rimanete vicine a vostro marito, ai vostri figli, ai vostri genitori, ai vostri fratelli e sorelle, a coloro che sentono di far parte della stessa famiglia poiché le vostre vite si sono unite. Considerateli vostri compagni di viaggio.

Una donna di grande fede si unì alla Chiesa e, oppressa dalle difficoltà economiche, lasciò la famiglia e la patria. Il suo viaggio la portò lontano, ma la sua fede la portò più oltre. Quando era ormai andata in pensione da qualche anno, fu chiamata come presidentessa della Società di Soccorso del suo rione. Questa chiamata le permise di mettere a buon uso l’esperienza e le capacità acquisite durante tutta la vita. Questa donna aveva una fede tanto grande che le sorelle della Società di Soccorso si sentivano attirate l’una all’altra quando ella le abbracciava fisicamente e spiritualmente. Una giovane madre le chiese come aveva potuto sviluppare una fede tanto radiosa. E questa sorella rispose: «Volta le spalle ai problemi e cerca la luce».

Sorelle, mentre scaliamo le montagne, in particolare quelle di casa, guardiamo al Signore, che è la luce. Mostrate questa luce ai vostri cari e a coloro che sentono di far parte della vostra famiglia, poiché il sottobosco attraverso il quale camminiamo ci graffierà le caviglie e altri ostacoli ci feriranno. Ma, calda e ferma, la luce ci chiama. Seguitela. Ricordatevi che le difficoltà sono reali, ma che è reale anche il Signore. Accendete la fiaccola della fede in casa vostra e tenetela accesa, anche quando la notte è lunga e il viaggio è difficile.

Noi scaleremo le nostre cime spirituali con coraggio. Il coraggio è un potente strumento. Grazie ad esso possiamo scavare nella roccia e rimanervi ferme, anche quando il terreno è scivoloso. Vedo in voi molto coraggio. Alcune di voi percorrono molti chilometri per andare in chiesa. Ricostruiscono la loro casa abbattuta dalle inondazioni. Alcune vanno a scuola portando sulla testa il loro banco. Alcune fanno in modo che il poco denaro che hanno possa nutrire i loro cari. Voi affrontate la morte, sopravvivete alla siccità e perdonate dopo il divorzio. Vi pentite quando è necessario. Rinunciate alle vecchie abitudini e abbracciate invece il Vangelo. Pagate la decima quando i vostri figli hanno bisogno di scarpe. Passate l’inverno senza indumenti pesanti. Allevate da sole i vostri figli. Accettate una chiamata nella Chiesa quando non avete idea di come assolverla. Lavorate per sentirvi soddisfatte di voi stesse, anche quando siete convinte di essere imperfette. Aiutate qualcuno che non vi aiuta in cambio. Risolvete un disaccordo che da tanto tempo turba la famiglia. Mettete al primo posto i vostri cari, anche quando altre possibili scelte vi attirano. Coltivate il coraggio, poiché vi aiuterà a vivere bene e con fiducia.

Il profeta Mosè disse ai figliuoli di Israele, che erano pronti ad entrare in una nuova terra, in gran parte a loro ignota: «Siate forti, fatevi animo, non temete e non vi spavenate. . . perché l’Eterno, il tuo Dio, è quegli che cammina teco; egli non ti lascerà e non ti abbandonerà» (Deuteronomio 31:6). Sorelle, il Signore non ci lascerà e non ci abbandonerà.

Noi scaliamo le nostre montagne spirituali piene di gioia. Il nostro cuore riecheggerà le parole di Isaia: «Sì, voi partirete con gioia, e sarete ricondotti in pace; i monti e i colli daranno in gidi di gioia dinanzi a voi, e tutti gli alberi della campagna batteranno le mani» (Isaia 55:12). Ogni veduta, ogni panorama spirituale deve riempirci di una gratitudine che trabocca per riempier anche coloro che ci stanno attorno. Noi sorelle di Sion abbiamo i migliori motivi per ringraziare il Signore.

Ringraziate il Signore per la vostra testimonianza. RingraziateLo perché vivete oggi. Quando dovrete affrontare le difficoltà, ringraziate il Signore perché sapete che Egli vive, e sentitevi tranquille sapendo che Egli vi ama. E quando lavorate duramente, dite: «Il Signore mi ha dato un’immensa gioia nel frutto del mio lavoro» (Alma 36:25). Quando lottate, dite: «Provo una grande gioia che il Signore Gesù Cristo si ricordi di [me]» (Moroni 8:2).

Oggi, abbracciate e tenendoci per mano, stiamo insieme sulla sabbia, sulla roccia o sulle scale di casa. Guardiamo insieme nella direzione della nostra casa celeste. Possa ognuna di voi, ogni sorella della Società di Soccorso – e mia sorella – cercare e raggiungere le più grandi altezze spirituali. Possano le vette della consapevolezza spiritale riempire la vostra anima di gioia, ispirarvi a guardare al futuro e a procedere indomite. E possa questa scalata che facciamo in comune rendere testimonianza in ogni casa e in ogni nazione «che’Egli vive!» (DeA 76:22).

Nel nome di Gesù Cristo. Amen. 9