La nostra grande missione

Gordon B. Hinckley

First Counselor in the First Presidency


Gordon B. Hinckley
«A conclusione di tutto . . . questa è la nostra grande missione: portare testimonianza al mondo, sia con l’esempio che con il precetto, della vivente realtà del Figlio di Dio»

Miei amati fratelli e sorelle, questi sono stati due giorni meravigliosi. Spero che rammenteremo e mediteremo quello che abbiamo udito. Ci siamo nutriti della parola di Dio.

La musica è stata meravigliosa. Le preghiere sono state ispirate. I discorsi sono stati edificanti e illuminanti; la nostra vita sarà più ricca grazie a quest’esperienza che abbiamo fatto se ci sforzeremo di fare meglio, in armonia con gli insegnamenti che abbiamo ascoltato.

Ci duole che il presidente Benson non abbia potuto parlarci. Egli ha ormai novantatré anni. La sua presenza ieri e di nuovo oggi ci ha aiutato. Abbiamo gioito del suo sorriso e del gesto di saluto che ci ha rivolto. Ora che stiamo per portare a termine questa riunione, voglio leggervi una sua dichiarazione, la sua personale testimonianza del Figlio di Dio, di cui egli è servitore. Queste sono le sue parole:

«Quasi duemila anni fa un Uomo perfetto camminò sulla terra: Gesù il Cristo. Egli era il Figlio di un Padre celeste e di una madre terrena. Egli è il Dio di questo mondo, per incarico del Padre. Nella Sua vita tutte le virtù vennero messe in pratica e mantenute in perfetto equilibrio. Egli insegnò agli uomini la verità, in modo che essi potessero essere liberi; il Suo esempio e i Suoi precetti costituiscono la grande norma – l’unica vera via – per tutta l’umanità. Tra noi Egli diventò il primo e l’unico che avesse il potere di riunire il Suo corpo con il Suo spirito dopo la morte. Mediante questo Suo potere tutti gli uomini che sono vissuti risorgeranno. Un giorno dovremo tutti stare dinanzi a Lui per essere giudicati secondo le Sue leggi. Egli vive oggi e, in un futuro non troppo lontano, ritornerà in trionfo per sottomettere i Suoi nemici, per ricompensare gli uomini secondo le loro azioni e per assumere il Suo legittimo compito di governare e regnare in rettitudine su tutta la terra» (Ezra Taft Benson, An Enemy Hath Done This, Salt Lake City: Parliament Publishers, 1969, pagg. 52-53).

Questa è la testimonianza del nostro profeta e nostro capo. A conclusione di tutto, vi ricordo che questa è la nostra grande missione: portare testimonianza al mondo, sia con l’esempio che con il precetto, della vivente realtà del Figlio di Dio, il Signore risorto, che è il nostro Redentore e nostro Salvatore.

Ed ora, per concludere, voglio ringraziare ognuno di voi, tutti voi che ascoltate la mia voce, ovunque voi siate in questo vasto paese e in ogni parte del mondo, per la fede che portate in cuore della divinità di questo lavoro, per la devozione con la quale servite gli altri, per il devoto desiderio di alleare i vostri figli nella luce e nella verità e di nutrirli con la buona parola di Dio.

Quando lascerete il Tabernacolo tra pochi minuti, vi invito ad alzare gli occhi sulle guglie del tempio, subito ad est di dove ci troviamo. La pietra di copertura sulla torre più alta di questa bellissima struttura fu messa al suo posto saranno cento anni, domani. I Fratelli, alla conferenza di un secolo fa, esortarono i fedeli a consacrare i talenti e le risorse necessari per far sì che la dedicazione del tempio avvenisse il 6 aprile 1893. Essi accettarono la sfida, e l’anno prossimo, in questo tempo commemoreremo il centenario della dedicazione di questa magnifica casa del Signore. La sua presenza è una testimonianza del fatto che nessuna sfida è troppo grande per il popolo di questa chiesa, quando procede innanzi con fede.

A nome del presidente Benson e di tutti i miei Fratelli, invoco su di voi, ovunque siate, le benedizioni del cielo. Possa il Signore sorridere con favore su di voi, perché possa esservi pace in voi e nelle vostre case. Possiate tornare sani e salvi a coloro che amate, e il ricordo di questa grande occasione rimanga dolce e fruttuoso in voi. Questa è la mia umile preghiera. Dio sia con voi sino a quando ci incontreremo di nuovo, miei amati fratelli e sorelle, miei amici e colleghi in questo grande lavoro. Nel nome di Gesù Cristo. Amen. 9