Un congedo

Second Counselor in the First Presidency


Thomas S. Monson
«Il presidente Benson ‹ci esorterebbe a osservare i comandamenti, a santificare le nostre case e a perfezionare la nostra vita›».

Per tradizione il presidente della Chiesa, il profeta, veggente e rivelatore del Signore, pronuncia il breve discorso conclusivo della conferenza generale e impartisce a tutti la sua benedizione. Con umiltà e rispetto mi accingo a svolgere l‘incarico di rappresentarlo in tale compito.

È stata una gloriosa conferenza. Le preghiere sono state sincere, dal profondo del cuore, la musica e il canto ci hanno edificati e innalzati verso il cielo e hanno dato a ognuno di noi la spinta per raggiungere quello che forse pensavamo fosse fuori della nostra portata. I Fratelli che hanno parlato, e sorella Jepsen, hanno proclamato la parola di Dio e ci hanno toccato il cuore con i loro ispirati messaggi. Proprio per aver partecipato a questa conferenza, siamo diventati persone migliori.

La sedia del presidente Benson è rimasta vuota durante le sessioni della conferenza, e questo ci porta un po‘ di tristezza nel cuore. Abbiamo sentito la mancanza del suo pronto sorriso, del suo saluto, delle affermazioni di principio che caratterizzano il suo ministero. Tuttavia, presidente Benson, siamo lieti e grati che lei abbia potuto seguire questa conferenza alla televisione. Le esprimiamo le nostre condoglianze per la morte della sua amata moglie Flora. Quanto siamo grati per la sacra alleanza che unisce per tutta l‘eternità due esseri che si amano! Tutta la Chiesa si unisce in una fervente preghiera al nostro Padre celeste perché possa tenerla nel palmo della Sua mano e la benedica, secondo le sue necessità e i Suoi divini propositi. Noi la sosteniamo. Noi la seguiamo. Noi la amiamo – nostro profeta.

Il presidente Benson rispettava il presidente David O. McKay, che diresse le sue fatiche di missionario in Gran Bretagna tanti anni fa. Il presidente McKay concluse una conferenza con queste parole: «Ora che siamo arrivati all‘ora del congedo, spero che gli insegnamenti e la vita del Maestro appaiano a tutti voi più belli, più necessari e attinenti alla felicità umana più che mai nel passato … AccettandoLo come mio Redentore, Salvatore e Signore, accetto il Suo vangelo come piano di salvezza, come l‘unica via perfetta per la quale l‘uomo può arrivare alla felicità e alla pace».(1)

Il presidente Joseph Fielding Smith, per il quale il presidente Benson nutriva tanto affetto, disse alla conclusione di un‘altra conferenza: «Ora prego che il nostro Padre nei cieli benedica il Suo popolo, lo benedica in abbondanza e in piena misura. Prego che i santi sappiano resistere fermamente alle pressioni e alle lusinghe del mondo, che mettano al primo posto nella loro vita le cose del regno di Dio, che rimangano fedeli ad ogni incarico ricevuto e osservino ogni alleanza».(2)

Il presidente Harold B. Lee, amico e compagno d‘infanzia, e in seguito apprezzato collega del presidente Benson nel lavoro del Signore, dichiarò: «Non posso lasciare questa conferenza senza dirvi che ho la profonda convinzione che il Maestro non è stato lontano da noi in questa occasione. Questa è la Sua chiesa … Egli non è un proprietario assente, Egli si preoccupa di noi. Egli vuole che Lo seguiamo là dove Egli ci conduce».(3)

Il presidente Spencer W. Kimball, che fu sostenuto come Apostolo e membro del Consiglio dei Dodici allo stesso tempo del presidente Benson, concluse una conferenza generale dicendo: «Ho ascoltato con viva attenzione tutti i sermoni tenuti da questo pulpito, e ho deciso fermamente che quando tornerò a casa sarò un uomo migliore di quanto lo sia mai stato in passato».(4)

Presidente Benson, queste sono le dichiarazioni di quattro suoi colleghi che hanno esercitato su di lei una profonda influenza. Lei stesso ha detto, a conclusione di un‘altra conferenza: «Possiamo noi tutti tornare a casa con rinnovata dedizione alla sacra missione della Chiesa, che è stata sottolineata in modo tanto stupendo durante le sessioni di questa conferenza per ‹invitare tutti a venire a Cristo› (DeA 20:59): ‹sì, venite a Cristo, e siate perfetti in Lui› (Moroni 10:32)».(5)

Miei cari fratelli e sorelle, conosco l‘amore che il presidente Benson nutre per voi, per il Signore e per il Suo lavoro. Egli ci esorterebbe a osservare i comandamenti, a santificare le nostre case e a perfezionare la nostra vita. Possiamo noi quindi, in unità, come membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, realizzare questi tre obiettivi. Facendolo, porteremo gioia alla nostra anima, pace al cuore del nostro profeta e un sorriso di approvazione di Dio sul nostro operato.

Una volta ancora
Una volta ancora s‘alzi questo cor
in onore al nostro grande Salvator.
Il Suo cuor benigno,
la bontà fedel,
con gran gioia elevan

Quest‘opera è vera. Gesù è il Cristo. Ezra Taft Benson è un profeta di Dio. Ne porto testimonianza, e prego che le benedizioni del cielo scendano su tutti noi. Nel nome di Gesù Cristo. Amen.

Mostra riferimenti

  1.  

    1. Conference Report, 3 ottobre 1965, pag. 144

  2.  

    2.  Conferenza generale, aprile 1971

  3.  

    3. Conferenza generale, ottobre 1972

  4.  

    4. Conferenza generale, ottobre 1976

  5.  

    5. Conferenza generale, aprile 1988

  6.  

    6. Inni, No. 108