«Ecco, il Signore mi ha manifestato cose grandi e meravigliose»

Assistant to the Quorum of the Twelve Apostles


L. Tom Perry
«Viviamo nell‘epoca più gloriosa della storia dell‘umanità. La possibilità di godere dei benefici che il Signore ci dà non è mai stata così grande».

Brigham Young usò queste parole per esortare i santi a ricorrere alle Scritture:

«Fratelli e sorelle, leggete voi le Scritture come se foste stati voi stessi a scriverle mille, duemila o cinquemila anni fa? Le leggete come se foste voi gli uomini che le scrissero? È vostro privilegio far questo, affinché possiate capire bene e conoscere lo spirito e il significato della parola scritta di Dio, così come conoscete le cose che fate ogni giorno» (Discorsi di Brigham Young, pag. 126).

Nel Libro di Mormon vi sono molte storie che contengono lezioni preziose, valide in ogni epoca. È un libro di grandi passioni e di grandi sentimenti. Seguiamo il consiglio di Brigham Young e immaginiamo di trovarci là dove stava Moroni, l‘ultimo dei grandi profeti nefiti. L‘incarico datogli da suo padre di portare a termine gli annali affidati alle sue cure era molto difficile. Quando descrisse la distruzione completa del suo popolo, Moroni doveva trovarsi in uno stato di shock.

Egli certamente sentiva l‘obbligo di descrivere il modo in cui i Lamaniti avevano dato la caccia al suo popolo sino a distruggerlo completamente. Oppresso dalla solitudine, egli spiega che suo padre si trovava tra coloro che erano stati uccisi. Ci rendiamo conto che l‘unico motivo per cui Moroni visse fu per portare a termine gli annali. Egli scrisse infatti: «Ecco perché scriverò, e nasconderò gli annali sotto terra; poi, poco importa dove andrò» (Mormon 8:4).

Egli ha solo la certezza che il Signore lo preserverà abbastanza a lungo da consentirgli di portare a termine gli annali che un giorno saranno scoperti da una persona scelta da Lui. Egli è consapevole che gli annali saranno una voce di ammonimento per le generazioni future circa quello che accade quando le nazioni, come fece la sua, si allontanano dagli insegnamenti del Signore. È dalla profondità del suo cuore che Moroni implora coloro che alla fine riceveranno questi annali. Egli vuole risparmiare a coloro che leggeranno la sua storia il dolore e l‘infelicità che scaturiscono dalla disobbedienza.

Egli scrive innanzitutto ai membri della Chiesa, e poi a coloro che non hanno abbracciato il vangelo di Gesù Cristo. Le ultime parole rivolte da Moroni ai membri della Chiesa sono una voce di ammonimento. Egli scrive come colui che vede la storia del suo popolo ripetersi nel futuro. In Moroni 8:34-38 leggiamo:

«Ecco, il Signore mi ha manifestato cose grandi e meravigliose in merito a ciò che deve accadere prossimamente, nel giorno in cui queste cose vedranno la luce in mezzo a voi.

Ecco, io vi parlo come se foste presenti, eppure non lo siete. Ma ecco, Gesù Cristo vi ha mostrati a me, ed io conosco i vostri atti.

E so che camminate nell‘orgoglio dei vostri cuori; e non ve n‘è alcuno, salvo pochissimi, che non si elevi nella superbia del suo cuore, rivestendosi di abiti sontuosi, e che non si dia alla gelosia, ai conflitti, alla malizia, alle persecuzioni ed a ogni sorta d‘iniquità; e le vostre chiese, sì, anzi, tutte, si sono corrotte per l‘orgoglio dei vostri cuori.

Voi infatti amate il denaro e le vostre sostanze ed i vostri abiti sontuosi e gli ornamenti delle vostre chiese, più che non i poveri ed i bisognosi, gli ammalati e gli afflitti.

O voi, esseri corrotti, voi ipocriti, voi insegnanti che vi vendete per ciò che perisce, perché avete insozzato la santa chiesa di Dio? Perché vi vergognate di assumere il nome di Cristo? Perché non pensate che il valore di una felicità senza fine è ben superiore a quella miseria che non prenderà mai fine – e tutto ciò per ottenere le lodi del mondo?» (Mormon 8:34-38).

Ritengo che uno dei più grandi misteri della storia dell‘umanità sia il motivo per cui gli uomini non imparano dalla storia. Perché coloro che professano di essere veri seguaci di Cristo spesso diventano vittime delle lusinghe del mondo? Eppure quanto sono evidenti i benefici di cui godono coloro che confidano nelle vie prescritte dal Signore e le seguono!

Ultimamente i quotidiani e i periodici di economia hanno ampiamente riferito sui successi ottenuti dall‘Utah, lo stato in cui abbiamo ancora la più alta concentrazione di membri della Chiesa. Queste pubblicazioni dichiarano che noi abbiamo «un patrimonio di valori all‘antica, che abbiamo davvero realizzato il grande sogno americano» (New York Times, 15 settembre 1991, pag. 1).

Un articolo dice testualmente: «Se, come scrisse una volta Karl Marx, la religione è l‘oppio dei popoli, nell‘Utah è invece un‘anfetamina. Grazie in gran parte all‘influenza della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, l‘Utah è diventato l‘invidia dei suoi vicini» (Time, 29 luglio 1991, pag. 22).

In un‘altra rivista, Business Week, leggiamo: «L‘Utah è in testa alla classifica. Tra i cinquanta stati, l‘Utah ha il tasso di istruzione più elevato, la popolazione più giovane, la più alta percentuale di studenti che arrivano alla maturità, la più alta percentuale di persone che vanno all‘università; è al nono posto in percentuale per il numero dei laureati, la popolazione con la più alta media di scolarizzazione, il più alto tasso di natalità, il più basso tasso di mortalità; è al quarto posto per la durata media della vita; è tra i tre stati con minore incidenza di cancro, uno degli stati con minori malattie cardiache; ha il più basso consumo di alcool, il più basso consumo di tabacco, la più breve durata dei ricoveri ospedalieri, la popolazione più sana e il miglior governo statale» (Business Week, 16 dicembre 1991, pag. 118).

Notate in questi articoli sia quello che viene detto che quello che non vien detto. Quanto scrivono fa onore ai successi collettivi, non a quelli individuali. Ciò che è degno di nota è quello che i cittadini dell‘Utah sono riusciti a fare insieme. Le nostre comunità diventano un faro per il mondo. Il nostro popolo ha dimostrato la capacità di superare in gran parte i contrasti che dividono i cittadini sulle varie questioni, l‘individualismo incontrollato e l‘egoismo.

Quanto vorrei sentirmi soddisfatto della lusinghiera attenzione di cui siamo oggetto! Ma nel mezzo di questa pubblicità favorevole troviamo tanti membri della Chiesa che cercano i piaceri del mondo, contrariamente alle indicazioni che i profeti del Signore hanno impartito nel corso delle varie epoche.

Molti di noi si preoccupano di avere bei vestiti, case grandi, automobili di lusso e tutti gli elettrodomestici immaginabili, più di quanto si preoccupino dei poveri e dei bisognosi. Ora incombe su di noi anche la minaccia della legalizzazione dell‘aborto, del gioco d‘azzardo e della pornografia e dell‘abolizione delle preghiere pubbliche, una vera calamità per i valori che ci uniscono in una comunità di santi.

Chiaramente negli ultimi giorni i membri della Chiesa si trovano ad affrontare impegni difficili. Se vogliamo preservare la nostra unicità, dobbiamo non soltanto resistere, ma lanciare una controffensiva per contrastare le tentazioni e gli insegnamenti del mondo.

Nonostante le difficoltà che dobbiamo affrontare, imploro tutti voi a rimanere fermi nelle vostre convinzioni. Non c‘è modo di sfuggire alla tempesta delle condanne che Dio farà scendere sul capo dei Suoi figli che decidono di tenere un comportamento contrario alla Sua volontà. Dobbiamo ascoltare l‘ammonimento di Moroni ed evitare il destino che portò alla distruzione del suo popolo.

I sentimenti di Moroni devono anche essere interpretati come l‘invito a un rinnovato desiderio di svolgere il lavoro missionario. Moroni fu pure testimone della malvagità e della distruzione che scaturiscono dall‘incredulità, quando le anime degli uomini e delle donne non sono fermamente ancorate agli insegnamenti del Vangelo. Dopo aver ammonito i credenti, egli implora i miscredenti. Cominciando dal primo versetto del nono capitolo di Mormon leggiamo:

«Ed ora parlerò pure di quelli che non credono in Cristo.

Ecco, crederete voi nel giorno in cui sarete visitati – ecco, quando il Signore verrà, sì, anzi, in quel gran giorno in cui la terra sarà arrotolata come una pergamena e gli elementi si fonderanno con calore ardente, sì, in quel gran giorno in cui sarete condotti alla presenza dell‘Agnello di Dio – allora direte forse che non v‘è Dio?

Negherete forse ancora il Cristo, o potrete contemplare l‘Agnello di Dio? Supponete forse di poter dimorare con Lui, con la coscienza della vostra colpa? Supponete forse di poter essere felici di abitare con quell‘Essere santo, mentre le vostre anime sono straziate dal rimorso di aver costantemente abusato delle Sue leggi?

Oh allora, voi, increduli, convertitevi al Signore; gridate con tutte le vostre forze al Padre, in nome di Gesù, affinché forse in quel gran giorno siate trovati immacolati, puri e belli, essendo stati nettati dal sangue dell‘Agnello» (Mormon 9:1-3, 6).

Chi non è disposto ad ascoltare la voce di ammonimento proveniente da una persona che ha assistito a tanto dolore e a tanta infelicità? C‘è da stupirsi che le sue parole dichiarino che c‘è una maniera migliore, più piena, di vivere? Le parole di Moroni non sono soltanto una voce di ammonimento, ma anche una voce di speranza. Egli ci fa sapere che ogni figlio di Dio è a Lui prezioso. Egli desidera che ogni anima goda dell‘immortalità e della vita eterna. Continuando quindi con il suo messaggio, contenuto nei versetti 13 e 14, leggiamo:

«Per la redenzione dell‘uomo, venuta mediante Gesù Cristo, esso è restituito alla presenza di Dio; sì, è in lui che tutti gli uomini sono riscattati, perché la morte di Cristo porta la risurrezione, la quale produce una redenzione da un sonno eterno, dal quale sonno tutti gli uomini saranno risvegliati per la potenza di Dio, quando suonerà la tromba; e verranno tutti fuori, grandi e piccoli, e tutti staranno dinanzi alla Sua sbarra, dopo essere stati redenti e sciolti dai legami eterni della morte, che è una morte temporale.

Allora il giudizio del Santo viene su di loro; e viene il tempo in cui gli impuri rimarranno ancora impuri; e i giusti e santi rimarranno tali; e chi è felice rimarrà felice; e l‘infelice resterà nella sua infelicità» (Mormon 9:13-14).

Noi vogliamo qui dichiarare che il vangelo restaurato del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo è tra noi, per il beneficio di tutti i figli del nostro Padre celeste. Siamo ansiosi di farvelo conoscere. Uno dei nostri ultimi profeti ha detto:

«È nostro obiettivo portare il Vangelo a tutto il mondo. È un progetto ambizioso. Ma, come sapete, abbiamo in animo di fare ciò che il Signore ha già veduto e ciò che Egli ci ha chiesto di fare» (Presidente Spencer W. Kimball, Seminario per i rappresentanti regionali, aprile 1976).

Vi invitiamo a venire ad unirvi a noi per trovare il vero successo che la vita ha da offrire.

Oggi ci troviamo circondati da tanto scoraggiamento, disperazione, mancanza di fiducia e perdita di speranza. Mi chiedo a cosa ci porta tutta questa tristezza. Pensate per un momento insieme con me ai grandi benefici che ci sono stati promessi in un‘alleanza con il Signore. Egli ha stipulato con ognuno di noi un contratto chiaro e solenne sin dal principio, di darci tutto quello che Egli possiede a condizione della nostra fedeltà. Egli ha dichiarato: «Io, il Signore, sono impegnato quando fate ciò che Io dico».

Per solenne alleanza Egli terrà fede alla Sua parte dell‘accordo. Siamo noi che decidiamo, mediante la nostra prestazione individuale, se ricevere o meno queste grandi benedizioni. Cosa ci è chiesto di fare?

Innanzitutto dobbiamo essere obbedienti alle leggi del Signore. Questa è una delle prime lezioni insegnate ad Adamo ed Eva: l‘obbedienza porta alla fede, porta alle benedizioni del cielo. La disobbedienza porta al dolore e alla disperazione.

Dopo la legge dell‘obbedienza c‘è il requisito di dedicare noi stessi al servizio dei figli del nostro Padre nei cieli. Sacrificare ciò che abbiamo per soccorrere i nostri fratelli e sorelle è la prova suprema del Vangelo. Uno degli scopi di questa esperienza terrena è quello di vedere se seguiremo l‘esortazione del Salvatore a cercare prima il regno e la giustizia di Dio, poiché le altre cose ci saranno allora sopraggiunte (vedi Matteo 6:33).

Viviamo nell‘epoca più gloriosa della storia dell‘umanità. La possibilità di godere dei benefici che il Signore ci dà non è mai stata così grande, come grande è la possibilità di servirLo e di conoscere la soddisfazione eterna che tale servizio ci porta.

Le parole di Moroni e la voce dei profeti riempia il nostro cuore e la nostra anima, affinché possiamo sfuggire agli errori commessi in passato a causa della disobbedienza alle leggi eterne di Dio. Ricordiamo che è in nostro potere godere i frutti del Vangelo che Egli ci ha promesso, se obbediremo alle Sue leggi e saremo disposti a rendere a Lui ciò che Egli ci chiede in termini di servizio e di sacrificio.

Vi porto la mia testimonianza che Dio vive e che Gesù è il Cristo, il Figlio del nostro Padre eterno; e questo io dichiaro nel nome del nostro Salvatore, Gesù il Cristo. Amen.